05/04/2012

Masiello, nuove rivelazioni ai pm «È lui l'emissario del Lecce». Sfogo di Esposito con la fidanzata «A Bari sono già tutti inguaiati». «Dobbiamo chiamare Conte»: Sospetti su altre partite

Masiello, nuove rivelazioni ai pm «È lui l'emissario del Lecce». Sfogo di Esposito con la fidanzata «A Bari sono già tutti inguaiati». «Dobbiamo chiamare Conte»: Sospetti su altre partite

CALCIO SCOMMESSE, L'INTERROGATORIO. Il legale: «Andrea è abbastanza provato, ha risposto». Verifiche anche Milan-Bari, Bari-Chievo e Bari-Roma. Esposito chiama la fidanzata: «Lì sono tutti inguaiati». La conversazione telefonica è agli atti dell'inchiesta. Effettuata nel giorno dell'interrogatorio di Iacovelli. Le carte. Vi interessa la B? Sono in tre: il portinaio, quello che sta davanti al portinaio e uno davanti all'opposto.

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12/01/2012

Calcioscommesse, un pentito dall'Ungheria fornisce nuovi indizi su combine in serie A

Calcioscommesse, un pentito dall'Ungheria fornisce nuovi indizi su combine in serie A

Calcioscommesse. Doni riascoltato dal pm Di Martino: «Segnai il rigore contro il Piacenza dopo essermi accordato con il portiere Cassano»

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28/12/2011

Scommesse, altre tre partite sospette. Nelle intercettazioni anche tre azzurri. La smentita del legale di Santoni «Mai conosciuti i tre azzurri»

Scommesse, altre tre partite sospette. Nelle intercettazioni anche tre azzurri. La smentita del legale di Santoni «Mai conosciuti i tre azzurri»

Santoni ad un amico: «Buffon, Cannavaro e Gattuso scommettono... sono malati». Ci sarebbero 20 nuovi giocatori coinvolti e 3 gare di A sotto la lente: Palermo-Bari 2-1; Lazio-Genoa 4-2; Lecce-Lazio 2-4. «Nessun rapporto con Buffon, Cannavaro e Gattuso»

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05/06/2011

Il portiere in lacrime pensa di svelare tutto. Il Mattino: Balotelli a Scampia è stato ospite della camorra. Nel gioco della truffa in campo pure i presidenti

Il portiere in lacrime pensa di svelare tutto. Il Mattino: Balotelli a Scampia è stato ospite della camorra. Nel gioco della truffa in campo pure i presidenti

CALCIO-SCOMMESSE. Paoloni diede il sonnifero ai compagni. In cella è crollato: così mi sono rovinato. Il quotidiano di Napoli scrive che SuperMario la mattina dell'8 giugno 2010 si trovava all'interno del rione dei Puffi, nel quartiere di Scampia, "in compagnia di due elementi di spicco di due dei più potenti clan della periferia nord di Napoli".Nuove confessioni: un super testimone pronto a deporre a Napoli sulla compravendita degli incontri della serie A e di altri dieci di B. L'Atalanta sprofonda nei guai: non c'è solo Doni tra gli accusati. Nel gioco della truffa in campo pure i presidenti

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03/06/2011

Calcio-scommesse, parla Pirani : «Coinvolte altre 4-5 partite, anche di A»

Calcio-scommesse, parla Pirani : «Coinvolte altre 4-5 partite, anche di A»

I monopoli di stato hanno segnalato alla figc 37 partite sospette, 5 di A. Le gare non sarebbero solo del campionato scorso. Anche il commercialista Erodiani ora vuole parlare

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12/02/2010

Inchiesta appalti, oggi gli interrogatori

Inchiesta appalti, oggi gli interrogatori

 

Gli atti trasmessi alla procura di Perugia. BERSANI: «ANDAZZO INACCETTABILE». Balducci, Anemone e Della Giovampaola dal gip Lupo, De Santis a Milano non risponde. Gli indagati sono 28

 

Angelo Balducci (Ansa)
Angelo Balducci (Ansa)

ROMA - Sono cominciati nel carcere di Regina Coeli gli interrogatori di garanzia di tre dei quattro arrestati nell'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi. Davanti al gip fiorentino Rosario Lupo compaiono il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci, già soggetto attuatore per le opere alla Maddalena, l'ingegner Mauro Della Giovampaola, che ha lavorato nella struttura di missione per il G8 in Sardegna ed è coordinatore dell'unità tecnica di missione per la realizzazione delle infrastrutture per i 150 anni dell'Unità d'Italia, e l'imprenditore romano Diego Anemone.

IN RITARDO PER NEVE - Gli interrogatori, fissati per le 10.30, sono cominciati con due ore di ritardo a causa della neve che ha bloccato per strada il gip. Il primo a comparire davanti al magistrato è Della Giovampaola. Poi vengono ascoltati Balducci e Anemone. Quest'ultimo dovrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. Balducci, invece, ha annunciato che intende dare la propria versione dei fatti. Per il quarto arrestato, l'ingegnere Fabio De Santis, attuale provveditore alle opere pubbliche della Toscana e successore di Balducci come soggetto attuatore per le opere del G8 alla Maddalena, l'interrogatorio era previsto per rogatoria nel carcere milanese di San Vittore davanti al gip Vincenzo Tutinelli, ma De Santis, difeso dall'avvocato Remo Pannain, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Firenze (pdf)

GLI ATTI A PERUGIA - Il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi ha spiegato che sono 28 gli indagati nell'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi: il G8 alla Maddalena, i Mondiali di nuoto a Roma e le celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Intanto gli atti, una quarantina di faldoni, sono stati trasmessi alla procura di Perugia, competente in quanto uno degli indagati è il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, accusato di rivelazione di segreto d'ufficio. I pm del capoluogo umbro, quelli di Roma e di Firenze stanno comunque valutando come dividersi i vari tronconi d'indagine. A occuparsi del fascicolo a Perugia sono il procuratore facente funzioni Federico Centrone insieme ai sostituti Sergio Sottani e Alessia Tavernese. Nella procura di Firenze le bocche sono cucite: nessun rischio di sequestro dei cantieri, è l'unica cosa che dice il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi.

L'ANALISI DEI DOCUMENTI - Due giorni dopo le perquisizioni, gli arresti e gli avvisi di garanzia, i magistrati fiorentini - Luca Turco, Giuseppina Mione e Giulio Monferini - sono impegnati nell'analisi dei documenti («interessanti», si limitano a dire gli investigatori) sequestrati nella sessantina di perquisizioni. Fra gli indagati c'è il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, che in un'intervista al Corriere della Sera si difende respingendo l'accusa di corruzione: «Non ho tradito gli italiani, sono vittima dell'invidia». I nomi più altisonanti sarebbero quelli usciti in questi giorni, ma il gip scrive che l'«insidiosità» del sistema messo in piedi dagli arrestati si comprende anche «dal coinvolgimento a vario titolo, e in gran parte ancora da definire nei suoi contorni, di personaggi di grossa levatura istituzionale».

BERSANI: ANDAZZO INACCETTABILE - Sul fronte politico, Pier Luigi Bersani sottolinea che nel caso di Bertolaso eventuali responsabilità personali saranno stabilite dalla magistratura ma c'è un «andazzo non accettabile»: «Nessuno si mette a fare il giudice, però esiste un fatto oggettivo, una responsabilità oggettiva - ha detto il segretario del Pd -. Queste procedure assolutamente discrezionali danno luogo a rischi enormi e il governo sta proponendo in questi giorni in Parlamento di triplicare queste procedure. È un'assurdità, noi ci batteremo contro. Bisogna che la maggioranza rifletta: non possiamo buttarci in un pozzo. Non possiamo chiamare emergenza i campionati di nuoto piuttosto che il piano carceri». Commentando le dichiarazioni del premier, che ha definito l'operato dei magistrati vergognoso, Bersani ha aggiunto: «Bisogna tirar le somme, credo che queste frasi di Berlusconi siano totalmente fuori luogo».

MOZIONE DI SFIDUCIA DELL'IDV - L'Italia dei Valori chiede le dimissioni del capo della Protezione civile. Antonio Di Pietro ha presentato una mozione di sfiducia contro di lui: «Bertolaso dimettiti, altrimenti ti sfiduciamo noi. Sono proprio curioso di vedere se il nostro Bertolaso ha un po' d'onore, oppure anche lui è come il sottosegretario Cosentino, il quale, nonostante un provvedimento di cattura confermato dalla Cassazione che gli pende addosso, insiste a rimanere al governo» afferma il leader Idv. Al contrario, il gruppo parlamentare di «Noi Sud» presenterà alla Camera una mozione a sostegno di Bertolaso. «Ribadiamo la nostra solidarietà, convinti come siamo della sua totale integrità morale - dice il segretario Arturo Iannaccone -. Lo invitiamo a non dimettersi e a continuare a guidare la Protezione civile». È contrario alla mozione di sfiducia il leader dell'Udc Casini: «Non accettiamo la decapitazione di Bertolaso come vorrebbe l'onorevole Di Pietro, ma nel contempo riteniamo che la Protezione civile non possa essere al di sopra della legge e abbia bisogno di regole certe».

Redazione online


15/12/2009

Tartaglia scrive al premier «Un atto vigliacco ed inconsulto»

Tartaglia scrive al premier «Un atto vigliacco ed inconsulto»

 

L'uomo che ha colpito Berlusconi a Piazza Duomo si scusa dal carcere. Ha spiegato il gesto contro Berlusconi con il forte dissenso politico. Interrogato a San Vittorio

Massimo Tartaglia ripreso da Sky

 

 

Massimo Tartaglia, l'uomo fermato dopo l'aggressione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (Ansa)
Massimo Tartaglia, l'uomo fermato dopo l'aggressione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (Ansa)

MILANO - Massimo Tartaglia ha inviato una lettera di scuse a Berlusconi in cui esprime il suo dispiacere «per un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto». La lettera è stata inoltrata tramite i difensori di Tartaglia, gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino. Tartaglia, esprimendo il proprio «sentito dispiacere», come si legge in una nota firmata dai suoi legali - «ha dichiarato di non riconoscersi» in quello che lui stesso nella missiva ha definito come «un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto». Nel frattempo sono in corso accertamenti sulle condizioni di salute di Massimo Tartaglia da parte di medici psichiatri nel carcere di San Vittore. Nella notte, l'uomo che ha colpito Berlusconi a Piazza Duomo, era stato trasferito nel carcere milanese, dove è in isolamento e guardato a vista.

L'INTERROGATORIO - Nelle oltre quattro ore di interrogatorio, prima del trasferimento nel carcere milanese, Massimo Tartaglia ha reso piena confessione. Davanti al pm e agli agenti della Digos, domenica sera, il 42enne che ha ferito il premier Silvio Berlusconi in piazza Duomo ha giustificato il suo gesto con motivazioni politiche: avrebbe parlato di una forte avversione nei confronti delle politiche del Pdl e in particolare della politica del premier. Martedì sarà interrogato dal gip, a San Vittore, che dovrà anche decidere se tenerlo in carcere oppure farlo custodire in una struttura specializzata. Nell' interrogatorio davanti agli inquirenti ha dichiarato «di aver agito da solo» e ha escluso «qualsiasi militanza o appartenenza politica». Gli investigatori hanno trovato nella piccola borsa dell'uomo arrestato uno spuntone di plexiglas lungo 20 centimetri, un grosso accendino da tavolo, un crocifisso di 30 centimetri e un soprammobile di quarzo del peso di diversi etti. La contestazione della premeditazione è scattata anche perché due di questi oggetti (l'accendino e lo spuntone di plexiglas) Tartaglia li aveva presi dalla propria abitazione. L'uomo è stato in cura per problemi psichici fino al 2003 al Policlinico di Milano. Nel suo racconto agli inquirenti ha spiegato che era andato al Duomo per assistere al comizio del premier e che se ne era andato quando ancora Berlusconi era sul palco, dissentendo da quello che il presidente del Consiglio stava dicendo. Il grafico 42enne stava raggiungendo la metropolitana quando ha visto la macchina del presidente del Consiglio parcheggiata, ma soprattutto ha sentito le grida di alcuni contestatori che hanno attratto la sua attenzione. A quel punto si è infilato in una strada laterale per tornare indietro e si è trovato davanti Berlusconi a cui ha lanciato il souvenir che aveva comprato poco prima su una bancarella.

IL PM PREPARA LA RICHIESTA DI CONVALIDA D'ARRESTO - Sul tavolo del procuratore aggiunto Armando Spataro è appena arrivata intanto l'informativa della Digos relativa all'aggressione a Berlusconi. Spataro sta preparando la richiesta di convalida dell'arresto del grafico 42enne al quale sono contestate le lesioni volontarie pluriaggravate. Se la prognosi del premier dovesse superare i 40 giorni si aggiungerebbe anche un'ulteriori aggravante, quella delle «lesioni gravi». Il gip che dovrebbe occuparsi del caso, e decidere sulla convalida dell'arresto, è Alessandra Cerreti.

SI INDAGA SULLE SUE CONOSCENZE - Gli inquirenti lavorano ora sulla rete di conoscenze e sulle frequentazioni dell'aggressore 42enne. Secondo alcune indiscrezioni, quello che preoccupa di più le forze dell'ordine è che, pur trattandosi apparentemente di un gesto isolato, Tartaglia, proprio perché psicolabile, possa essere stato manovrato da qualcun altro, anche se Tartaglia avrebbe ribadito anche agli agenti del carcere di San Vittore «l'ho fatto io da solo, non sono il killer di nessuno».

LA PSICOLOGA - L.M., la psicologa che saltuariamente segue Tartaglia da quando l'uomo non è più in cura al policlinico, è irremovibile nel suo silenzio e chiarisce di essere fermamente intenzionata a non parlare con i giornalisti: «Quello che ho da dire lo dirò solo ed esclusivamente alla Procura della Repubblica e alla direzione sanitaria dell'ospedale per cui lavoro. Vedranno loro cosa fare».

RISCHIA OLTRE 5 ANNI DI CARCERE - A questo punto se Massimo Tartaglia sarà dichiarato colpevole al termine del processo del reato che gli è stato contestato con l'arresto avvenuto in flagranza - lesioni personali pluriaggravate da premeditazione e dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa - rischia una pena da cinque mesi e mezzo a cinque anni e mezzo di reclusione. Questo, tuttavia, senza tener conto di attenuanti o diminuenti di cui Tartaglia potrebbe beneficiare e a prescindere da un'eventuale querela del premier dal momento che la contestazione dell'aggravante della premeditazione rende il reato perseguibile d'ufficio. Il reato di lesioni personali è punito dal codice penale con una pena da tre mesi e tre anni di reclusione. Bisognerà poi tener conto degli aumenti di pena previsti dalle due aggravanti: metà della pena per la premeditazione, un terzo per la qualifica di pubblico ufficiale di Berlusconi. Sulla quantificazione della pena avranno poi incidenza eventuali attenuanti che potrebbero essere concesse a Tartaglia: prima tra tutte le «generiche», dal momento che, secondo quanto è emerso, l'uomo non ha precedenti penali. Inoltre, bisognerà valutare se i giudici riterranno di approfondire, attraverso una perizia (circostanza molto probabile visto i lunghi periodi di cure), gli aspetti psichiatrici della personalità di Tartaglia, dalla capacità di stare in giudizio dell'uomo all'eventuale vizio parziale di mente, circostanza, quest'ultima, che avrebbe l'effetto di determinare una riduzione della pena. Il processo, tuttavia, per ora appare lontano: il primo passo dell'indagine sarà l'udienza, che il gip ha già fissato per martedì, per la convalida dell'arresto di Tartaglia, il quale sarà assistito dal difensore di fiducia. Secondo fonti giudiziarie, nel caso specifico la convalida sembra scontata, mentre è ampio il ventaglio delle ipotesi sulle mosse successive del giudice. Questi potrebbe disporre la scarcerazione di Tartaglia se non riterrà sussistenti esigenze cautelari; diversamente, potrà emettere ordinanza di custodia cautelare, in carcere (come richiesto dal pm Armando Spataro) o agli arresti domiciliari. Il gip, peraltro, valutato il quadro clinico del paziente, potrebbe anche disporre che la detenzione cautelare di Tartaglia avvenga in un luogo di cura.


06/11/2009

CALCIOPOLI - Sorteggi arbitrali falsati, ecco come funzionavano le palline

CALCIOPOLI - Sorteggi arbitrali falsati, ecco come funzionavano le palline

 

La deposizione di Manfredi Martino, all'epoca segretario della Commissione arbitrale nazionale (Can)

 

MILANO - Erano vecchie, usurate e decolorate e per questo riconoscibili le palline che venivano usate per i sorteggi arbitrali, in particolare nella stagione 2004-2005. È quanto ha detto Manfredi Martino, all'epoca segretario della Commissione arbitrale nazionale (Can), ascoltato come teste alla nuova udienza di Calciopoli in corso davanti ai giudici della nona sezione penale del Tribunale di Napoli. Al'udienza sono presenti anche un impassibile Luciano Moggi e l'ex designatore arbitrale Paolo Bergamo.

Una foto di Bergamo durante un sorteggio (Newpress)
Una foto di Bergamo durante un sorteggio (Newpress

LA PARTITA MILAN-JUVENTUS - Martino, pressato dal pm Narducci, ha parlato poi, in particolare, della partita Milan-Juventus che decise le sorti di quel campionato: «A mia sensazione durante il sorteggio per la scelta dell'arbitro per quella partita qualcosa non andò secondo il verso giusto perché ci fu uno strano colpo di tosse del designatore Bergamo quando il giornalista incaricato dall'Ussi scelse la pallina gialla degli arbitri».