30/07/2010

Casal di Principe grida contro la camorra: "Viva Saviano"

Casal di Principe grida contro la camorra: "Viva Saviano"

Scritte a favore dell'autore di "Gomorra" sono apparse per la prima volta nel comune del Casertano, roccaforte del clan dei Casalesi. Un inno d'apprezzamento per lo scrittore e per il suo impegno contro la malavita organizzata

 

 

Alcune scritte a favore dello scrittore Roberto Saviano sono comparse per la prima volta in alcune strade di Casal di Principe, il centro casertano noto alle cronache come roccaforte del clan dei Casalesi. "Dieci, cento, mille Saviano" è la scritta con vernice blu, completata da "Questo è per i Casalesi del clan", leggibile sul muro di cinta dello stadio comunale dove giocava l'Albanova. E poi, più in alto, un "Viva Saviano" con vernice spray nera. I carabinieri della locale compagnia hanno verificato che le scritte a favore dello scrittore sono recenti.


26/02/2010

Giovanardi, «Annozero vergognoso»

Giovanardi, «Annozero vergognoso»

 

Lettera a Zavoli: una tv di Stato non può fare propaganda agli stupefacenti. Il sottosegretario: «E' stato un inno alla droga». Critiche anche per la trasmissione di Chiambretti su Italia Uno

 

Morgan ad Annozero
Morgan ad Annozero

ROMA - Annozero fa il botto di ascolti, accende i riflettori sul tema della droga ospitando in studio il cantante Morgan (escluso da Sanremo dopo la sua ammissione di fare uso di stupefacenti) e fa andare su tutte le furie Carlo Giovanardi, sottosegretario responsabile del Dipartimento nazionale antidroga.

LETTERA A ZAVOLI - L'esponente del governo ha scritto al presidente della Commissione di vigilanza della Rai, Sergio Zavoli, per denunciare la «scandalosa» trasmissione di Annozero di ieri sera. «Una tv di stato - ha affermato Giovanardi - ha fatto la propaganda alla droga. Sembrava una specie di fumeria d'oppio». Il sottosegretario ha criticato, per lo stesso motivo, anche la trasmissione di Piero Chiambretti su Italia1. Nel corso del programma Morgan ha avuto modo di cantare la canzone che avrebbe presentato al Festival e ha ricevuto il sostegno da Adriano Celentano. Tuttavia l'ex leader dei Bluvertigo ha ribadito come il crack funzioni effettivamente come antidepressivo.

Il sottosegretario Giovanardi (Lapresse)
Il sottosegretario Giovanardi (Lapresse)

«NIENTE INNI ALLA DROGA» - «È inutile - ha però spiegato Giovanardi, intervenendo ad un convegno sulla sicurezza stradale - che il dipartimento faccia politiche attive per la formazione e la prevenzione dell'uso di droghe. Che i Sert e le comunità siano impegnati al recupero di 150 mila ragazzi se poi, come ieri sera, nella trasmissione di Santoro assistiamo ad una sorta di fumeria d'oppio, di elogio della droga. La stessa cosa si può dire della trasmissione di Chiambretti su una rete Mediaset. È come se di fronte ad un'epidemia, si incita la gente ad ammalarsi». A suo avviso, si tratta di «disinformazione ed inno alla droga». Fra l'altro, Annozero «ha dato rilievo ad un personaggio come Morgan e ad un filosofo da strapazzo, persone che danno messaggi contrari alle conoscenze scientifiche». Di fronte a questi messaggi tv, «mi chiedo quindi, cosa dobbiamo fare noi?». Giovanardi, ricordando che l'uso di alcol e di droghe è una delle prime cause degli incidenti stradali, ha anche reso noto di aver convocato il parlamentino del dipartimento con all'ordine del giorno proprio questo argomento.

LA POSIZIONE DELL'AIART - Anche l'associazione dei telespettatori cattolici Aiart ha preso posizione sulla puntata: «Annozero ha sbagliato nel continuare a presentare il consumo di droga come un antidepressivo, come un'usanza in voga tra molti giovani. Serve più accortezza nell`affrontare tali temi» ha detto il presidente Luca Borgomeo. «Riportare poi Morgan in tv ci sé sembrato superfluo - continua Borgomeo - Probabilmente ha ottenuto più popolarità in questo modo che con le sue canzoni».

LE REAZIONI POLITICHE - Non è passato molto prima che vi fossero reazioni alle parole del sottosegretario. «Giovanardi non perde occasione per tacere - ha detto il presidente dei deputati dell'Idv, Massimo Donadi - e le spara sempre più grosse, dicendo un mare di sciocchezze. L'attacco ad Annozero è strumentale ed ingiustificato e dimostra ancora una volta che il governo sulle droghe fa solo demagogia». «Chi grida allo scandalo fa solo ipocrisia - ha invece commentato Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria del Pdci -. Solo l'ipocrisia e l'ignoranza di certa destra politica ultraproibizionista, Giovanardi in primis, può salire sul carro dell'inquisizione e muovere crociate da medioevo. Con la sua azione e le sue leggi fuori dal mondo, Giovanardi è stato solamente capace di criminalizzare diverse generazioni di italiani, senza combattere la criminalità organizzata e il narcotraffico. La strada maestra è differenziare le sostanze stupefacenti, informare, prevenire e legalizzare le droghe leggere». Il diretto interessato, Michele Santoro, preferisce invece non fare polemiche: «Non dico niente. Ogni commento è legittimo».

Redazione online


15/05/2009

Spagna: fischi sull'inno, la tv censura Cacciato il responsabile dello sport

Spagna: fischi sull'inno, la tv censura Cacciato il responsabile dello sport

 

L'incidente tagliato dalla tv pubblica che poi si scusa con i telespettatori. Coppa di Spagna tra catalani (Barcellona) e baschi (Athletic Bilbao): fischi all'arrivo del re e sull'inno

 

I giocatori del Barcellona esultano dopo aver vinto la Coppa contro l'Athletic Bilbao Per 4-1 (Epa)
I giocatori del Barcellona esultano dopo aver vinto la Coppa contro l'Athletic Bilbao Per 4-1 (Epa)

MADRID (SPAGNA) - Ha colto di sorpresa tutta la Spagna la plateale manifestazione di dissenso dei tifosi mercoledì notte a Valencia prima della finale di Coppa del Re fra Barcellona e Athletic Bilbao (vinta per 4-1 dai catalani). In tribuna c'era re Juan Carlos, come sempre del resto in occasione della finale: la coppa nazionale spagnola è infatti intitolata proprio al re (Copa del Rey). La sua presenza non era una sorpresa, come non era strano che si eseguisse l'inno nazionale prima della partita, previsto dal protocollo. Ma questa volta di fronte si trovavano due squadre provenienti da aree unite, nella diversità, dalla storica aspirazione indipendentista: i Paesi Baschi e la Cataluna. Così le due tifoserie si sono unite in una bordata assordante di fischi al momento dell'inno. Colti di sorpresa, alla regia della Tve, la televisione di stato che trasmetteva in diretta, hanno operato un immediato stacco, dando la parola agli inviati a Barcellona e Bilbao.

LICENZIAMENTO - La portata della contestazione nello stadio Mestalla di Valencia ha stupito. L'ingresso di Juan Carlos e della regina Sofia in tribuna è stato accolto dai fischi di migliaia di tifosi baschi e catalani. La stessa tempesta di fischi ha accompagnato poi l'inno nazionale, simbolo dell'unità della Spagna. Ma il «caso» è diventato poi il comportamento dell'emittente televisiva. Tve, a partita avviata si è scusata con un cartello per «l'errore umano» e ha trasmesso le immagini dell'inno durante l'intervallo, ma con inquadrature di tifosi la mano sul petto o plaudenti, e con un audio nel quale i fischi erano sovrastati dall'esecuzione musicale. «Migliaia di persone fischiano il re e l'inno nazionale e la Tve lo nasconde» titolava oggi in prima pagina il quotidiano spagnolo «El Mundo». Palazzo Reale oggi non ha fatto commenti. Li ha fatti invece il direttore generale della Tv pubblica Javier Pons, che ha annunciato l'immediata rimozione dall'incarico del direttore della redazione sportiva, Julian Reyes, e si è scusato con il pubblico, parlando di un «grave errore».

ASPIRAZIONI REPUBBLICANE - La protesta del Mestalla nasce da una connotazione autonomista e indipendentista, forte in Catalogna come nei Paesi Baschi, ma anche repubblicana. Già il mese scorso Juan Carlos e Sofia erano stati accolti da decine di bandiere della II Repubblica - soffocata nel sangue dal dittatore Francisco Franco nella Guerra Civile del 1936-39 - durante una visita nelle Asturie. Contestazioni repubblicane si sono verificate più volte anche in Catalogna e nelle Baleari. Ma nelle ultime settimane si è schierato per un ritorno alla repubblica anche il Partito comunista spagnolo (Pce), che ha denunciato gli accordi di transizione del dopo Franco che avevano confermato la scelta di Juan Carlos come proprio successore fatta dallo stesso Franco, e ha chiesto un referendum. Oggi il partito repubblicano catalano Erc, al governo a Barcellona, ha detto che «la monarchia è aliena alla democrazia». La vicepremier socialista Maria Teresa Fernandez de la Vega ha replicato che la monarchia «è una delle istituzioni più stimate dagli spagnoli». La popolarità personale del re in effetti è alta e gli spagnoli si dichiarano in maggioranza "juancarlisti", ma non mancano gli interrogativi sull'assetto istituzionale del paese nel dopo Juan Carlos.


09/05/2009

QUEEN IN MUSICAL, INNO CONTRO GLOBALIZZAZIONE

QUEEN IN MUSICAL, INNO CONTRO GLOBALIZZAZIONE

 

MILANO - All'estero spopola da sette anni, finora ha avuto oltre otto milioni spettatori, adesso è pronto a sbarcare anche in Italia e, c'é da scommetterci, a Natale sarà uno degli spettacoli di maggior appeal. E' il nuovo musical dei Queen, We will rock you, dal titolo di uno dei brani più famosi di quello che è considerato uno dei più importanti gruppi rock della storia della musica. A quasi diciotto anni dalla scomparsa di Freddy Mercury, voce e cuore della band, la leggenda dei Queen allarga i suoi confini musicali e diventa anche commedia. Dopo il grande successo di pubblico nei 14 Paesi in cui finora è stato rappresentato (a Londra su 2.700 performance ha ricevuto altrettante standing ovation), il musical a dicembre farà tappa a Milano per una serie di serate che faranno sicuramente felici i moltissimi fan dei Queen. Tale e tanta è la loro popolarità che, secondo un recente sondaggio inglese, la loro Bohemians Rhapsody sarebbe il brano più suonato degli ultimi 70 anni. Più dei maggiori successi dei Beatles o Led Zeppelin.

"Con Jimi Hendrix un tempo erano i nostri eroi, adesso sapere che noi siamo andati oltre ci riempie di gioia" ha detto Bryan May, che assieme a Roger Taylor fa da supervisore allo spettacolo e ha voluto essere presente a Milano al lancio del musical. I due musicisti hanno assicurato la loro presenza anche alla prima milanese all'Allianz Teatro del 4 dicembre. Il musical è stato scritto e diretto da uno degli autori più brillanti del teatro inglese, Ben Elton, che ha firmato in passato anche altri musical (uno anche con Rod Stewart), ma ha regia (Maurizio Colombi) e produzione (Claudio Trotta per Barley Arts) italiane, sebbene con la partecipazione di parte dello staff originale. Italiano invece il cast (le 24 canzoni dei Queen saranno cantate in inglese, i dialoghi invece saranno in italiano) selezionato attraverso alcune audizioni fatte a Roma e a Milano. "Abbiamo visto che qui c'é tanto talento - ha detto May - Tra noi e l'Italia è un mistero ma c'é una miscela esplosiva". "L'Italia - ha concordato Taylor - è il posto perfetto per il rock". Lunga dieci anni la gestazione del musical: "All'inizio la storia doveva essere autobiografica - ha raccontato May - ma abbiamo visto che non funzionava".

Da lì l'idea di creare una storia tutta proiettata al futuro: lo spettacolo è ambientato in un luogo chiamato Pianeta Mall, un tempo Terra, dominato dalla globalizzazione più totale (Globalsoft), dove il rock è bandito e i suoi seguaci vivono nascosti. Alla fine uno di loro, Galileo (riferimento alle parole della canzone Bohemien Rhapsody), idealmente reincarnazione di Mercury, ritroverà la chitarra nascosta che riscatterà il pianeta, diventando il nuovo eroe che farà rinascere la musica rock.

Marco Enrico