11/05/2009

Uffizi, la battaglia dei tarli

Uffizi, la battaglia dei tarli

 

La squadra. Gli insetti mangiano opere di Lippi e Uccello. Creato un gruppo di esperti per risolvere il problema

 

L’Incoronazione di Lorenzo Monaco durante la disinfestazione
L’Incoronazione di Lorenzo Monaco durante la disinfestazione

FIRENZE — I più voraci e in­vasivi sono gli Anobium pun­ctatum e gli Oligomerus ptili­noides. Insaziabili, nonostante i quattro millimetri di lun­ghezza, nel masticare capo­lavori immortali dell’arte dipinti su legno e anche le strutture delle tele, le cornici, le sculture li­gnee. Non esiste museo al mondo che non li ospi­ti, giorno e notte, insieme a un’altra cinquantina di spe­cie di insetti, volgarmente noti come tarli. E sono così perico­losi, i tarli, che la Galleria degli Uffizi di Firenze ha deciso di or­ganizzare una task force di esperti per combatterli, estir­parli e avviare una campagna di sensibilizzazione per trova­re sponsor capaci di curare le opere infestate. «È una batta­glia destinata a durare nel tem­po — spiega Cristina Acidini, soprintendente del polo muse­ale di Firenze —: purtroppo il problema si ripresenta periodi­camente anche su capolavori già trattati».

Intanto si cerca di bloccare l’attacco con la squadra «an­ti- tarlo». Usando tecnologie al­l’avanguardia. Come è appena accaduto per il polittico dell'In­coronazione della Vergine di Lorenzo Monaco, un'opera d’arte di grandi dimensioni, per il quale come hanno spie­gato gli esperti al Corriere Fio­rentino, è stato messo a punto un macchinario per produrre azoto capace di debellare gli in­setti mantenendo il legno vi­vo, con temperatura, umidità e pressione costanti. Davanti al polittico è stato montato un telo di materiale speciale in modo da formare un involucro all’interno del quale si è inseri­to l’azoto. Il risultato è stato ec­cellente; la spesa, consideran­do le dimensioni dell’opera, contenuta: 20 mila euro.

«L’impiego dell’azoto è mol­to efficace — conferma Giovan­ni Liotta, entomologo, docente all’università di Palermo e au­tore del libro Agli insetti piac­ciono le opere d’arte — l’unico che riesce a debellare il proble­ma in profondità. I tarli, infat­ti, costruiscono gallerie irrego­lari difficili da essere penetrate completamente dagli insettici­di. Aumentando l’azoto e sot­traendo l’ossigeno, l’insetto muore anche se è nascosto in profondità. Poi, dopo l’azoto, si impiega la deltametrina, un prodotto che genera una minu­scola barriera tossica capace di far durare l’azione di protezio­ne del manufatto».

Da settembre sono novanta­sei i dipinti disinfestati agli Uf­fizi. Almeno altri 20 ne hanno bisogno con urgenza. E tra que­sti, grandi capolavori come La battaglia di San Romano di Pa­olo Uccello, la Pala di Annale­na di Filippo Lippi e il Trittico Portinari di Hugo van der Go­es. «Siamo aggrediti dai tarli né più e né meno di altri mu­sei del mondo — spiega il di­rettore degli Uffizi Antonio Na­tali —: noi però abbiamo deci­so di affrontare la questione di petto, prevedendo fondi speci­fici per questo tipo di restauro che riguarda non solo le opere, ma anche gran parte delle strutture della galleria e dei de­positi come panche, cassoni, porte, infissi delle finestre».

Tutto cibo prelibato per gli insaziabili coleotteri. Una guer­ra che però ha anche bisogno di risorse. E di questi tempi, con crisi e tagli, Natali sta pen­sando anche a interventi ester­ni di privati. «Come sponsor che possono adottare un’opera — spiega — e pagare la disinfe­stazione che per le opere non particolarmente grandi costa assai poco. Sto pensando an­che di legare i prestiti a questo tipo di restauro. Insomma, la galleria che vuole una nostra opera ci deve garantire un trat­tamento». I tarli fiorentini so­no avvertiti.

Marco Gasperetti


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17/09/2008

PUNTA DAGLI INSETTI SUL - ROMA/AGRIGENTO

PUNTA DAGLI INSETTI SUL - ROMA/AGRIGENTO

L'AZIENDA: effettuati i controlli, non abbiamo riscontrato nessun parassita. Una donna si è presentata all'ospedale di Canicattì con segni di punture sulle braccia e le parti intime

 

AGRIGENTO - Una donna di 62 anni si è presentata all'ospedale di Canicattì per farsi curare dalle punture di insetti che l'avrebbero colpita mentre si trovava sul treno Roma-Agrigento. I medici le hanno riscontrato effettivamente segni di punture di insetto e dopo le prime cure ha potuto lasciare l'ospedale con una prognosi di tre giorni.

PUNTURE - Secondo il racconto della passeggera, domenica scorsa all'altezza di Enna avrebbe notato i rigonfiamenti sulle braccia e un forte prurito nelle parti intime. La carrozza dove si trovava è stata inviata a Roma per accertare l'effettiva presenza di zecche o pulci. La donna ha presentato una denuncia contro Trenitalia.

I CONTROLLI - L'azienda da parte sua fa sapere di non aver riscontrato nessun insetto o parassita a bordo del Roma – Agrigento dello scorso 13 settembre. Questo il risultato di accurati controlli eseguiti da Trenitalia (Gruppo FS) dopo la denuncia di una viaggiatrice. Trenitalia, che aveva nell’immediato disposto la chiusura precauzionale dell’intera carrozza, comunica di aver svolto tutti gli accertamenti previsti in questi casi. Una volta arrivata a Roma, la carrozza e in particolare il compartimento dove viaggiava la signora che ha dichiarato di essere stata punta da insetti, è stata sottoposta ad accurati controlli, incluso lo sfoderamento dei sedili, senza che venisse rilevata presenza di parassiti o insetti.


TRE PROVVEDIMENTI - A riguardo Trenitalia, comunica fra le altre cose, di aver adottato tre provvedimenti che saranno presto operativi e verranno adeguatamente comunicati alla clientela: una gara europea per individuare nuove ditte di pulizia con conferimento degli appalti entro l’anno; nuove procedure di disinfestazione messe a punto con l’Istituto Superiore di Sanità e nuove norme di ammissione degli animali domestici e dei cani di grossa taglia a bordo dei treni

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