04/07/2010

Intercettato il sottomarino della coca

Intercettato il sottomarino della coca

Il mezzo è stato individuato e sequestrato dalla Dea e dall'esercito dell'Ecuador. Trenta metri, periscopio, aria condizionata: così i cartelli della droga tentano di portare gli stupefacenti negli Usa

 

Il sottomarino sequestrato dalla Dea e dalle forze armate dell'Ecuador
Il sottomarino sequestrato dalla Dea e dalle forze armate dell'Ecuador

WASHINGTON – Dopo i semi-sommergibili, un sottomarino vero. Lungo trenta metri, con periscopio ed aria condizionata. Un mezzo navale per trasportare tonnellate di cocaina dal Sud America verso gli Stati Uniti. Un’operazione congiunta dell’esercito dell’Ecuador e della Dea americana ha permesso di scoprire l’unità in una zona al confine con la Colombia. Nascosto in un canale nella giungla, il battello avrebbe dovuto eseguire la prima “uscita” nella giornata di venerdì.

Per i servizi anti-droga si tratta di un segnale allarmante. Da diversi anni i trafficanti usano i semi-sommergibili per trasferire la cocaina in Messico, da dove poi prosegue - via terra - in direzione degli Usa. Si tratta di mezzi in fibra di vetro che procedono a pelo d’acqua e lasciano immersa gran parte dello scafo. Le condizioni all’interno del minisub – in grado di accogliere 10-12 tonnellate di “polvere” – sono piuttosto dure. I motori sprigionano calore, c’è poca aria e gli spazi sono angusti. Tanto è vero che gli equipaggi, di solito da 4-5 elementi, li chiamano le “bare”. Costo stimato di produzione: un milione di dollari circa. Quello che è stato invece scovato dalla Dea è un vero sottomarino, spinto da un motore diesel e con capacità operative maggiori. Anche la forma e la qualità dello scafo sembrano essere superiore ai battelli sequestrati in precedenza. Uno sviluppo temuto dai servizi anti-droga.

Per diverso tempo, i contrabbandieri hanno aggirato i controlli con i semi-sommergibili impiegati sulla rotta Colombia (o Ecuador)-Messico. Invisibili al radar, i mezzi possono essere avvistati solo dall’alto da un elicottero o da un aereo. E tenendo conto che l’area da pattugliare è enorme non è facile individuarli Poi, con il crescere dei controlli, specie lungo la costa, il numero dei minisub intercettati è cresciuto. E dal 1993 ne sono stati confiscati oltre 50. Una flottiglia. Ma a giudizio degli esperti decine di altri sono riusciti a compiere la loro missione di contrabbando. E un recente studio della Marina colombiana ha stabilito che il 45 per cento della cocaina prodotta nel paese raggiunge gli Usa proprio su battelli di questo tipo.


 

Guido Olimpio


03/07/2009

Isole Canarie, fallisce il piano di fuga di un italiano: voleva usare un dirigibile

Isole Canarie, fallisce il piano di fuga di un italiano: voleva usare un dirigibile

 

Intercettato il pacco con il pallone e occhiali da visione notturna. Arrestato per traffico di droga (con 200 kg di cocaina), il 52enne aveva progettato tutti i dettagli dell'evasione

 

MILANO - I tentativi di fuga dalla prigione hanno un che di affascinante, basta pensare a quanti libri, film, serial tv hanno come protagonisti detenuti (magari incarcerati ingiustamente o comunque fondamentalmente buoni) che tentano di filarsela usando metodi ingegnosi o molto tecnologici.

Il dirigibile e gli altri oggetti sequestrati dalla polizia (Epa)
Il dirigibile e gli altri oggetti sequestrati dalla polizia (Epa)

FUGA IN DIRIGIBILE - A volte comunque anche la realtà offre storie decisamente originali. Come quella di un italiano, Giulio B., arrestato e imprigionato nelle isole Canarie per traffico di droga. La polizia ha anticipato le sue mosse, scoprendo che stava progettando una spettacolare fuga. «Voleva usare un piccolo dirigibile controllato a distanza per farsi recapitare occhiali per la visione notturna e tutta l'attrezzatura necessaria per scalare il muro del carcere» ha spiegato un funzionario di polizia.

200 KG DI COCAINA - Il detenuto ha 52 anni ed è stato sorpreso con 200 chili di cocaina all'aeroporto della Gran Canaria, appena atterrato con un volo proveniente dalla Mauritania. La scoperta dei piani di fuga ha portato in carcere altre tre persone, complici che avrebbero aiutato il trafficante nell'impresa. Inoltre la polizia ha intercettato il pacco spedito dall'Italia con dentro tutto l'occorrente, pallone (di circa 4 metri) e occhiali notturni compresi. Inoltre gli agenti hanno scoperto una tenda e un teleobiettivo usato per controllare nel dettaglio i movimenti delle guardie penitenziarie da una collina distante poche centinaia di metri.