30/12/2009

Autostrade, dal 1 gennaio aumentano le tariffe

Autostrade, dal 1 gennaio aumentano le tariffe

 

 

Viaggi in automobile più cari nel 2010. I ministeri per le Infrastrutture e per l'Economia hanno firmato infatti il decreto relativo ai rincari proposti dall'Anas sulla base delle convenzioni stipulate con le società concessionarie

 

 

 

Dal prossimo primo gennaio scattano gli adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradale delle Società Concessionarie. Sono stati firmati i decreti di concerto dei ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell'Economia e delle Finanze che, sulla base dell'istruttoria condotta dall'Anas, fissano il livello degli aumenti tariffari.
"L'Anas spa - si legge in una nota - nell'esercizio dei propri compiti istituzionali e dopo aver effettuato i relativi controlli e verifiche, ha proposto la misura degli adeguamenti delle tariffe autostradali applicabili dal prossimo anno, in attuazione dei vigenti atti convenzionali stipulati con le Società Concessionarie. L'istruttoria ha tenuto conto per ciascuna Società concessionaria della relativa situazione giuridica, con particolare riferimento agli impegni assunti dalle Società per nuovi investimenti e per la manutenzione della rete. In base a tali considerazioni e a seguito di quanto deciso in sede ministeriale, risultano riconosciuti i seguenti adeguamenti: Ativa spa 6,23%; Autostrade per l'Italia spa 2,40%; Autostrada del Brennero spa 1,60%; Brescia-Padova spa 6,56%; Centropadane spa 0,74%; CISA spa 1,76%; Fiori spa 1,15%; Milano Serravalle Milano Tangenziali spa 1,41%; Tangenziale di Napoli spa 2,17%; Rav spa 0,94%; Salt spa 1,50%; Sat spa 2,11%; Autostrade Meridionali (Sam) spa 1,43%; Satap Tronco A4 spa (Novara Est-Milano 15,83%; Torino-Novara Est 15,29%); Satap Tronco A21 spa 9,70%; Sav spa (Autostrada 1,36%; Raccordo Gran S. Bernardo 1,04%); Siataf spa 2,35%; Torino-Savona spa 1,47%; Strada dei Parchi spa 4,78%.
Non sono stati riconosciuti incrementi tariffari per il Consorzio per le Autostrade Siciliane (Messina-Catania e Messina-Palermo), per Autovie Venete spa e per Asti-Cuneo spa. Le tariffe di pedaggio - conclude il comunicato - della Società Cav spa sono state ridotte, rispettivamente, del 1,00% per l'A4 VE-PD, Tangenziale Ovest di Mestre e raccordo con aeroporto Marco Polo e del 1,18% per il Passante di Mestre"


08/12/2009

Matteoli, sì a 150 km/h in autostrada

Matteoli, sì a 150 km/h in autostrada

 

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti si dice favorevole alla proposta della Lega di innalzare il limite di velocità nei tratti autostradali a tre corsie e dove c'è il tutor

 

 

 

"Sono favorevole" alla proposta della Lega per innalzare il limite di velocità a 150 km orari nei tratti autostradali a tre corsie e dove c'è il tutor. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, spiega di essere sempre stato "favorevole ad aumentare la velocità in alcune autostrade che hanno le caratteristiche adatte come le tre corsie e il tutor, ma non per tutte le auto, per quelle che per cilindrata e caratteristiche di sicurezza, possono viaggiare tranquillamente a 150 km orari. Certo non le piccole auto".

Il testo del disegno di legge che azzera il livello di alcol nel sangue per i neopatentati, spiega Matteoli, "dovrà comunque tornare alla Camera, perché sono state apportate alcune modifiche. Anche alla Camera, dove c'è stata unanimità sul testo, c'era stata una proposta in tal senso. Poi era stata stralciata per licenziarlo all'unanimità. Non mi scandalizza che alcuni non siano favorevoli a questa proposta. Ma non mi sembra scandalosa la proposta della Lega".


21/10/2009

Italia fanalino di coda in Europa per investimenti nell'Information Technlogy

Italia fanalino di coda in Europa per investimenti nell'Information Technlogy

 

Indagine condotta su circa 1.200 Pmi italiane dall’Osservatorio Ict Pmi School of Management del Politecnico di Milano. Ma le cose migliorano grazie a un numero crescente di imprese che utilizza in modo "evoluto" sia l’infrastruttura Ict, sia il parco applicativo

 

MILANO - L’Italia è fanalino di coda in Europa per investimenti nell’Information Communication Technology (Ict), ma le cose stanno migliorando grazie a un numero crescente di imprese che utilizza in modo "evoluto" sia l’infrastruttura Ict, sia il parco applicativo. E’ quanto emerso dall’indagine condotta su circa 1.200 Pmi italiane dall’Osservatorio Ict Pmi School of Management del Politecnico di Milano, illustrata in occasione della presentazione della 46esima edizione di Smau in programma a Fieramilano dal 21 al 23 ottobre.

«Da un lato abbiamo i numeri, che ci dicono che l’Italia è fanalino di coda per investimenti ICT in Europa, dall’altro però abbiamo un mercato Italia che sia per la composizione frammentata che lo contraddistingue, sia per la propensione dell’imprenditore italiano in contesti di crisi a razionalizzare gli investimenti e fare sistema per mettere a fattore comune le esperienze, fanno sì che le imprese italiane possano vedere nella crisi un’opportunità per riemergere con successo e non un contesto in cui paralizzarsi», ha dichiarato Pierantonio Macola, ad di Smau.

Il responsabile della ricerca su Ict e Pmi del Politecnico di Milano, Raffaele Balocco ha invece sottolineato che «negli ultimi due anni abbiamo assistito ad un aumento del livello di maturità Ict delle Pmi italiane». In particolare «le imprese "lungimiranti" che stanno utilizzando in modo "evoluto", sia l’infrastruttura Ict che il parco applicativo sono passate dal 12% al 17%, mentre si è ridotta dal 42% al 34% la percentuale di imprese "immature"». Segnale che «in media, la sensibilità delle Pmi italiane rispetto all’utilizzo delle Ict è cresciuto negli ultimi anni», ha dichiarato Balocco. Ma nel 2009 la crisi ha fatto sentire i suoi effetti con «solo il 38% delle Pmi analizzate che ha dichiarato l’intenzione di sviluppare progetti Ict nel 2010 rispetto a una percentuale che due anni fa superava il 50%» ha aggiunto Balocco. Quanto alla "maturità" Ict delle piccole medie imprese, l’indicatore in una scala da 0 a 100 misurava 40 nel 2007 è salito a 49 nel 2009. A livello geografico, la Lombardia con un valore di 63 è la regione fra quelle analizzate con il più alto livello di maturità Itc, seguita da Veneto (62) e Emilia Romagna (59), più arretrata la Puglia (37).

Durante la presentazione di Smau 2009 si è svolta anche la premiazione dei 13 progetti vincitori della prima edizione nazionale del "Premio Innovazione Ict", un riconoscimento per imprese e pubbliche amministrazioni che hanno investito nel settore per potenziare il business e ridurre i costi.


20/04/2009

Muraglia cinese, un gigante fragile

Muraglia cinese, un gigante fragile

Due le minacce: i cambiamenti climatici e la costruzione di infrastrutture. Secondo nuove rilevazioni è lunga 8.852 km, contro i 6.300 stimati finora. Ma lo sviluppo del Paese la insidia

La Grande muraglia cinese: secondo le ultime rilevazioni è lunga quasi 9mila chilometri, contro i 6.300 ritenuti finora (Epa)

La Grande muraglia cinese: secondo le ultime rilevazioni è lunga quasi 9mila chilometri, contro i 6.300 ritenuti finora (Epa)

PECHINO - Quasi 9mila chilometri, 2.500 in più rispetto a quanto si sapesse fino ad oggi: è la lunghezza della Grande muraglia cinese, ottenuta grazie a nuove misurazioni effettuate con tecnologie moderne come riporta il quotidiano China Daily. Il più grande monumento del pianeta nonché patrimonio dell’Umanità dell’Unesco misura 8.851,8 chilometri, contro i 6.300 stimati finora (e i 5mila della tradizione popolare), soprattutto sulla base di fonti storiche.

STORIA MILLENARIA - All'Ente per l'eredità culturale (Sach) e all'Ufficio per i rilevamenti e la cartografia di Pechino ci sono voluti due anni a misurare con precisione, con raggi infrarossi, Gps e altre tecnologie l’enorme barriera costruita a partire dal 200 a.C. e più volte ampliata: sono emerse intere porzioni di cui si era persa conoscenza, in zone montagnose e desertiche. Il monumento fu restaurato e in parte anche edificato sotto la dinastia Ming (1.368 - 1.644) ma la sua costruzione era stata iniziata dall'imperatore Qin Shi Huang (259 - 210 avanti Cristo). Dopo la ristrutturazione dei Ming la Muraglia passa per dieci province della Cina settentrionale: Liaoning, Hebei, Tianjin, Pechino, Shanxi, Mongolia Interna, Shaanxi, Ningxia, Gansu e Qinghai. Gli architetti degli imperatori, che volevano proteggere la Cina dalle bellicose tribù del nord, si servirono in diversi punti di fiumi, montagne e altri ostacoli naturali per integrare la fortificazione.

GIGANTE A RISCHIO - Oggi la muraglia è fortemente a rischio in diversi punti, non solo per la minaccia delle intemperie ma anche per progetti di costruzione di strade e autostrade o più in generale di sviluppo economico. L'allarme è stato lanciato dal direttore del Patrimonio culturale cinese, Shan Jixiang: dopo aver resistito per millenni ai "barbari", ora la Grande muraglia è in pericolo, con due minacce principali: «i cambiamenti climatici e la massiccia costruzione di infrastrutture». Ma il fatto stesso che sia difficile conoscere le dimensioni precise dell'opera dà la misura dell’incredibile difficoltà che il governo di Pechino ha nel far rispettare i divieti di attività come feste tradizionali, graffiti, aggiunta di strutture illegali. Anche il turismo provoca deterioramento e la necessità di costanti restauri.

http://informatisubito.myblog.it/album/muraglia-cinese/

 

 

 

 

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23/02/2009

Berlusconi: «La Torino-Lione si farà»

Berlusconi: «La Torino-Lione si farà»

 

«C'è accordo nel governo, vogliamo accelerare il lavoro per completare il Corridoio 5. Infrastrutture strategiche»

 

MILANO - Il premier Berlusconi torna a parlare dell'alta velocità e lo fa in un'intervista al quotidiano francese Le Figaro alla vigilia del vertice Italia-Francia a Roma, sottolineando che il collegamento Torino-Lione sarà una realtà. «Poche settimane fa il mio governo ha confermato il commissario Mario Virano alla presidenza dell’Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione - spiega -. Intendiamo accelerare il lavoro per completare il Corridoio 5. L’alta velocità era nel nostro programma elettorale, c’è pieno accordo nel governo, quindi la Torino-Lione si farà».

«RICATTO AMBIENTALISTA» - Berlusconi sottolinea che l'esecutivo attribuisce «un’importanza strategica» al settore delle infrastrutture. «Abbiamo riaperto tanti cantieri chiusi dal precedente governo tenuto sotto ricatto dal fanatismo ambientalista, e mi fa piacere che anche a livello europeo stia prevalendo un’idea nata con la presidenza italiana della Ue nel 2003, cioè l’emissione di eurobond per finanziare le grandi infrastrutture continentali, idea che ha avuto la sua traduzione politica nelle conclusioni della presidenza francese».