30/03/2010

Facebook vuole cambiare di nuovo le impostazioni di privacy

Facebook vuole cambiare di nuovo le impostazioni di privacy

 

Localizzazione degli utenti, accesso alle informazioni personali da parte di compagnie esterne e nuove regole per il tagging. Le modifiche possono essere discusse fino al 3 aprile. Le prime reazioni

 

facebook

 

L'anno scorso bastò una piccola modifica per sollevare un pandemonio in rete: utenti sul piede di guerra e finanche minacce di azioni legali. Tanto che Mark Zuckerberg fu costretto a fare mea culpa nel giro di pochi giorni, promettendo che in futuro qualsiasi modifica sarebbe stata comunicata in maniera trasparente, dando agli utenti la possibilità di dire la propria prima dell'entrata in vigore.

E' passato più di un anno e Facebook ora ci riprova di nuovo a cambiare il "patto legale" che regola il trattamento dei dati personali degli iscritti. Con un
post pubblicato sul blog ufficiale, sono state annunciate nuove modifiche. C'è tempo fino al 3 aprile per leggere le proposte e discuterle in questa sezione del sito. Poi Facebook potrà decidere di adottarle, tenendo conto dei suggerimenti arrivati.
Naturalmente non è facile muoversi nel "legalese" dei documenti pubblicati. Accanto a modifiche formali, ci sono anche cambiamenti più sostanziali che potranno avere un impatto rilevante sulla condivisione delle informazioni personali, l'utilizzo che possono farne le applicazioni terze e il nuovo servizio di localizzazione degli utenti.

Molti cambiamenti sono stati inseriti in vista del lancio di nuove funzionalità che saranno annunciate alla conferenza F8 in programma per il 21 aprile. Tra queste ci dovrebbe essere anche la localizzazione automatica degli utenti attraverso il dispositivo da cui si accede (computer o cellulare).


Ma vediamo più da vicino quali sono le novità più importanti presenti nella nuova bozza della
"Normativa sulla Privacy" e della "Dichiarazione di Diritti e Responsabilità" di Facebook.

1) Non si potrà creare più di un account. Una volta rimosso un profilo, bisognerà chiedere l'autorizzazione per poterne attivare uno nuovo. In questo modo Facebook vuole evitare il proliferare di finti account, soprattutto nel caso dei giochi online o di adesione a gruppi politici.


2) Non si potrà "taggare" o inviare mail ad un utente senza il consenso preventivo. Si vuole evitare, in questo modo, la pratica del tagging su foto e documenti che possono rivelare informazioni personali di un utente a sua insaputa. Facebook prova così anche a rispondere alle recenti obiezioni arrivate dall'Unione Europea che intende
aprire un'istruttoria sulla privacy contro Facebook e Google.

3) Le agenzie pubblicitarie potranno accedere ai dati personali degli utenti, ma non potranno più trasferirli all'esterno. Si cerca così di frenare il "business dei dati personali" che stava prendendo piede tra le compagnie più spregiudicate.


4) Le applicazioni terze potranno accedere a un maggior numero di informazioni (i nomi degli amici, il genere sessuale, le foto del profilo, la località in cui si vive o da cui ci si connette con il computer). Queste informazioni tenderanno a diventare sempre più pubbliche. Il che deve essere letto nell'ottica di "twitterizzazione" di Facebook: diventare un social network sempre più aperto e meno privato.


Per il momento, le reazioni degli utenti non sembrano molte preoccupate. Nella versione italiana dei documenti si trovano molti "like" e commenti frettolosi di assenso ("Ok, va bene"). Solo qualche utente sottolinea che: "Non ci penso proprio a leggere tutto. Anche se utile, non ho tempo ne voglia. E così credo molti altri utenti. E questo è un dato di fatto di ciu tenerne conto, se volete realmente un feedback. Dovreste evidenziare solo le modifiche rispetto allo statuto attuale. Allora potrei leggerlo. E con me molti altri utenti". C'è poi chi contesta le nuove funzionalità di localizzazione automatica: "Non capisco perchè sia necessario raccogliere informazioni sul dispositivo usato per l'accesso e sul browser, ma soprattutto perchè raccogliere informazioni sulle pagine visualizzate". E qualcuno storce il naso anche per la condivisione pubblica dei dati: "Non sono d'accordo, voi caricate i nostri dati, poi in qualunque momento li potete dare a chiunque".


In generale comunque sono davvero pochi gli utenti che stanno intervenendo: siamo nell'ordine delle migliaia, davvero una piccolissima minoranza di quegli oltre 400 milioni di utenti attivi che continuano a condividere risorse online, ignari di ogni diritto o rischio.


22/04/2009

Google mette i "profili" nella ricerca: «Scegliete cosa far sapere di voi»

Google mette i "profili" nella ricerca: «Scegliete cosa far sapere di voi»

 

E microsoft "integra" windows live con i social network. Novità nel servizio: indirizzi più semplici e maggiore visibilità nei risultati

 

Un profilo su Google
Un profilo su Google

MILANO - Le proprie informazioni personali, gli indirizzi e-mail, i contatti su Facebook e sugli altri social network, le foto su Flickr, l'indirizzo del proprio blog, i video su Youtube: tutto a portata di clic, in una sorta di biglietto da visita pubblicato sul web. Si tratta di "Google profiles", un servizio attivo già da qualche tempo che il colosso di Mountain View ha però deciso di rilanciare con forza. Una delle novità è che ora le pagine personali gestite dagli utenti (per adesso quelli americani) appariranno anche tra i primissimi risultati legati alle ricerche "nominali": digitando "Jon Weber" su Google, ad esempio, appariranno anche i profili gestiti dai vari "Jon Weber" sparsi per il mondo (e che siano stati resi pubblici). «Non è un segreto che molti di noi cercano il proprio nome o quello di qualcun altro su Internet» si legge sul blog ufficiale della società. «Ma facendo una ricerca del genere, non sempre i risultati visualizzati rappresentano ciò che vorremmo che la gente sapesse di noi. Noi desideriamo migliorare questo aspetto e offrire agli utenti maggiore controllo».

INDIRIZZO - Già nei giorni scorsi, Google aveva lanciato la possibilità di personalizzare l'indirizzo web del proprio profilo: non più una sequenza "impresentabile" di caratteri e numeri, ma - riprendendo l'esempio precedente - un più semplice www.google.com/profiles/jonweber. Poi è arrivata la scelta di offrire ai singoli profili maggiore visibilità sul motore di ricerca. Una sfida aperta a Facebook? Non proprio, per il momento. Ma la decisione potrebbe preludere a un ulteriore potenziamento del servizio.

MICROSOFT - Del resto, la crescente popolarità dei social network ha attirato l'attenzione di tutti i principali big della Rete. Non appare un caso che parallelamente anche Microsoft abbia deciso una mossa simile, incorporando in "Windows Live" gli aggiornamenti provenienti da oltre 20 dei più importanti social network, tra cui Digg, Facebook, MySpace (disponibile nei prossimi mesi) e, per l'Italia, Dada – The Music Movement. Un modo, si legge nel comunicato ufficiale, per rendere più semplice agli utenti la gestione della propria "vita digitale". In pratica, attraverso un unico "hub" in Windows Live, i navigatori potranno tenere d'occhio più facilmente i contatti, i profili e gli aggiornamenti dei propri amici sui vari social network. L'obiettivo finale, a quanto pare, è la convergenza di tutte le nostre attività sulla Rete.