31/08/2009

Torino, spiava la moglie dal televisore italiano 54enne arrestato per stalking

Torino, spiava la moglie dal televisore italiano 54enne arrestato per stalking

 

L'uomo controllava la consorte, dalla quale si stava separando, attraverso una telecamera nascosta nella tv, cabina di regia in cantina: denunciato anche per interferenza illecita nella vita privata

 

TORINO - Controllava da mesi, minuto dopo minuto, la moglie, dalla quale si stava separando. Era riuscito infatti ad installare una telecamera all'interno del televisore nel salotto della donna, allestendo in cantina una sorta di sala di regia da dove poteva spiare la sua vittima. Il tutto con una attrezzatura acquistata dai cinesi. L'uomo, un italiano di 54 anni, è stato ora arrestato con l'accusa di stalking dai carabinieri della stazione di Riva Presso Chieri, in provincia di Torino. Da mesi importunava e perseguitava la consorte, con molestie e minacce. I carabinieri sono intervenuti dopo che la donna ha sporto denuncia contro il marito che, oltre all'arresto per stalking è anche stato denunciato per interferenza illecita nella vita privata.


30/04/2009

Fiat-Chrysler, accordo fatto Obama: «Unica via d'uscita»

Fiat-Chrysler, accordo fatto Obama: «Unica via d'uscita»

 

La casa usa chiede bancarotta pilotata. Alla Fiat il 20%. Berlusconi: Italia sia orgogliosa. Come anticipato dal Corriere della Sera: firma raggiunta. Marchionne: «Arriveremo al 51% nel 2013»

 

Raggiunto l'accordo Fiat-Chrysler (Photomasi)
Raggiunto l'accordo Fiat-Chrysler (Photomasi)

MILANO - L'accordo è stato raggiunto. Fiat e Chrysler hanno trovato l'intesa a lungo inseguita negli ultimi mesi. Come anticipato nella tarda mattinata di mercoledì dal Corriere della Sera, il presidente Usa Barack Obama alle 18 ora italiana ha annunciato la firma dell'accordo tra le due case automoblistiche. «Sono lieto di annunciare che Chrysler e Fiat hanno raggiunto un accordo di partnership» ha detto Obama. «Con questa alleanza Chrysler avrà forti chance di successo per un brillante futuro. Oggi sono stati fatti i passi necessari per ridare a Chrysler una nuova vita: Fiat è l'unica possibilità di salvezza». «Fiat ha già trasferito la nuova tecnologia a Chryler» ha poi aggiunto. Il presidente Usa ha anche invitato i consumatori a comprare americano: «Abbiamo fatto grandi progressi. Chrysler e Gm ce la faranno».

BERLUSCONI: ORGOGLIO ITALIA - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «esprime grande soddisfazione per l'accordo, che rappresenta un'ulteriore testimonianza delle forti relazioni economiche e commerciali tra Italia e Stati Uniti ed è una dimostrazione tangibile dell'impegno comune dei due Paesi nel fronteggiare l'attuale difficile congiuntura economica internazionale». È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. «L'accordo rappresenta anche una conferma delle capacità industriali e di innovazione tecnologica raggiunte dalla Fiat, di cui l'Italia può essere giustamente orgogliosa».

Sergio Marchionne (Ap)
Sergio Marchionne (Ap)

MARCHIONNE - «È un momento storico per il Gruppo Fiat e per l'industria italiana. Quest'operazione rappresenta una soluzione costruttiva e importante ai problemi che da alcuni anni affliggono non soltanto Chrysler ma l'intera industria automobilistica mondiale». Così l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, commenta l'accordo raggiunto con la casa automobilistica di Detroit. «L'alleanza - continua Marchionne - permetterà di mettere insieme la tecnologia Fiat, che è tra le più innovative e avanzate al mondo, le sue piattaforme e i suoi propulsori per vetture piccole e medie nonchè la sua vasta rete di distribuzione in America Latina e in Europa con il grande patrimonio della Chrysler, che ha una forte presenza in Nord America e lavoratori pieni di talento e di impegno». L'alleanza strategica globale tra Fiat e Chrysler avverrà «tramite la cessione accelerata di sostanzialmente tutti i beni di Chrysler a una Newco», che al closing dell'operazione assegnerà a Fiat una quota pari al 20%. Così una nota del gruppo Fiat, che precisa che la casa italiana potrà ottenere un'ulteriore partecipazione del 15% e ha l'opzione di acquistare un ulteriore 16% (esercitabile dal primo gennaio 2013 al 30 giugno 2016). «Insieme ai nostri nuovi partner della Chrysler lavoreremo per valorizzare l'enorme potenziale di quest'alleanza - ha detto Marchionne - e per reintrodurre sul mercato nordamericano alcuni dei nostri marchi più famosi, inclusa l'Alfa Romeo e la Cinquecento, che ha vinto numerosi premi».

LA DECISIONE - Nei dettagli la casa automoblistica americana farà ricorso a una «bancarotta chirurgica che durerà fra i 30 e i 60 giorni» ha spiegato il presidente Obama. « La bancarotta di Chrysler sarà veloce ed efficiente, non era la soluzione preferita», ma la mancanza di un accordo con i piccoli creditori l'ha resa necessaria. «Il United Auto Worker (Uaw) e le grandi banche hanno accettato molti sacrifici. Nonostante questo non siamo stati in grado di raggiungere un accordo» con tutti i creditori, ha spiegato Barack Obama che poi ha elogiato l'atteggiamento avuto dai sindacati e dai lavoratori «che hanno fatto enormi sacrifici». La bancarotta sarà «rapida» e la richiesta per l'accesso sarà presentata a New York, ha aggiunto. Il governo americano fornirà a Chrysler finanziamenti per 3-3,5 miliardi di dollari durante la bancarotta. Il governo americano non prevede ulteriori tagli all'occupazione oltre a quelli già annunciati nè la chiusura immediata di altri impianti Chrysler. Il presidente Usa ha poi spiegato che Gmac ha accettato di finanziare le nuove vendite di Chrysler.

PIAZZA AFFARI, SCAMBI RECORD - Seduta nera a Piazza Affari per Fiat, trascorsa in attesa dell'annuncio di Obama sulla firma dell'accordo. Il titolo del Lingotto, partito al ribasso già in controtendenza rispetto agli indici, ha dapprima spinto l'acceleratore al rialzo appena trapelate le prime indiscrezioni sulla conclusione dell'accordo, arrivando per pochi secondi in territorio positivo (8,12 euro per azione il picco massimo), poi è tornato a calare, toccando il minimo dopo la diffusione della notizia della richiesta di bancarotta pilotata da parte del gruppo automobilistico di Detroit. Da record gli scambi: sono oltre 93 milioni i pezzi passati di mano durante la seduta, pari a circa l'8,5% del capitale. Alla fine il titolo ha archiviato un ribasso del 5,94% a quota 7,515 euro, molto vicino ai minimi della seduta (7,46 euro). La performance del Lingotto resta comunque positiva nell'ultimo mese (+50%), così come a distanza di sei mesi.

 


24/04/2009

Fiat diventa un caso a Bruxelles Anche Frattini contro il commissario

Fiat diventa un caso a Bruxelles Anche Frattini contro il commissario

 

Polemica tra l'ad Marchionne e il responsabile Ue all'Industria. Tremonti: silenzio è d'oro. Verheugen: «Dove sono i soldi per comprare Opel?». Duri il ministro e Confindustria: «Interferenza grave»

 

Il commissario Ue Guenter Verheugen
Il commissario Ue Guenter Verheugen

TORINO - L'interesse di Fiat per la casa tedesca Opel diventa un caso politico. Alle parole del commissario Ue all'Industria e vicepresidente dell'esecutivo europeo, il tedesco Guenter Verheugen, che ha definito Fiat un gruppo «altamente indebitato» e si è chiesto dove Torino «trovi di soldi» per operazioni così importanti, hanno prima risposto l'ad del Lingotto, Sergio Marchionne, e poi il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il leader degli industriali italiani, Emma Marcegaglia, che hanno parlato di «grave interferenza» e hanno fatto salire ulteriormente la tensione nel triangolo che va da Bruxelles, a Torino fino a Roma.

TENSIONE BRUXELLES-TORINO - Il commissario Ue aveva espresso forte scetticismo rispetto alle indiscrezioni sul possibile interesse di Fiat per la tedesca Opel: «Dove trovano i soldi?», si è chiesto il commissario europeo. Stizzita la replica di Sergio Marchionne, ad della Fiat: «Dal commissario responsabile per l'impresa e l'industria mi sarei aspettato un dialogo costruttivo con i produttori europei per risolvere i problemi che stanno impattando negativamente sull'industria invece di sentenze di morte, scegliendo unilateralmente chi debba sopravvivere».

«TROPPI DEBITI» - Il Commissario Verheugen, parlando a una radio tedesca, ha definito Fiat un gruppo «fortemente indebitato». E si è chiesto «dove questa società trovi i mezzi per portare avanti allo stesso tempo due operazioni di questo genere», riferendosi al progetto di ingresso nel capitale dell'americana Chrysler e del pacchetto di maggioranza della tedesca Opel. In ogni caso, ha concluso Verheugen, anzitutto «provo un senso di sorpresa»: la Fiat è un concorrente diretto della Opel ed «è un costruttore d'auto europeo che non gode della salute migliore».

FRATTINI - Parole che hanno fatto infuriare il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, che ha parlato di «inaccettabile interferenza» e ha mostrato «viva sorpresa» per le dichiarazioni del commissario: si tratta, ha detto Frattini, di una «interferenza nelle scelte industriali di soggetti privati, tanto più inaccettabile in quanto una delle aziende in questione è della stessa nazionalità del vice presidente della Commissione». E Frattini è andato anche oltre: «Spero che il presidente della Commissione» europea, Josè Manuel Durao Barroso, «vorrà smentire» le «improprie dichiarazioni» del vicepresidente.

SCAJOLA - Sul caso è intervenuto anche il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che ha giudicato «inaccettabili e del tutto fuori luogo» le parole del commissario Ue. «Capisco - ha detto il ministro - che per un politico tedesco può essere fastidioso dover accettare l’aiuto di una impresa italiana come Fiat per salvare un’impresa tedesca, ma quelle dichiarazioni sono inaccettabili e del tutto fuori luogo».

MARCEGAGLIA - «Se quello riportato corrisponde a quanto effettivamente detto dal commissario Ue, credo sia un atteggiamento grave, che in un certo senso distrugge l'Europa», ha inoltre commentato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Questo rappresenta il «caso in cui a dichiarazioni altisonanti contro il protezionismo corrispondono poi atteggiamenti che proteggono le aziende del proprio Paese», ha aggiunto Marcegaglia, rispondendo a una domanda nel corso della conferenza stampa al G8 delle imprese a Santa Margherita di Pula, in provincia di Cagliari.

FIAT: NESSUNA OFFERTA - Polemiche a parte, il Lingotto ha smentito che sia stata predisposta un'offerta per la casa tedesca: «Fiat - recita una nota del gruppo emessa su richiesta della Consob - non ha al momento predisposto alcuna offerta per l'acquisizione di quote di partecipazione in Opel». «È peraltro noto - si legge nel comunicato - che nell'attuale contesto competitivo la società, così come gli altri concorrenti, esamina ogni opportunità delle più varie forme di accordi per ottenere sinergie produttive e accedere a nuovi mercati».

TREMONTI: ACCORDO CON CHRYSLER FANTASTICO - «Il silenzio è d'oro» è invece la risposta di Giulio Tremonti al commissario Ue. L'ipotesi Opel è stata indirettamente bocciata anche dal ministro dell'Economia, che ha dichiarato che un accordo con l'emericana Chrysler «sarebbe una cosa fantastica». A Washington per il G7 finanziario, il ministro è stato intervistato dal Tg3 e ha detto che il Canada «vede molto bene l'accordo con Fiat e lo vediamo bene anche noi. Un accordo avrebbe un grande effetto positivo... Dopo che ci hanno sempre detto che le nostre macchine partono a spinta».

VERHEUGEN: QUESTIONI APERTE - Dopo la secca risposta dell'ad del Lingotto, il commissario Ue aveva voluto controreplicare, smentendo di essere contrario a un possibile interesse della Fiat per la tedesca Opel. Ma - ha aggiunto - «esistono ancora troppe questioni aperte». Verheugen ha precisato di non avere avuto intenzione di «essere scortese», ma che sulla potenziale operazione vorrebbero «saperne di più». Per poi concludere: «È ancora troppo presto per giudicare», ha concluso.

CHRYSLER VERSO BANCAROTTA PILOTATA - Intanto, Chrysler si starebbe preparando a chiedere la protezione dai creditori già la prossima settimana, che venga raggiunta o meno un'alleanza con Fiat. Secondo il Wall Street Journal il ricorso al «Chapter 11», cioè a una procedura di bancarotta pilotata, permetterà a Chrysler di liberarsi di alcune voci di bilancio in passivo, permettendo così a Fiat di scegliersi le parti più appetitose e redditizie della casa automobilistica.