08/06/2010
Helmut Berger: «Ridotto a vivere con 200 euro al mese di pensione»
Helmut Berger: «Ridotto a vivere con 200 euro al mese di pensione»La Bild racconta la triste storia dell'attore, tra i preferiti da Luchino visconti. «Dopo aver girato 80 film vivo con l'assegno mensile che mi riconosce lo Stato italiano»
| Helmut Berger |
BERLINO - Ha guadagnato somme enormi, spendendo però sempre più di quanto aveva in tasca. Il risultato è che adesso Helmut Berger - l'attore austriaco, tra i più amati da Luchino Visconti - è ridotto in miseria, costretto a vivere ospite di amici perché non ce la fa ad andare avanti con i 200 euro di pensione al mese che percepisce dallo Stato italiano. Il quotidiano «Bild» ha incontrato il protagonista del «Ludwig» di Luchino Visconti a Ibiza, nella villa della sua amica contessa Sylvia Serra di Cassano, che attualmente lo ospita.
PENSIONE ITALIANA - Alla domanda su cosa gli sia rimasto delle enormi somme guadagnate, l'attore scuote la testa e spiega che «dopo aver girato 80 film vivo con la pensione italiana di 200 euro al mese. I produttori dovevano versare i contributi, ma non l'hanno fatto, così adesso dovrò chiedere l'intervento di un avvocato». Insomma, una condizione di miseria e ristrettezze cui Berger non poteva immaginare di trovarsi. Sembra quasi un atroce scherzo del destino per lui che interpretò - con la celebre scena in cui si esibisce travestito da donna in calze a rete e guêpière - il celebre film la «caduta degli dèi». Che, alla luce della sua condizione attuale, risuona con insopportabile ironia.
IL RAPPORTO CON LA GUIDATO - Quando gli viene chiesto se abbia mai pensato di sposarsi, Berger risponde a sorpresa: «Ma io sono ancora sposato», anche se il matrimonio contratto nel 1994 con l'attrice Francesca Guidato è sempre rimasto sulla carta. «Quando volevo divorziare», spiega Berger, «lei ha cercato di approfittarne economicamente. Adesso sono io che non voglio divorziare. Quando starò ancora peggio toccherà a lei mantenermi».
I QUADRI DEL MAESTRO - L'attore afferma di possedere ancora parecchi quadri di valore di Luchino Visconti e qualche gioiello della madre, deceduta a Salisburgo lo scorso ottobre all'età di 89 anni. «Non riesco a separarmi da queste cose», dice, «piuttosto preferisco regalarle. Quando non avrò più nulla, me ne andrò all'ospizio». Sui motivi per cui non gira più un film da tempo, Berger dichiara che «hanno tutti paura di me», poi annuncia che intende lasciare Roma per trasferirsi nell'abitazione in cui visse la madre a Salisburgo.
Redazione online
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30/01/2010
Pinocchio, dalla televisione al web
Pinocchio, dalla televisione al web
Oggi ha 46 anni e fa l'operaio: «sono stati Anni formidabili». Scaricabile online (gratis) un audiolibro di Andrea Balestri, già protagonista del capolavoro di Comencini
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| Andrea Balestri |
PISA - Riecco il Pinocchio di Luigi Comencini, quarant’anni dopo. Non più alla tv, stavolta, ma su iTunes (e altri sistemi di podcasting) rivisitato e interpretato da lui, il mitico Andrea Balestri, l’indimenticabile Pinocchio del capolavoro televisivo andato in onda nell’aprile del 1972. Grazie a un progetto del Comune di Pisa e della Fondazione Collodi, da oggi Andrea mette a disposizione gratuitamente su iTunes (e pure sul normale web) la sua versione multimediale del capolavoro di Collodi. Che altro non è che una sorta di audiolibro, letto dallo stesso Balestri, e arricchito dai disegni di Fabio Leonardi e dalla musica di Andrea Cellesi.
«ANNI FORMIDABILI» - Andrea Balestri oggi ha 46 anni e lavora come operaio in un’azienda di smaltimento di rifiuti a Pisa. Però nonostante si sia fatto trascinare dal personaggio e abbia abbandonato la scuola con un certo anticipo non è diventato Lucignolo e soprattutto ha cercato di migliorarsi. Andrea ha scritto un libro con la prefazione di Cristina Comencini, la figlia del regista scomparso nel 2007, ha allestito un sito sul Internet, e si diverte ad organizzare spettacoli e iniziative culturali. Gli anni del set li ricorda con nostalgia. «Anni formidabili - racconta - che nei cinque anni successivi mi hanno regalato una notorietà incredibile che ancora oggi in parte mi porto dietro. Ho tantissimi amici su Facebook o che mi lasciano messaggi nel mio sito. Sul set ho conosciuto attori straordinari. Nino Manfredi era Geppetto anche nella vita, simpaticissimo e gentile con me, paziente, protettivo. Con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, il gatto e la volpe, il rapporto poi era speciale. Mi capivano, mi coccolavano, mi viziavano a volte».
GINA LOLLOBRIGIDA - Solo con una persona Andrea Balestri non andava andavo d’accordo. Ed era la pur bravissima Gina Lollobrigida. «Le facevo i dispetti - ricorda -. Ero impertinente. Una volta ci furono problemi con la casa galleggiante della fatina che si staccò dalla riva del lago di Martignano, nel Lazio, spostando pericolosamente al largo. Erano tutti preoccupati, io ero contento perché speravo che lì dentro ci fosse la Lollo. Un’altra volta poi mi rifiutai di piangere davanti alla tomba della Fata Turchina solo perché c’era la foto della signora Gina. Ero proprio un Pinocchio vero. Il tempo mi avrebbe cambiato. Ora sono un uomo vero anche se quel burattino mi è rimasto nell’anima».
Marco Gasperetti
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28/11/2009
Violante presenta la sua Moana «Sul set è stata come un angelo»
Violante presenta la sua Moana «Sul set è stata come un angelo»
PRESENTATA LA MINISERIE CHE ANDRA' IN ONDA SU SKY. L'attrice: «Quando giravo la pornostar era nei miei pensieri. Per interpretarla ci voleva follia»
MILANO - In attesa di capire se davvero potrà andare in onda in prima serata (l'1 e il 2 dicembre su Sky Cinema 1) , trattandosi di un prodotto vietato ai minori di quattordici anni («La trasmetteremo con il bollino e con un cartello che avvisa della presenza di scene non adatte ai minori» ha spiegato il direttore di Sky Cinema Nils Hartmann), Sky ha presentato venerdì mattina Moana, la miniserie interpretata da Violante Placido. Proprio l'attrice figlia d'arte ha raccontato nuovi particolari sulla sua esperienza nel ruolo della pornostar: «Moana è stata accanto a me nei pensieri e nell'immaginazione. Come attrice questo ruolo è stata un sfida particolare ma avevo a che fare con una donna complessa, esibizionista, ma anche piena di umanità, divisa tra gioia di vivere e tormento. Per interpretare Moana Pozzi ci voleva anche un po' di follia» ha detto la Placido.
«PORNO COME PROVOCAZIONE» - La miniserie, diretta da Alfredo Peyretti, racconta la storia della pornostar dall'adolescenza in poi con diverse licenze di sceneggiatura. «Sceglie il porno come provocazione, alla sua famiglia cattolica e alla società, ha un grande bisogno di essere accettata. Ognuno secondo me nasce con un’indole, poi a volte è l’ambiente in cui viviamo che ci trasforma in qualcosa di lontano da quel che siamo. Lei ha avuto il coraggio di fare al sua scelta estrema» ha spiegato la Placido. In Moana ci sono anche Fausto Paravidino (manager Riccardo Schicchi), Michele Venitucci (il marito della Pozzi Antonio Di Ciesco), Giorgia Wurth (Cicciolina), Elena Bouryka (sorella della Pozzi) e Giuseppe Soleri (Mario/Maddalena, truccatore e amico della Pozzi).
| Violante Placido (foto Morandi) |
«NON È UN'INCHIESTA» - «Non volevamo fare né un documentario né un’inchiesta giornalistica - ha spiegato il produttore Polivideo Leonardo Breccia - volevamo raccontare della donna che, spogliandosi di maschere e ipocrisia, ha fatto una scelta impensabile negli anni ’80 e nel suo ambiente. Lei ha inciso nella storia del nostro Paese e ne resta uno dei suoi miti». Regista iniziale della miniserie è stato Cristiano Bortone (rimasto come sceneggiatore) poi cambiato in corso d’opera. «La sua linea editoriale non rispecchiava più la nostra idea iniziale - ha spiegato il capo di Sky Cinema Nils Hartmann - Bortone ha curato tutta la fase di pre-produzione e il risultato finale è il prodotto del lavoro di entrambi i registi». È Peyretti a definire il film «equilibrato». «Non ci sono stonature - ha detto il regista - è un film rock e anarchico. Non mi sono posto limiti. Se fosse viva ora, forse Moana avrebbe potuto aiutarci ad eliminare le paure che dominano la nostra società». Schicchi e il marito della Pozzi hanno visto il film. «Hanno detto che la Placido è una Moana perfetta, più credibile di Moana stessa - ha raccontato Breccia - nel film si accenna alla sua biografia, ma la sua famiglia non ha un ruolo centrale. Notizie utilissime ce le hanno fornite Schicchi, il marito della Pozzi e l’associazione Moana Pozzi, di cui la madre fa parte».
CICCIOLINA E LA QUESTIONE LEGALE - Per quanto riguarda la questione legale con Cicciolina (Ilona Staller ha chiesto trenta milioni di risarcimento per danni per l'utilizzo del personaggio nella serie Moana) è Nils Hartmann, direttore di Sky Cinema, ad assicurare che «l’istanza di urgenza è stata respinta - ha detto Hartmann- abbiamo trattato il personaggio di Cicciolina come qualsiasi personaggio pubblico. L’udienza comunque è stata rimandata a gennaio».
corriere.it
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03/07/2009
Pisa: festival del «corto», la giuria boccia il film con Noemi
Pisa: festival del «corto», la giuria boccia il film con Noemi
I giurati hanno detto no, nonostante le pressioni del responsabile della manifestazione. Universo Corto festival chiude le porte a «Scaccomatto» film interpretato dalla 18enne amica del premier
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| Noemi Letizia (Controluce) |
MILANO - Poteva essere l’esordio «ufficiale» di Noemi nel mondo del cinema. E invece la giuria, quasi tutta femminile, si è messa di traverso. Universo Corto, il festival internazionale di cortometraggi organizzato a Pisa dallo storico cineclub Arsenale, ha chiuso le porte a Scaccomatto. Vale a dire, il «corto» del 22enne Carlo Fumo in cui Noemi Letizia interpreta una piccola parte, quella della «donna del boss».
GIURIA - Oggi la giuria, guidata da Oliviero Toscani (a presiedere la manifestazione, invece, è Roberto Faenza), annuncerà il vincitore: 15 le opere in gara, oltre 100 quelle esaminate. «Quella con Noemi — spiegano dal comitato di preselezione — era arrivata prima che scoppiasse il casino. La valutazione è stata negativa: la trama è complicata, lo stile un po’ troppo Pulp Fiction ». È stato il responsabile del festival, Francesco Monceri, a tentare l’affondo: «Ho proposto di ripensarci, sarebbe stata una buona pubblicità... Ma niente da fare, le ragazze sono state inflessibili». Sotto la Torre, per ora, Noemi non si vedrà.
Ga. Ja.
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04/01/2009
Sanremo, rifiutata la canzone di Sgarbi
Sanremo, rifiutata la canzone di SgarbiSi è ispirato a un dipinto del Guercino: il testo parla della paura di invecchiare. «Come Cleopatra» è interpretata da Ottavia Fusco. «Da sfigati sottoporsi al giudizio di uno come Bonolis»
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| Vittorio Sgarbi |
ALBUM COLTO - La stessa Ottavia Fusco spiega, sulla stessa rivista (in edicola lunedì) che Sgarbi si è ispirato a un dipinto del Guercino nello scrivere il testo, poi musicato da Luigi Ceccarelli. «Secondo lui Cleopatra si uccise per paura di invecchiare, per non vedere sul suo corpo i segni del tempo. Un tema attualissimo, ma il direttore artistico Mazzi mi ha detto che non hanno accettato la canzone per via della mia estrazione teatrale. Perché pensavano a una cosa alta, poco immediata». Il brano, aggiunge la cantante, «rientra fra i 16 del mio prossimo disco, 'Gli anni zero', che esce a febbraio e contiene solo pezzi di intellettuali e scrittori, da Umberto Eco (con il rap 'Facile facile') a Magdi Allam, passando per Federico Moccia, Giorgio Albertazzi, Pasquale Squitieri, Aldo Nove e altri».
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