26/02/2010
Robin Hood hacker
Robin Hood hacker
CRISI ECONOMICA. In Lettonia un anonimo usa internet e tv per rivelare al pubblico dati riservati su alcune banche e imprese locali, accusate di fare soldi sulla recessione
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| Un'immagine di Riga, in Lettonia |
È già un eroe tra la popolazione lettone il pirata informatico che smaschera pubblicamente le banche e le aziende di Stato che speculano sulla recessione in Lettonia, afflitta da una pesante crisi economica.
IL FURTO – Nome in codice «Neo»- come il protagonista del celebre film Matrix -, il misterioso hacker è infatti riuscito a violare i network degli istituti di credito del Paese e delle imprese locali, rubando i dati che svelano i dettagli della loro attività finanziaria. Ora, usando un account Twitter, sta riversando in rete le informazioni acquisite e via via le sta divulgando anche tramite la televisione, con il dichiarato intento di smascherare chi guadagna sulle difficoltà economiche dei cittadini.
EROE DEL POPOLO – Ovviamente i cittadini lettoni seguono con grande interesse gli aggiornamenti di Neo, che - come racconta BBC - dice di appartenere a un gruppo chiamato «Fourth Awakening People's Army» («Esercito popolare del quarto risveglio»), responsabile del furto elettronico di oltre sette milioni di documenti riservati di oltre mille aziende. Tra i dati rivelati vi sarebbero quelli che dimostrano che manager di alcune banche non hanno mantenuto la promessa di tagliarsi gli stipendi in risposta alla crisi, o che alcune imprese hanno chiesto aiuto finanziario al Governo per poi assegnare premi ai dirigenti. I cittadini riconoscono che quello commesso da Neo è un crimine e una violazione in piena regola, ma nonostante ciò lo considerano una sorta di eroe, un moderno Robin Hood virtuale, che smaschera i giochi dei potenti mettendoli nella condizione di dover rispondere pubblicamente delle proprie azioni. La polizia lettone e le autorità stanno indagando sul caso.
Alessandra Carboni
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| Tag: esteri, lettonia, riga, crisi economica, pirata, informatico, smaschera, banche, aziende, speculazione, recessione, hacker | OKNOtizie |
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28/10/2009
Ancona, rapito tecnico informatico In azione 2 banditi, movente oscuro
Ancona, rapito tecnico informatico In azione 2 banditi, movente oscuro
Nessuna richiesta di riscatto. Il 46enne Andrea Uncini sequestrato martedì pomeriggio davanti agli occhi del figlio maggiore
ANGELI DI ROSORA (Ancona) - Un tecnico informatico di 46 anni, Andrea Uncini, impiegato in un'azienda di Fabriano che produce circuiti stampati, è stato sequestrato martedì pomeriggio a Rosora (Ancona), da due banditi incappucciati che lo hanno caricato a forza su un furgone Mercedes bianco e si sono dileguati a tutta velocità. Il rapimento, dal movente ancora oscuro, è avvenuto attorno alle 18:30 di fronte alla villetta di Contrada Pratelli 52 dove Uncini vive con la moglie Annalisa, ragioniera presso uno studio di commercialisti, e i figli Filippo, di 16 anni, e Jarno, di 6.
«UN FAMIGLIA NON FACOLTOSA» - «Una famiglia tranquilla, gente a posto, che lavora, non certo facoltosa», dice il sindaco Lamberto Marchetti, il quale non crede affatto alle voci di «debiti o peggio prestiti a usura» diffusesi subito dopo la sparizione di Uncini. Nessuna richiesta di riscatto sarebbe ancora giunta ai parenti, né si sa se nelle settimane scorse l'impiegato abbia ricevuto minacce o richieste di denaro. Le indagini, coordinate dal pm di Ancona Marco Puccilli e condotte dai carabinieri, sono a tutto campo. La famiglia Uncini non è ritenuta facoltosa, e il rapito non ha precedenti penali. Secondo il sindaco, marito e moglie stavano ristrutturando con «molti sacrifici» la vecchia casa dei genitori, una villetta piuttosto isolata, non lontana dal cimitero di un paese di 1.800 abitanti, sotto choc per un fatto del genere, totalmente inedito da queste parti.
IL RAPIMENTO SOTTO GLI OCCHI DEL FIGLIO MAGGIORE - Drammatiche le sequenze del rapimento, anche queste però ricostruite attraverso versioni piuttosto discordanti. Andrea Uncini sarebbe stato portato via sotto gli occhi del figlio maggiore, nel cortile della villetta. Si era appreso che i due banditi erano armati di pistole elettriche, ma l'Arma ha precisato che nel sequestro non risultano impiegate armi. Si sa che Filippo ha cercato di correre in soccorso del genitore, ma Uncini gli ha gridato «Scappa! vai via, chiuditi dentro...» prima di essere inghiottito dal furgone. In casa era presente anche il piccolo Jarno, che per fortuna non si è accorto di nulla, ed è stato subito portato via da una vicina e amica di famiglia. Annalisa Uncini era ancora al lavoro. La donna e il figlio maggiore sono stati ascoltati separatamente, in due caserme dell'Arma, a Montecarotto e a Jesi. Mentre i militari della Scientifica cercano tracce utili, anche fuori dal villino, sotto la luce di una cellula fotoelettrica dei vigili del fuoco. Di Andrea Uncini in paese non si sa poi moltissimo. E perfino sul suo vero posto di lavoro sono circolate notizie e smentite. Qualcuno lo descriveva assunto presso un'azienda collegata alla famiglia Merloni (un omonimo è dipendente Indesit a Roma), poi si è parlato di una ditta che commercializza pneumatici, sempre a Fabriano. Alla fine, secondo i carabinieri il tecnico opera presso una ditta del settore elettrico, che produce circuiti stampati. Di certo, con il passare delle ore, e in assenza di segnali da parte dei sequestratori, la preoccupazione dei familiari e degli investigatori cresce.
07:42 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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20/07/2009
McCartney è morto? Le analisi sul suo cranio non smontano la credenza
McCartney è morto? Le analisi sul suo cranio non smontano la credenza
Su Wired il lavoro di un informatico e un medico legale che hanno esaminato il caso. Le analisi scientifiche non smontano la credenza che il musicista sia scomparso nel 1966 dopo un incidente
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Nemmeno la scienza è riuscita a mettere la parola fine a una delle leggende metropolitana più longeve: quella secondo cui Paul McCartney sarebbe deceduto nel 1966 in un incidente stradale e che, da allora, sarebbe stato sostituito da un sosia. Una scienziata e un informatico hanno così indagato sul cranio del musicista per dimostrare che la leggenda nata 40 anni fa è una bufala. Il risultato però va contro le loro aspettative: i dubbi restano e cinque prove dimostrerebbero che McCartney, dal 1966, potrebbe essere stato sostituito da un sosia.
Nel nuovo numero della rivista Wired, vengono ricostruite le indagini svolte da due detective d’eccezione, l’informatico Francesco Gavazzeni e il medico legale Gabriella Carlesi, per dare una risposta al quesito: chi è veramente quel Beatle? Nel 2006 i due super consulenti, che in passato hanno collaborato a indagini come quelle sul Mostro di Firenze, l’attentato a Giovanni Paolo II e l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, hanno accettato la sfida di applicare le tecniche medico-forensi di comparazione biometrica a gruppi di fotografie che ritraggono Paul McCartney dalla prima metà degli anni ‘60 ai giorni nostri. Doveva essere un caso semplice, un fascicolo da aprire e chiudere in pochi minuti con la prevedibile sconfessione scientifica di una delle più longeve, tenaci e articolate leggende metropolitane di ogni tempo.
IL GIALLO RESISTE - Invece, come in un vero giallo, i confronti biometrici su conformazione del cranio, curva mandibolare, padiglioni auricolari, dettagli di dentatura e palato hanno mostrato discrepanze sempre più significative e sconcertanti tra le immagini scattate prima e dopo il 1966. La perizia di Francesco Gavazzeni e Gabriella Carlesi si è chiusa così senza un verdetto inequivocabile. Non poteva essere altrimenti, visto che l’analisi antropometrica e craniometrica si esprime solo in termini di compatibilità, non di certezza. Stavolta la scienza non offre risposte, anzi rilancia clamorosamente i dubbi.
17:03 Scritto in musica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: musica, dubbi, giallo, paul mccartney, morto, 1966, incidente stradale, lavoro, informatico, studio, cranio, medico legale, esaminato | OKNOtizie |
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