03/07/2011

Tav, battaglia al cantiere: feriti e arresti Dopo i cortei dei residenti, la guerriglia

Tav, battaglia al cantiere: feriti e arresti Dopo i cortei dei residenti, la guerriglia

La protesta in Val di Susa, in mattinata le manifestazioni pacifiche degli abitanti. Una giornata di scontri violenti, lancio di pietre e lacrimogeni. Oltre 70 i feriti tra le forze dell'ordine: «In azione Black bloc con impostazione paramilitare»

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Val di Susa, il giorno della protesta No Tav Scontri con la polizia, sparati lacrimogeni

Val di Susa, il giorno della protesta No Tav Scontri con la polizia, sparati lacrimogeni

A migliaia si radunano a exilles e a Giaglione. Perino: «Quest'opera non si farà mai». Due i cortei che convergeranno verso di Chiomonte. Uno più istituzionale, timori invece per quello dei centri sociali

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03/08/2010

Mafia, Granata: infiltrazioni tra gli eletti

Mafia, Granata: infiltrazioni tra gli eletti

"Alcuni partiti e candidati alla Presidenza delle Regioni non hanno vigilato come era richiesto e doveroso", denuncia il deputato finiano e vicepresidente della commissione Antimafia. E aggiunge: "Violato il codice etico". Grasso: non sono sorpreso"

 

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"Nonostante la condivisione  teorica al codice etico promosso dalla commissione Antimafia, sia tra  e candidature che tra gli eletti ci sono infiltrazioni e zone d'ombra. Nonostante la carente collaborazione delle Prefetture stiamo  ricomponendo il quadro e riferiremo alle Camere. La politica rompa ogni ambiguità nella lotta alla mafia". Lo ha affermato Fabio Granata, Vice Presidente della Commissione Nazionale Antimafia e deputato finiano del nuovo gruppo parlamentare Futuro e Libertà per l'Italia.
"Alcuni partiti e alcuni candidati alla Presidenza delle Regioni - denuncia Granata - non hanno vigilato come era richiesto e doveroso".

Piero Grasso: rischio attentati mafiosi -
La denuncia di Granata, però, non sorprende il procuratore Nazionale Antimafia Piero
Grasso che sottolinea che questi "sono problemi politici e che quindi giustamente se ne occupa la politica". "Già nel 1991 - ricorda l'alto magistrato - un fatto del genere era stato accertato dall'allora Commissione Antimafia presieduta da Gerardo Chiaromonte. Io - afferma Grasso - all'epoca ero consulente della commissione e il fenomeno delle infiltrazioni mafiose si registrò in varie zone, soprattutto del sud".
Il procuratore Grasso, poi ritorna sul rischio che la mafia, come successe negli anni '92-'93 con gli attentati di Firenze, Capaci e via d'Amelio, possa approfittare delle tensioni politiche per dar vita a una nuova stagione terroristica-mafiosa. "La mia - precisa il procuratore nazionale antimafia  - è stata soltanto una valutazione rispetto al passato. Allo stato, però, non ci sono elementi in tal senso. Anzi, secondo le dichiarazioni di alcuni
collaboratori, il super latitante Matteo Messina Denaro sarebbe contrario alla ripresa di questa strategia. E' chiaro, però, che a queste dichiarazioni servono riscontri. Quindi, lo
ripeto, la mia è un'analisi che si basa sulla storia del passato e speriamo che nel futuro non accada".


La questione morale - N
ei giorni scorsi Fabio Granata si è reso protagonista di altre forti dichiarazioni sulla correlazione tra Stato e criminalità. L'affermazione "nel governo c’è chi frena i processi contro la mafia" è stata al centro di aspre polemiche all'interno del Pdl, che hanno di poco preceduto la rottura definitiva tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini.


23/04/2009

'NDRANGHETA: SGOMINATA BANDA CON BASE IN LOMBARDIA

'NDRANGHETA: SGOMINATA BANDA CON BASE IN LOMBARDIA

 

MILANO  - I carabinieri del comando provinciale di Varese hanno arrestato 39, tra la Lombardia, il Piemonte, l'Emilia Romagna, il Lazio, la Campania, la Basilicata e la Calabria accusate di far parte di un'associazione criminale affiliata alla 'ndrangheta con base proprio in Lombardia e specializzata alle infiltrazioni nel tessuto produttivo del Nord. La banda, denominata dagli investigatori 'Locale di Legnano - Lonate Pozzolò (dal nome delle due città nel Milanese e nel Varesotto) e affiliata alla cosca crotonese Farao-Marincola, avrebbe esteso, anche con metodi violenti, il proprio controllo su diverse attività economiche nel Nord d'Italia, in particolare nel settore del commercio, dell'edilizia e del mercato immobiliare. Stando alle informazioni raccolte dalle indagini iniziate nel 2005, all'associazione sarebbero riconducibili un tentato omicidio, estorsioni contro numerose imprese tra Varese e Legnano, rapine, incendi, e diversi episodi di usura e di riciclaggio.

La banda sarebbe riuscita a penetrare, con metodi talvolta violenti, nel tessuto economico e produttivo del Nord d'Italia, in particolare nei settori del commercio, dell'edilizia e del mercato immobiliare, riuscendo a controllare direttamente o indirettamente numerose imprese lombarde.
Gli arresti non hanno riguardato soltanto il territorio in cui l'associazione era maggiormente radicata, tra le province di Milano e Varese, ma anche il Lodigiano, il Novarese, l'Aostano, il Forlivese, Roma, il Casertano, il Potentino e il Crotonese.


20/04/2009

Grasso: «Costituito un pool per monitorare gli appalti post-terremoto»

Grasso: «Costituito un pool per monitorare gli appalti post-terremoto»

 

L'annuncio del Procuratore Antimafia. Quattro magistrati lavoreranno con il Viminale con l'obiettivo di evitare infiltrazioni mafiose

 

Piero Grasso (LaPresse)
Piero Grasso (LaPresse)

ROMA - Un pool di quattro magistrati che lavorerà in stretto contatto con il Viminale e avrà l'obiettivo di effettuare analisi preventive e accertamenti per evitare infiltrazioni mafiose negli appalti per la ricostruzione del terremoto che ha colpito l'Abruzzo. L'organismo, ha annunciato il Procuratore Antimafia Piero Grasso è stato costituito questa mattina e diverrà immediatamente operativo. «Non c'è ancora un allarme ma una legittima attenzione - ha detto Grasso - perchè vogliamo evitare che gli sciacalli delle case si trasformino in sciacalli delle casse dello Stato. Vogliamo che i soldi della ricostruzione vadano a chi ha diritto». Il pool di magistrati della Procura nazionale anti mafia è composto dai pm Gianfranco Donadio, Vincenzo Macrì, Alberto Cisterna e Olga Capasso.

«AGIRE PRIMA PER EVITARE I PROCESSI» - I magistrati del pool saranno a disposizione del procuratore e del prefetto dell'Aquila e, ha aggiunto il procuratore Grasso, prenderanno contatti con il ministro dell'Interno «per mettere a disposizione banche dati, esperienza e informazioni». L'obiettivo è quello di agire a monte per evitare di arrivare a dei processi che si trascinino per anni e anni come è avvenuto per il terremoto dell'Irpinia. «Dobbiamo agire prima - conferma Grasso - ed evitare di fare i processi». Il compito primario dei magistrati sarà innanzitutto quello di individuare possibili prestanome per le organizzazioni criminali. «Il certificato antimafia è aggirabile, basta creare una società con dei prestanome - spiega infatti il procuratore antimafia - e dunque dobbiamo vedere se nel campo delle relazioni dei criminali ci siano probabili prestanome. Un'indagine che, conclude Grasso, «può essere fatta solo con le intercettazioni e i collaboratori di giustizia». Il procuratore, infine, ha ribadito la disponibilità della Procura nazionale antimafia di sollevare dalle indagini già in corso i colleghi impegnati all'Aquila in modo che si possano concentrare sulle indagini per accertare le eventuali responsabilità nei crolli». Siamo disposti a fare da pronto soccorso giudiziario - dice Grasso - e mandare all'Aquila i magistrati di questo ufficio».