08/05/2012
Ma i giovani sanno troppo poco? I «voti» di Fornero dividono
Ma i giovani sanno troppo poco? I «voti» di Fornero dividonoIstruzione - Agli ultimi posti in Europa per numero di laureati. Il ministro: indietro in italiano e matematica
14:57 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, scuola, ministro dell'istruzione, elsa fornero, alunni, studenti, insegnanti, istruzione, giovani, voti | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
26/11/2011
La « preside coraggio» vince la prima battaglia
La « preside coraggio» vince la prima battagliaLA SCUOLA DI CAIVANO assediata dalla camorra. La professoressa Eugenia Carfora: «Il ministro Profumo ha promesso che verrà da noi, ora mi sento meno sola»
15:53 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, caivano, napoli, scuola, professori, preside, istituto secondario, criminalità, insegnanti | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
21/11/2011
La scuola con 27 cattedre libere dove nessuno vuole andare ad insegnare
La scuola con 27 cattedre libere dove nessuno vuole andare ad insegnareLettere di solidarietà da tutta italia La preside fa anche la segretaria e la bidella. Vicino Napoli, in un quartiere popolare fortino della criminalità. Dove un ragazzo su due non va a scuola
16:32 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, caivano, napoli, scuola, professori, preside, istituto secondario, criminalità, insegnanti | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
25/02/2011
Bimbo bestemmia e le maestre gli fanno lavare la bocca col sapone: denunciate
Bimbo bestemmia e le maestre gli fanno lavare la bocca col sapone: denunciateIl caso in una classe primaria della Val di Susa. La preside e gli altri genitori difendono le insegnanti. Ma l'osservatorio sui minori: «È Medioevo»
12:36 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, scuola, insegnanti, bimbi, bestemmia, alunni, famiglia, genitori, difesa, osservatorio sui minori | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
18/11/2010
La Gelmini e i professori meritevoli «Come premio una mensilità in più»
La Gelmini e i professori meritevoli «Come premio una mensilità in più»Previsti contributi anche per gli istituti migliori: si comincia a pisa e a siracusa. Illustrato il progetto che inizierà in via sperimentale in venti scuole tra Napoli e Torino
23:33 Scritto in SCUOLA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: scuola, ministro dell'istruzione, mariastella gelmini, insegnanti, meriti, meritocrazia, insegnamento, contributi, istituti | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
03/03/2010
Nudi in classe per scoprire chi sporca
Nudi in classe per scoprire chi sporca
Il caso alle elementari di Brione. Il piccolo di otto anni era stato colpito dal mal di pancia. Novara, la denuncia di una madre: mio figlio umiliato davanti ai compagni
NOVARA - Dalla classe sono state fatte uscire le bambine. Poi una bidella e le tre insegnanti della terza elementare della «Gianni Rodari», di Briona, un comune di poco più di mille abitanti in provincia di Novara, proprio al confine con la Lombardia, hanno obbligato i 10 maschietti rimasti a calarsi pantaloni e mutande. Maestre e bidella volevano capire chi avesse sporcato il gabinetto e poi, dopo aver scoperto e umiliato il «reo» davanti ai compagni, lo hanno punito. È accaduto lunedì mattina poco dopo le 11, ma la notizia si è diffusa soltanto ieri, quando la mamma di un alunno ha avvertito quella del piccolo che era stato messo nell’angolo per una buona mezz’ora. Ieri la donna è andata a scuola senza il bambino, ha protestato vivacemente, anche presso la direzione didattica, e si è rivolta a un legale: «Mio figlio era intimorito — ha raccontato — e non mi ha detto nulla. Solo quando ha capito che sapevo, allora si è messo a piangere e ha parlato. Ora vedrò che decisione assumere e non escludo di denunciare chi gli ha fatto questo».
Incredulo il direttore didattico Renato Schettini: «Sono allibito — ha detto —, mi hanno avvisato le stesse maestre che probabilmente solo il giorno successivo si sono rese conto della gravità del fatto accaduto. Mi hanno spiegato che di fronte all’ira della bidella non erano riuscite a mantenere la calma e a trovare un modo diverso per risolvere il problema ». Un problema che secondo la madre del piccolo poteva essere affrontato in tutt’altra maniera: «Mio figlio, forse a causa di un lieve attacco di dissenteria, ha chiesto più volte il permesso di andare in bagno. Le maestre hanno detto di no fino all’intervallo. Così il bambino, che stava male, quando è riuscito a raggiungere il gabinetto ha fatto quello che poteva e, logicamente, si è sporcato ». La bidella è andata su tutte le furie: «Sono stanca di pulire. Questi bambini non vengono educati dai genitori e dalle maestre. Ora voglio capire chi è stato». La donna, che abita a Carpignano Sesia, avrebbe convinto le insegnanti a eseguire i suoi ordini e a denudare i bimbi
Il sindaco del piccolo comune di Briona, Angelo Rossi, raggiunto al telefono nella tarda serata di ieri, dice: «Non può accadere che io venga a sapere queste cose dai giornalisti. Nessuno mi ha avvertito. Domani prenderò dei provvedimenti, ho delle perplessità ma questa cosa deve essere chiarita subito. E dire che stiamo parlando di insegnanti con grande esperienza, la stessa bidella è una donna stimata sia a scuola che in paese. Non riesco a rendermi conto di come possa essere successo tutto questo, almeno così come mi è stato raccontato».
Se da una parte le insegnanti, pur assumendosi le loro responsabilità, tendono ad addossare la colpa alla bidella, lei nega di aver chiesto che gli scolari si denudassero. Allarga le braccia sconsolato il direttore didattico Schettini: «Non posso che scusarmi pubblicamente per quanto è accaduto e farò in modo che facciano altrettanto maestre e bidella. Il mio compito — conclude — non è quello di difendere a tutti costi la scuola, perché in primo piano vengono i bambini. E comunque in questo caso le insegnanti e la bidella sono indifendibili. Sono molto deluso e addolorato. Ho già aperto un procedimento istruttorio per valutare quale tipo di sanzione adottare e ascolterò subito sia i genitori che le maestre». Ieri anche la Procura novarese si sarebbe interessata al caso e i carabinieri avrebbero raccolto informazioni sulla vicenda in attesa di una possibile querela da parte della mamma del bambino.
Marco Bardesono
12:03 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, novara, scuole, elementari, bambino, denudato, sporcato, bagno, attacco, dissenteria, mamma, denuncia, insegnanti | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
25/02/2010
Alunni bocciati? Tutti gli insegnati a casa
Alunni bocciati? Tutti gli insegnati a casa
Meno della metà degli studenti erano riusciti a ottenere il titolo di studio. Una scuola di Central Falls, nel Rhode Island, manda via i 74 professori per incapacità. Plauso di Washington
![]() |
| La Central Falls Senior High School |
RHODE ISLAND - Se l'alunno non è bravo a scuola è colpa dell'insegnate: a questa conclusione è giunta l'autorità scolastica di un istituto americano di Rhode Island. Che ha licenziato tutti gli insegnati.
LICENZIATI - Alla fine dell'anno scolastico, previsto per inizio giugno, tutti i 74 insegnati della Central Falls Senior High School dovranno riordinare la loro cattedra e lasciare la scuola: il comitato scolastico dell'istituto nella cittadina di Central Falls ha infatti deciso rimedi estremi dopo che meno della metà degli studenti dell'unica scuola superiore del luogo erano riusciti a ottenere il titolo di studio in quattro anni. Una lettera blu di licenziamento verrà spedita anche al preside e ad altri 19 dipendenti della scuola.
DIRETTIVE - La mozione, votata a maggioranza dai membri del comitato della scuola, è arrivata dopo settimane di acceso dibattito: la sovrintendente scolastica, Frances Gallo, aveva presentato un piano agli insegnanti per migliorare la prestazione che, in sostanza, chiedeva ai professori di trascorrere più tempo con i loro allievi dopo la scuola, oltre a frequentare corsi di aggiornamento, riporta il Providence Journal. Gli insegnanti, tuttavia, pretendevano più retribuzione per le ore in più. Ne è nata un disputa. E il risultato è stato il licenziamento. «È stata la decisione più difficile di tutta la mia vita, ma dopotutto devo adempiere alle direttive federali» ha spiegato Gallo.
INSEGNANTI - La scuola pubblica, che tra i suoi ex alunni vanta anche la nota attrice di colore Viola Davis, candidata all'Oscar nel 2009 per la sua interpretazione in «Il dubbio» (Doubt), si trova ora al centro di feroci polemiche. Soprattutto da parte dei sindacati degli insegnanti che hanno già annunciato di intraprendere vie legali contro questa decisione. Nel frattempo, sono scesi in piazza per dimostrare contro questa decisione. Come riferisce il giornale di Providence soltanto il sette per cento degli alunni dell'ultimo anno scolastico 2009 avevano sufficienti nozioni di matematica. La scuola conta 800 alunni. Ed è l'unica nella cittadina di Central Falls, considerata tra le più povere dello Stato del Rhode Island, sulla costa orientale non troppo distante da New York. È frequentata in maggioranza da figli di immigrati; il 65 per cento sono ispanici e per loro l'inglese è la seconda lingua.
OBAMA - La decisione presa dal comitato scolastico trova però il plauso del segretario all'istruzione di Barack Obama, Arne Duncan: «Hanno mostrato coraggio e fatto la cosa giusta per i ragazzi». L'istruzione rimane infatti una priorità nell'agenda dell'amministrazione Obama che nei mesi scorsi ha deciso un investimento sulla scuola che non ha precedenti nella storia americana: oltre quattro miliardi di dollari. Tuttavia, il presidente Usa ha espressamente indicato fra gli obiettivi la valutazione degli insegnanti e l'aggancio delle loro retribuzioni alle performance degli alunni.
Elmar Burchia
12:45 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: esteri, scuola, rhode island, central falls senior high school, comitato scolastico, decisione, licenziati, professori, insegnanti, incapacità, polemiche, sindacati, denuncia | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
10/12/2009
La scuola degli scandali imbarazza la «Grande Mela»
La scuola degli scandali imbarazza la «Grande Mela»
La storia delle due prof scoperte in aula senza veli. Le due avvenenti professoresse sono state denunciate dal bidello dell'istituto. Ma c'è un'altra storia piccante
![]() |
| Le tre professoresse (da sinistra Allison Musacchio, Cindy Mauro e Alini Brito |
NEW YORK - Mentre gli studenti assistevano a uno spettacolo nel vicino auditorium, le due insegnanti di lingue restavano sole in classe completamente nude. Quella che può sembrare una scena di un film a luci rosse, è ciò che realmente accaduto lo scorso 20 novembre alla «James Madison High School» di New York. Cindy Mauro e Alini Brito, due avvenenti professoresse di francese e spagnolo, sono state trovate senza veli e in atteggiamenti sexy in un'aula da Robert Colantuoni, bidello dell'istituto che ha prontamente informato i suoi superiori. Le docenti sono state sospese dall'insegnamento e la scuola ha aperto un'indagine interna. La notizia, diffusa dal quotidiano della Grande Mela «New York Daily News» ha superato velocemente i confini cittadini e sta facendo il giro del mondo.
RELAZIONE INOPPORTUNA - Il bidello che avrebbe trovato le due professoresse in atteggiamenti sexy non ha voluto rilasciare alcun commento alla stampa, mentre i dirigenti scolastici hanno confermato che «è avvenuto un episodio sgradevole mentre gli studenti erano all'auditorium» e che «le due professoresse sono state momentaneamente sospese». Il marito della Brito, a telefono, ha dichiarato al New York Daily News di non credere a questa storia: «Sono tutte fandonie, il distretto scolastico non ha informato mia moglie di queste accuse».
SEXY E GIOVANILI - L'episodio naturalmente è diventato anche l'argomento più dibattuto tra i ragazzi dell'istituto. Addirittura è stato creato un gruppo su Facebook che discute con ironia, ma anche con fermezza «la storia delle insegnanti lesbiche». «Dopo quello che è accaduto bisognerebbe installare telecamere nascoste nelle classi, vero ragazzi? scherza uno studente sulla pagina del social network che ha già 500 fan. Tuttavia tra i liceali c'è anche chi difende a spron battuto le insegnanti e chi invece condanna senza mezzi termini la loro condotta: «La professoressa Brito e sempre stata elegante e molto carina con noi, ma non si è mai comportata da civetta» dichiara uno studente sedicenne al quotidiano newyorkese. Di diverso avviso Eddie Ramirez, che condanna entrambe le insegnanti e precisa: «Ad esempio la professoressa Mauro veniva in classe vestita come una teenager - portava top scollati e jeans corti - ed era sempre molto sexy. Sembrava la classica persona in cerca di un flirt». Alcuni studenti hanno anche raccontato che l’insegnante Mauro in estate aveva colorato di rosa alcune ciocche dei suoi capelli e avrebbe sul corpo diversi tatuaggi sexy: un sole sulla parte bassa della schiena, un fiore sulla gamba e una stella sul piede.
UN ALTRO EPISODIO - Tuttavia gli scandali della scuola di Brooklyn non finiscono qui. Secondo il quotidiano della Grande Mela un’altra storia piccante, nata nelle aule dell’istituto, toglierebbe il sonno ai dirigenti scolastici della James Madison High School. La professoressa di studi sociali Allison Musacchio, secondo i ben informati, avrebbe una relazione «inappropriata» con uno dei suoi studenti. Gli inquirenti avrebbero appurato che più di 200 telefonate e sms sarebbe stati scambiati tra la professoressa e il giovane nel giro di pochi mesi. Ma la Musacchio, che come le due colleghe è stata temporaneamente sospesa, ha negato ogni accusa: «Non potrei mai fare una cosa del genere. Ho dei principi morali che rispetto».
Francesco Tortora
16:38 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: usa, new york, scuola, scandalo, insegnanti, sexy, imbarazzo, trovate, bidello, spogliate, aula, professoresse, denunciate | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
19/10/2009
Il laptop da 100 dollari ricomincia dall’Uruguay
Il laptop da 100 dollari ricomincia dall’Uruguay
Ma anche il Ruanda sta puntando molto sul programma One Laptop. Il Paese latino-americano sarà il primo al mondo a fornirlo tutti i bambini delle elementari
![]() |
| Il laptop ideato da Nicholas Negroponte |
Un computer per ogni bambino delle elementari. Non è la proposta del solito paese scandinavo iper-tecnologizzato, bensì un progetto appena realizzato in Uruguay. Nei giorni scorsi – come riferito da BBC - il presidente Tabaré Vàzquez ha infatti ufficialmente consegnato gli ultimi portatili. Sono più di 360mila i bambini coinvolti, oltre a 18mila insegnanti. Lo stato latinoamericano ha aderito in modo massiccio a One Laptop per Child (OLPC), il programma fondato dal professore del Mit Nicholas Negroponte per favorire l’alfabetizzazione informatica (ma spesso l’alfabetizzazione tout court) nei Paesi in via di sviluppo o nelle aree più remote. Era il sogno del laptop da 100 dollari, che non è mai riuscito a raggiungere davvero quella cifra, ma che in questi anni, tra alti e bassi, ha conseguito comunque una serie di successi.
LAPTOP DA 260 DOLLARI - Il programma uruguaiano (ribattezzato Plan Ceibal) è costato 260 dollari per laptop, che comprendono la manutenzione, le riparazioni, la formazione dei maestri e le connessioni internet. Di fatto la spesa totale rappresenta meno del 5 per cento del budget dedicato all’istruzione. Il governo di Montevideo sta puntando molto sui laptop OLPC – noti come XO-1 – anche in vista delle imminenti elezioni politiche, e i toni sono ovviamente trionfalistici, ma il programma si è scontrato con varie difficoltà, a partire dalla ritrosia di molti insegnanti. C’è poi il problema di come connettere questi computer, visto che l’acceso a internet in molte zone è ancora un miraggio.
IL PROGETTO E GLI OSTACOLI - Di ostacoli l’OLPC ne ha incontrati parecchi negli ultimi anni. L’idea, quando venne lanciata, era tanto ambiziosa quanto brillante: creare un portatile a basso costo specificamente orientato all’istruzione. Ed ecco nascere gli XO, i computer bianchi e verdi, con memoria flash al posto dell’hard drive, il sistema operativo basato su Linux e un’interfaccia originale e accattivante, Sugar. «Costeranno 100 dollari e ne produrremo 7 milioni», si era lanciato Negroponte. Non è andata proprio così: oggi per costruire uno XO (li fa la taiwanese Quanta) ci vogliono ancora 180 dollari; poi vanno aggiunti la formazione, il mantenimento e via dicendo. A oggi ne sono stati distribuiti 1,5 milioni. Ma il colpo di grazia sembrò arrivare con la carica dei netbooks, i mini-laptop economici prodotti dai vari Acer, Asus: un mercato che paradossalmente era stato aperto proprio dall’OLPC.
GIVE ONE GET ONE - Tant’è vero che la promozione Give One Get One – una maratona di solidarietà che sotto Natale con 399 dollari permetteva di comprare uno XO e di regalarne un altro a un bambino – l’anno scorso è stata un fallimento. «Il primo anno con Give One Get One ne abbiamo venduti 200mila. L’anno scorso molto pochi, forse 15mila», ha commentato al Corriere Matt Keller, direttore per la Global Advocacy dell’OLPC. «Le ragioni sono due: la concorrenza dei netbooks e la crisi economica».
IL MODELLO RUANDA - Eppure, proprio mentre sulla stampa internazionale stava crescendo la disillusione verso il sogno di Negroponte, il progetto OLPC sembra essere ripartito di slancio. Le sue roccaforti sono l’America Latina (dove il Perù sta imitando l’Uruguay) e il Ruanda. In particolare il Paese africano punta sulla tecnologia per alimentare ulteriormente la crescita economica e seppellire per sempre i fantasmi del genocidio di 15 anni fa. Di XO ne ha ordinati 120mila, con l’obiettivo di distribuirli a quante più scuole possibili, finanziandosi in parte con la vendita delle licenze di telefonia mobile. Tra gli stati africani è il primo a investire decisamente sui laptop di Negroponte, e potrebbe fare da apripista. Non a caso l’OLPC ha appena spostato il suo principale programma di training dal Massachusetts a Kigali, la capitale ruandese. «Le cose vanno alla grande in quel Paese – racconta Keller – Stiamo reclutando gli abitanti per diventare dei formatori di tecnologia e di pedagogia per l’Africa sub-sahariana. È tutto molto eccitante. Quando vedi quello che fanno i bambini con i laptop – programmare, creare contenuti, connettersi al mondo – hai l’impressione che questa generazione di studenti sarà molto diversa da quella precedente».
PROSSIMA TAPPA: GAZA - L’obiettivo dell’OLPC è in parte mutato. Non ha più tanto a che fare con la produzione di laptop a basso costo, quanto con la diffusione di una filosofia educativa. Certo, Keller assicura che di XO ne saranno distribuiti un altro milione il prossimo anno. Ma a essere diffusa sarà soprattutto l’idea della «natura trasformativa dell’educazione, così come l’importanza di accedere all’informazione e alla connessione, qualcosa che per la maggior parte della popolazione mondiale è ancora un sogno». La prossima tappa del programma – già presente in una trentina di Paesi – sarà Gaza. Per novembre è prevista la distribuzione di 5mila laptop alle scuole palestinesi della striscia. Come ha scritto recentemente Negroponte in un’appassionata difesa del suo progetto: «Aspettate e vedrete».
Carola Frediani
Corriere.it
16:43 Scritto in HI-TECH | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: hi-tech, informatica, laptop, fornitura, scuole elementari, uruguay, presidente, ufficializzato, computer, bambini, insegnanti, alfabetizzazione, paesi | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
24/09/2009
La paura di insegnare dei nuovi professori
La paura di insegnare dei nuovi professori
Temono il rapporto con gli alunni stranieri e con i genitori. Elementari, il 66,9% dei maestri non è laureato
Hanno appena firmato un contratto di assunzione a tempo indeterminato, il che — soprattutto di questi tempi — dovrebbe aiutare a mettere da parte una buona dose di pensieri e preoccupazioni. Hanno detto definitivamente addio agli anni di precariato, all’ansia da graduatorie, ai contratti che scadono con il suono dell’ultima campanella.
Eppure, gli insegnanti italiani non sono tranquilli. Li mette in ansia la difficoltà nel gestire classi dove è in aumento la presenza di bimbi e ragazzi stranieri, sfida affascinante ma complicata da gestire senza un’adeguata preparazione. Li destabilizza la comunicazione sempre più zoppicante con le famiglie, e non va granché meglio nel match con le nuove tecnologie: alle scuole superiori, addirittura il 49% riconosce di avere un rapporto non facile con computer e Web.
E più di 2 su 5, tra le new entries che ce l’hanno (finalmente) fatta, non possiedono un titolo di laurea.
Ritratto di insegnanti in un interno, quello della scuola italiana ai tempi delle riforme che si accavallano e dei fondi che non bastano mai. Ritratto accurato, perché le pennellate sono davvero molte, e fittissime: 15.071, per la precisione, pari al numero dei maestri e prof che hanno (volontariamente) risposto al questionario di 223 domande diffuso dalla Fondazione Agnelli in otto regioni italiane. Piemonte, Emilia-Romagna, Puglia (che avevano già preso parte a una prima indagine, nel 2008); e ancora, Lombardia, Veneto, Liguria, Marche e Campania. Otto gli Uffici scolastici regionali coinvolti. Complessivamente, 16.000 insegnanti neoassunti nell’anno scolastico 2008-2009 (il 64% del totale italiano). E quasi tutti, appunto, hanno voluto contribuire con il proprio personalissimo tocco di pennello.
Le indagini precedenti, per dare l’idea, si aggiravano di norma intorno alle cinquemila interviste. «Aver superato i 15 mila questionari compilati — ammette con un certo orgoglio Stefano Molina, dirigente di ricerca della Fondazione e tra i coordinatori del lavoro — significa di gran lunga ottenere la più ampia analisi sugli insegnanti mai realizzata in Italia». Non solo: «In questi anni di vacche magre, di assunzioni a tempo indeterminato se ne sentono poche. Qui, invece, parliamo di 50 mila ingressi in ruolo nel 2008, 25 mila nel 2009: stiamo parlando del più grande fenomeno italiano di immissione a tempo indeterminato nel mondo del lavoro. E il paradosso è che finora non si sapeva bene chi fossero, queste persone: il meccanismo di reclutamento è un po’ opaco, lo stesso ministero ne conosce la classe di abilitazione, non i titoli di studio...».
I titoli di studio, ecco. Quella laurea che manca, ancora, al 40,7% degli intervistati. I picchi sono, ovviamente, nei primi ordini di scuola: nessun «pezzo di carta» per il 75,6% dei «nuovi » maestri d’asilo e per il 66,9% degli insegnanti delle primarie. Il motivo? Presto detto: «Si sta raschiando il fondo del barile delle graduatorie — è la sintesi efficace di Molina —. I neoassunti arrivano, per la metà, dalle graduatorie di concorso: ma l’ultimo è del 1999, e queste sono persone che si trovavano in una posizione così bassa da vedersi passare davanti, negli anni, moltissimi altri colleghi. L’altra metà, invece, viene dalle graduatorie ad esaurimento, in questo momento chiuse: supplenti che hanno avuto l’abilitazione in stagioni diverse, con regolamenti diversi». Insegnanti del futuro, ma già da rottamare? Certo che no, anzi: «Stiamo parlando di professionisti che in media hanno superato i 40 anni di età, di cui quasi 11 di precariato. E se i titoli non sono sempre brillantissimi, hanno una buona esperienza e un’anzianità di servizio che sopperiscono in parte alla formazione iniziale inadeguata ».
Perché poi, in questo quadro a forti chiaroscuri che ritrae l’ultimo battaglione schierato nelle aule italiane, spiccano dei dati incontestabilmente positivi. «Nel corso degli anni — conferma Laura Gianferrari, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna e coordinatrice insieme a Molina — abbiamo avuto la sorpresa di trovare sempre più la rappresentazione di un lavoro che ha un’attrattività forte, che dà soddisfazione agli insegnanti. Nonostante alcuni aspetti ben noti: la retribuzione bassa, il riconoscimento sociale che non viene avvertito, gli anni di precariato ».
E in effetti, se l’80% dei neoassunti ribadisce di aver fatto una scelta «per passione», ben il 95% — un dato in crescita rispetto al 2008 — rifarebbe la stessa scelta. I motivi di soddisfazione: il lavoro con i ragazzi (93%), l’interesse per la disciplina (89%), la consapevolezza della propria utilità sociale (84%). Il livello retributivo, per contro, è ritenuto soddisfacente solo nell’11,7% dei casi, mentre il riconoscimento sociale si ferma al 31,1% — con picchi positivi al Sud: oltre il 40% in Campania, poco sotto in Puglia.
Il problema vero, però, è un altro.
Le nuove tecnologie
Nelle superiori il 49% dei docenti appena assunti ammette di non conoscere a sufficienza computer e Web Il giudizio «Per la prima volta chi sta in cattedra si sente fortemente inadeguato, soprattutto nel rapporto con gli allievi»
E va sotto il nome di «difficoltà nell’insegnare ». Una sensazione «in aumento » e «fortemente trasversale», commenta l’economista Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli. «L’impressione è che forse per la prima volta gli insegnanti italiani inizino a sentirsi fortemente inadeguati, soprattutto nel rapporto con gli allievi: c’è la percezione di un divario generazionale, tecnologico, di vita e di apprendimento, e loro non sentono di avere tutti gli strumenti per affrontarlo». Soprattutto, dati (nuovamente) alla mano, nelle scuole superiori: il 63% degli intervistati confessa problemi nel gestire la multiculturalità in classe, il 55% non sa interagire come vorrebbe con i genitori. Persino lavorare in équipe, per il 48% dei neodocenti, è complesso.
«Il punto — prosegue Gavosto — è che il meccanismo di formazione produce una tipologia di insegnante sempre uguale a se stessa, che però inizia a rendersi conto di non essere più quello che serve ai ragazzi di oggi ». E in questo senso, la programmazione diventa fondamentale: «Più che annunciare tante riforme, l’obiettivo per il Paese dovrebbe essere investire in una scuola di qualità. Sulla formazione iniziale, ad esempio: la bozza di regolamento del ministero punta molto su una preparazione di tipo disciplinare, mentre quella pedagogica è ritenuta sovradimensionata. Bene, gli insegnanti ci stanno dicendo esattamente l’opposto». Sarebbe il caso di prenderne atto.
Gabriela Jacomella
11:07 Scritto in SCUOLA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: focus, insegnanti, scuola, rapporti, alunni, genitori, difficoltà, insegnamento, stranieri, preparazione, docenti, paura | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook








