02/05/2012

Il governo: segnalate sprechi via web. Taglio della spesa, l'obiettivo è evitare di innalzare l'Iva

Il governo: segnalate sprechi via web. Taglio della spesa, l'obiettivo è evitare di innalzare l'Iva

E ALFANO REPLICA A MONTI: «TOGLIERE ICI SCELTA CHE RIFAREMMO DOMANI». Il modulo «Esprimi la tua opinione». Catricalà: «Entro 15 giorni il piano di Bondi». Fassina: «Nomine senza senso». Il piano Giarda: da recuperare 4 miliardi

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Calabrò : «Internet ha cambiato l'informazione. La legge sulla par condicio va aggiornata»

Calabrò : «Internet ha cambiato l'informazione. La legge sulla par condicio va aggiornata»

IN SENATO. Ultima relazione da presidente Agcom. L' affondo sulla riforma della Rai: «Solo i morti hanno visto la fine del dibattito»

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27/04/2012

Belsito ai pm: «Su spese della famiglia informavo Umberto Bossi»

Belsito ai pm: «Su spese della famiglia informavo Umberto Bossi»

LEGA. L'ex tesoriere: «Lo informavo direttamente si quelle più significative»

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27/03/2012

Olimpiade di Londra: niente notizie sui social network per gli atleti italiani

Olimpiade di Londra: niente notizie sui social network per gli atleti italiani

La misura per evitare di interferire con le scommesse sportive. Il Coni li obbligherà a firmare un accordo in cui non potranno mettere su Twitter o Facebook informazioni sensibili

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10/11/2011

I blogger denunciano i trafficanti e i narcos -killer li fanno a pezzi

I blogger denunciano i trafficanti e i narcos -killer li fanno a pezzi

Nello stato messicano di Tamaulipas, al confine con il Texas. L’ultima vittima è stata fatta trovare alla base di una colonna e senza testa. Salgono a 4 le vittime

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13/05/2010

New York: il procuratore generale mette sotto inchiesta 8 importanti banche

New York: il procuratore generale mette sotto inchiesta 8 importanti banche

Secondo l'accusa avrebbero fornito false informazioni alle agenzie di rating sui mutui, lo rivela il new york times


NEW YORK - Il procuratore generale di New York Andrew Cuomo avrebbe aperto, secondo quanto rivela il New York Times, un'inchiesta su 8 tra le principali banche del mondo: Goldman Sachs, Morgan Stanley, UBS, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Credit Agricole e Merrill Lynch, ora controllata dalla Bank of America.

L'ACCUSA - L'accusa è di aver fornito false informazioni ad alcune tra le principali agenzie di rating tra le quali Standard & Poor's, Fitch e Moody's allo scopo di far sopravvalutare l'afffidabilità di titoli creati per sostenere i mutui da loro concessi. Si tratta in sostanza di far sopravvalutare le obbligazioni create dal raggruppamento di tanti mutui in un maxibond, a sua volta frazionato in titoli trasferiti al pubblico degli investitori. In pratica le banche che prestano il denaro in questo modo trasferiscono il rischio del pagamento delle rate al mercato dei risparmiatori. Se i mutui sono classificati dalle agenzie di rating come «prime» il rischio è minore perchè gli indebitati sono più affidabili, se sono classificati come «subprime» è ovviamente maggiore.

 

Redazione online


06/04/2010

«Italia e Stati Uniti hanno lo stesso problema: la manipolazione delle news»

«Italia e Stati Uniti hanno lo stesso problema: la manipolazione delle news»

AL GORE IN ESCLUSIVA SU “A”: «Per questo ho fondato Current tv». «Non siamo contro i governi. Siamo contro la censura. Noi non abbiamo paura»

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03/03/2010

Conduttori Rai in piazza contro lo stop ai talk show

Conduttori Rai in piazza contro lo stop ai talk show

 

Sit in di protesta con Giovanni Floris, Michele Santoro, Bruno Vespa contro la cancellazione dei programmi d'informazione in nome della par condicio decisa dai vertici di Palazzo Mazzini.

 

 

 

Dagli schermi tv alla piazza, contro la decisione del Cda Rai di sospendere alcuni talk show fino alle regionali. Protestano la Federazione della stampa e l'Usigrai, il sindacato dei giornalisti della televisione pubblica. In piazza tutti i volti più conosciuti della televisione. Da Michele Santoro ad Andrea Vianello, passando per Giovanni Floris. In via Teulada c’era anche il popolo viola. Immancabili le reazioni politiche. Sostegno dall'Italia dei valori e dal Pd: "Per Berlusconi sarà un boomerang", prevede il segretario Pier Luigi Bersani. Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, ha già chiesto al premier Silvio Berlusconi di intervenire.


12/02/2010

Ecopass, rivolta degli Euro 4. «Ricorsi contro le multe»

Ecopass, rivolta degli Euro 4. «Ricorsi contro le multe»

 

Polemica: «Poche informazioni per gli automobilisti». Resta l’emergenza smog. Ogni giorno 5 mila sanzioni ai diesel senza filtri. Il Comune: allo studio una sanatoria

 

MILANO - «E ora?». L’ordinanza è stata firmata nel pieno dell’emergenza smog e il Comune ha dato appena qualche ora di preavviso agli automobilisti: «La deroga per i veicoli diesel Euro 4 e 5 senza filtro è sospesa», anche queste vetture devono pagare l’Ecopass nei Bastioni, c’è l’avviso sul sito, la segnalazione ai varchi della Cerchia, il call center a disposizione... E ora, è una strage di multe. Nella prima settimana di ticket allargato, senza esenzioni, le telecamere hanno registrato una quantità anomala di infrazioni: 33.956 accessi illegittimi in area Ecopass, quasi 6.800 al giorno, rispetto a una media consolidata di 1.700 sanzioni (a dicembre, per esempio).

Motivo: quasi tutti i proprietari di veicoli diesel Euro 4 e 5 senza filtro, abituati a circolare gratuitamente, non hanno pagato il pedaggio. I più non lo sapevano, alcuni l’avranno capito in ritardo, in ogni caso hanno totalizzato 24.181 verbali da 70 euro (spese di spedizione escluse) in cinque giorni, dal 1˚ al 5 febbraio. Una stangata da 1,7 milioni. Che fa discutere i vertici di Palazzo Marino: «E ora, che si fa? Una sanatoria?». Un passo indietro. Letizia Moratti firma il 29 gennaio scorso l’ordinanza che congela la deroga al ventesimo giorno consecutivo di superamento della soglia di Pm10. Ma la decisione viene comunicata solo domenica sera, il 31 gennaio. Il provvedimento è applicato a partire dal primo febbraio e i risultati sono questi: 5.404 Euro 4 e 5 diesel senza fap multati il lunedì (su un totale di 7.352 sanzioni), 4.962 il martedì, 4.794 il mercoledì, 4.724 sanzionati il giovedì e 4.297 il venerdì.

Eccola, la strage. E la sequenza (calante) spiega in parte cos’è successo: gli automobilisti stanno scoprendo lo stop alla deroga strada facendo. Tra un paio di mesi ne pagheranno il conto. «Non è giusto». Il Consiglio di Zona 1 ha votato a maggioranza una mozione presentata dal repubblicano Guido Camera, martedì, che invita il sindaco e la giunta a sospendere «il pagamento delle sanzioni conseguente all’ingresso nella Ztl Cerchia dei Bastioni da parte di vetture Euro 4 ed Euro 5 senza filtro antiparticolato nei giorni successivi al 1˚ febbraio». Un blocco necessario, si legge nel documento, perché «l’aumento non programmato degli autoveicoli assoggettati al pagamento dell’Ecopass ha reso difficoltoso il rinvenimento dei tagliandi e l’attivazione del dazio». Le misure «strutturali adottate contro lo smog, come la sospensione delle deroghe per Ecopass, stanno dando risultati », ha spiegato Letizia Moratti, sottolineando il calo nelle concentrazioni medie di gas inquinanti rispetto al mese di gennaio.

Un effetto diretto quanto meno discutibile, visti i dati: ogni giorno entrano nei Bastioni 10 mila veicoli Euro 4 e 5 diesel senza fap e le telecamere, dal 1˚ al 5 febbraio, ne hanno contati circa 8 mila. Alla fine, dunque, poche centinaia di auto sarebbero rimaste fuori dal centro storico di Milano. «L’ennesima catena di ricorsi ai giudici di pace mi sembra inevitabile» commenta il consigliere Verde Enrico Fedrighini: «Il Comune ha dato una pessima informazione sul provvedimento, colpa di una maggioranza divisa su Ecopass. Ormai, però, l’hanno capito anche i sassi che i diesel senza fap devono pagare. Avanti senza deroghe e ripensamenti». Le concentrazioni di Pm10, mercoledì, hanno doppiato la soglia d’allarme. I giorni di smog fuorilegge, nel 2010, sono già 32. Il bonus di 35 superamenti, concesso dall’Ue, potrebbe andare esaurito domani. E lasciar partire una nuova procedura d’infrazione.

Armando Stella


01/02/2010

I dati sui conti svizzeri di evasori tedeschi «offerti» a Berlino

I dati sui conti svizzeri di evasori tedeschi «offerti» a Berlino

 

Rischio di crisi diplomatica con lo confedereazione elvetica. Il governo tedesco sta valutando se comprare le informazioni, che però sono state rubate

 


MILANO - Prendere o lasciare. Sul piatto ci sono i dati sui conti bancari di 1.500 contribuenti tedeschi fortemente sospettati di evasione fiscale: dati che finora sono stati gelosamente custoditi nelle banche svizzere. Sono indicazioni rubate che un informatore ha messo a disposizione del governo e del fisco tedeschi, che però devono pagare 2,5 milioni di euro. Un prezzo non così esoso se si calcola che con quelle informazioni la Germania potrebbe recuperare fino a 100 milioni di euro. Ma si tratta pur sempre di dati rubati, e di mezzo c’è una crisi diplomatica con la vicina Svizzera.

LA PROPOSTA - La vicenda è stata portata alla luce due giorni fa dal giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung che ha rivelato per primo la «proposta indecente» ricevuta dalle autorità nazionali. La «gola profonda» (che sarebbe un dipendente di una filiale di Ginevra della banca britannica Hsbc) ha già passato le informazioni su 5 evasori di spicco e la Germania ha potuto verificare che non si tratta di un bluff. Tra l’altro ognuno di questi cinque – riporta Swissinfo.ch - dovrebbe restituire circa 1 milione di euro.

IL GRUZZOLO TEDESCO - La conferma sull’autenticità delle informazioni offerte alla Germania arriva anche da un’indagine del Wall Street Journal, secondo il quale sarebbero ben 175 miliardi gli euro depositati dai contribuenti tedeschi nelle banche svizzere. Più in generale i tedeschi rappresentano uno dei gruppi più numerosi di evasori che hanno trovato rifugio nel Paese della cioccolata.

LE REAZIONI - Naturalmente la reazione degli svizzeri alla fuga di notizie è stata molto dura. «È piuttosto insidioso che uno stato di diritto faccia uso di dati illegali. È uno sviluppo che non possiamo accettare», ha dichiarato il presidente elvetico Doris Leuthard. Mentre l’associazione dei banchieri svizzeri ha chiesto a Berlino di restituire i dati. Ma il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, ancora non si è sbilanciato. Anche perché ufficialmente il dischetto con i file scottanti sarebbe stato offerto al fisco dello Stato del Nord Reno Westfalia.

I PRECEDENTI - Di certo, la Germania ha già acquistato in passato dati bancari rubati al fine di perseguire l’evasione fiscale. Nel 2008 il servizio di intelligence pagò 4,2 milioni di euro a un ex-impiegato di banca per impossessarsi di file riguardanti i conti di un istituto del Liechtenstein. I dati così raccolti portarono tra le altre cose all’arresto di Klaus Zumwinkel, l’allora amministratore delegato di Deutsche Post.

Carola Frediani