16/02/2010
Tumori: un super-raggio per «bruciarli» con i protoni
Tumori: un super-raggio per «bruciarli» con i protoni
SARA' PIENAMENTE OPERATIVO NEL 2013. Apre il centro di adroterapia di Pavia. È il quarto al mondo. Servirà nei casi non operabili
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MILANO - È un super-raggio invisibile che arriva fin dentro il Dna delle cellule del tumore e lo distrugge. A produrlo è un complicato sistema di macchine acceleratrici e di linee di trasporto che portano, direttamente sul paziente in sala operatoria, fasci di particelle subatomiche, capaci di aggredire anche quel 5 per cento di tumori non operabili o resistenti alle normali radioterapie. La nuova terapia è adesso disponibile anche in Italia, a Pavia, dove è stato inaugurato ieri, alla presenza dei ministri Ferruccio Fazio, Giulio Tremonti e Umberto Bossi, il primo Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (gli adroni sono appunto le particelle utilizzate, protoni e ioni di carbonio), il quarto al mondo, dopo quelli di Chiba e Hyogo, in Giappone, e di Heidelberg, in Germania.
SINCROTRONE - A produrre e ad accelerare gli adroni è un sincrotrone realizzato dall’Istituto italiano di fisica nucleare. «Si tratta di un acceleratore di particelle — spiega Sandro Rossi, direttore tecnico della Fondazione Cnao — con due sorgenti che generano ioni carbonio e protoni. Questi ioni girano nel sincrotrone a una velocità iniziale di circa 30 mila chilometri al secondo e vengono, poi, accelerati fino all’energia desiderata, scelta dal medico in base alla profondità del tumore». Il fascio viene poi avviato alla sala di trattamento (ce ne sono tre, mentre una quarta servirà per la ricerca): in quella centrale si trova «sospeso» un magnete di 150 tonnellate che serve a curvare di 90 gradi il fascio di particelle e a dirigerlo, dall’alto, sul paziente. Possono bastare 2-3 minuti per l’irradiamento e, in media, una decina di sedute per completare il ciclo di terapia. «Questo trattamento, però — ricorda Roberto Orecchia, direttore scientifico della Fondazione Cnao — non sostituisce la radioterapia convenzionale, ma è un’arma in più». Alcune delle forme «difficili» che si potranno trattare con la adroterapia sono i sarcomi, i tumori del sistema nervoso centrale, quelli della testa e del collo, i melanomi dell’occhio, ma anche tumori cosiddetti non a piccole cellule del polmone o le neoplasie primitive del fegato. A oggi, in tutto il mondo, 50 mila pazienti sono stati trattati con protoni e oltre 6 mila con ioni carbonio con ottimi risultati. Una particolarità di questa terapia è, infatti, la capacità di penetrare in profondità, ma salvaguardando i tessuti sani. Il centro pavese avvia ora la sua fase di sperimentazione, che si concluderà nell’ottobre del 2011, e da allora comincerà la vera e propria attività di cura routinaria. Lavorerà a pieno regime nel 2013, quando sarà in grado di curare circa 3000 pazienti in un anno.
Adriana Bazzi
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07/11/2009
Sospetta influenza A: due bambini morti a Napoli a poche ore di distanza
Sospetta influenza A: due bambini morti a Napoli a poche ore di distanza
SONO ATTESI I RISULTATI DEL TAMPONE. Avevano, rispettivamente, quattro e otto mesi. Per entrambi si attende la conferma dell'infezione da H1/N1
NAPOLI - Due bambini morti a Napoli a poche ore di distanza probabilmente a causa della nuova influenza. Un piccolo di 4 mesi è deceduto nella terapia intensiva all'ospedale «Annunziata» del capoluogo campano. Il bambino era stato portato con grosse difficoltà respiratorie dai genitori in pronto soccorso alle 11 di sabato mattina; una radiografia aveva mostrato una polmonite interstiziale in atto. Il bimbo non aveva febbre ed è stato trasferito subito nel reparto di terapia intensiva neonatale, dove è stato sottoposto a ventilazione assistita e intubato. È morto alle 12. I genitori hanno autorizzato l'autopsia, che consentirà anche di capire se c'è stato un contagio da virus A H1N1.
L'altra piccola vittima è morta sabato mattina alle 10:30. Aveva otto mesi ed era ricoverata da venerdì all'ospedale Cardarelli per sospetta influenza A. La causa del decesso è una polmonite bilaterale gravissima. Ancora non sono stati resi noti i risultati del tampone a cui la bimba, giunta al Cardarelli dall'ospedale Fatebenefratelli in gravissime condizioni, era stata sottoposta ieri alle 17. Ieri il direttore sanitario del Cardarelli, Franco Paradiso, aveva detto: «Vi sono tutti i presupposti perchè la bambina sia positiva all'H1N1». La bambina era nata da parto trigemellare e già dieci giorni fa era stata ricoverata per problemi respiratori. Le sue condizioni si sono poi ulteriormente aggravate e la famiglia ne ha disposto, in accordo con i sanitari, il trasferimento nell'ospedale Cardarelli dove la piccola è stata subito ricoverata nella rianimazione polmonare e intubata. Le sue condizioni erano state definite già venerdì gravissime.
A TORINO MUORE 75ENNE - Un altro decesso per la nuova influenza a Torino, dove è deceduto uno dei quattro ricoverati all'ospedale Molinette di Torino affetti dal virus H1/N1. L'uomo, di 75 anni, era già in fase terminale per un mieloma che lo aveva colpito. Era stato ricoverato venerdì scorso in condizioni gravissime.
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05/11/2009
Le regole per curare la nuova influenza
Le regole per curare la nuova influenza
I bambini In questo momento sono i più colpiti, la temperatura può andare oltre i 40 gradi. Antipiretici per abbassare la febbre, no agli antibiotici. Quando chiamare il medico e quando andare in ospedale
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| (Ansa) |
Febbre alta, oltre i 38.5, mal di testa, dolori diffusi. Una triade di sintomi che lascia pochi dubbi di questi tempi: si tratta, con ogni probabilità, di influenza A. Allora è meglio dimenticare il «fai da te» e chiamare il medico. Perché, se è vero che la nuova influenza non è più cattiva di quella stagionale (che non è ancora arrivata), è anche vero che certe categorie di persone sono più vulnerabili all’infezione da virus H1N1 (come i bambini e i giovani) o rischiano di più le complicanze (come le donne in gravidanza). Non tutti coloro che vengono a contatto con il virus si ammalano, ma chi lo fa, nel giro di due o tre giorni, si mette a letto ed è bene che ci stia. Del resto non può fare altrimenti proprio perché la febbre alta (che può arrivare nei bambini fino a 40 gradi) provoca un grave malessere generale. Ecco perché è bene cercare di ridurla.
IL TERMOMETRO SALE- «Non dimentichiamoci — dice Massimo Galli del Dipartimento di malattie infettive all’Ospedale universitario Sacco di Milano — che la febbre è un meccanismo di difesa dell’organismo contro l’infezione e non va combattuta in quanto tale, ma perché provoca spossatezza, mal di testa e dolori al malato e non lo fa riposare bene ». L’antipiretico da preferire è il paracetamolo. Per il resto non sono indicati altri farmaci, tanto meno gli antibiotici che non funzionano contro i virus e non prevengono le infezioni batteriche. E poi valgono le solite regole: stare al caldo, bere molto, soprattutto succhi di frutta, mangiare quello che ci si sente di mangiare.
ATTENZIONE AI BAMBINI - Qualche osservazione a parte meritano i bambini perché, per loro, la febbre può raggiungere punte di 40 gradi e passa. «Il paracetamolo come antipiretico va bene — dice Susanna Esposito della clinica pediatrica De Marchi all’Università di Milano — e nel giro di sei ore la temperatura dovrebbe scendere sotto i quaranta. Se non succede, è bene rivolgersi con urgenza al pediatra o andare al pronto soccorso » . Se la febbre è accompagnata da convulsioni, è sempre opportuno chiamare il pediatra o recarsi, anche in questo caso, al pronto soccorso quando l’attacco dura più di un quarto d’ora e riguarda non tutto il corpo, ma soltanto una parte. La Società italiana di pediatria non consiglia l’uso del ghiaccio per ridurre la temperatura del corpo, soprattutto se applicato direttamente sulla pelle e non attraverso una borsa. «Vale la pena di ricordare — aggiunge Galli — che, per prudenza, al di sotto dei 15 anni non si somministra come antipiretico l’aspirina: si sospetta, infatti, che possa provocare la cosiddetta sindrome di Reye, caratterizzata da disturbi del sistema nervoso ». Per il resto, anche per i bambini, è fondamentale bere. Non importa se non mangiano per uno o due giorni; poi si riprenderanno ed è importante che allora scelgano cibi sani (frutta, verdura, carne o pesce) e si alimentino in maniera regolare. Se non ci sono particolari problemi, la febbre, sia nei bambini che nei giovani e negli adulti, dura due o tre giorni poi comincia a calare: nel giro di una settimana, o poco più, la situazione si risolve. Non bisogna dimenticare, però, che dopo la comparsa dei sintomi si continua a eliminare virus anche per sette giorni: ecco perché non si deve tornare a scuola o al lavoro troppo presto, altrimenti si rischia di contagiare gli altri.
LA SPOSSATEZZA - «Questa influenza — dice Galli — può lasciare, dopo la guarigione, un senso di spossatezza e di stanchezza, qualche volta anche in forma importante. Anzi: è proprio questo che ci fa dire che si è trattato di vera influenza ». Altre forme simil-influenzali, le cosiddette Ili, che sono diffuse in questo periodo e danno gli stessi sintomi con febbre elevata, vengono spesso confuse con l’influenza A (finora sono il 50-60 per cento dei casi, ma stanno diminuendo per lasciare il posto all’influenza A) non provocano, infatti, questi strascichi.
LA TOSSE - «Nei bambini — dice Esposito — dopo due o tre giorni dall’inizio della febbre può comparire tosse, soprattutto secca, che allarma molto le mamme. Anche negli adulti questa influenza A provoca spesso una tracheite non pericolosa. La tosse può persistere alcuni giorni: non c’è una cura specifica, ma è bene che il bambino rimanga in casa per evitare sovrainfezioni batteriche. L’unica situazione che deve allarmare i genitori è la comparsa di difficoltà o di irregolarità del respiro: è opportuno, anche in questo caso, ricorrere al pronto soccorso » .
IN GRAVIDANZA - Le complicanze dell’influenza si manifestano di solito nelle persone che hanno già problemi di salute, ma c’è un’altra situazione, questa volta fisiologica, che va guardata con cautela: la gravidanza. Le donne che aspettano un bambino, fra i 20 e i 39 anni, rappresentano circa il 30 per cento di tutti i casi di influenza A che sono finiti in ospedale, almeno secondo i dati disponibili. E le complicanze più frequenti sono le polmoniti primitive (provocate cioè dal virus dell’influenza) e quelle secondarie (da sovrapposizione batterica). In generale la comparsa di complicanze è annunciata da un crescendo di sintomi e, in particolare, da difficoltà di respiro. «Le donne si devono allarmare — spiega Alessandra Kustermann della Clinica ostetrico-ginecologica Mangiagalli di Milano — quando i sintomi peggiorano, soprattutto se hanno malattie concomitanti o sono obese. In questi casi il ricovero è obbligatorio » . Per evitare le complicanze nelle donne gravide con malattie croniche, andrebbe valutata la somministrazione di farmaci antivirali, ma questi ultimi funzionano bene soltanto se assunti entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi di influenza. E poi non esiste una sperimentazione adeguata su questa categoria di pazienti: la scelta, quindi, va fatta caso per caso. «Si tende a consigliare gli antivirali come terapia — precisa Galli — nei casi di vera necessità, come appunto nei pazienti con malattie croniche concomitanti, in quelli a rischio di complicanze e in presenza di sintomi respiratori importanti».
GLI ANTIVIRALI - Il virus H1N1 è sensibile a due antivirali, l’oseltamivir, che è in compresse, e lo zanamivir, che viene somministrato per inalazione. Quest’ultima può risultare difficile nei bambini e in persone con difficoltà di respiro, pazienti che vanno, dunque, seguiti attentamente. «Siamo in attesa di antivirali da somministrare per iniezione — aggiunge Galli — che potrebbero essere utili nei casi più gravi». Uno, il peramivir, è appena stato autorizzato dalla Fda americana, l’ente di regolazione di farmaci, per l’impiego di emergenza.
Adriana Bazzi
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24/09/2009
Aids, vaccino riduce il rischio del 31%
Aids, vaccino riduce il rischio del 31%
Ogni giorno nel mondo vengono infettate 7.500 persone. L'annuncio di alcuni ricercatori thailandesi e medici militari americani. Test effettuato su 16 mila volontari
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MILANO - Per la prima volta un vaccino sperimentale ha tagliato il rischio di contrarre l'Aids. Lo sostengono alcuni ricercatori thailandesi che hanno dato l'annuncio nel corso di una conferenza stampa a Bangkok assieme a ufficiali medici militari americani. Secondo quanto riferito ai media, il vaccino ridurrebbe il rischio di infezione da virus Hiv di più del 31%. Il risultato deriva da un test su un campione di 16 mila volontari effettuato in Thailandia, il più grande campione mai utilizzato nella sperimentazione di un farmaco di questo genere.
PRIMA VOLTA - È la prima volta che un vaccino sperimentale dà questi risultati. La riduzione del rischio del 31% potrebbe essere considerato un risultato modesto. «Ma - sottolinea il colonnello Jerome Kim che ha guidato il team di ricerca per conto dell'esercito americano, che ha sponsorizzato la ricerca assieme all'Istituto nazionale di allergia e malattie infettive - è la prova che è possibile avere un vaccino preventivo sicuro ed efficace».
«MOLTO ANCORA DA FARE» - l risultato, quasi del tutto inatteso, ha stupito i ricercatori, che dicono di non sapersi spiegare come mai la combinazione di vaccini funzioni. «Io, come altri, non pensavo che ci fossero molte probabilità che funzionasse», spiega il dottor Anthony Fauci dell'Istituto Nazionale di Allergologia e Malattie Infettive degli Usa, che ha contribuito a finanziare lo studio. Ulteriore fattore di confusione sta nel fatto che le persone vaccinate e che si sono infettate ora hanno nel sangue la stessa concentrazione di virus delle persone infettate senza essersi vaccinate, e hanno subito gli stessi danni al sistema immunitario. Ciò significa che il vaccino sembra aiutare a prevenire le infezioni, ma non ha effetti sul virus una volta che questo ha colpito. «Non è la fine del percorso» ha precisato Fauci, «Ma c'è cauto ottimismo sulla possibilità di migliorare questo risultato». Secondo gli ultimi dati dell'agenzia dell'Onu Unaids, ogni giorno circa 7.500 persone in tutto il mondo vengono infettate dall'Hiv. Nel 2007 sono morte 2 milioni di persone a causa dell'Aids.
LO STUDIO - Lo studio si è basato sulla combinazione di due vaccini, il primo dei quali aumenta l'immunità agli attacchi dell'Hiv e il secondo rafforza la risposta dell'organismo. Si tratta dell'Alvac, della Sanofi Pasteur, e dell'Aidsvaz, sviluppato inizialmente dalla VaxGen e ora portato avanti dalla no profit Global Solutions for Incectious Diseases. La ricerca ha testato la combinazione dei due preparati in uomini e donne thailandesi Hiv negativi, di età comprese fra i 18 e 30 anni e con rischio di contagio nella media. A metà del campione è stata somministrata la combinazione di Alvac e Aidsvax per sei mesi, agli altri solo placebo. Nessuno ha però saputo cosa veniva loro somministrato fino alla fine del test. Non solo: a tutti sono stati forniti profilattici e consigli su come evitare infezioni sessualmente trasmissibili e a chiunque avesse poi contratto infezioni sarebbero state fornite cure antivirali gratuite.
I RISULTATI - I partecipanti al test sono stati seguiti per tre anni, al termine della vaccinazione.Sono state registrate nuove infezioni in 51 casi tra le 8.197 persone a cui sono stati somministrati i vaccini e in 74 tra le 8.198 che hanno invece ricevuto il placebo. Di qui la conclusione che il rischio si riduce del 31% nel caso di chi effettua la vaccinazione. Ulteriori dettagli sui risultati di questa ricerca costata complessivamente 105 milioni di dollari saranno diffusi a ottobre a Parigi nel corso di una conferenza specifica.
10:41 Scritto in RICERCA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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14/01/2009
Paris ti colpisce il pc con il virus
Paris ti colpisce il pc con il virusAlmeno 2,5 milioni i computer sotto attacco. «Infettato» il sito ufficiale della Hilton: un trojan per rubare i dati di chi si connette
MILANO - Un virus nel vostro computer e non sapete il perché? Verificate di non essere tra quegli utenti che nelle scorse settimane hanno magari fatto visita al sito di Paris Hilton. Già, perchè sulla pagina ufficiale della popolare ereditiera è stato piazzato un pericoloso virus informatico.
«AGGIORNAMENTO» - Nella sua nuova incarnazione, il virus prende le forme seducenti di Paris Hilton. Un gruppo di hacker se l'è presa ancora una volta con la bionda starlette americana, o meglio, col suo sito web. Parishilton.com è infatti sotto attacco di "ladri informatici" che tentano di rubare l'identità dei suoi fan. Nei giorni scorsi è apparso improvvisamente un update sulla pagina online.
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| Paris Hilton |
PC INFETTATI - Il virus ha colpito altri 15 mila siti e sta suscitando allarme tra molte società di software antivirus come la ScanSafe. Mary Landesman, ricercatrice presso quest'azienda, ha spiegato che «gli utenti di internet devono essere molto cauti in questo periodo» e che «siti come Parishilton.com sono un bersaglio estremamente attraente per i criminali del web». Il problema sulla pagina della Hilton, nel frattempo, sarebbe stato risolto, scrive la rivista "PC World". Non è ancora chiaro quanti siano in realtà le vittime di questo recente attacco, esperti parlano però di diverse centinaia di migliaia di utenti. Recentemente un simile virus è stato posizionato anche sui cliccatissimi portali americani, quali "sexy-celebrities.com" (un portale erotico) e sulla pagina della "Major League Baseball", la lega professionistica di baseball americana. Come se non bastasse, è di qualche giorno fa la notizia di un pericoloso network worm chiamato "Downadup" (alias Conficker, Conflicker o Kido), che ha cominciato a diffondersi a macchia d'olio, soprattutto nelle reti aziendali. Secondo la compagnia di sicurezza informatica finlandese "F-Secure Response" sarebbero stati infettati almeno 2,5 milioni di apparecchi in tutto il mondo, di cui 13.000 solo nel nostro paese. Downadup sfrutta in sostanza una vulnerabilità di Windows, nota come MS08-067. Il worm accede alle password delle reti aziendali o infetta direttamente le chiavette USB. In pratica, quando si attiva su un pc, assume i privilegi dell'utente collegato e cerca di copiarsi sulle cartelle condivise dagli altri apparecchi.
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01/11/2008
Allarme per il virus dei conti correnti
Allarme per il virus dei conti correntiIl Windows Sinowal riesce a captare informazioni su home banking e carte di credito. Un trojan mette in allarme le istituzioni finanziarie di tutto il mondo. Squadre anti-hacker al lavoro per debellarlo
LONDRA - Se ne è stato buono buono per due anni e mezzo, limitandosi a infettare in gran segreto migliaia di computer in tutto il mondo e a collezionare dati sensibili quali numeri di conti correnti e carte di credito e codici per l'utilizzo di servizi di home banking. Ma da qualche mese a questa parte è entrato in una fase di piena operatività gettando nel panico gli operatori finanziari di tutto il pianeta. Il Windows Sinowal trojan, un virus capace di aprire ai suoi ideatori le porte di tutti i pc con cui entra in contatto, è stato scoperto per la prima volta nel febbraio del 2006. Ma è in quest'ultimo periodo che la sua attività ha fatto scattare un campanello d'allarme su scala globale.
INFEZIONE SENZA FRONTIERE - Secondo la Rsa, una società che si occupa di sicurezza dei network citata dal sito della Bbc, avrebbe già compromesso qualcosa come 500 mila tra conti bancari online e carte di credito, di cui avrebbe compromesso la funzionalità. Questo software è particolarmente insidioso e viene addirittura definito uno dei più insidiosi crimeware mai creati nella storia delle truffe informatiche. Oltre a conti e carte di credito, questo trojan avrebbe consentito di mandare in tilt anche i sistemi informatici di istituzioni finanziarie di vari Paesi, tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia e Polonia. Nessun conto sarebbe invece stato intaccato in Russia e questo potrebbe accreditare la tesi secondo cui il virus sarebbe stato sviluppato proprio in questo Paese o in un'altra delle nazioni dell'Europa orientale.
CRESCITA ESPONENZIALE - L'infezione dei pc avviene con il semplice transito da pagine web in cui il virus è stato infiltrato, pronto per essere inconsapevolmente scaricato dai visitatori occasionali. Secondo i ricercatori di Google, sempre citati dalla Bbc, ci sarebbero centinaia di migliaia di siti potenzialmente pericolosi: un'analisi condotta nell'aprile del 2007 ha infatti permesso di stimare che almeno una pagina ogni dieci, tra le quattro milioni e mezzo esaminate, è sospetta di essere portatrice del virus. E nel corso del 2008 la diffusione del virus è continuata con una crescita esponenziale al putno che, stando alle stime di Sophos, sarebbero già state infettate 6 mila nuove pagine, con una progressione inarrestabile pari ad una nuova infezione ogni 14 secondi.
TASK FORCE ANTI-VIRUS - Ora una vera e propria task force internazionale è al lavoro nel tentativo di debellare il virus. Gli esperti di Rsa sono al lavoro con i responsabili delle reti di banche e istituzioni finanziarie e anche le forze dell'ordine di vari Paesi sono state allertate. I creatori del virus si sono sin qui mostrati particolarmente competenti, tanto da avere più volte aggiornato la propria «creatura» per renderla immune alle operazioni antivirus. In questo senso un grande compito spetta anche ai singoli navigatori. «Bisogna prestare grande attenzione ai link a cui si è tentati di accedere, soprattutto se li si trova in siti ad alto traffico come i social network, considerati particolarmente appetibili dagli hacker - ha spiegato Derek Manky, esperto di Fortinet -. La gente pensa che spesso sia sufficiente evitare di cliccare su pop up o allegati alle email per stare al sicuro. Invece anche il solo visitare un sito può esporre all'infezione».
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17/09/2008
PUNTA DAGLI INSETTI SUL - ROMA/AGRIGENTO
PUNTA DAGLI INSETTI SUL - ROMA/AGRIGENTOL'AZIENDA: effettuati i controlli, non abbiamo riscontrato nessun parassita. Una donna si è presentata all'ospedale di Canicattì con segni di punture sulle braccia e le parti intime
AGRIGENTO - Una donna di 62 anni si è presentata all'ospedale di Canicattì per farsi curare dalle punture di insetti che l'avrebbero colpita mentre si trovava sul treno Roma-Agrigento. I medici le hanno riscontrato effettivamente segni di punture di insetto e dopo le prime cure ha potuto lasciare l'ospedale con una prognosi di tre giorni.
PUNTURE - Secondo il racconto della passeggera, domenica scorsa all'altezza di Enna avrebbe notato i rigonfiamenti sulle braccia e un forte prurito nelle parti intime. La carrozza dove si trovava è stata inviata a Roma per accertare l'effettiva presenza di zecche o pulci. La donna ha presentato una denuncia contro Trenitalia.
I CONTROLLI - L'azienda da parte sua fa sapere di non aver riscontrato nessun insetto o parassita a bordo del Roma – Agrigento dello scorso 13 settembre. Questo il risultato di accurati controlli eseguiti da Trenitalia (Gruppo FS) dopo la denuncia di una viaggiatrice. Trenitalia, che aveva nell’immediato disposto la chiusura precauzionale dell’intera carrozza, comunica di aver svolto tutti gli accertamenti previsti in questi casi. Una volta arrivata a Roma, la carrozza e in particolare il compartimento dove viaggiava la signora che ha dichiarato di essere stata punta da insetti, è stata sottoposta ad accurati controlli, incluso lo sfoderamento dei sedili, senza che venisse rilevata presenza di parassiti o insetti.
TRE PROVVEDIMENTI - A riguardo Trenitalia, comunica fra le altre cose, di aver adottato tre provvedimenti che saranno presto operativi e verranno adeguatamente comunicati alla clientela: una gara europea per individuare nuove ditte di pulizia con conferimento degli appalti entro l’anno; nuove procedure di disinfestazione messe a punto con l’Istituto Superiore di Sanità e nuove norme di ammissione degli animali domestici e dei cani di grossa taglia a bordo dei treni
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14/05/2008
CHIKUNGUNYA:PER L'OMS L'ITALIA E' UN PAESE A RISCHIO
CHIKUNGUNYA:PER L'OMS L'ITALIA E' UN PAESE A RISCHIODengue e Chikungunya. Sono queste le due malattie per le quali l'Italia è considerata un Paese potenzialmente a rischio da Annelies Wilder-Smith, curatrice della guida "Viaggi e salute nei cinque continenti" dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (un manuale concepito per i viaggiatori che ogni anno fornisce informazioni aggiornate sui principali rischi sanitari nel mondo).
Il timore dipende dal fatto che nell'agosto scorso si è verificata un'epidemia di Chikungunya nelle Province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Bologna. Ricordiamo però che grazie all'intervento del Servizio sanitario della Regione Emilia Romagna l'epidemia è stata contenuta subito ed estinta in tempi rapidi e che il ministero della Salute ha dichiarato che la regione Emilia Romagna non è più a rischio di trasmissione per il virus: l'ultimo caso confermato risale infatti al 28 settembre scorso (214 casi accertati in tutto).
L'allarme per l'epidemia di Chikungunya non era dettato tanto dalla preoccupazione per la malattia in sé, che ha un decorso benigno, quanto dal fatto che il veicolo dell'infezione, cioè la zanzara tigre, potenzialmente potesse rendere endemica la malattia in Italia (cioè diffusa e permanente nel territorio) e, cosa più grave, portare nel nostro Paese virus ancora più pericolosi, come ad esempio quello della Dengue, una febbre molto grave (accompagnata da mal di testa acuti, forti dolori agli occhi, ai muscoli e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle), trasmessa anch'essa solitamente dalla stessa famiglia di zanzare e presente nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medio Oriente, e altre zone del Pacifico.
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