06/06/2010

Mameli secondo Marchisio: "Che schiava di Roma... ladrona"

Mameli secondo Marchisio: "Che schiava di Roma... ladrona"

Prima della gara con la Svizzera, durante l'esecuzione dell'Inno, il centrocampista della Nazionale ne avrebbe "storpiato" il testo. Lo mostra un filmato su You Tube. Lippi esclude sanzioni, il giocatore dice: "Ero solo fuori tempo".

 

 

L'Inno secondo Marchisio - Claudio Marchisio bisticcia con Goffredo Mameli. Questo video pubblicato su You Tube mostra il centrocampista azzurro mentre intona l'Inno nazionale prima dell'amichevole contro la Svizzera. Il giocatore sembrerebbe aggiungere alla prima strofa "Che schiava di Roma" la parola "ladrona". Fabio Cannavaro, stupito, si volta immediatamente dalla parte del compagno di squadra.

Il pensiero di Lippi
- Il video sta facendo il giro d'Italia e, inevitabilmente, già provoca polemiche. Se l'onorevole Paolo Cento immediatamente crea il caso politico ("se è vero deve essere espulso dalla Nazionale"), il ct Marcello Lippi ha difeso il giocatore bianconero: "Marchisio è un ragazzo fantastico, serio, esemplare: non credo proprio che abbia detto una cosa del genere". Il ct, informato mentre è a riposo a Viareggio, è a sua volta sorpreso, ma taglia corto sull'ipotesi di una punizione: "Sanzioni a Marchisio? Ma per favore...", ha commentato.

Marchisio si difende - "Nessuna frase offensiva, semplicemente ero fuori tempo con la banda e il mio labiale può essere sembrato non in sintonia con l'inno". Così Marchisio, con una precisazione affidata al suo procuratore, Claudio Pallavicino, interviene sulle polemiche.


16/08/2009

Bossi:«L'inno? Non lo conosce nessuno»

Bossi:«L'inno? Non lo conosce nessuno»

 

E sul presidente della repubblica spiega: preferisco napolitano a ciampi. Il leader del Carroccio: «Conoscono tutti Va Pensiero. È la dimostrazione che la gente ne ha piene le scatole»

 

Umberto Bossi, durante il comizio a Ponte di Legno (Stefano Cavicchi)
Umberto Bossi, durante il comizio a Ponte di Legno (Stefano Cavicchi)

PONTE DI LEGNO- L'inno italiano? «Non lo conosce nessuno». Il Presidente della Repubblica? «Meglio Napolitano di Ciampi». E il Barbarossa? «Oggi abita a Roma». Umberto Bossi, alla festa della Lega a Ponte di Legno, spiega anche l'importanza delle gabbie salariali: «Noi siamo nell'epoca del federalismo e chi non vuole i salari territorializzati è uno che non vuole l'applicazione del federalismo». E ricorda che «la Lega non è nata solo per vincere le elezioni ma per liberare la nostra gente dal centralismo romano. Non andrò in pensione fino a quando non avremo liberato la nostra gente da Roma ladrona».

INNO NAZIONALE- E a proposito di tradizioni, il ministro delle Riforme ha spiegato che «quando cantiamo il nostro inno, il Va pensiero, tutti lo cantano perchè tutti conoscono le parole, non come quello italiano che nessuno conosce». Secondo Bossi, il fatto che più gente conosca le parole del Va pensiero significa un maggiore attaccamento alla Lega «perché la gente ne ha piene le scatole».

IL CAPO DELLO STATO- Dopo gli elogi a Bersani, adesso tocca al Capo dello Stato. «Preferisco Napolitano a Ciampi. Napolitano è sempre stato ragionevole, non si è mai opposto al governo». Un elogio inaspettato quello di Bossi, mentre ricorda che con il Presidente della Repubblica è stato possibile dialogare. «È una cosa importante perchè è lui che firma le leggi. Per fortuna che il governo non l'ha mai avuto contro. Il presidente della Repubblica deve essere il più possibile neutro».

IL DIALETTO-E intanto il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli spiega che la bozza di legge sul dialetto è pronta e verrà approvata presto. Il testo della legge è stato consegnato sabato a Bossi ed è un argomento caro al leader della Lega. « L’anno scorso a Ferragosto ho portato la bozza del federalismo fiscale che in meno di un anno è diventata legge. Oggi Bossi ha in mano la bozza di legge sui dialetti e vi garantisco che non durerà tanto di più per diventare legge». Il testo all’esame di Bossi prevede l’obbligatorietà dell’insegnamento a partire dalle scuole primarie.