09/10/2009

Fondi (LATINA), il governo commissaria ma non per infiltrazioni mafiose

Fondi (LATINA), il governo commissaria ma non per infiltrazioni mafiose

 

POLITICA & 'NDRANGHETA. Il prefetto aveva chiesto lo scioglimento del Comune. Di Pietro: «Maroni si dimetta e Napolitano non firmi»

 

 

Manifestaione dell'Idv davanti Palazzo Chigi nello scorso settembre (Fotogramma)
Manifestaione dell'Idv davanti Palazzo Chigi nello scorso settembre (Fotogramma)

FONDI - Ci si aspettava un pronunciamento definitivo da parte del consiglio dei ministri in merito alla richiesta di scioglimento per infiltrazioni mafiose nel comune di Fondi. Ma la decisione dell'esecutivo si è limitata a ratificare il commissariamento - già in atto da lunedì- a seguito delle dimissioni di sindaco e consiglieri avvenute sabato scorso. Il ministro dell'Interno ha reiterato la proposta di un commissariamento per infiltrazioni mafiose, ma la relazione è stata bocciata da alcuni membri dell'esecutivo.

ELEZIONI A MARZO - Il Consiglio dei Ministri, ha spiegato il ministro per l'Attuazione del programma di Governo, Gianfranco Rotondi, ha scelto «la via ordinaria» del commissariamento per il comune di Fondi e il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha dichiarato che per il comune di Fondi si voterà a marzo, persumibilmente in contemporanea alle regionali. Maroni su Fondi afferma: «Abbiamo scelto di ridare la parola al popolo sovrano piuttosto che imporre un commissariamento di 18 mesi».

«COLLUSIONE MAFIA E POLITICA» - «Chiediamo le dimissioni del ministro Maroni. È vergognoso che questo governo non abbia sciolto il comune di Fondi. È un atto gravissimo che conferma la collusione fra la politica e la mafia». Lo afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, commentando la decisione del Consiglio dei ministri di commissariare e non di sciogliere il comune di Fondi. «La legalità, la trasparenza e il rispetto delle istituzioni sono un optional per questo esecutivo- aggiunge Di Pietro- che continua a calpestare le più elementari regole di civiltà. L'Italia dei Valori che sin dal primo giorno ha denunciato le connivenze pericolose dell'amministrazione di Fondi, certificate anche dal Prefetto, sta dalla parte dei cittadini onesti e continuerà a battersi, senza se e senza ma, a difesa della legalità». L'ex pm conclude: «Non ci si nasconda dietro una foglia di fico: con la decisione presa oggi il governo Berlusconi dà il via libera alla candidatura, per le prossime elezioni, al sindaco e ai consiglieri dimissionari». Il senatore dipietrista Pedica che ha potuto assistere alla riunione dell'esecutivo su invito del segretario generale Manlio Strano aggiunge: «Il Prefetto Frattasi e il ministro Maroni hanno perso, ha vinto la camorra. A questo tutti i comuni prenderanno questo caso ad esempio: si dimetteranno un giorno prima dello scioglimento». L'iter dello scioglimento per infiltrazioni mafiosi sarebbe dunque decaduto, il senatore invita il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano «a non firmare il provvedimento di commissariamento».

«DECISIONE VERGOGNOSA» - «Decisione vergognosa nel metodo e nel merito», la definisce Luisa Laurelli del Pd, presidente della commissione di sicurezza della Ragione Lazio. «Una manovra - dice Laurelli - che consentirà, di fatto, agli amministratori uscenti, alcuni dei quali indagati, di potersi ricandidare alla guida del Comune alle prossime elezioni senza che, nel frattempo, il commissario designato abbia ricevuto il mandato di agire in profondità per liberare l'amministrazione comunale dalle infiltrazioni che la infestano. Commissariare il Comune per motivi di mafia avrebbe significato, infatti, il riconoscimento da parte del Governo della gravità della situazione in tutto il sud pontino, dove la criminalità organizzata è ormai una presenza stanziale.

MAFIA, L'ITER DECADE POSSIBILITA' DI CANDIDARSI - A questo punto gli amministratori che hanno presentato le dimissioni pochi giorni fa, potranno ricandidarsi alle amministrative di marzo.

Michele Marangon

Fonte: Corriere.it


03/10/2009

Fondi, sindaco e consiglieri dimissionari: «Siamo logorati, non reggiamo il peso»

Fondi, sindaco e consiglieri dimissionari: «Siamo logorati, non reggiamo il peso»

 

INFILTRAZIONI MAFIOSE. Si va verso il commissariamento. Il Consiglio dei ministri ieri aveva rinviato la decisione sullo scioglimento

 

L'allontamento del senatore dell'Idv Stefano Pedica, da Palazzo Chigi il 2 settembre. Il senatore ha presidiato per settimane le riunioni del Consiglio dei ministri per protestare contro il mancato scioglimento del comune di Fondi (Ansa)
L'allontamento del senatore dell'Idv Stefano Pedica, da Palazzo Chigi il 2 settembre. Il senatore ha presidiato per settimane le riunioni del Consiglio dei ministri per protestare contro il mancato scioglimento del comune di Fondi (Ansa)

FONDI - Sedici consiglieri comunali di maggioranza ed il sindaco Luigi Parisella hanno presentato in blocco le dimissioni nelle mani del segretario generale dell'amministrazione fondana che le ha comunicate alla prefettura di Latina. «Abbiamo concordato la nostra condotta in una riunione che ha raccolto tutta la maggioranza del Comune di Fondi. Il consiglio comunale ora è formalmente decaduto, da lunedì ci sarà un commissario». Il sindaco Parisella (Pdl) ha spiegato così le dimissioni, ma non ha chiarito se la decisione della maggioranza servirà a bloccare la decisione del governo sulla richiesta di scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose inviata oltre un anno fa dal prefetto di Latina Bruno Frattasi. «Non ci interessa - ha detto Parisella - Per noi le dimissioni rappresentano solo la liberazione da una vicenda che ci ha logorato».

L'EPILOGO - E' l'epilogo di una vicenda lunga tredici mesi, cioè da quando il prefetto di Latina Bruno Frattasi ha inoltrato al ministro dell'Interno la richiesta di scioglimento dell'amministrazione per infiltrazioni mafiose, sulla base di un lungo dossier stilato dalla commissione d'accesso che ha passato al setaccio la macchina amministrativa. In questi mesi - costellati dal rinvio della decisione da parte del consiglio dei ministri - diverse operazioni della Dda si sono concentrate sui funzionari pubblici e su un ex assessore fondano, oltre ad aver portato agli arresti di due esponenti della 'ndrangheta – Carmelo e Venanzio Tripodo. E' stata anche necessaria una seconda relazione del Prefetto, maggiormente dettagliata rispetto alla prima, sulla scorta del nuovo pacchetto sicurezza.

VERSO LO SCIOGLIMENTO - Proprio venerdì il consiglio dei ministri, ha aggiornato la discussione sullo scioglimento per approfondire la notizie delle possibili dimissioni di Sindaco e maggioranza, divenute oggi irrevocabili. Ma questa mossa, suggerita a Parisella ed ai suoi uomini dai vertici del Pdl locale, secondo fonti prefettizie non fermerà l'eventuale decisione sullo scioglimento per mafia all'ordine del giorno nella prossima riunione dell'esecutivo. Qualsiasi possa essere il pronunciamento finale del consiglio dei ministri, il Comune verrà comunque commissariato.

IL COMMENTO DI PEDICA - «Le dimissioni del sindaco e della giunta del Comune di Fondi rappresentano solo l'ennesimo atto mafioso. Sulla indubbia moralità di certi personaggi basta leggere le relazioni del prefetto Frattasi. Sanno di mentire e continuano a farlo, sanno che questa mossa, mafiosa, serve a loro per non sciogliere ma per commissariare un comune mafioso, con un prefetto in pensione già contattato dai Fazzone-Parisella per potersi ricandidare ancora una volta, cosa che non potrebbero fare se fosse sciolta dal governo in base all'ultima legge del luglio 2009», dichiarail senatore Idv Stefano Pedica, che ha presidiato per settimane le riunioni del Consiglio dei ministri per protestare contro il mancato scioglimento del comune di Fondi. «Tutto ciò, fa supporre che è in atto un'azione camorristica criminale nei confronti dello Stato e contro un prefetto che con le sue relazioni, ha smascherato e colpito la politica locale e nazionale del sud pontino. Chiederò al mio partito di farmi aderire alla commissione antimafia per vederci chiaro».

Michele Marangon