04/06/2010

Lazio, boom delle illegalità ambientali Ma il record è di Campania e Calabria

Lazio, boom delle illegalità ambientali Ma il record è di Campania e Calabria

RAPPORTO LEGAMBIENTE. I reati più diffusi: abusivismo edilizio e calcestruzzo. A Roma il 30% dei furti di opere d'arte


 

ROMA - Il Lazio scala la triste classifica delle illegalità ambientali di ben tre posizioni passando dal quinto al secondo posto: è questo il dato più eclatante, quasi dieci illegalità ogni giorno, del «Rapporto ecomafie 2010» di Legambiente. La Campania si conferma al primo posto con 1.179 reati accertati (15,8% del totale), al secondo la Calabria (12,1%), al terzo il Lazio (11,8%), mentre la prima regione del nord è la Liguria (4%). Abusivismo edilizio e calcestruzzo depotenziato: ovvero, rispettivamente 2 miliardi persi in 27.000 costruzioni (quelle contate) senza regole e «pessima qualità» con conseguente rischio di crollo per strade, ponti, viadotti, scuole e ospedali: questa la fotografia del Rapporto. E crescono gli illeciti sulla fauna e i furti di opere d’arte, soprattutto nella Capitale, dove raggiungono quasi il 30 per cento di tutta Italia. Più stabile la situazione sui rifiuti, mentre è migliorata solo la lotta agli incendi grazie alle azioni di contrasto. Ma è allarmante la situazione soprattutto nel sud pontino perché le agromafie spadroneggiano al mercato ortofrutticolo di Fondi.

 

Discarica a cielo aperto vicino alle ciminiere delle raffinerie di Gianturco, quartiere di Napoli (Ansa)
Discarica a cielo aperto vicino alle ciminiere delle raffinerie di Gianturco, quartiere di Napoli (Ansa)

QUASI 3500 INFRAZIONI - Il Rapporto di Legambiente è basato come ogni anno sul prezioso lavoro delle forze dell’ordine e i dati dicono che nel corso del 2009 nella nostra regione sono state accertate 3.469 infrazioni (1.383 in più rispetto al 2008) pari al 12,1 per cento di quelle accertate su scala nazionale: qualcosa come 9,5 illegalità al giorno. In crescita anche il numero delle persone denunciate, arrivato a 2.248, così come quello dei sequestri che è arrivato a 919. A tirare la volata negativa in questa triste classifica sono stati il forte aumento di illeciti amministrativi in campo faunistico ai quali la Polizia Provinciale di Roma si è dedicata con particolare attenzione: 1.411 le infrazioni . E nella Capitale vi è un allarmante peggioramento delle Archeomafie che raggiungono un primato storico, con i furti d’arte passati da 158 a 227, pari al 20,8 per cento del totale nazionale.

Abusi sul litorale campano (Controluce)
Abusi sul litorale campano (Controluce)

LEGAMBIENTE - «Il Lazio è dilaniato tra piccoli e grandi reati, si rischia un allargamento del senso di illegalità mentre continua la pericolosa ascesa delle mafie – ha detto Lorenzo Parlati, il presidente di Legambiente di Roma e del Lazio - In particolare su cemento e rifiuti la Regione deve dare un forte impulso alle amministrazioni locali con una nuova stagione per la gestione dei rifiuti che incrementi riduzione e raccolta differenziata, facilitando sul fronte dell’abusivismo edilizio il riavvio delle ruspe per gli abbattimenti. L’Ecomafia – ha aggiunto – nel Lazio ha una doppia faccia: da un lato quella dell’illegalità ambientale diffusa che va sempre più denunciata e repressa, dall’altro quello della criminalità organizzata e delle mafie che si conferma ben oltre i livelli di guardia nel sud pontino». «I casi legati alla presenza delle Ecomafie in particolare nel settore del cemento – ha aggiunto Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – fanno ormai parte della quotidianità delle cronache laziali. Ma quel che colpisce è che l’abusivismo nella nostra regione si nasconde nelle pieghe dell’urbanistica “ufficiale”: i grandi sequestri riguardano troppo spesso lottizzazioni nate legali e diventate nella loro attuazione abusive. E per questo servono più controlli da parte dei comuni ed è necessario agire sul piano educativo, favorendo il diffondersi di una cultura della legalità». E Legambiente ricorda il numero dell’Osservatorio sulla legalità: numero verde 800-911856.

Lilli Garrone


03/07/2009

Infrazioni in bicicletta, ora si perdono anche i punti della patente

Infrazioni in bicicletta, ora si perdono anche i punti della patente

 

La legge sulla sicurezza equipara le sanzioni accessorie del codice anche per chi usa le due ruote a pedali, ma si crea una disparità tra il ciclista con o senza patente

 

In bicicletta a Milano (Fotogramma)

Ciclisti attenti. Il disegno di legge sicurezza, recentemente diventato legge, comporta, in caso di infrazioni del codice della strada sulle due ruote a pedali, la possibilità di perdere punti della patente automobilistica se il ciclista ne è in possesso. Lo rileva il quotidiano economico «Italia Oggi».

LA NUOVA NORMA - L'articolo 3 comma 48- 1 e 2 della legge recentemente approvata prevede alcune importanti modifiche del codice della strada. Dice testualmente la legge: «Nell’ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, è disposta la sanzione amministrativa accessoria del ritiro, della sospensione o della revoca della patente di guida e la violazione da cui discende è commessa da un conducente munito di certificato di idoneità alla guida di cui all’articolo 116, commi 1-bis e 1-ter, le sanzioni amministrative accessorie si applicano al certificato di idoneità alla guida secondo le procedure degli articoli 216, 218 e 219. In caso di circolazione durante il periodo di applicazione delle sanzioni accessorie si applicano le sanzioni amministrative di cui agli stessi articoli. Si applicano, altresì, le disposizioni dell’articolo 126-bis. 2. Se il conducente è persona munita di patente di guida, nell’ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, sono stabilite le sanzioni amministrative accessorie del ritiro, della sospensione o della revoca della patente di guida, le stesse sanzioni amministrative accessorie si applicano anche quando le violazioni sono commesse alla guida di un veicolo per il quale non è richiesta la patente di guida. In tali casi si applicano, altresì, le disposizioni dell’articolo 126-bis». In pratica da un lato si introduce nel codice della strada una norma la 219-bis che introduce il patentino a punti anche per i motocicli. Dall'altro si estende la punibilità con la conseguente sottrazione di punti se si è in possesso di una qualsiasi patente di guida, anche a tutti quelli che guidano una bicicletta o magari un carro trainato da cavalli o dai buoi e commettono un'infrazione. Questo naturalmente crea una disparità tra chi ciclista, possiede una patente di guida (ed è sanzionabile) e chi invece non la possiede (e quindi non è sanzionabile). Inoltre è logico pensare che se ai ciclisti è applicabile una sanzione accessoria qual è la perdita dei punti della patente, non sia applicabile anche la sanzione principale, vale a dire la multa nella maggior parte dei casi


26/06/2009

Il mare italiano affonda tra gli abusi: uno ogni due chilometri di costa

Il mare italiano affonda tra gli abusi: uno ogni due chilometri di costa

 

Nuovo dossier di Legambiente. Solo nel 2009 ci sono state 3.674 infrazioni e sono scattati 1.569 sequestri e 4.697 denunce

 

Meta di Sorrento, 30 anni e mai concluso l'albergo "Alimuri". Un mostro di deturpazione ambientale degli anni '80

Le coste italiane si stanno trasformando, nemmeno troppo lentamente, in un grande blocco di cemento: quasi sempre illegale oppure “legalizzato”. Nel cantiere Italia si impasta senza sosta ai danni del mare: tra villette per le vacanze, grande alberghi a strapiombo sul mare o porti turistici con ristoranti e shopping center sono migliaia i nuovi edifici che ogni estate spuntano lungo le coste italiane. Solo nel 2009 intorno al ciclo del mattone selvaggio si sono registrate esattamente 3.674 infrazioni, sono scattati 1.569 sequestri e 4.697 denunce. Una situazione che non accenna a migliorare perché gli abbattimenti rimangono ancora episodi isolati e sporadici, e non riuscono a scoraggiare la piaga dell’abusivismo edilizio. Sono solo alcuni dei dati contenuti nel nuovo dossier di Legambiente.

UN ABUSO OGNI DUE KM - Ma il mare italiano non soffre solo il mal di cemento, è afflitto anche da tanti altri guai: scarichi illegali, cattiva depurazione, pesca di frodo, infrazioni al codice della navigazione sembrano, infatti, non passare mai di moda. Crescono, quindi, le infrazioni accertate che passano da 14.315 nel 2007 a 14.544 (+1,6), quasi 2 reati a chilometro lungo i 7.400 di costa del Belpaese. Aumentano anche le persone denunciate che da 15.756 arrivano a 16.012 (+1.6%) mentre, parallelamente, diminuiscono i sequestri che da 4.101 scendono a quota 4.049.

LA CLASSIFICA - A guidare la classifica dell’illegalità costiera è la Campania, con 2.776 infrazioni accertate dalle Forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, seguita da Sicilia (2.286), Puglia (1.577) e Calabria (1.435). È questo in sintesi il quadro che emerge Mare Monstrum 2009, il dossier di Legambiente presentato questa mattina a Roma, nel corso di una conferenza stampa indetta per salutare la partenza della ventiquattresima Goletta Verde, erano presenti Sebastiano Venneri, vice presidente di Legambiente e Giorgio Zampetti, coordinatore scientifico di Legambiente.

«FONDAMENTALI LE DEMOLIZIONI» - «Abbattere diviene la parola d’ordine per vincere la guerra contro il cemento abusivo che devasta le nostre coste e che nelle regioni del sud è diventato, negli ultimi decenni, una vera e propria piaga – ha dichiarato Sebastiano Venneri, vicepresidente e responsabile mare di Legambiente –. Scalfire questa situazione, spesso incentivata proprio dalle amministrazioni comunali compiacenti, in un quadro caratterizzato da assenza di regole, dominio della criminalità organizzata, condoni e sanatorie nazionali diviene difficile senza un vero e proprio scatto di reni degli amministratori locali, a cominciare da quei sindaci che dovrebbero trovare la determinazione e il coraggio per dare il via alle demolizioni. Eliminare concretamente gli ecomostri è infatti l’unico modo per disincentivare nuove illegalità ed è per questo che Legambiente ha deciso di scrivere ad alcuni sindaci, chiedendo ragione della mancate demolizioni».

I 5 ECOMOSTRI PEGGIORI - Legambiente ha stilato una Top Five degli ecomostri di cui chiede l’abbattimento in via preferenziale: l’hotel di Alimuri a Vico Equense (Na), le palazzine di Lido Rossello a Realmonte (Ag), Palafitta a Falerna (Cz), il villaggio abusivo di Torre Mileto (Fg) e la “collina del disonore” a Pizzo Sella alle porte di Palermo, un centinaio di ville abusive costruite dalla mafia negli anni ’70. Ma la cementificazione della costa si concretizza anche in moltissimi altri modi: ci sono gli accessi negati dagli stabilimenti balneari, che appena comincia la bella stagione “blindano” i lidi e non consentono di arrivare al mare senza l’acquisto del biglietto d’ingresso. E c’è poi l’assalto ai nuovi porti, il nuovo escamotage per urbanizzare la costa, derogando e aggirando i piani urbanistici. Un business da milioni di euro che ruota intorno alla costruzione di una miriade di posti barca inutili e ingiustificati con relative strade, bar, negozi, parcheggi e centri commerciali.