20/04/2012

Fabrizio Corona, le «Iene» e i carabinieri

Fabrizio Corona, le «Iene» e i carabinieri

Un'interrogazione parlamentare di un deputato del Pd, Dario Ginefra. L'ex agente dei vip aggredisce l'inviato di Mediaset alla presenza di un comandante e scatena un polverone

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18/06/2010

Brancher ministro per il Federalismo. L’opposizione insorge

Brancher ministro per il Federalismo. L’opposizione insorge

Uomo di collegamento tra Lega e Pdl, prima di questa investitura era sottosegretario alle riforme. L’Idv presenta un’interrogazione urgente. Di Pietro: "Il premier riferisca sulla ragioni di questa nomina visto che Brancher al momento è sotto processo"

 

 

 

ROMA - Aldo Brancher è stato nominato ministro per l'Attuazione del Federalismo. Il decreto è stato firmato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi. Brancher, che ha giurato nelle mani del Capo dello Stato, viene dunque "promosso" da sottosegretario alla presidenza del Consiglio a ministro senza portafoglio con delega al federalismo. Ne dà notizia un comunicato del Quirinale.

CHI È - Nato a Trichiana in provincia di Belluno il 30 maggio del '43, Brancher negli Anni '70 fu sacerdote paolino. Contribuì alla diffusione del settimanale "Famiglia cristiana", facendone uno dei più venduti d'Italia. Poi la carriera in Fininvest e Publitalia all'ombra di Fedele Confalonieri, il coinvolgimento in Tangentopoli nel ’93, l'elezione alla Camera dei deputati, la poltrona di sottosegretario alle Riforme. È considerato vicino al ministro dell'Economia Giulio Tremonti e con lui è uno degli uomini di raccordo del Pdl con la Lega di Umberto Bossi. Lo stesso Tremonti assicura che quello per l'Attuazione per il federalismo sarà «un ministero low cost, molto low cost».

LA POLEMICA
- Se la nomina di Brancher è accolta favorevolmente dai giovani del Pdl («Auguri di buon lavoro a un autentico riformista» afferma il coordinatore nazionale Francesco Pasquali), è invece durissima la reazione dei partiti di opposizione. «C'è da rimanere sconcertati davanti alla nomina di un nuovo ministro per il Federalismo - afferma, in una nota, il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa - quando già esistono tre dicasteri come quelli di Calderoli, Bossi e Fitto. Se di fronte ai drammatici problemi degli italiani, la risposta del governo è un ministero in più per Brancher, c'è da mettersi le mani nei capelli...». Il Partito democratico, invece, punta il dito contro i problemi giudiziari del neo-ministro (il prossimo 26 giugno è fissata la ripresa del processo a suo carico: Brancher deve rispondere dell'accusa di appropriazione indebita in relazione a soldi incassati da Giampiero Fiorani nell'ambito di uno stralcio dell'indagine sulla scalata di Bpl alla Banca Antonveneta). «La sua nomina - dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti - aumenta il numero degli uomini di governo che possono avvalersi della norma privilegio sul legittimo impedimento che consente di sottrarsi 'agevolmente' dalle convocazioni in sede giudiziaria». «Se è vero che vogliono promuovere a ministro un tale Aldo Brancher, che io ricordo molto bene essere persona coinvolta in tangentopoli per fatti molto gravi - aveva invece dichiarato in precedenza il leader Idv, Antonio Di Pietro - a me pare che il messaggio che si manda ai cittadini sia uno solo: il delitto paga e che conviene fare il delinquente perchè magari si diventa anche ministro».

Redazione online


21/02/2010

Bersani fischiato alla finale di Sanremo Il Pdl insorge: violata la par condicio

Bersani fischiato alla finale di Sanremo Il Pdl insorge: violata la par condicio

 

Il segretario del pd: «i fischi? non possiamo sentirci estranei e snob». Mazzuca: «Costanzo ha strumentalizzato un evento canoro, presenterò un'interrogazione parlamentare»

 

Bersani durante l'intervento all'Ariston (Ansa / da Raiuno)
Bersani durante l'intervento all'Ariston (Ansa / da Raiuno)

MILANO - Il festival di Sanremo lascia dietro sé uno strascico di polemiche, non solo relative a questioni musicali ma anche politiche. Fa discutere in particolare il mini talk show messo in piedi da Maurizio Costanzo che, dopo aver invitato sul palco tre operai di Termini Imerese, ha interpellato il segretario del Pd Bersani e il ministro Scajola, entrambi in platea. Giancarlo Mazzuca (Pdl), componente della commissione di Vigilanza sulla Rai, parla di «gravissima violazione della par condicio» e annuncia che presenterà un'interrogazione parlamentare. Maurizio Costanzo, spiega, «ha strumentalizzato una manifestazione canora a fini politici. Bene ha fatto Scajola a ricordare che si era nel corso di una trasmissione di spettacolo che non poteva prevedere interventi di natura politica».

«NON CREDO ALLA TRAPPOLA» - Dal canto suo Bersani, che è stato fischiato dal pubblico appena ha preso la parola (al contrario di Scajola) e ha ridotto al minimo il suo intervento, dice di non credere all'esistenza di un "complotto" ai suoi danni. «Un trappolone? Non ci credo, certo il momento poteva essere pensato meglio perché il clima era già surriscaldato dopo le esclusioni dei cantanti e l'intervento era quindi un po' a freddo, fuori dal contesto» ha spiegato al dopofestival di Youdem.tv. Bersani, che ha partecipato alla serata finale insieme alla figlia Elisa, ha saputo solo a trasmissione già iniziata che Costanzo avrebbe dato la parola a lui e al ministro per lo Sviluppo economico. «Forse si è preso un po' sottogamba un momento così delicato con tre operai in cassa integrazione sul palco - aggiunge il segretario -. Non è stato divertente né opportuno, ma mi dispiace per gli operai. Trovi sempre qualcuno che non gradisce la loro presenza». Comunque, conclude, la Rai ha fatto bene a invitarli: «Gli spettatori non sono dei coglioni, hanno visto e alla fine stanno con loro».

MAZZA: MAI PERSO CONTROLLO - «Dare una visibilità così ampia agli operai di Termini Imerese è stata una scelta editoriale che rivendico. C'è la par condicio, ho scelto di violarla per pochi secondi, ma non abbiamo mai perso il controllo della situazione» ha spiegato il direttore di Raiuno Mauro Mazza in sala stampa all'Ariston. Quindi ha ricordato che Scajola, a fine trasmissione, «ha voluto incontrare gli operai per dare loro una parola di conforto». Riferendosi agli operai, Costanzo ha sottolineato: «Credo che a qualcosa sarà valso per loro, non si poteva far finta di niente. Poi, se a qualcuno dei giornali non piace, se ne faranno una ragione».

«NON POSSIAMO ESSERE SNOB» - Sui fischi ricevuti Bersani dice: «A Sanremo ci sono tante cose che non piacciono a tutti, ma anche cose belle. E soprattutto se c'è un evento visto da milioni di persone, non possiamo sentirci estranei e snob». Motivazione che ha convinto anche Morgan, il grande escluso di Sanremo che sabato sera si è collegato al Dopofestival. «Non è vero che Bersani è venuto a Sanremo a raccattare voti- ha detto il cantante -. Prima di tutto è giusto che la politica i voti se li vada a prendere e poi da anni la politica si è allontanata non solo dalla gente ma dai fatti culturali ed è quindi salutare che Bersani sia andato al Festival». Tra parentesi il segretario del Pd, decretando il suo personale vincitore del festival, ha indicato proprio Morgan, anche se prima della puntata finale aveva espresso gradimento per le canzoni di Irene Grandi e Cristicchi.

Redazione online


04/05/2009

Franceschini e il caso Lario «Dal premier frasi patetiche»

Franceschini e il caso Lario «Dal premier frasi patetiche»

 

Il leader del Pd sulla separazione del Presidente del Consiglio da veronica Lario:«La smetta subito di dire che chi lo ha sobillato e preparato sarebbe la sinistra»

 

Dario Fransceschini (Eidon)
Dario Franceschini (Eidon)

MALPENSA (VARESE) - «Berlusconi la smetta subito. La smetta di dire questa cosa patetica che ci sarebbe stato un complotto e chi lo ha sobillato e preparato sarebbe la sinistra».

«DEPISTA»- Lo ha detto il segretario del Pd Dario Franceschini arrivando a Malpensa per la sua giornata milanese, commentando la vicenda del divorzio tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi. «Su questa vicenda - ha spiegato Franceschini - ci siamo comportati da persone serie lasciando fuori la politica da una vicenda personale. In altri Paesi e in altre democrazie è successo ben di peggio». «Noi - ha proseguito - vogliamo continuare a comportarci così però Berlusconi la smetta subito». «Eviti - ha concluso - di dire questa cosa patetica unicamente per coprire il merito e depistare l'attenzione degli italiani».

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE - Intanto Antonio Borghesi, deputato dell'Idv, ha chiesto al governo di rispondere ad una interrogazione per chiarire se il presidente del Consiglio abbia avuto rapporti con minorenni, come, a suo avviso, dichiarato dalla signora Veronica Lario, moglie del premier. In particolare Borghesi, che è intervenuto in aula leggendo il testo dell'interrogazione, ha chiesto che sia lo stesso Berlusconi a rispondere e a chiarire ai cittadini di poter escludere di aver commesso qualcuno dei reati previsti dall'articolo 609 del codice. Borghesi ricorda che Noemi Letizia è divenuta maggiorenne pochi giorni fa mentre i rapporti con Silvio Berlusconi risalirebbero a tempo addietro. «La signorina in questione non ha smentito il fatto ed ha pure raccontato ai mezzi di informazione, con dovizia di particolari, di regali ed altri fatti che fanno retrocedere il rapporto ad alcuni anni addietro». «Dalle dichiarazioni della signorina - prosegue Borghesi - si evincono rapporti altamente confidenziali con il presidente del Consiglio; con il quale si sarebbe intrattenuta in più occasioni e in luoghi diversi». L'articolo 609 del codice penale, sottolinea il deputato dell'Idv nella sua interrogazione, «configura una serie di reati relativi a rapporti tra persone adulte e minorenni, in particolare nel caso in cui l'età di questi ultimi fosse inferiore ai 16 e ai 14 anni. Trattasi di reati che turbano fortemente i cittadini».