27/01/2012
Bot a 6 mesi, rendimenti scesi all'1,96%. Lo spread scende sotto quota 400.
Bot a 6 mesi, rendimenti scesi all'1,96%. Lo spread scende sotto quota 400.Collocati tutti e 11 miliardi dell'offerta. Il rendimento dell'ultima asta del 28 dicembre era stato del 3,25%
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10/04/2010
«Grande class action contro le società delle carte di credito»
«Grande class action contro le società delle carte di credito»Revolving - Bloccata Coin-Fiditalia dopo le nuove Amex. Mossa dei consumatori: tassi usurai
MILANO — Una «poderosa » class action. Le associazioni dei consumatori affilano le armi contro le società che emettono carte revolving. E promettono, appunto, di ricorrere a un’azione legale di massa «poderosa», per dirla con Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, associazione per la difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari. Anche il Codacons sta studiando la possibilità di una class action «a tutela di tutti gli utenti italiani vittime dei tassi usurari», gente che, dice il presidente dell’associazione Carlo Rienzi, «gioca la parte della preda da sbranare.
Certo è che la decisione della Banca D’Italia di bloccare l’emissione di tutte le carte American Express nel nostro Paese apre la strada alla possibilità di cause collettive per ottenere il risarcimento dei danni. Subiti in particolare dai possessori delle «revolving», le carte di credito al consumo che consentono di spendere e pagare poi il debito a rate. Con un dettaglio: interessi di mora a tassi da usura nel caso in cui non si rispetti la scadenza della rata mensile. Ed è proprio dalla rata non rispettata di un utente (un finanziere di Molfetta) che è scattato l’allarme, poi l’inchiesta della procura di Trani e ora il blocco di Bankitalia. Che l’Antitrust potrebbe estendere ora a tutte le altre carte dalle modalità di spesa simili alle revolving.
La stessa Bankitalia nei mesi scorsi ha deciso di sospendere (senza nessuna inchiesta penale sullo sfondo, com’è invece avvenuto nel caso America Express) sia l’emissione di carte Diners sia — ed è noto soltanto da ieri —la commercializzazione della carta di credito Coin-Fiditalia, denominata Coincard: una carta revolving con una linea di credito da 1.000 a 3.000 euro. Le irregolarità rilevate sul caso Coincard hanno generato multe per tutte e due le società: Coin 90 mila euro, a Fiditalia 130 mila. «Bene ha fatto Bankitalia con queste sospensioni ma adesso dovrebbe ampliare le indagini oltre la Puglia» chiede l’associazione Adiconsum che invita i consumatori, in caso di tassi usurari, a presentare ricorso all’arbitro bancario finanziario della Banca d’Italia. E poi c’è Federconsumatori. Che studia «eventuali azioni future» e invoca un intervento urgente dell’Antitrust: «Che prenda in esame tutte le società che emettono carte di credito e prenda i necessari provvedimenti contro chi fa pubblicità ingannevole e promuove offerte poco trasparenti». Federconsumatori vorrebbe anche che il governo riaprisse «i lavori della Commissione Pinza per promuovere la correttezza, la trasparenza e la legalità nel settore del credito al consumo ».
Difficile per il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà non sentire le pressioni del mondo dei consumatori. Sul suo tavolo arrivano da più parti richieste di intervento per bloccare questo o quel prodotto finanziario. Lui ricorda che sono già 15 le aziende condannate per irregolarità nell’erogazione di finanziamenti al consumo. «Dall’anno scorso — dice — abbiamo chiuso 7 istruttorie, per un totale di 3.150.000 euro di multe ». E plaude all’intervento di Bankitalia: a quelle sette pagine durissime contro American Express. Pagina due, per esempio. Si legge che in materia di usura, antiriciclaggio e trasparenza «i presidi organizzativi di controllo interno si sono rivelati del tutto inadeguati e non in grado di prevenire o rilevare il mancato rispetto delle norme». Poche righe prima c’è scritto che «nel complesso l’esercizio delle funzioni di supervisione strategica e di gestione è risultato carente». Per le revolving si parla di «assenza di procedure e controlli adeguati che ha determinato frequenti superi del tasso di soglia ». Ancora: «Sono emerse diffuse anomalie relative agli adempimenti in materia di pubblicità e di comunicazione ai clienti». A leggerle tutte in fila, quelle sette pagine sembrano una requisitoria.
Giusi Fasano
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09/04/2010
Bankitalia: stop all'emissione di carte di credito dell'American Express in Italia
Bankitalia: stop all'emissione di carte di credito dell'American Express in ItaliaA seguito dell'inchiesta di Trani, via Nazionale ha trovato numerose irregolarità. Bloccate anche le carte Diners, carenze per quanto riguarda l'antiriciclaggio e la normativa antiusura
MILANO - Stop all'emissione di carte di credito da parte dell'American Express Service Europe in Italia. A disporlo è stata la Banca d'Italia a seguito dei controlli effettuati sulla società di carte di credito innestati dall'indagine aperta dalla Procura di Trani, per la quale l'Adusbef si è costituita parte civile.
IRREGOLARITA' - La Banca d'Italia, in un documento consegnato alla Procura, lamenta irregolarità e carenze rispetto alla normativa di contrasto al riciclaggio e alla normativa contro l'usura. Così, nella nota, «impone in via cautelare e d'urgenza a codesta succursale italiana dell'American Express il divieto di intraprendere nuove operazioni con specifico riferimento all'emissione di carte di credito». Il divieto scatta 10 giorni dopo la ricezione del provvedimento che riporta la data del primo aprile e che dall'intestazione risulta consegnato a mano. Quindi a partire dal 12 aprile non verranno più emesse nuove carte di credito fino a un successivo provvedimento. La Banca d'Italia, in particolare, ha riscontrato la mancata verifica e registrazione della clientela da parte dell'intermediario finanziario, nonchè l'utilizzo di nominativi di comodo. Sotto il profilo della trasparenza è stata rilevata la mancata comunicazione del limite di disponibilità del credito.
AGGIORNAMENTO IN CORSO - American Express Italia «conferma di avere ricevuto un rapporto al termine di un'ispezione da parte della Banca d'Italia» e «sta quindi realizzando un aggiornamento dei propri sistemi informativi e procedure per aderire ancora più strettamente alla normativa applicabile ai prestatori di servizi di pagamento e agli intermediari finanziari in Italia». Lo afferma la stessa società, in una nota, dopo la decisione di Bankitalia. American Express Italia «sospenderà temporaneamente l'emissione di nuove carte a partire dal 12 aprile 2010 e riprenderà ad emettere le carte non appena tale aggiornamento sarà completato, come stabilito dalla Banca d'Italia». La società fa inoltre sapere che «ha già iniziato ad esaminare i contenuti del rapporto e sta cooperando pienamente con la Banca d'Italia con l'obiettivo di risolvere le questioni aperte». La sospensione, precisa nella nota, «non riguarda gli attuali clienti di American Express Italia, che possono continuare ad utilizzare le loro carte regolarmente».
CASO DINERS - Di recente la Banca d'Italia ha bloccato l'emissione di carte di credito anche da parte del Diners Club Italia: il provvedimento risale addirittura allo scorso settembre ma è emerso solo mercoledì dalla pubblicazione del bollettino di Vigilanza di via Nazionale. In una nota la Diners spiega che il blocco all'emissione delle carte disposto da Banca d'Italia per Diners nello scorso settembre «è legato ad una situazione che l'attuale proprietà di Diners Club Italia ha ereditato al momento dell'acquisizione e che è stata posta prontamente tra le priorità del nuovo management». Lo sostiene la società in una nota. «L'intervento della Banca d'Italia - prosegue il comunicato - riguarda la richiesta di adeguamento di alcuni sistemi informativi e procedure aziendali per ottemperare alla normativa vigente in materia di antiriciclaggio. Tale normativa impone procedure e sistemi informativi adeguati per una corretta registrazione delle anagrafiche dei Soci e di particolari transazioni compiute attraverso le carte stesse. Per rispondere a questa richiesta Diners Club Italia ha intrapreso fin dalla data dell'acquisizione tutte le misure e gli investimenti necessari. Si tratta quindi di un fatto tecnico che è ad oggi risolto attraverso una serie di interventi ormai positivamente conclusi, ai quali faranno seguito a breve gli opportuni passi verso Banca d'Italia al fine di poter dimostrare la completa adeguatezza dei nuovi sistemi e delle nuove procedure. Al tempo, Diners Club Italia ha immediatamente comunicato a tutti i partner commerciali, alle banche e alla propria rete distributiva nonchè ha pubblicato sul sito la temporanea sospensione della emissione delle carte. Diners Club Italia precisa inoltre che è completamente estranea a qualsiasi questione relativa a mancanza di trasparenza verso i propri Soci o di applicazione indebita di tassi di interesse (usura), per le quali non ha ricevuto alcuna segnalazione».
ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI - Intanto l'Adusbef ha inviato all'Antitrust una richiesta per sollecitare il blocco delle carte di credito emesse anche da tutte le altre società esercenti carte di credito. Lo annuncia il presidente dell'Adusbef Elio Lannutti. «Abbiamo chiesto di estendere questa misura cautelare dall'American Express - afferma Elio Lannutti - alle altre carte perchè c'è un pericolo serio e tangibile per i consumatori e utenti di tutte le altre carte di credito ai sensi del codice del consumo».
Redazione online
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03/01/2010
Yemen: chiusa l'ambasciata Usa
Yemen: chiusa l'ambasciata Usa
Brown: «intensificheremo azioni comuni antiterrorismo con stati uniti». «In risposta alle minacce fatte da Al Qaida nella Penisola Arabica di attacchi contro gli interessi americani»
SANAA (YEMEN) - L'ambasciata degli Stati Uniti nello Yamen è stata chiusa in risposta alle minacce fatte da Al Qaeda. Gli impiegati yemeniti della rappresentanza diplomatica sono stati invitati a restare a casa fino a nuovo ordine. Lo ha reso noto la stessa ambasciata Usa con una nota nella quale è scritto che la sede di Sanaa «è chiusa come risposta alle minacce fatte da Al Qaida nella Penisola Arabica di attacchi contro gli interessi americani in Yemen».
AZIONI COMUNI USA E GB IN YEMEN E SOMALIA - Il presidente Usa Barack Obama, nel suo consueto discorso del sabato, ha detto agli americani che intende fare «tutto ciò che è in suo potere» per difendere gli Stati Uniti d'America. Nello stesso tempo il premier britannico Gordon Brown da Londra ha annunciato che Gran Bretagna e Usa intensificheranno le loro azioni antiterroristiche in Yemen e Somalia. «Downing Street e la Casa Bianca hanno deciso di intensificare le iniziative comuni del Regno Unito e degli Stati Uniti per contrastare la minaccia terroristica emergente in Yemen e in Somalia dopo il mancato complotto terroristico di Detroit» è detto in un comunicato emesso in serata a Londra. Londra e Washington in particolare finanzieranno una nuova forza speciale anti-terrorismo in Yemen e proporranno in sede Onu il rafforzamento del contingente di pace internazionale presente in Somalia.
VERTICE SICUREZZA ALLA CASA BIANCA - La minaccia Al Qaida è reale, le misure di sicurezza vanno rafforzate. Per questo Obama ha chiamato a rapporto per martedì prossimo alla Casa Bianca i responsabili di tutte le principali agenzie di sicurezza. In quel vertice intende fare il punto sull'intero arco dei controlli.
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25/09/2009
Procuratore generale: «Mangano in casa di Berlusconi per gli interessi dei boss»
Procuratore generale: «Mangano in casa di Berlusconi per gli interessi dei boss»
Antonino Gatto Al processo Dell'Utri. «Mangano di cavalli non sapeva nulla: coltivava interessi che erano di tutt'altra natura rispetto a quelli agricoli»
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| Il senatore Dell' Utri davanti ai giudici di Palermo in una foto d'archivio del 29 novembre 2004 (Ansa) |
PALERMO - «Vittorio Mangano fu assunto nella tenuta di Arcore di Silvio Berlusconi per coltivare interessi diversi da quelli per i quali fu ufficialmente chiamato da Palermo fino in Brianza». Così il procuratore generale Antonino Gatto entra subito nel vivo della requisitoria del processo al senatore Marcello dell'Utri (Pdl) per concorso esterno in associazione mafiosa. Il parlamentare è stato condannato in primo grado a nove anni di carcere.
IL PROCESSO - Stamani davanti alla seconda sezione della Corte di appello di Palermo, Gatto ha affrontato subito il tema dello «stalliere di Arcore». L'assunzione di Mangano ad Arcore fu legata, secondo il pg, alla necessità che all'epoca avevano tanti imprenditori, tra i quali c'era lo stesso Berlusconi, di «proteggersi» dal pericolo di sequestri. «Ma davvero - si è chiesto il Pg - non fu possibile trovare in Brianza persone capaci di sovrintendere alla tenuta di Arcore? Davvero dall'estremo nord ci si dovette spostare a Palermo per trovare una persona che non conosceva la zona e le coltivazioni brianzole? In realtà - ha proseguito Gatto - non solo Mangano di cavalli e di coltivazioni non sapeva nulla: ma se guardiamo i suoi numerosissimi precedenti penali, gli interessi che coltivava erano di tutt'altra natura rispetto a quelli agricoli». Dell'Utri non è presente in aula. Ad ascoltare l'atto d'accusa del pg ci sono i difensori dell'imputato, gli avvocati Nino Mormino, Giuseppe Di Peri e Pietro Federico.
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30/06/2009
Istat: a giugno inflazione a +0,5%
Istat: a giugno inflazione a +0,5%
L'inflazione acquisita nel 2009 è pari a +0,7%. E' il livello più basso dal 1968. Nello stesso mese per la prima volta nell'Ue inflazione negativa (-0,1%)
ROMA - Il tasso di inflazione registrato a giugno, pari al +0,5% annuo, sulla base della stima preliminare diffusa dall'Istat, è il più basso da settembre 1968, quando si attestò al +0,4%. Lo sottolinea lo stesso Istituto di statistica. L'inflazione acquisita per il 2009, che si avrebbe, cioè, se si continuasse a registrare lo stesso livello rilevato a giugno (+0,5%), è pari al +0,7%.
INFLAZIONE NELLA UE - È negativa invece per la prima volta nella storia l'inflazione nella zona euro: a giugno 2009 il tasso annuale è sceso a -0,1%, segnalando cioè un lieve calo del livello dei prezzi rispetto al giugno dello scorso anno. Lo comunica Eurostat, l'Ufficio statistico dell'Ue, nella sua prima stima che dovrà essere confermata il prossimo 15 luglio. A maggio la variazione dei prezzi era stata pari a zero e si era già trattato di un minimo storico.
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20/05/2009
Per un prestito personale anche il 15% I consumatori: serve più concorrenza
Per un prestito personale anche il 15% I consumatori: serve più concorrenza
Il dossier. Dal Taeg (tasso effettivo globale) ai contratti, ecco come confrontare le offerte
MILANO — Con le mini-rate la differenza è spesso di pochi euro. Verrebbe da dire spiccioli. Ma lo sapevate — e magari lo state facendo — che per finanziare l’acquisto di un televisore nuovo si paga anche il 15,6% di interesse con Neos Banca? Verrebbe da dire eccessivo. Facciamo un passo indietro: banche e società di prestito al consumo devono guadagnare. È il loro lavoro. Non ci piove. Ma il dubbio rimane lecito e in alcuni casi senza risposta: come si passa dal tasso di finanziamento base della Banca centrale europea pari all’1%, un indicatore di quanto costi il denaro alle banche, a interessi a due cifre incassati per delle tv dagli istituti ma anche, più semplicemente, ai mutui sulla prima casa che superano il 6%? Quella dei tassi d’interesse attivi, cioè pagati dalle famiglie italiane per i servizi, è da sempre la giungla per eccellenza. Fino a pochi anni fa si dovevano consumare suola delle scarpe e giornate preziose per capire quale fosse l’offerta migliore. Ora almeno c’è Internet. E, certo, l’introduzione del Taeg, il tasso effettivo annuo che 'svela' anche i costi nascosti, ha aiutato a non cadere nei tranelli del Tan, il tasso nominale. Basta far scorrere il dito sulle rilevazioni trimestrali dell’Assofin, l’associazione delle finanziarie per il prestito al consumo, per rendersene conto. Qualche esempio? Il Tan della Deutsche Bank Prestitempo per un prestito di 5 mila euro finalizzato all’acquisto della moto nel primo trimestre dell’anno è del 7,83%. Il Taeg sale al 10,27%. Il 2,5% circa di differenza. Non poco. Ma anche passando alle banche italiane la storia non cambia: il Tan dell’Unicredit Family Financing Bank per un prestito di 700 euro per acquistare elettronica di consumo è il 9,44%. Il Taeg addirittura di 5 punti percentuali in più (il 14,56%) anche a causa delle spese del Rid.
Inutile quindi sottolineare che la prima cosa da fare è sempre pretendere con chiarezza il Taeg. La legge obbliga le banche a comunicarlo. Ma non sempre è in primo piano. Per l’acquisto dell’auto nuova i tassi tendono a scendere per effetto del maggior importo del finanziamento e della scadenza del rimborso più lunga. Per una spesa di 12 mila euro da rimborsare in 48 mesi vale la pena «consumare » un po’ di suola scarpinando sul web: le offerte possono variare anche di molto. Si va dal 7,92 di Taeg di B@nca 24-7 al 10,07 di Bmw Financial Services Italia. La differenza di rata è di quasi 12 euro. Non da farsi venire il mal di testa. Ma bisogna considerare che per definizione il prestito al consumo si somma ad altri prestiti come il mutuo.
Insomma, anche considerando le spese delle strutture, i costi da sostenere, i rischi per le finanziarie di inciampare nell’insolvenza delle famiglie (un’auto si può pignorare, ma con un frigorifero o una protesi dentaria è un’altra cosa...) resta il dubbio che la forbice tra i tassi potrebbe essere tagliata. Per i mutui il ragionamento è simile. Proprio ieri l’Euribor a tre mesi su cui vengono indicizzati i mutui per l’acquisto delle case ha toccato il nuovo minimo storico: l’1,237%. Il Taeg rilevato da Bankitalia è del 5,56% considerando fissi e variabili (che in questo momento sono molto bassi). Anche qui Internet. Basta mettere i parametri su www.mutuionline.it per ottenere un confronto di offerte immediate. Per un prestito quindicinale di 125 mila euro, prima casa, immobile del valore di 200 mila (un puro esempio), si passa dal Taeg fisso di CheBanca! (5,3%) al 6,12% di Unicredit Family.
D’altra parte, anche se su un piano diverso, l’ex ministro pd Pierluigi Bersani con le sue famose «lenzuolate» sulle liberalizzazioni aveva tentato di riequilibrare tassi attivi e passivi delle banche per superare quella che in economia si chiama vischiosità dei prezzi e che altro non è che la ritrosia di banche e aziende ad adeguare il costo dei servizi per le famiglie quando scendono i loro costi, come succede per i benzinai con il petrolio. A quel tempo lo scontro si era consumato con l’Abi, l’associazione delle banche. E alla fine del percorso legislativo era rimasta ben poca cosa dello spirito di quel riequilibrio. «I tassi d’interesse sono troppo alti — è tranchant come sempre Elio Lannutti, dell’Adusbef, che da ex bancario ora guida la battaglia dei consumatori contro le banche —. I banchieri sono tartarughe, non adeguano i tassi. E non è vero che quelli italiani sono i meno cari d’Europa. I margini per una riduzione ci sono. Consigli? Per i mutui sulla la prima casa continuiamo a dire che bisogna scegliere un tasso fisso per evitare che succeda quello che è già accaduto negli ultimi anni quando le famiglie hanno firmato mutui a tasso variabile e la rata è poi esplosa mettendole in difficoltà. Certo: a fronte dell’ 1% della Bce ci sono tassi vicini al 6% come quelli di Banca Sella. Noi non vogliamo lanciare accuse infondate però le banche, se vogliono ricostruire un rapporto di fiducia con i clienti che si è andato deteriorando, devono fare di più. La fiducia va sudata».
Massimo Sideri
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07/05/2009
La Bce taglia ancora i tassi Nuovo minimo storico all'1%
La Bce taglia ancora i tassi Nuovo minimo storico all'1%
TRICHET: «IL LIVELLO DEI TASSI NON è AL MINIMO POSSIBILE». Dal 13 maggio il principale riferimento sul costo del denaro scenderà all’1%, contro l’attuale 1,25%
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| Il presidente della Bce Jean-Claude Trichet (Ap) |
ROMA - Nuova riduzione e nuovo minimo storico per i tassi di interesse nell’area euro: a partire dal 13 maggio il principale riferimento sul costo del denaro scenderà all’1%, contro l’attuale 1,25 per cento. Lo ha deciso il Consiglio direttivo della Banca centrale europea, nel corso della riunione a Francoforte, effettuando una manovra in linea con le attese dei mercati.
«NON È IL MINIMO POSSIBILE» - Il taglio deciso giovedì porta il costo del denaro al minimo storico da quando la Bce ha iniziato a gestire la politica monetaria nel 1999. Anche se il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet ha sottolineato che l'istituto «non ha deciso oggi che l'attuale livello dei tassi sia il minimo possibile», anche se al momento, ha aggiunto il numero uno della Bce, i tassi «sono appropriati».
GLI ALTRI TASSI - Il differenziale tra il costo del denaro negli Stati Uniti e quello nell'Eurozona si attesta sull'1%, tenuto conto che la Fed ha praticamente azzerato il tasso sul Fed Funds, fissando un range compreso tra 0 e 0,25%. Diverse, rispetto al tasso di interesse nell’area euro, le dinamiche sugli altri due principali riferimenti dei tassi. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali scende a sua volta di 0,50 punti, all’1,75 per cento, mentre non è stato ritoccato il tasso che la stessa Bce pratica sui depositi che detiene per conto delle banche commerciali: è già allo 0,25 per cento e ridurlo lo avrebbe azzerato.
LE BORSE - L'annunciato taglio dei tassi da parte della Bce fa allungare il passo alle principali borse europee: Milano e Londra guadagnano il 2,42%, Parigi l'1,6% e Francoforte l'1,58%, Amsterdam sale del 2,36%. Bene il comparto bancario con Commerzbank (+14,93%) e Dexia (+8,91%), ad eccezione di Lloyds (-8,22%), che ha indicato una crescita dei crediti a rischio. Salgono le materie prime con Kazakhmys (+7,91%) e Rio Tinto (+5,07%), mentre si muove contrastata l'automobile, presa tra lo scivolone di Porsche (-12,33%) dopo la fusione con Volkswagen (+0,79%) e il balzo di Renault (+4,56%).
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05/03/2009
La Bce taglia i tassi dello 0,50%
La Bce taglia i tassi dello 0,50%
Il costo del denaro è sceso all'1,5%, nuovo minimo storico. Trichet: «Graduale ripresa nel 2010», il presidente della banca centrale europea: «questo non è il livello minimo»
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| (Epa) |
FRANCOFORTE - La Bce ha tagliato i tassi d'interesse dello 0,50%, portando il tasso di rifinanziamento all'1,5%, nuovo minimo storico. Lo ha deciso il Consiglio direttivo dell'istituto centrale a Francoforte. La decisione era ampiamente attesa dal mercato. La Banca centrale ha tagliato di mezzo punto anche il tasso sui depositi, portandolo dall'1% allo 0,5%, e quello marginale, portandolo dal 3% al 2,5%. Il taglio deciso oggi porta il costo del denaro al minimo storico da quando la Bce ha iniziato a gestire la politica monetaria nel 1999. Il differenziale tra il costo del denaro negli Stati Uniti e quello nell'eurozona si attesta sull'1,5%, tenuto conto che la Fed ha praticamente azzerato il tasso sul Fed Funds, fissando un range compreso tra zero e 0,25%.
BANK OF ENGLAND- Prima della mossa della Bce c'era stato un nuovo taglio dei tassi di interesse anche da parte della Banca d’Inghilterra, di mezzo punto, per cui per la sterlina scendono allo 0,5 per cento, il nuovo minimo mai segnato nei 315 anni di storia di questa istituzione monetaria. Contestualmente, con un comunicato la Bank of England ha annunciato il lancio di un piano di acquisti di vari tipi di titoli, anche privati, da 75 miliardi di sterline, oltre 84 miliardi di euro, che verrà finanziato mediante l’aumento delle sue riserve.
TRICHET - Nella conferenza stampa post-taglio dei tassi, Jean-Claude Trichet ha detto che «l'economia dell'Eurozona inizierà una graduale ripresa nel 2010». Secondo il presidente della Bce, l'inflazione nell'anno in corso scenderà ben al di sotto del 2% raggiungendo i minimi in estate. Gli economisti della Bce hanno anche tagliato le stime per il prodotto interno lordo dei sedici Paesi dell'euro: per il 2009 si aspettano un tasso compreso fra -3,2% e -2,2%, per il 2010 fra -0,7% e +0,7%. Le proiezioni di tre mesi fa indicavano per il Pil 2009 una forchetta compresa fra -1% e 0%, e per il 2010 compresa fra +0,5% e +1,5%.
Il livello raggiunto oggi dai tassi di Eurolandia, all'1,5%, non è una soglia minima ha poi aggiunto Trichet, secondo cui «non è deciso a priori che l'attuale livello dei tassi sia il minimo che possiamo permetterci».
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26/02/2009
Diretta Web sui mutui
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In studio Roberto Anedda, vicepresidente MutuiOnline e Gino Pagliuca, giornalista ed esperto sul mercato immobiliare.
Modera Massimo Fracaro
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