08/04/2012
«Lasciata 6 ore al pronto soccorso». Donna muore per arresto cardiaco
«Lasciata 6 ore al pronto soccorso». Donna muore per arresto cardiacoNapoli il tragico decesso di una madre di 4 figli. I parenti della vittima, Claudia D'Aniello, hanno denunciato i medici del Fatebenefratelli. «Ci dicevano: il radiologo è in riunione».
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19/12/2011
Bonanni: «Articolo 18? Pagare di più il lavoro flessibile». Camusso: «Venite nel paese reale»
Bonanni: «Articolo 18? Pagare di più il lavoro flessibile». Camusso: «Venite nel paese reale»IN TANTI NEL GIORNO DELLO SCIOPERO PER PUBBLICO IMPIEGO. Protesta a Roma contro la manovra, Piazza Montecitorio piena. Bonanni (Cisl): Fornero fa la maestrina, metta incentivi per precari
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25/01/2011
Caso Cucchi, 12 a giudizio e una condanna a 2 anni
Caso Cucchi, 12 a giudizio e una condanna a 2 anniSono accusati di lesioni e abuso di autorità, favoreggiamento, abbandono di incapace, abuso d'ufficio e falsità ideologica
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26/11/2010
Le dicono di abortire perché il feto è morto «Invece sono ancora incinta di 3 mesi»
Le dicono di abortire perché il feto è morto «Invece sono ancora incinta di 3 mesi»La denuncia di una 35enne: dopo ore di attesa al pronto soccorso del Pertini e l'ecografia, volevano farmi il raschiamento. Ma il piccolo era vivo e stava bene
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19/07/2010
Manovra, sciopero dei camici bianchi
Manovra, sciopero dei camici bianchiSospesi 40 mila interventi, garantite solo le urgenze. Sit-in alla Camera. Medici, veterinari, sanitari e amministrativi incrociano le braccia per 24 ore contro i tagli alla sanità
MILANO - Camici bianchi in sciopero dalla mezzanotte contro la manovra economica del governo e i tagli alla sanità. Uno stop di 24 ore interesserà medici, veterinari, sanitari e amministrativi. A Montecitorio si sono radunati da mezzogiorno, per un sit-in di protesta, decine di medici tra bandiere, striscioni e vuvuzela. Sospesi 40 mila interventi e migliaia di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche. Saranno comunque garantite le urgenze. E mentre anche i medici pronunciano con forza il loro no al provvedimento economico, il governo non cede e blinda il testo, alla vigilia dell'iter alla Camera ma annuncia di essere pronto a un «patto con le Regioni» per stabilire «modalità e contenuti» dei tagli.
«IN GIOCO IL BENE DELLA SANITÀ PUBBLICA» - sindacati che rappresentato i medici si scusano con i cittadini: «Scusate per i disagi» ma è in gioco «il bene prezioso della sanità pubblica», ha detto Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici. Intanto è botta e risposta a distanza tra Governo e opposizione. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha ribadito che «non si prevede blocco del turn over nelle Regioni con i conti a posto e si pensa ai contratti a tempo per valorizzare il merito». I ricambi del personale verranno congelati, ha assicurato, «solo nelle quattro Regioni in profondo rosso». La manovra, ha sottolineato poi il ministro «non ha toccato la sanità. Non ha previsto ticket e neppure tagli. Piuttosto si deve cercare di azzerare gli sprechi dove ancora esistono« anche perchè »dove si spende di più, l'assistenza è peggiore». Dal canto suo Ignazio Marino, senatore Pd e presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale ha detto di trovare «davvero superficiale la posizione del ministro della Salute che ha liquidato le conseguenze della manovra economica sull'efficienza del Sistema sanitario nazionale con un giro di parole. Non si tratta affatto di lotta agli sprechi ma di veri e propri tagli che indeboliranno i nostri ospedali e i servizi vitali che essi rendono ai cittadini. Per questo domani mi unirò allo sciopero dei medici». Di fatto, secondo Marino «per ogni cinque medici che andranno in pensione sarà possibile assumerne solo uno e questo produrrà un impatto molto negativo sui servizi e sull'assistenza». Sul fronte sindacale «la nostra protesta - ha spiegato domenica il segretario nazionale della Fp-Cgil Medici, Cozza - è per difendere chi crede nella sanità pubblica e chi quotidianamente opera in condizioni sempre più disagiate negli ospedali e nei servizi territoriali per garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini» e «domani ci vogliamo far sentire, con il primo sciopero nazionale unitario da quando è in carica il governo Berlusconi». «La carenza di 30.000 medici nei prossimi 4 anni e il licenziamento della metà dei precari impegnati in attività fondamentali a partire dal Pronto Soccorso - hanno sottolineato i sindacati delle professionalità del Ssn - si rifletterà in una caduta qualitativa e quantitativa delle prestazioni erogate, con le liste di attesa destinate a misurarsi in semestri». (Fonte Ansa)
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28/12/2009
La Spezia, i carabinieri scoprono 49 infermieri senza titolo: denunciati
La Spezia, i carabinieri scoprono 49 infermieri senza titolo: denunciati
Non risultavano iscritti all'albo del collegio professionali infermieri, requisito essenziale ed indispensabile
GENOVA - I carabinieri del Nucleo tutela della salute del comando di Genova, durante un controllo nel settore delle professioni sanitarie, hanno scoperto che nella Asl 5 di La Spezia erano presenti 49 infermieri che operavano senza il regolare titolo abilitante.
ALL'ALBO - I carabinieri li hanno denunciati tutti perché, dipendenti della Asl, non risultavano iscritti all'albo del collegio professionali infermieri, requisito essenziale ed indispensabile per poter svolgere l'attività sanitaria, sia come libero professionista, sia come dipendente. Gli infermieri sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per l'esercizio di una professione svolto senza i titoli abilitanti prescritti (articolo 348 del codice penale).
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26/05/2009
Praga, seno nuovo gratis per chi accetta di fare l’infermiera
Praga, seno nuovo gratis per chi accetta di fare l’infermiera
La clinica: in tre mesi boom di richieste. Praga, benefit per bloccare la fuga: in cambio un contratto di lavoro per tre anni
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| (foto di Marcella Milani) |
PRAGA — Gli infermieri sono merce rara. In Italia. In Europa. Nel mondo, visto che quelli dei Paesi più poveri migrano in cerca di salari migliori nelle regioni più ricche. E così, per fermare l’emorragia e reclutare nuove infermiere, una clinica privata di Praga ha offerto un benefit unico nel suo genere: un’operazione di plastica al seno (cosce e/o pancia) in cambio di un contratto di lavoro per tre anni. «È stato un successo: in tre mesi abbiamo incrementato le domande del 10%», ha esultato Jiri Schweitzer, amministratore delegato della Iscare, sfidando le polemiche nate sul caso. «Ovviamente, se la dipendente vorrà andarsene prima, dovrà rimborsare i costi dell’intervento». Petra Kalivodova, 31 anni, è una delle prime infermiere ad aver firmato il contratto. Tra i benefit proposti — lezioni di tedesco, cinque settimane di vacanza o chirurgia plastica — ha scelto un’operazione estetica al seno. Nella Repubblica Ceca l’intervento costa, normalmente, 2.600-2.800 euro. Una spesa, ha dichiarato Petra all’International Herald Tribune, che non avrebbe mai potuto sostenere con i suoi mille euro scarsi al mese di stipendio. «Mi sento meglio quando mi guardo allo specchio», ha detto. «Ci hanno sempre insegnato che se un’infermiera è bella, intelligente e ama il suo lavoro, il recupero dei suoi pazienti è più veloce». Dunque, perché no?
Solo nell’ultimo anno 1.200 infermieri hanno lasciato la Repubblica Ceca per cercare un impiego all’estero. Germania e Gran Bretagna in primis. Ma anche in Italia. All’appello, secondo le associazioni di categoria, mancherebbero a 5.000 dipendenti. A Brno, per questo motivo, un ospedale è stato costretto a chiudere il suo reparto di terapia intensiva. E pure la pubblica Na Bulovce di Praga, insieme a buoni pranzo e assistenza ai figli, ha deciso di offrire come benefit ai suoi infermieri «operazioni di estetica a prezzi ridotti».
«Anche nel nostro Paese, soprattutto le cliniche private, ricorrono a una serie di benefit per attirare infermieri. Ma questi casi, gravissimi, sono l’emblema di un’emergenza ormai globale», afferma Annalisa Silvestro, presidente della Federazione nazionale dei collegi infermieri. In Gran Bretagna sono state temporaneamente tagliate decine di letti negli ospedali. Negli Usa il governo ha stimato una carenza di un milione di infermieri entro il 2016. «In Italia ne mancano tra i 40.000 e i 60.000», spiega Silvestro. «Contiamo 375.000 infermieri e di questi 30.000 sono stranieri. Anche se si inizia a vedere un esodo all’inverso, questo è un bene per noi e un male per i loro Paesi: ecco perché i governi devono affrontare il problema a livello globale». Concorda Giovanni Muttillo, presidente del Collegio Ipasvi di Milano, che rilancia: «Noi stiamo cercando di contrastare in tutti i modi queste speculazioni, è in corso una vera e propria tratta degli infermieri ». E spiega: «I benefit spregiudicati e le organizzazioni che reclutano infermieri in modo irregolare (diplomi falsi, sequestro di documenti) fanno parte di un’unica realtà che travalica i confini e fa male alla salute globale».
Alessandra Mangiarotti
11:29 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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11/03/2009
INCHIESTA SU CLINICA: "TROPPE MORTI SOSPETTE"
INCHIESTA SU CLINICA: "TROPPE MORTI SOSPETTE"
PAOLA (COSENZA) - Degenti scomparsi, morti sospette ma anche traffico di organi e falsi testamenti per accaparrarsi i beni dei pazienti. Ha dell'incredibile quanto sta emergendo dall'inchiesta che la Procura della Repubblica di Paola sta conducendo sull'Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d'Aiello. La struttura, di proprietà di una fondazione che fa capo all'Arcidiocesi di Cosenza, è nell'occhio del ciclone dal 2006, da quando cioé fu sequestrata a causa delle condizioni di degrado.
Ma è nel luglio del 2007 che il bubbone della struttura di ricovero scoppia in tutta la sua virulenza con l'arresto del direttore, don Alfredo Luberto, un sacerdote che si sarebbe appropriato di somme per milioni di euro investendole in appartamenti di lusso, quadri antichi, gioielli e altri beni poco consoni all'austerità cui dovrebbe ispirarsi la vita di un sacerdote. Don Luberto, proprio nei giorni scorsi, è stato rinviato a giudizio. Adesso, però, si scopre che l'istituto Papa Giovanni XXIII non sarebbe servito soltanto a don Luberto ed alla cerchia dei suoi più stretti collaboratori per arricchirsi. La casa di cura sarebbe stata, secondo la definizione del Procuratore della Repubblica di Paola, Bruno Giordano, "un pozzo degli orrori".
Nelle indagini si parla, infatti, di 12 persone scomparse e di 15 morti sospette riguardanti altrettanti degenti. I numeri, tra l'altro, secondo gli investigatori, sono parziali ed a conclusione dell'inchiesta, quando i fatti saranno accertati completamente, saranno molto più consistenti. Chi è deciso ad andare fino in fondo in questa vicenda è proprio la Procura di Paola "Stiamo indagando - ha detto Giordano - per fare luce su tutte le stranezze che hanno caratterizzato la gestione del Papa Giovanni. E vogliamo anche capire le complicità occulte di cui potrebbero avere beneficiato i responsabili di questa situazione". La Procura ha già disposto lo sgombero dei 300 degenti del Papa Giovanni. Un provvedimento che sarà eseguito, ha detto Giordano, "soltanto quando sarà trovata una collocazione alternativa per i ricoverati e quando si realizzeranno le condizioni più opportune per la sua esecuzione. Non una pura azione repressiva, dunque, ma di salute e sicurezza pubblica, nell'interesse in primo luogo degli ammalati e dei lavoratori".
Bisogna anche risolvere il problema del futuro dei circa 500 lavoratori del Papa Giovanni. L'istituto è servito anche per gestire clientele politiche legate all'assunzione del personale. Ci sono stati periodi in cui il Papa Giovanni ha avuto più dipendenti che ricoverati. Per l'attuazione dello sgombero saranno impiegati oltre mille agenti con l'intervento del Reparto Celere. Quanto sta emergendo dall'inchiesta viene, comunque, vivacemente contestato dal portavoce dei dipendenti dell'istituto.
"In questa struttura - dicono i dipendenti - non si è verificato nulla di losco. Non ci sono state scomparse e meno che mai omicidi, ma solo 4-5 allontanamenti volontari. Troviamo ingiusto che ora noi dipendenti veniamo descritti come degli assassini quando, invece, per anni, ci siamo presi cura dei pazienti che si trovano in questa struttura".
Ezio De Domenico
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