26/08/2010
Inizia il campionato. Avanti con la tesseta del tifoso
Inizia il campionato. Avanti con la tesseta del tifosoTessera tifoso, ok alla trasferta di Firenze. Le istruzioni per entrare allo stadio
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14/08/2010
Codice della strada, i primi controlli con le nuove norme
Codice della strada, i primi controlli con le nuove normeUna notte con la polizia stradale di Rimini. Sanzioni più aspre per i neopatentati fermati con un tasso di alcool nel sangue superiore al consentito.
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28/07/2010
Il postino non suona più il sabato
Il postino non suona più il sabatoInizia la sperimentazione che sarà definitiva nel 2011. Una rivoluzione del servizio postale: settimana corta, turni fino a sera e consegna su appuntamento
Cambiamenti in vista per le poste. E' stato firmato ieri l'accordo tra Poste Italiane e le organizzazioni sindacali che introduce il nuovo orario di lavoro per 35mila portalettere. A settembre parte la sperimentazione del nuovo modello organizzativo in una decina di località della Penisola, da Nord a Sud. L'entrate in vigore, poi, è prevista a partire dal primo gennaio 2011.
Ma quali sono le novità che interesseranno postini e cittadini? Innanzitutto niente più consegne della posta il sabato, se non su richiesta e per raccomandate e telegrammi. Per il postino la settimana diventa corta e i turni si allungano fino a sera. Privati, uffici e condomini, poi, potranno concordare il giorno della consegna. Con il nuovo accordo si vuole raggiungere un obiettivo, ossia un servizio postale ritagliato su misura sull'utente. Le associazioni dei consumatori, però, esprimono qualche perplessità temendo che il nuovo servizio postale si riveli in realtà un disservizio. Ma Poste Italiane vuole rinnovarsi, vuole soprattutto differenziarsi. Ecco che accanto ai servizi già attivi ne nasceranno altri volti ad andare incontro alle esigenze dell'utente.
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24/05/2010
A scuola più tardi, maggioranza divisa Lega: no al ritorno sui banchi a ottobre
A scuola più tardi, maggioranza divisa Lega: no al ritorno sui banchi a ottobreMa il ministro Gelmini apre: «Posticipare l'inizio dell'anno aiuterebbe il turismo». Il Carroccio boccia la proposta di legge presentata in Senato dal Pdl: «Inattuabile, l'Ue prevede 200 giorni»
| Mariastella Gelmini (Imagoeconomica) |
MILANO - Maggioranza divisa sull'ipotesi di posticipare l'apertura dell'anno scolastico. Il senatore Giorgio Rosario Costa (Pdl) ha proposto la riapertura delle scuole il 30 settembre, anche per dare una mano all'industria turistica. Ma la Lega Nord non ci sta. «La proposta del Pdl di tornare a scuola il 30 settembre è inattuabile», ha commentato la senatrice del Carroccio, Irene Aderenti, che spiega: «La direttiva europea prevede 200 giorni di scuola e va rispettata. Se togliamo i giorni di scuola del mese di settembre si rischia di non rispettare questo minimo. Inoltre, estendere questa proposta a tutto il territorio nazionale significa mettere in difficoltà le famiglie e i lavoratori dipendenti perchè questi alla fine di agosto, la maggior parte, iniziano il lavoro. E dove mettono i bambini?».
Sì DELLA GELMINI - «Molta aperta» alla proposta del senatore Costa si è detta invece Mariastella Gelmini. Ai microfoni di Sky il ministro dell'Istruzione Gelmini ha spiegato che di questa idea «si discute da tempo. Io sono molto aperta su questo. Il nostro Paese vive di turismo e a settembre si possono avere migliori opportunità economiche per le vacanze». «Posticipare l’apertura dell’anno scolastico - ha aggiunto - potrebbe aiutare molte famiglie e dare anche un aiuto al settore turistico. Vedremo come il Parlamento deciderà in merito».
I SINDACATI - Anche i sindacati confederali della scuola Flc Cgil e Uil scuola, come la maggioranza, hanno accolto divisi la proposta del senatore Costa di rinviare l'inizio dell'anno scolastico. Secondo Mimmo Pantaleo (segretario della Flc Cgil) quella del parlamentare Pdl è un’idea «un po' stravagante: non se ne capisce il senso a meno che, come sospettiamo noi, dato il parere favorevole anche della Gelmini, posticipare l’inizio dell’anno serva al ministero per prendere tempo per risolvere le mille incertezze in cui oggi versa il sistema. Il punto vero - ha aggiunto Pantaleo - è che c’è una situazione caotica, soprattutto alle primarie e alle superiori. Le vacanze estive sono una scusa, dietro il progetto di posticipare ci sono le conseguenze delle politiche sbagliate del governo». Possibilista, invece, Massimo Di Menna (Uil scuola), per il quale «l’idea non è poi così malvagia, ma il mese di settembre dovrebbe essere dedicato ad attività "parallele", come attività di integrazione per bambini stranieri, corsi di recupero per gli studenti con lacune, accoglienza e orientamento alle prime classi superiori. La proposta si può approfondire trovando una soluzione - ha spiegato Di Menna - ma ancora una volta registriamo che sulla scuola si fanno tante proposte che creano dibattiti senza poi intervenire seriamente sui problemi strutturali del sistema, come il sostegno alla scuola pubblica e la retribuzione del personale».
Redazione online
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26/04/2010
Nucleare in Italia, Berlusconi: «Inizio lavori entro tre anni»
Nucleare in Italia, Berlusconi: «Inizio lavori entro tre anni»Vertice con Putin a villa gernetto. Il premier russo in visita "semi-privata". Firmati due memorandum su nucleare e Abruzzo
| Putin e Berlusconi |
MILANO - Un «affettuoso benvenuto» a Vladimir Putin, al quale «sono legato da molti anni da stima, amicizia e affetto». Così Silvio Berlusconi ha salutato il premier russo in apertura della conferenza stampa a villa Gernetto dopo l'incontro tra i due leader. Al centro dei colloqui c'è soprattutto il delicato tema dell'energia.
NUCLEARE - «Abbiamo parlato molto del futuro dell'energia nel mondo - ha spiegato Berlusconi - e siglato un accordo che può segnare una svolta per il nucleare. Un progetto che potrà cambiare gli scenari della produzione di energia per le generazioni future» (il riferimento è al memorandum d’intesa per la collaborazione in vista della creazione in territorio russo di un reattore termonucleare sperimentale "Ignitor"). Poi l'annuncio del premier: i lavori per la prima centrale nucleare in Italia «saranno iniziati entro tre anni» e ha assicurato che il ministro Scajola è intenzionato a far partire i lavori entro questa legislatura. «Prima di individuare un luogo in cui realizzare una centrale nucleare, bisogna che cambi l'opinione pubblica italiana». «Dobbiamo fare una vasta opera di convincimento, guardando alla situazione francese - ha aggiunto il premier -. In Francia le comunità locali scendono in campo per avere le centrali in casa loro, hanno ormai raggiunto una consapevolezza della non pericolosità degli impianti, che portano anche tanto lavoro. In situazioni locali dove c'è bisogno di maggiori posti di lavoro si scatena la rincorsa per avere le centrali. Ne ho parlato anche con esponenti della nostra tv di Stato, stiamo lavorando a un progetto per raccogliere le esperienze dei francesi che vivono vicino alle centrali - ha sottolineato Berlusconi -. È un lavoro che durerà più di un anno, ma è preliminare per individuare i luoghi degli impianti».
ENI - Sempre sul tema energia, nell'ottica della collaborazione Italia-Russia, è stata data notizia che l'Eni potrebbe espandere la sua collaborazione con Gazprom anche al di fuori dell'Europa, ad esempio in Africa. «Continueremo - ha detto Berlusconi - in direzione della collaborazione fra Gazprom ed Eni e penso che ci possano essere collaborazioni in paesi extraeuropei. C'è tutto un continente come l'Africa che si apre ad aziende estere e non vorremmo lasciare che fosse solo la Cina ad assorbire tutte le nuove potenzialità».
L'AQUILA - Mosca ha presentato lo stanziamento di 7,2 milioni di euro per contribuire alla ristrutturazione di Palazzo Ardinghelli e della chiesa di San Gregorio Magno. «Commentando il «gesto di amicizia» della Russia che stanzierà 7,2 mln di euro per la ristrutturazione di Palazzo Ardinghelli e la chiesa di San Gregorio all'Aquila Berlusconi ha detto a Putin che «deve ritenersi obbligato ad accettare l'invito a venire ad ascoltare la prima messa quando verrà riaperta la chiesa di San Gregorio magno all'Aquila. E lui verrà».
LA CRISI - «Purtroppo - ha però rimarcato il premier - abbiamo registrato un calo di quasi il 30% dei movimenti tra noi e la Russia, una flessione legata alla crisi. Speriamo che la ripresa possa fare tornare l'interscambio commerciale ai livelli del 2008». Il premier russo ha auspicato che Russia e Italia ripristino i livelli pre crisi della cooperazione economica. «Dobbiamo fare passi attivi - ha dichiarato il capo del governo russo nella conferenza comune con il premier Silvio Berlusconi - per ripristinare il livello della nostra cooperazione, abbiamo tutto per poterlo fare. In seguito alla crisi mondiale, l'interscambio si è ridotto del 38%. Normalmente - ha proseguito - si pensa che alla base della nostra cooperazione ci sia l'energia, e prevalentemente è così, però non è tutto ciò di cui ci occupiamo insieme», ha aggiunto Putin, ricordando la collaborazione nei settori metalmeccanico, chimico, dell'aviazione e dello spazio.
UNIVERSITÀ LIBERALE - Villa Gernetto è la dimora che dovrebbe ospitare l'ateneo tanto voluto dal Cavaliere. Così Berlusconi spiega ai cronisti che i lavori per l'università vanno avanti e che i politici di livello internazionale contatti per insegnare sono già molti. «Io - aggiunge - vorrei che il primo tra i professori a inaugurare il corso fosse Vladimir Putin. L'ho chiesto a lui e dalla sua risposta- assicura sorridendo - ho capito che non sarebbe contrario a farlo».
SOCHI2014 - Il premier ha poi assicurato all'amico tutto l'appoggio dell'Italia per l'organizzazione dell'Olimpiade invernale:«Noi abbiamo ospitato a Torino con grande successo una Olimpiade invernale, e per Sochi 2014 siamo disponibili a consegnare tutta l'esperienza dei nostri tecnici ai tecnici della Federazione Russa. Con molta gioia ci mettiamo a disposizione». «Abbiamo parlato anche delle altre manifestazioni che la Russia intende ospitare, tra cui i Mondiali di calcio», ha spiegato il premier.
MATRIMONI - Infine Berlusconi ha risposto a una domanda su cosa serva per far funzionare i «matrimoni politici»: «Sono esperto in molti settori, urbanistica, editoria, televisione, sport, amministrazione pubblica, ma non ho felici risultati per quanto riguarda i matrimoni e mi astengo dal dare suggerimenti al riguardo. Per litigare bisogna essere in due, ma per divorziare basta essere in uno, mi è stato detto da qualcuno che conoscete...». Il riferimento finale di Berlusconi è chiaramente alla sua vicenda coniugale con Veronica Lario intrecciata ai recenti problemi politici con Fini.
Redazione online
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17/03/2010
Eredità Agnelli, il tribunale boccia l'azione legale della figlia dell'Avvocato
Eredità Agnelli, il tribunale boccia l'azione legale della figlia dell'Avvocato
L'inizio della causa risale a tre anni fa. Margherita sosteneva che le fosse stata nascosta una parte del patrimonio
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| A sinistra Margherita Agnelli e sua madre Marella durante i funerali di Gianni Agnelli |
TORINO - Il giudice torinese Brunella Rosso ha rigettato l'azione legale portata avanti da Margherita Agnelli de Pahlen per l'eredità del padre, l'avvocato Gianni Agnelli. Il Tribunale ha dichiarato inammissibili tutti i 48 capitoli di prova dedotti da Margherita Agnelli, respingendo tutte le istanze di esibizione di documenti proposte dalla figlia dell'Avvocato.
GLI AVVOCATI: «VALUTEREMO IL RICORSO» - «Le sentenze si rispettano, ma se non convincono s'impugnano» hanno replicato i legali di Margherita Agnelli a proposito della sentenza del Tribunale di Torino. «Leggeremo con attenzione - affermano gli avvocati Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone - le motivazioni della decisione e valuteremo la proposizione di un atto d'appello».
TRE ANNI FA L'INIZIO DELLA CAUSA - L'inizio della causa risale a tre anni fa quando Margherita aveva citato in giudizio la madre, donna Marella, Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfrid Maron, in quanto collaboratori dell'Avvocato, ritenendo che le fosse stata nascosta una parte del patrimonio del padre. Il Tribunale, oltre a rigettare la causa, ha anche condannato Margherita Agnelli al pagamento delle spese processuali, che ammontano a 32mila euro.
(Redazione online)
15:47 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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02/01/2010
Saldi: comincia la corsa allo sconto
Saldi: comincia la corsa allo sconto
IN ALCUNE REGIONI DURERANNO FINO A MARZO. Le prime città a inaugurare la stagione sono Roma, Milano, Venezia, Bologna e Palermo
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ROMA- Quest'anno sono Roma, Milano, Napoli, Bologna, Palermo e Venezia a fare da apripista alla stagione dei saldi invernali , che iniziano già il 2 gennaio. L'ultima regione ad avviare i ribassi, il 10 gennaio, sarà invece la Valle d'Aosta. I saldi in molte regioni proseguiranno fino agli inizi di marzo.
IL CALENDARIO - Ecco, di seguito, il calendario dei saldi invernali 2010:
ABRUZZO - 5 gennaio - 5 marzo
BASILICATA - 2 gennaio - 2 marzo
CALABRIA - 3 gennaio - 28 febbraio
CAMPANIA - 2 gennaio - 31 marzo
EMILIA ROMAGNA - 2 gennaio - 6 marzo
FRIULI VG - 3 gennaio - 31 marzo
LAZIO - 2 gennaio - 15 febbraio
LIGURIA - 5 gennaio - 18 febbraio
LOMBARDIA - 2 gennaio - 2 marzo
MARCHE - 6 gennaio - 1 marzo
MOLISE - 2 gennaio - 28 febbraio
PIEMONTE - 5 gennaio - 1 marzo
PUGLIA - 5 gennaio - 28 febbraio
SARDEGNA - 8 gennaio - 8 marzo
SICILIA - 2 gennaio - 15 marzo
TOSCANA - 7 gennaio - 7 marzo
UMBRIA - 7 gennaio - 6 marzo
VALLE D'AOSTA - 10 gennaio - 31 marzo
VENETO - 2 gennaio - 28 febbraio
BOLZANO - 9 gennaio - 20 febbraio
TRENTO - I commercianti determinano liberamente i periodi in cui effettuare i saldi nella durata di 60 giorni.
LE RACCOMANDAZIONI DEL CODACONS -In vista del via alle vendite di fine stagione, il Codacons propone il suo decalogo per le spese in saldo:
1. Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l'articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare.
2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce «Saldo deve essere l'avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino.
3. Girate. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.
4. Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante
5. Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi.
6. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità.
7. Negozi e vetrine. Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto »in modo chiaro e ben leggibile«. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla »nuova«. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
8. Prova dei capi: non c'è l'obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
9. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l'adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
10. «Fregature». Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure all'Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani.
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21/10/2009
Navi dei veleni, ora si cerca anche a terra Rifiuti radioattivi nel greto del fiume Oliva
Navi dei veleni, ora si cerca anche a terra Rifiuti radioattivi nel greto del fiume Oliva
Lunedì l'Arpacal di Catanzaro, l'agenzia per la tutela ambientale della regione calabrese, darà inizio alle analisi del terreno nei luoghi dove sarebbero stati seppelliti i rifiuti tossici

CATANZARO - Mentre a Cetraro il sottosegretario all'Ambiente, Roberto Menia, è assediato dai pescatori che protestano per l'assenza del governo rispetto ai problemi legati al fatto che nessuno compra più pesce per paura, L'Arpacal (l'agenzia regionale per l'ambiente) promette che lunedì prossimo, dopo 19 anni, cominceranno seriamente le "operazioni di terra", a caccia dei veleni seppelliti, qua e là, nel territorio calabrese. S'inizierà, a quanto pare, dalla foce del fiume Oliva, nella zona di Foresta Aiello, comune di Serra d'Aiello, provincia di Cosenza, dove sarebbero sepolti i rifiuti radioattivi e tossici trasportati dalla nave "Rosso" (ex "Jolly Rosso"), finita sulla spiaggia di Campanara San Giovanni - frazione di Amantea - nella notte del 14 gennaio del 1990.
La riunione operativa. A Roma, a dimostrazione del fatto che si vuole fare sul serio, si è svolta una riunione negli uffici del Servizio Interdipartimentale per le Emergenze Ambientali dell'Ispra (l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per la presentazione della bozza del "Piano di caratterizzazione" - cioè di analisi e bonifica - nelle aree del fiume Oliva, nei Comuni di Serra D'Aiello ed Aiello Calabro in provincia di Cosenza.
Gli scavi. Si comincerà a scavare su una collinetta a monte della "briglia", una struttura in cemento che serve, normalmente, per frenare il corso dei torrenti, ma che in questo caso sembrerebbe essere stata più utile a chi in quella specie di diga ha nascosto materiale tossico o radioattivo. Già in passato nella collinetta - ma senza che questo avesse prodotto una qualche contromisura - erano state trovate tracce di Mercurio e Cesio 137 a 4 metri di profondità.
L'altro scavo ci sarà in una cava, sempre ai margini del fiume Oliva, in un punto dove in passato era stato individuato materiale radioattivo e , anche in questo caso, senza che la cosa avesse preoccupato nessuno.
Infine, si effettueranno "carotaggi" nel terreno lungo una piccola vallata - una delle tante che fiancheggiano l'Oliva, chiamata "valle del Signore" - dove si teme possano essere stati sepolti altri rifiuti tossici o radioattivi.
Gli anni di ritardo. Ma il sentore che alla foce di quel fiume qualcosa di pericoloso fosse stato sepolto dopo il sospetto "spiaggiamento" della "Rosso", cominciò a sorgere già nel giugno del 2003. Fu quando la Procura di Lamezia Terme trasmise l'indagine a quella di Paola, per competenza territoriale e maturò, in particolare, quando si scoprì un altro scavo nella zona di Serra d'Aiello, fatto dalle maestranze della nave, secondo alcune testimonianze. Quello scavo si aggiungeva ad un altro autorizzato nella discarica di Grassullo (sempre nei pressi di Amantea) per seppellire il carico "ufficiale" della "Rosso".
Finora solo impunità. I dati di fatto in mano a diverse Procure italiane (calabresi, pugliesi, toscane e lombarde) dicono, insomma, che l'avvelenamento sistematico del mare lungo i 700 chilometri della costa tirrenica calabrese e del suo immediato entroterra è avvenuto finora, non solo nell'assoluta impunità dei responsabili, ma senza che neanche una delle decine di navi affondate, dette "a perdere", sia stata individuata o ispezionata. Anche se con anni di ritardo, dunque, sembra che i pubblici poteri mostrino ora di mobilitarsi, quanto meno per capire cosa esattamente sia nascosto in fondo al mare e sotto terra.
Il carico della Rosso. In particolare, si comincerà davvero (almeno così si promette) ad accertare cosa sia stato nascosto vicino all'alveo del fiume Oliva, in un'area di uso agricolo. La nave italiana Rosso di proprietà della società Ignazio Messina e C. partita da Malta e diretta a La Spezia, la notte del 14 dicembre 1990 finì sulla spiaggia di Camponara S. Giovanni, frazione di Amantea. Oltre alle 16 persone dell'equipaggio, il carico ufficiale sarebbe stato composto da nove containers con 23.325 tonnellate di nylon; 75.465 di tabacco; 70 tonnellate di prodotti da bevande.
Gli accertamenti che avranno inizio lunedì, a cura dell'Arpacal (l'agenzia regionale per l'ambiente della Calabria) incaricata come perito tecnico dalla Procura di Paola, dureranno fino alla fine di novembre. Solo allora, dunque, si potrà conoscere almeno una parte di verità.
L'allarme inascoltato. A tracciare una ricostruzione dettagliatissima del dramma dei veleni sepolti, chissà da quanto tempo, in mare e sotto terra da cosche mafiose con connivenze politiche e istituzionali, fu l'ex sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento in carica nel 2004 - l'onorevole Cosimo Ventucci del Pdl - in occasione della risposta ad un'interpellanza il 15 luglio dello stesso anno. Un allarme assolutamente inascoltato per anni e anni, soprattutto dal suo stesso Governo.
Il rappresentante dell'Esecutivo, tuttavia, in sostanza disse che per quanto riguardava gli aspetti penali della vicenda, nel gennaio 2004 la Procura di Paola incaricò la sezione inquinamento radioattivo del Reparto Operativo di Carabinieri di indagare nelle zone interessate dallo "spiaggiamento", presentato come un incidente. In particolare si raccomandò l'Arma di controllare l'area di Grassullo e Foresta Aiello, a ridosso della foce del fiume Oliva.
La ragione stava nel fatto - disse Ventucci - che "secondo testimonianze sarebbe stato interrato del materiale proveniente dalla motonave Rosso". E aggiunse che la Procura fece misurare il grado di tossicità nell'area: furono trovate cospicue quantità "di fanghi", oltre ad un'altissima "concentrazione di alcuni metalli pesanti che superano il limite accettabile di inquinamento, provocando un pericolo concreto per il suolo, il sottosuolo e i corpi idrici". Da allora nulla di concreto è mai stato fatto, né dal governo di cui Ventucci era membro, né da altri governi.
Il pentito "scovato". Intanto, a 11 miglia a largo di Cetraro, una nave geostazionaria ha cominciato le ricerche nel luogo dove si presume ci siano i resti del cargo Kuski, inzeppato di scorie radiattive o rifiuti tossici, affondata a colpi di dinamite da un commando del quale faceva parte anche Francesco Fonti, il pentito della 'ndrangheta di San Luca, che svelò a Riccardo Bocca dell'Espresso il traffico micidiale per l'eliminazione di veleni d'ogni sorta.
Traffico che, secondo Fonti, coinvolgerebbe governi, servizi segreti e mafie dislocate in diverse latitudini. Il "pentito", nonostante le sue rivelazioni stiano attivando iniziative delle pubbliche autorità (sebbene tardive) risulta essere ancora senza protezione da parte dello Stato. Si era nascosto a Mantova, ma un deputato assai solerte della Lega l'ha subito "scovato". Poi ha protestato e segnalato immediatamente alla pubblica opinione la sua "inopportuna" presenza nel mantovano. Col piccolo problema di far saltare la copertura di Fonti.
CARLO CIAVONI e ANNA MARIA DE LUCA
repubblica.it
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03/02/2009
Daniela lascia la casa del Grande Fratello «Lo faccio per i colleghi senza il lavoro»
Daniela lascia la casa del Grande Fratello «Lo faccio per i colleghi senza il lavoro»
Rischiava il licenziamento: «Ritorsione nei miei confronti per le mie parole di quei giorni e il mio gesto simbolico»
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| Daniela Martani |
ROMA - Al Grande Fratello è la serata di Daniela Martani, l'hostess dell'Alitalia che in diretta ha sciolto la riserva: lascia il reality per difendere il suo posto di lavoro, dopo che l'azienda ha annunciato il possibile licenziamento. In un videomessaggio sua madre l'aveva invitata a uscire per non perdere il lavoro. «È molto agitata, molto combattuta - aveva detto Alessia Marcuzzi durante il collegamento con il Tg5 -. Ha parlato fino a pochi minuti fa con i suoi avvocati: è sempre stata desiderosa di intraprendere la carriera artistica, ma ora, vista la situazione, ci deve pensare bene».
«CON IL CUORE RESTO NELLA CASA» - «La Cai non mi ha dato la possibilità di esercitare il diritto che hanno tutti i lavoratori, cioè di prendere l'aspettativa - ha detto Daniela Martani, romana di 35 anni, lasciando la casa -. È una ritorsione nei miei confronti per le mie parole di quei giorni e per il mio gesto simbolico. Mi si vuole colpire per quello che ho fatto e per questo devo uscire per combattere e avere un risarcimento almeno morale. Neppure una mente diabolica avrebbe pensato di fare un cosa come il cappio per arrivare in tv. Sono stata hostess per più di 10 anni, ma la mia passione è il canto e la recitazione. Con il cuore resto nella casa ma con la testa devo uscire».
«POSSIBILE IMPUGNARE LICENZIAMENTO» - «Abbiamo chiesto alla produzione un nuovo incontro con Daniela in vista della puntata e della decisione che dovrà prendere - aveva detto uno dei suoi avvocati, Alessia Montani -. Il suo licenziamento ha delle possibilità di essere impugnato. Per poterlo fare probabilmente sarebbe più efficace se lei uscisse dalla casa, ma questa è una decisione che spetta a lei». Nella scorsa puntata il Grande Fratello l'aveva informata che la Cai aveva adottato un provvedimento disciplinare nei suoi confronti. In questi giorni la ragazza ha avuto contatti attraverso il confessionale con i suoi avvocati che l'hanno messa al corrente della situazione in termini strettamente legali prospettandole soluzioni e conseguenze di ogni sua scelta. Domenica sulla vicenda è intervenuto il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, che, intervistato da Lucia Annunziata su Raitre, aveva ribadito la linea dura scelta per affrontare il caso della hostess pasionaria: «Abbiamo dato istruzioni all'ufficio del personale di trattare questa vicenda in maniera molto severa e intransigente. Comunque ne abbiamo parlato fin troppo».
COMPARE LA MADRE DI FERDI - Durante la puntata c'è stato un altro colpo di scena: Ferdi Berisa, il montenegrino che vive a Pesaro, ha "incontrato" indirettamente la madre che non vedeva da 18 anni. La donna lo ha salutato in videomessaggio registrato, chiedendogli di perdonarla per averlo abbandonato e addossando le colpe al marito violento. «Darei la mia vita per riabbracciarti ancora - ha detto la donna -. Soffro per te e per tua sorella. Non avevo tue notizie, ma voglio dirti che non ho colpe per tutta questa sofferenza: sono stata costretta a lasciarvi perché vostro padre mi maltrattava, aveva un'amante e la portava in casa». Dopo aver visto il videomessaggio, Ferdi ha raccontato che la storia che aveva sempre saputo era diversa: «Non posso dimenticare la scena in cui né mia madre né mio padre volevano me e mia sorella e ci prese mia nonna per crescerci». Ferdi, molto colpito, è tornato dagli altri concorrenti senza riuscire a spiegare le proprie emozioni. Alla fine ha concluso che i rapporti umani sono molto complicati, incassando l'accordo di tutti.
IL SIPARIETTO - Finita la parte emotiva della serata tra lacrime di licenziamento e carramba che sorpresa, si torna al ricreativo con il faccia a faccia incrociato a quattro per capire chi ama chi. Per prima entra nella stanza delle sorprese la coppia Annachiara-Alberto a cui vengono fatte vedere scene d'intimità tra loro. Poi nel confessionale l'altra coppia Marco-Vanessa: anche per loro clip di baci e carezze. Il problema (?) è che Vanessa ha amoreggiato sia con Marco che con Alberto. Quando sono tutti e quattro insieme quindi il Grande Fratello si diverte a far vedere le scene in cui Vanessa flirta con i due ragazzi. Cala il silenzio. Reazione stizzita di Annachiara che tira i capelli ad Alberto. Vanessa si difende con Alessia da studio: «Non ho ancora scelto, mi piacciono tutti e due e sono stata male per questo». Signorini incalza i due uomini («Non avete gli attributi») ma loro non cedono: «Siamo noi comunque a decidere». I quattro rientrano nella casa e segue dibattito (pubblico) su chi ama chi. Molta confusione, niente sesso (per ora. O forse il GF l'ha oscurato). Intanto arriva il verdetto del televoto: Leonia esce dalla casa.
NOMINATIONS - Il Grande Fratello intanto ha deciso che sono solo quattro i partecipanti che potranno essere nominati in questa puntata: Marco, Nicola, Vittoria e Siria. Alla fine delle votazioni dei 14 ragazzi, questo il risultato: due voti per Nicola e quattro voti a testa per Marco, Vittoria e Siria. Sono loro tre dunque i nominati: i telespettatori decideranno entro la prossima settimana chi tra di loro uscirà dalla casa. La puntata, nel frattempo, ha registrato un boom di ascolti: è stata vista da quasi 7 milioni di persone (6.941.000), con uno share del 27,38% e ha raggiunto alcuni picchi con oltre 9 milioni di spettatori e share del 40%.
12:16 Scritto in SPETTACOLO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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13/01/2009
Cristina Del Basso, la supermaggiorata del Gf che fa impazzire la Rete
Cristina Del Basso, la supermaggiorata del Gf che fa impazzire la ReteCommenti, video, gruppi su Facebook: sul web l'ex aspirante Velina ha oscurato gli altri concorrenti
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| Cristina Del Basso a "Veline" |
DICE DI SE' - Ma a lasciare il segno è stato soprattutto il suo esordio nel Gf. Tanto da oscurare la "pasionaria" di Alitalia, l'hostess Daniela Martani. Del resto, era stata la stessa Cristina, durante i provini per il reality, a definirsi «una ragazza appariscente e di impatto». «Mi capita tutti i giorni - aveva ammesso - di camminare per strada e ricevere degli sguardi». A colpire, racconta, è il suo seno abbondante: «Dopo aver compiuto i 18 anni, sono passata da una quarta a una sesta. Adoro il mio seno, e adoro mostrarlo». Una concorrente che piacerà solo ai maschietti? «No. Convincerò anche le ragazze. Diranno di me che sono una con gli attributi».
18:45 Scritto in SPETTACOLO | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
| Tag: grande fratello, gf, inizio, spettacolo, spagna, cinecittà, televoto | OKNOtizie |
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