15/03/2012
Il Csm boccia la responsabilità civile: «I magistrati potrebbero essere influenzati»
Il Csm boccia la responsabilità civile: «I magistrati potrebbero essere influenzati»Il plenum dell'organo di autogoverno della magistratura rigetta la legge della camera. La motivazione: «Potrebbe preferire la soluzione che lo possa meglio preservare dal rischio dell'esercizio dell'azione diretta»
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11/01/2011
Influenza A, un morto in Puglia
Influenza A, un morto in PugliaÈ il terzo caso in italia. Altri due casi gravi nella regione. L'Istituto Superiore di Sanità: subito vaccino per tutte le categorie a rischio
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05/10/2010
"Solo influenza", ma era setticemia. Muore a 22 anni
"Solo influenza", ma era setticemia. Muore a 22 anniE' accaduto a Bari a una studentessa universitaria di farmacia. Inutile l'amputazione delle gambe e delle dita delle mani. La madre: "Anche quando non respirava quasi più i medici continuavano a dire che era solo un virus influenzale"
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13/11/2009
Germania, due morti dopo il vaccino
Germania, due morti dopo il vaccino
VIRUS A. Il decesso il giorno dopo l'immunizzazione. L'autopsia determinerà se ne è stata davvero la causa
BERLINO - Due persone sono morte in Germania poco dopo essersi fatte vaccinare contro l'influenza A. Lo rivela il quotidiano 'Bild', secondo il quale a Wuppertal, nei pressi di Colonia, un uomo di 46 anni è stato rinvenuto cadavere nella toilette dell'azienda in cui lavorava un giorno dopo essersi fatto vaccinare. Il portavoce della locale procura, Wolf-Tilmann Baumert, ha confermato che è stata «ordinata un'autopsia» per stabilire se ci sia un nesso tra il decesso e la vaccinazione contro il virus H1N1. I medici dovranno anche spiegare se la morte possa essere stata prodotta da una reazione allergica, anche se l'uomo prima di farsi vaccinare aveva esplicitamente dichiarato per iscritto di non soffrire di allergie.
LA DONNA - Anche nel land orientale della Turingia una donna di 65 anni è morta il giorno dopo la vaccinazione a cui si era sottoposta. Il marito della vittima ha spiegato che subito dopo l'inoculazione del vaccino la moglie non aveva avvertito alcun disturbo, mentre dopo cena ha subito un infarto ed è deceduta dopo il ricovero in ospedale. A Duesseldorf un uomo di 30 anni ha invece subito uno choc anafilattico dopo essere stato vaccinato. A salvarlo è stato il fatto che si trovava ancora nello studio del suo medico curante, il quale ha spiegato che c'è un margine di tempo di 90 secondi per poter intervenire con successo. Condotto in ospedale, il paziente è stato dimesso due ore dopo.
09/09/2009
Napoli: virus H1N1 fa paura, poi allarme ingiustificato
Napoli: virus H1N1 fa paura, poi allarme ingiustificato
Napoli, 61 persone colpite da virus H1N1 tutti a casa, in 4 ricoverati al Cotugno
NAPOLI - Sono 61 i casi di contagio da virus H1N1 dell'influenza A accertati a Napoli con esame di laboratorio a tutto il 6 settembre. Si tratta di persone che stanno tutte bene: è quanto si apprende da fonti sanitarie qualificate. Dai 5 anni ai 34 si è registrato il maggior numero di casi, 53, con un particolare picco nella fascia di età che va dai 15 ai 24, 29 casi. Di questi 61 casi, solo 4 sono stati ospedalizzati per essere tenuti sotto più stretto controllo medico, ma si tratta solo di una forma precauzionale, precisano le stesse fonti. Per gli ospedalizzati, così come per le altre persone che sono state subito dimesse, non c'è assolutamente alcun tipo di pericolo. Sembrerebbero quasi immuni dal contagio i più piccoli e gli over 64. Fino ai 4 anni di età un solo bambino è risultato infatti positivo al tampone per il virus H1N1. Un solo caso anche nella fascia di età che va dai 55 ai 64 anni, mentre nessun caso è stato accertato in pazienti con età superiore ai 64 anni.
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08/09/2009
Anche San Gennaro soffre per l'influenza: niente bacio sulla teca del suo sangue
Anche San Gennaro soffre per l'influenza: niente bacio sulla teca del suo sangue
Il virus h1n1 a napoli. «Giro di vite» per le cerimonie religiose: neanche le autorità potranno baciare l'ampolla del patrono

NAPOLI - Quando la psicosi non rispetta neppure la fede. Non bastava che i becchini indossassero le mascherine e che per i funerali di «Gaetanone», il «paziente zero», morto giovedì notte di influenza A, fossero desertioi per la paura del contagio. Non bastava neppure l'invito ai fidanzati - neanche tanto velato - di evitare di baciarsi. Ora, a finire nel «bigino» del virus H1n1 è anche San Gennaro. Ai fedeli che il prossimo 19 settembre affolleranno il Duomo di Napoli, in occasione della festività del santo patrono, non sarà consentito di baciare la teca con le ampolle con il sangue di San Gennaro. La misura, (peraltro già adottata da alcuni anni), è stata confermata oggi nel corso di un incontro tra l’abate della Cappella del Tesoro, don Vincenzo De Gregorio, e il vice presidente della deputazione di San Gennaro, don Fabio Albertini dei Principi di Cimitile.

La misura, come conferma con don VincenzoDe Gregorio, era già stata presa negli anni scorsi ed è stata confermata tenendo conto dei casi di nuova influenza che si sono registrati. Ai fedeli l’ampolla viene mostrata e solo a richiesta viene posta sulla fronte. In genere viene offerta al bacio solo alle autorità presenti. Ma anche per queste - stavolta - non ci sarà deroga: niente bacio. L’ampolla viene esposta per sette giorni successivi dal quello della festa del santo patrono. Ai fedeli viene mostrata al termine delle funzioni religiose presiedute a turno dai prelati del santo. La teca è solitamente custodita in cassaforte e viene esposta in occasione del «miracolo» di settembre, del «miracolo» di maggio e di quello di dicembre.

Una misura che arriva proprio nel giorno in cui la situazione a Napoli - uno degli epicentri italiani della pandemia - sembrava in via di miglioramento. Sei sei ricoverati, tre erano ormai in via di guarigione, mentre per altri tre si attendono i risultati definitivi dei test.

L'ampolla contenente il sangue del santo

Un dipinto raffigurante il santo decapitato
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01/09/2009
Influenza A, i pediatri: «No al rinvio anno scolastico, sì a chiusure mirate»
Influenza A, i pediatri: «No al rinvio anno scolastico, sì a chiusure mirate»
Influenza A: dieci domande e dieci risposte
Con il primo caso grave in Italia, cresce l'ansia per l'evolvere del contagio dell'influenza «A», cioè la nuova influenza che secondo gli esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità colpirà tra il 30 e il 40 per cento della popolazione europea.
In questa pagina cerchiamo di dare risposte a tutte le domande, a tutti i quesiti, a tutti i dubbi. La nuova influenza, infatti, fa paura. Nonostante il virus H1N1 non sia particolarmente pericoloso e somigli a quello dell'influenza «classica», è la contagiosità del morbo che può causare decisioni anche drastiche, come quella di Londra che qualche mese fa decise di prendere alcuni provvedimenti particolari come quello riguardante gli aeroporti: in Inghilterra i passeggeri «sospettati» di avere la malattia non vengono fatti salire sugli aerei.
L'Italia, almeno per il momento, non è indicata dall'Oms (l'Organizzazione mondiale della sanità) come Paese a rischio. Entro il mese di marzo la possibilità che nella penisola si verifichino 4 milioni di casi è concreta, ma dal ministero della Salute fanno sapere che entro l'autunno arriverà il vaccino. Per ora le scorte di antivirali per la nuova influenza dovrebbero bastare, ed è attivo anche un numero verde (1500) per avere tutte le informazioni del caso.
Proviamo a fornire una risposta alle dieci domande che subito vengono alla mente:
- Quando la pandemia colpirà il nostro Paese?
Il direttore generale dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) Margaret Chan ha dichiarato che «il virus dell'influenza A viaggia a una velocità incredibile, quattro volte più rapido di altri virus. In sei settimane ha percorso una distanza che altri virus coprono in sei mesi». Secondo le stime dell'Oms l'ondata principale del virus arriverà in autunno sia in Europa sia negli Usa, nello stesso periodo in cui arriveranno sugli scaffali degli ospedali le prime dosi del vaccino. «Non si può dire con certezza se il peggio sia passato o se debba ancora venire - ha sottolineato la Chan -. Come tutti i virus influenzali – ha aggiunto - l'AH1N1 ha il vantaggio di cogliere di sorpresa, mentre noi dalla nostra, abbiamo quello della scienza e della ricerca».
- Qual è la mortalità dell'influenza suina?
L'ultimo rapporto dell'Oms parla di 2.200 morti nei 177 Paesi colpiti dalla pandemia. Secondo gli esperti «il 30% degli abitanti dei Paesi a più alta densità di popolazione - inclusa l'Italia - rischiano di essere contagiati». La direttrice dell'Oms ha spiegato anche che «il 60% delle morti hanno riguardato persone con problemi di salute. Questo vuol dire che il 40% delle vittime sono giovani adulti in buona salute che muoiono di febbre suina in 5-7 giorni». Se il virus peggiorerà le strutture ospedaliere rischiano il collasso, visto che le complicazioni polmonari provocano lunghe e costose degenze ospedaliere. In Australia, per esempio, i contagiati ufficiali sono oltre 34mila, 150 i morti e 83 i casi di pazienti ricoverati in terapia intensiva.
- Quali sono le vie di infezione?
Basta un colpo di tosse o uno starnuto, senza ripararsi la bocca con la mano o il fazzoletto, perché il virus passi da un soggetto a un altro. Oppure un bacio. Oppure un colloquio a pochi passi uno dall’altro. Il cavalli su cui viaggia il virus sono le gocce di saliva e le secrezioni di naso, gola e polmoni. Ci sono anche forme di contagio indiretto, come per esempio bere dallo stesso bicchiere e toccare superfici contaminate portandosi poi le mani alla bocca o al naso. Il rischio di contagio inizia già durante il periodo di incubazione della malattia: da un giorno prima dell'inizio dei sintomi a sette giorni dopo la comparsa della febbre. I bambini possono essere contagiosi fino a 10 dieci giorni dopo la comparsa della febbre.
- Quali sono i sintomi da non sottovalutare?
È basata solo sui sintomi. Perché si tratti di influenza A, come di normale influenza, deve esserci un’infezione respiratoria acuta a esordio brusco e improvviso con febbre di almeno 38 gradi accompagnata da almeno uno di questi campanelli: mal di testa, dolori muscolari, brividi, debolezza, perdita di appetito. E da almeno uno dei seguenti sintomi respiratori: tosse, mal di gola, raffreddore. Nei bambini, altri segnali possono essere: irritabilità, pianto e inappetenza; occhi arrossati e congiuntivite con febbre alta; laringotracheite e bronchite sempre con febbre; diarrea e vomito, anche senza febbre, nei lattanti. Il tampone nasale o faringeo, che serve in laboratorio per identificare il tipo di virus, viene fatto solo su indicazione del medico
- Come distinguerla dalla solita influenza?
- Cosa si può fare per evitare il contagio?
- Quali cure vengono somministrate?
Le stesse che vengono utilizzate nell’influenza stagionale e che mirano a ridurre i sintomi, cioè antipiretici, antinfiammatori, balsamici. Importante è rimanere a casa (anche per evitare il propagarsi dell’infezione), a riposo e aspettare che passi. I medici di famiglia raccomandano di non andare al pronto soccorso perché inutile e neppure nei loro ambulatori: non si farebbe altro che propagare il virus. In caso di dubbi o di improvvise complicanze, come per esempio un forte dolore al petto, bisogna prima di tutto telefonare al proprio curante. I medici si stanno organizzando per dedicare del tempo apposito per rispondere ai propri assistiti. A dare una mano ci saranno anche i camici bianchi delle guardie mediche, quelli che di prassi sono disponibili i giorni festivi e la notte.
- Il virus si è evoluto in un nuovo ceppo?
- I classici antivirali hanno efficacia?
Sì, ma secondo l’Oms i farmaci antivirali devono essere somministrati solo ai malati d'influenza suina le cui condizioni di salute sono già debilitate. Gli esperti hanno sottolineato infatti come gli effetti collaterali del farmaco (nausea o problemi di stomaco) possono superare facilmente i benefici, sopratutto per le persone in buone condizioni di salute. Al contrario la terapia a base di Tamiflu (o Relenza) deve essere iniziata il prima possibile in quei soggetti con malattie gravi preesistenti o le cui condizioni mostrano un grave deterioramento. Particolare attenzione ai soggetti dei «gruppi di rischio», come donne in gravidanza o soggetti affetti da diabete che devono ricevere un trattamento prioritario.
- La carne di maiale resta sempre sicura?
Queste dieci domande-risposte non contengono la soluzione del problema, ma aiuteranno ad affrontare con cognizione di causa il prossimo autunno, il periodo che gli esperti sono concordi nell'indicare come il più problematico, quando la pandemia si farà sentire in tutta la sua forza.
26/08/2009
Influenza A, adesso l'Italia si prepara: vaccinazioni al via da metà novembre
Influenza A, adesso l'Italia si prepara: vaccinazioni al via da metà novembre
Nel nostro paese si vaccinerà inizialmente il 30-40% della popolazione. La prima fase prevede l'immissione in circolazione di 8 milioni di dosi
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| La campagna di vaccinazione contro la Nuova influenza comincerà in Italia a partire da metà novembre (Afp) |
MILANO - Partirà a metà novembre l'avvio della campagna di vaccinazione contro l'influenza A/H1N1 in Italia che prevede inizialmente la vaccinazione del 30-40% della popolazione. Lo rende noto il ministero del Welfare. La data è stata decisa nella riunione del tavolo permanente delle cure primarie territoriali del 20 agosto scorso. Nel corso della riunione, presieduta dal Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero Fabrizio Oleari, con la partecipazione di Maria Grazia Pompa, Stefania Salmaso e di alcuni funzionari regionali, sono state fissate le tappe e le modalità della vaccinazione di massa. Secondo quanto riferisce Giuseppe Mele, presidente dei pediatri Fimp e presente alla riunione, la prima fase prevede l'immissione in circolazione di 8 milioni di dosi che saranno a disposizione a partire dal 15 novembre sino a tutto il mese di dicembre. Gli altri 16 milioni di dosi del vaccino saranno disponibili a partire dal 31 gennaio in poi. La prima fase, come annunciato, riguarderà gli operatori sanitari e le categorie a rischio. Nel dettaglio, saranno vaccinati contro il virus H1N1 gli addetti ai servizi essenziali e, tra questi, personale sanitario e di assistenza dei servizi sanitari accreditati (resterà fuori da questa prima fase il personale delle strutture private) le strutture socio sanitarie (case di riposo, RSA) il personale dei Distretti Sanitari, almeno il 90% dei medici di famiglia e dei pediatri, i medici competenti, gli addetti ai servizi amministrativi di supporto, il personale delle Poste Italiane e della Telecom. Queste categorie saranno sottoposte a vaccinazione dai Dipartimenti di Prevenzione- Centri Vaccinali. Per queste categorie si prevedono un milione e mezzo di dosi di vaccino.
ALTRO TURNO DI VACCINAZIONI - Saranno coperti inoltre, entro fine anno, i soggetti a rischio dai due ai sessantacinque anni, con 7 milioni di dosi. Gli altri 16 milioni di vaccini saranno indirizzati a partire dal 31 gennaio specificatamente alla popolazione compresa tra i due e i ventisette anni, comprendendo quindi la popolazione sana, con modalità che dovranno ancora definirsi. Si ipotizza anche l'aumento del 20% dell'offerta attiva per la vaccinazione antinfluenzale stagionale classica estendendo tale offerta in maniera attiva su una popolazione più ampia rispetto alle categorie previste negli anni precedenti. Il ministero emanerà una circolare esplicativa sulla base delle valutazioni emerse nel corso della discussione. Si sta studiando una scheda di registrazione unica per tutto il territorio nazionale. Un ruolo importante per la vaccinazione dei soggetti a rischio, riferisce Mele, sarà affidato al territorio secondo quanto previsto per la vaccinazione influenzale stagionale negli ambiti degli accordi decentrati vigenti con raccomandazione di estendere nelle Regioni ove non specificatamente previsti. In ogni caso il vaccino non sarà disponibile in farmacia, sarà privo di foglietto d'istruzioni e sarà multi dose, dieci dosi per fiala. Sarà un vaccino audiuvato con MS 59. Attualmente tuttavia, riporta Mele, «L'offerta di tale vaccino è estremamente inferiore alla domanda. L'intenzione è quella di vaccinare il 40% della popolazione al di sotto dei sessantacinque anni di età. La distribuzione a livello regionale terrà conto di tali percentuali ed avverrà sulla base dei criteri di popolazione residente».
ALLARME NEGLI USA - Sale la preoccupazione sull'esplodere con l'arrivo dell'autunno della pandemia di influenza A in Occidente. I primi a lanciare l'allarme sono gli Stati Uniti , secondo le cui autorità l'influenza A potrebbe contagiare metà della popolazione americana entro l’inverno, obbligando alle cure ospedaliere 1,8 milioni di persone e causando fino a 90 mila decessi, più del doppio di una normale influenza. Si tratta dello scenario tratteggiato lunedì, in un rapporto di 86 pagine, dal Council of Advisors on Science and Technology, lo staff scientifico della Casa Bianca, che ha elaborato tutte le ipotesi possibili in vista di una seconda ondata del virus nei prossimi mesi, per essere pronti al peggio. Fra le varie stime, gli esperti attendono che l’influenza torni negli Usa a metà ottobre, motivo per cui hanno incoraggiato ed esortato la produzione di vaccini, oltre che proporre la nomina di un supervisore alla Casa Bianca che possa coordinare le operazioni contro il virus. Lo scenario ipotizzato prende in considerazione le precedenti influenze pandemiche, analizzando anche il comportamento della nuova influenza registrato negli Stati Uniti durante la primavera e nell’emisfero sud del pianeta, dove si sta chiudendo in queste settimane la stagione influenzale. È la prima volta che gli esperti rilasciano ipotesi sul possibile impatto del virus negli Stati Uniti. Ad accusare i sintomi della prima influenza pandemica in 41 anni potrebbero essere fra i 60 e i 120 milioni di persone, più di metà delle quali potrebbero aver bisogno di cure mediche. Oltretutto, secondo il consiglio di esperti, durante le normali influenze stagionali la maggior parte dei decessi viene riscontrata fra gli anziani, mentre l’influenza suina potrebbe colpire su larga scala bambini e giovani.
L'AVVERTIMENTO - «Sarà una cosa seria», ha specificato Harold E. Varmus del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, copresidente del consiglio presidenziale. «Non sono pronostici, ma è una possibilità concreta», ha spiegato Mark Lipsitch della Harvard School of Public Health, che ha aiutato a compilare il rapporto. «Le stime oltretutto non prendono in considerazione l’ipotesi che il virus muti in una forma più pericolosa. Non è l’influenza a cui eravamo abituati», ha dichiarato il segretario alla Salute Kathleen Sebelius che poi ha aggiunto: «Il virus H1N1 sarà una minaccia ancora più seria questo inverno. Non sapremo quanto sarà pericoloso finché non ci ritroveremo in mezzo, ma è molto probabile che infetterà molte più persone del normale». Gli esperti hanno comunque applaudito alla risposta del governo Usa, che ha speso quasi 2 miliardi di dollari per comprare circa 159 milioni di dosi di vaccino da cinque diverse case farmaceutiche, che però non saranno pronte prima di metà ottobre, quando è prevista la nuova ondata di influenza. Il rapporto raccomanda quindi di rendere disponibili almeno parte delle scorte già da metà settembre.
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20/07/2009
Influenza A: in Italia nessuna restrizione
Influenza A: in Italia nessuna restrizione
SACCONI: NESSUN ALLARMISMO. Fazio: su scuola nessuna decisione. L'Oms: non c'è rischio. Il ministero del Welfare: massima attenzione per chi si reca in Gran Bretagna
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| Passeggeri si accalcano davanti ai banchi per il check in della British Airways a Linate (Ansa) |
MILANO - Non ci sono per ora in Italia restrizioni all’imbarco dei voli a causa del virus H1N1 della nuova influenza, come avviene invece in Gran Bretagna, perché il nostro Paese non è tra quelli considerati a rischio dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) come Gran Bretagna, Messico e Stati Uniti. Data la vicinanza geografica, l’Italia segue infatti con grande attenzione e preoccupazione l’evoluzione della pandemia in Gran Bretagna.
SACCONI - Per il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, «ogni allarmismo sulla nuova influenza è ingiustificato». Sacconi ha detto che «si deve mantenere alta la guardia nel monitoraggio, ma contemporaneamente mantenere una corretta lettura di ciò che sta accadendo». Secondo Sacconi, quello che abbiamo di fronte «è un'influenza al di sotto di quelle che abbiamo sempre conosciuto nella stagionalità. Ogni allarmismo è quindi davvero ingiustificato. Vale la regola banale ma sempre buona - ha concluso - nè sopravvalutare, nè sottovalutare».
FAZIO - «Appena il vaccino sarà disponibile, spero entro fine ottobre, saranno vaccinate le categorie a rischio e gli operatori dei servizi essenziali». È questa la strategia di vaccinazione che sarà adottata dall'Italia per il contenimento della nuova influenza, anticipata dal vice ministro alla Salute Ferruccio Fazio. «Senza vaccinare tutta la popolazione - ha detto Fazio - ma limitandolo a strati limitati, contiamo di chiudere l'epidemia entro il 2010». «Riguardo alla chiusura delle scuole non c’è alcuna decisione al riguardo perchè la pandemia non è ancor arrivata nel nostro Paese. Naturalmente nei piani pandemici la chiusura o la ritardata apertura delle scuole è una delle ipotesi prese in considerazione», ha detto il viceministro.
Secondo Fazio poi è impossibile prevedere anche se per l'Italia sarà necessario applicare limitazioni agli ingressi nel paese attraverso controlli negli aeroporti, come ha fatto l'Inghilterra. «Il piano pandemico - ha spiegato Fazio - prevede che fino al livello 5 ci sia un contenimento, evitare cioè che l'epidemia entri nel paese. Il livello 6 prevede invece che nei paesi interessati ci siano misure anche in uscita: l'Inghilterra sta applicando una misura nota e prevista nei piani». È impossibile, secondo Fazio, prevedere se anche in Italia siano necessarie misure di questo tipo.
LA NOTA - Domenica il ministero del Welfare italiano - giorno in cui rientravano da una vacanza-studio in Inghilterra i 25 ragazzi di Peschiera Borromeo alcuni dei quali sono stati probabilmente contagiati dalla nuova influenza - ha diffuso una nota nella quale si consiglia di fare attenzione prima di recarsi nel Regno Unito. Del resto, come detto, sempre da domenica gli aeroporti principali della Gran Bretagna - il Paese dell’Ue più colpito con il 66% dei decessi (29 morti), compreso lo scalo londinese di Heathrow - hanno deciso di impedire l’imbarco ai turisti sospettati di essere affetti dal virus. Il diffondersi della pandemia ha già bloccato in quarantena numerosi turisti britannici all’estero e rischia di danneggiare anche il turismo in patria, nonostante l’Oms non abbia emesso alcun «travel warning» nei Paesi più colpiti.
REGNO UNITO - Le autorità sanitarie del Regno Unito, due giorni fa hanno avvertito che nella peggiore delle ipotesi l’H1N1 potrebbe uccidere fino a 65mila persone solo nel Paese (ma la stima più accreditata parla di 19mila morti). Oltre ai 29 morti, nel Regno Unito si contano 53 persone in terapia intensiva. Il ministero della Salute nelle ultime ore ha riferito di 55.000 nuovi contagi e più di 650 persone ricoverate in ospedale. Le autorità hanno predisposto un servizio di assistenza telefonica e via internet per i cittadini e hanno ordinato 132 milioni dosi di vaccino. Domenica il National Health Service ha emesso delle linee guide consigliando alle donne incinta e ai genitori con bambini piccoli di evitare i luoghi affollati e gli spostamenti sui mezzi di trasporto pubblico per limitare le possibilità di contagio.
BILANCI - Intanto continua a regnare l’incertezza sul numero dei contagi effettivi a livello globale. La stessa Oms ha fatto sapere qualche giorno fa che non diffonderà più bilanci perchè la pandemia si propaga a ritmi esponenziali che possono sfuggire al controllo - un esempio sono i pazienti con i sintomi più lievi che in molti casi decidono di non rivolgersi ad un medico - ma che si limiterà a fornire informazioni soltanto sui Paesi recentemente interessati. Incertezza regna anche sull’evoluzione del virus. Attualmente l’unica cosa di cui sono sicuri gli epidemiologi è che la pericolosità dell'H1N1 non è in aumento. Del resto oggi, Itamar Groto, capo del servizio pubblico al ministero della Sanità di Israele, ha riaffermato, come aveva fatto di recente anche l’Oms, che nella stragrande maggioranza dei casi - lui prevede 2 milioni di contagi in Israele nei prossimi mesi - la malattia avrà un decorso benigno. «Nel 99,99% dei casi, i malati saranno in piedi nel giro di due o tre giorni», ha detto l’israeliano.
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19/07/2009
Nuova influenza: divieto d'imbarco su British Airways e Virgin per chi ha sintomi
Nuova influenza: divieto d'imbarco su British Airways e Virgin per chi ha sintomi
Gli addetti al check-in degli aeroporti britannici possono d'ora in poi rifiutarsi di far imbarcare i passeggeri, e chi non viene bloccato in partenza potrebbe trovarsi in quarantena nel Paese di arrivo
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| Studenti in partenza per Londra all'aeroporto di Fiumicino (Ansa) |
LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Nuove misure d'emergenza in Gran Bretagna contro la Nuova influenza. Gli addetti al check-in di British Airways e Virgin Atlantic possono da ora in poi rifiutarsi di far imbarcare i passeggeri che mostrano sintomi simili a quelli della nuova influenza. Le due aerolinee hanno confermato al Sunday Times di aver ordinato ai propri dipendenti di rivolgersi a un medico prima di ammettere a bordo passeggeri che potrebbero essere malati.
LA DECISIONE - «Il nostro personale è addestrato a riconoscere i sintomi della nuova influenza o di altre malattie contagiose. Il personale può rivolgersi ad un medico e a chi è affetto da nuova influenza non verrà concesso di viaggiare», ha detto un portavoce di British Airways al domenicale, sottolineando di aver già vietato l'imbarco ad alcune persone. Chi non viene bloccato in partenza, potrebbe comunque trovarsi in quarantena nel Paese di arrivo: in Tailandia e in Cina le autorità hanno già installato degli scanner per il controllo della temperatura corporea per identificare i passeggeri che hanno la febbre.
BRUNETTA - Intanto dopo le polemiche legate all'annuncio di sabato da parte del viceministro alla Salute Ferruccio Fazio dell'ipotesi di un possibile rinvio dell'apertura delle scuole proprio a causa della Nuova influenza è intervenuto il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta che si è detto convinto che, «assolutamente si», le scuole italiane «riapriranno normalmente» dopo la pausa estiva. Parlando ai microfoni di Rtl, Brunetta ha invitato a «star traquilli» e ha ricordato come la diffusione dell'epidemia sia dovuta alla facilità dei trasporti, soprattutto aerei e al turismo. «Tranquilli tranquilli tranquilli - ha detto Brunetta - Queste attenzioni sono per mettere in moto un meccanismo di controlli, prevenzione, vaccini. Non c'è nessun pericolo se non quelli che ci sono ogni anno su l'influenza di un tipo piuttosto che di un altro. Che si viva tranquillo questo periodo, le vacanze, il periodo scolastico. Non c'è nulla per allarmarsi. Le autorità sanitarie sono attrezzate per risponde a qualsiasi evenienza».
16:09 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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