04/02/2011

Primo video della tribù sconosciuta. Il Perù si impegna: «Li difendiamo»

Primo video della tribù sconosciuta. Il Perù si impegna: «Li difendiamo»

Le prime riprese aeree mai girate degli indigeni che vivono nascosti nell'amazzonia. Bbc e Survival International hanno diffuso le immagini per proteggerli dall'invasione illegale dei taglialegna

Continua...


23/09/2010

Rifiuti in pieno centro cumuli davanti alle scuole

Rifiuti in pieno centro cumuli davanti alle scuole

Da via Carducci a piazza Carolina fino a piazza del Plebiscito mucchi di immondizia davanti agli ingressi degli edifici scolastici.

Continua...


01/12/2009

Troppo grasso: straborda dal sedile

Troppo grasso: straborda dal sedile

 

Un uomo corpulento invade lo spazio del suo vicino. Si riaccende il dibattito sulla tassa per gli extralarge, lo scatto realizzato con un cellulare a bordo di un Boeing 757




La foto scattata con un cellulare a bordo di un Boeing 757
La foto scattata con un cellulare a bordo di un Boeing 757

Non è nuova l'idea presa in esame da molte compagnie aeree di applicare una fat tax ai passeggeri obesi: ha lanciare il sasso era stata per prima la Ryanair, favorevole a una "tassa sul sovrappeso" da imporre a coloro che, causa dimensioni, finiscono per invadere anche parte del sedile accanto. Se la proposta è stata momentaneamente accantonata a causa delle tante critiche, il dibattito si è tuttavia nuovamente riacceso in questi giorni dopo che una curiosa foto ha cominciato a circolare sul web.

SICUREZZA - Nello scatto, realizzato con un cellulare a bordo di un Boeing 757, si vede un passeggero molto corpulento che invade lo spazio del viaggiatore accanto e quello della corsia. L'immagine è apparsa qualche giorno fa su flightglobal.com, un blog di viaggi aerei, ripresa ora da diversi media. A quanto riporta l'inglese Daily Telegraph, lo scatto sarebbe opera di un assistente di linea in viaggio su un volo dell'American Airlines: con questa prova fotografica avrebbe voluto render ancora più chiaro a suoi superiori quanto possa essere difficile far viaggiare simili passeggeri nella classe economica. Anche se in alcuni commenti si avanza l'ipotesi che la foto possa essere un semplice fotoritocco, l'autore del blog Kieran Daly si dice sicuro: «Mi è stata spedita con l'assoluta assicurazione di essere genuina, scattata da un assistente di volo dell'American Airlines». La foto avrebbe lo scopo di dimostrare che una possibile "tassa sul grasso" non sarebbe affatto pregiudizievole verso le persone in sovrappeso, ma anzi di aiuto. Inoltre, è anche chiaro che l'uomo ripreso può rappresentare un potenziale pericolo per gli altri passeggeri a bordo in quanto contravviene alle regole sulla sicurezza in volo: in caso di fuga risulta difficoltoso mettersi in salvo se ostacolati.

TASSA - Insomma, in tempi di vacche magre sono gli obesi quelli che rischiano di pagare di più: lo scorso aprile la Ryanair aveva annunciato la possibilità di introdurre un sovrapprezzo per gli extralarge a bordo. Alcune compagnie, tra cui l'americana United, fanno già pagare di più gli obesi se non entrano nei normali sedili di classe economica. Come verificarlo? Devono riuscire ad abbassare i braccioli, mettere la cintura di sicurezza (anche con un'estensione): se non ce la fanno, o devono comprare un posto in più, o passano su un altro volo meno affollato. Anche l'American Airlines pretende normalmente che una taglia forte acquisti due posti a sedere, a meno che il volo non abbia posti liberi. In questo caso però il volo era al completo.

Elmar Burchia


13/10/2009

Incredibile incidente in diretta

Incredibile incidente in diretta

 

Filma il suo scontro frontale con un'altra auto che invade la sua corsia

 

Un'automobilista percorre l'autostrada a velocità sostenuta e riprende tutto con la telecamera, all'improvviso un'auto dall'altra corsia sbanda ed invade la carreggiata opposta non potendo evitare lo scontro frontale, non si sa come stiano gli occupanti delle auto ma giudicando dal video messo su youtube crediamo che stiano bene. Incredibile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


25/08/2009

Capri, chiusa la Grotta Azzurra: schiuma bianca e maleodorante, sviene marinaio

Capri, chiusa la Grotta Azzurra: schiuma bianca e maleodorante, sviene marinaio

 

L'isola nel golfo di napoli. Il fenomeno è al vaglio dei biologi e dei tecnici dell’Asl

 

L'ingresso della Grotta Azzurra

L'ingresso della Grotta Azzurra

 

NAPOLI - Ancora un colpo durissimo per il simbolo di Capri, la Grotta Azzurra prima invasa da liquami, poi lambita da una coltivazione di marijuana. Stavolta, però, il colpo è letale. Una striscia di schiuma bianca maleodorante è penetrata all’interno dell'antro e ha reso l'atmosfera irrespirabile. Si è così deciso di interrompere le visite frequentissime e chiudere l'ingresso. Un marinaio ha avvertito anche un malore e sono stati chiamati i tecnici dell'Asl.

AL LAVORO I BIOLOGI - Il fenomeno è ora al vaglio dei biologi e dei tecnici dell’azienda sanitaria arrivati immediatamente nella zona dove stanno effettuando i prelievi sia nello specchio d’acqua antistante che nella stessa Grotta. Insieme con i tecnici dell’Asl anche i carabinieri e i marinai della Capitaneria di Porto che hanno avviato un’inchiesta.
Nei giorni scorsi liquami fognari erano stati riscontrati nell’area della Grotta azzurra mentre successivamente un noto ristoratore fu sorpreso, sempre nell’isola del Golfo, a pochi metri dalla riva mentre era impegnato con un suo dipendente a frantumare e gettare bottiglie di vetro in mare.

L'INTERVENTO DELL'ARPAC - Una squadra di tecnici del dipartimento provinciale di Napoli dell’Arpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania) sta raggiungendo la Grotta Azzurra. I tecnici effettueranno i necessari rilievi nell’area marina. Secondo il direttore provinciale dell’agenzia, Alfonso De Nardo, è ipotizzabile che i risultati degli esami possano essere noti entro 24 ore, ma certo non prima di domani.

I DUBBI DI LEGAMBIENTE - L'associazione ambientalista solleva intanto dubbi sulla situazione della grotta naturale, simbolo del'isola di Capri. È Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, a commentare con sorpresa l'ultima scoperta, la scia bianca comparsa tra le acque cristalline: «È solo una fatalità, frutto di un destino cinico e baro o la colpa di un mix di anarchia, degrado ed illegalità come dimostrano i recenti episodi quest'estate? In attesa dei risultati delle analisi, sembra che una vera e propria maledizione sia caduta sull'isola di Capri».

L'INCREDULITÀ DEL SINDACO - «Da parte dell’amministrazione non è stata disposta alcuna chiusura della Grotta Azzurra, ho appreso la notizia dai siti internet». Si dice incredulo invece Francesco Cerrotta, primo cittadino di Anacapri: «Per quanto ci riguarda, appena appresa la notizia, abbiamo incaricato un chimico di fare prelievi per conto del Comune - spiega il sindaco - Gli esami saranno pronti forse non prima di 48 ore, ma da una prima ricognizione visiva e olfattiva non c’è nulla che potesse dare adito a inquinamento e cattivi odori». Non ancora identificata quindi l'origine della schiuma e dell'olezzo nauseabondo, stamattina a dare l’allarme sono stati i barcaioli che effettuano il sistema di trasporto, ora sospeso in via precauzionale, da e per la Grotta Azzurra. Sono stati poi avvertiti i militari che accorsi sul posto hanno a loro volta provveduto ad avvisare il sindaco e i tecnici comunali.


18/07/2009

California invasa dai super-calamari E' allarme: «Possono essere pericolosi»

California invasa dai super-calamari E' allarme: «Possono essere pericolosi»

 

Questi carnivori possono arrivare fino a 50 Kg. Potrebbero essere migliaia. Giganteschi esemplari di Humboldt hanno invaso le coste di San Diego terrorizzando i sub

 


Un biologo marino con un esemplare di calamaro Humboldt (Ap)
Un biologo marino con un esemplare di calamaro Humboldt (Ap)

SAN DIEGO  (CALIFORNIA) – Allarme nelle spiagge californiane. Giganteschi calamari di Humboldt (o volanti) mostri marini lunghi fino a 2 metri hanno invaso le coste di San Diego, terrorizzando i sub e riversandosi sulle spiagge affollate dai turisti. Questi carnivori, che possono arrivare fino a 50 kg, sono emersi dagli abissi la settimana scorsa.

ASPETTO MINACCIOSO - «Si tratta di una specie molto aggressiva anche contro gli esseri umani», mettono in guardia gli esperti. Hanno un aspetto estremamente minaccioso, becchi durissimi affilati come lame di rasoio e tentacoli dentati lunghi e robusti. «Hanno attaccato alcuni sub e afferrato coi tentacoli maschere e macchine fotografiche», mette in guardia il Los Angeles Times. Gli incontri ravvicinati con questi cefalopodi del terzo tipo hanno fatto fuggire i veterani delle immersioni ed eccitato altri, combattuti tra il pericolo e l’occasione unica di nuotare con i giganti degli abissi.

Un particolare dei denti di questi calamari (Ap)
Un particolare dei denti di questi calamari (Ap)

LE TESTIMONIANZE - Il cosiddetto calamaro Humboldt è nativo delle acque al largo del Messico, dove è stato soprannominato «diavolo rosso», per le sue striature color ruggine. «Non nuoterei con loro come non camminerei in mezzo ad un branco di leoni nel Serengeti - ironizza Mike Bear, un sub locale - anche se so che sto perdendo l’occasione di una vita». Altri sub, come Shanda Magill, non hanno resistito. «Alcune notti fa ho ammirato gli occhi tristi ed espressivi di una dozzina di calamari giganti - racconta -: mi hanno circondata, salutandomi con dei colpetti». Ma la notte successiva non è andata così bene: un gigantesco calamaro ha afferrato la donna da dietro con i suoi tentacoli: «Mi ha staccato il galleggiante dal petto e gettato via la luce, con una forza a dir poco immane - rievoca ancora terrorizzata -. Quando mi sono ripresa, il calamaro se ne era andato, ma io ero senza galleggiante. Ho scalciato come una pazza e non sapevo se sarei sopravvissuta». Roger Uzun, un fotografo sottomarino, ha nuotato con queste creature per circa 20 minuti e ha detto che gli sembravano «più curiosi che aggressivi»: «Appena ho acceso la telecamera sott'acqua - racconta - si sono spinti verso di me e mi hanno colpito alla nuca. Sembravano volermi tastare per vedere se ero commestibile». Alla fine Uzun ha scaricato su YouTube un video di tre minuti che ha rischiato di non essere mai girato: «Mi ha quasi tolto la videocamera dalle mani», spiega.

SCIENZIATI IN ALLARME - Gli scienziati sono allarmati. Negli ultimi anni sono stati avvistati fino all’Alaska: un trend attribuibile all’effetto serra e al surriscaldamento della crosta terrestre, oltreché alla mancanza di cibo e al declino dei predatori naturali dei calamari. Secondo gli esperti gli esemplari potrebbero essere centinaia, se non migliaia. «In genere quando si avvista un calamaro, ce ne sono moltissimi altri» avverte John Hyde, un biologo al National Marine Fisheries Service di San Diego. «Si avvicinano alla costa quando le loro prede si spostano nelle acque basse e poi restano intrappolati o confusi», lo incalza Nigella Hillgarth, direttore del Birch Aquarium di San Diego. «Vederli da vicino è straordinario - dice -. Hanno degli occhi meravigliosi. Sembra che vedano e sappiano tutto».


08/05/2009

«L'invasione» delle tarantole giganti

«L'invasione» delle tarantole giganti

 

Australia. La tranquilla cittadina di Bowen, nel Queensland, è «occupata» da ragni velenosi grandi come una mano

 

Nella fotografia si può apprezzare la differenza di dimensioni fra una ragno normale e un esemplare di tarantola simile a quelli che hanno invaso la cittadina di Bowen, in Australia
Nella fotografia si può apprezzare la differenza di dimensioni fra una ragno normale e un esemplare di tarantola simile a quelli che hanno invaso la cittadina di Bowen, in Australia

Invasi dalle tarantole? È un piccolo inconveniente che vi può capitare se abitate in alcune zone dell'Australia. Ed è quello che è successo agli abitanti di Bowen, città costiera a 700 chilometri da Brisbane nel Queensland. A causa delle insolite piogge abbondanti che hanno colpito il Paese negli ultimi tempi, dozzine di tarantole giganti hanno abbandonato il loro habitat naturale per colonizzare case e giardini pubblici.

TEMIBILI PREDATORI - Solitamente i ragni vivono lontano dai centri abitati e la loro presenza ha seminato una certa preoccupazione tra gli autoctoni. In pochi giorni il responsabile del controllo locale delle infestazioni, Audy Geiszler, ha ricevuto la segnalazione di numerosi avvistamenti. Il contatto diretto con questi animali, infatti, può essere abbastanza spaventoso non solo perchè sono coperti di pelo e raggiungono le dimensioni di una mano (16 cm di ampiezza, con le zampe), ma anche perchè quando si sentono minacciati emettono un suono intimidatorio simile a un sibilo (da cui l’appellativo di «ragni sibilanti» o «ragni che abbaiano»). Le tarantole orientali vengono anche dette «mangia-uccelli», anche se di fatto non si nutrono di pennuti: il loro morso velenoso però è in grado di uccidere un cane o un gatto ed è molto doloroso per l’uomo.

INCONTRI IMPREVISTI - «Non si tratta di una vera calamità» ha dichiarato Geiszler. I ragni ci sono sempre stati, anche se questa volta «in un breve periodo ne sono stati avvistati tanti quanti di solito se ne vedono in un anno». Presso la scuola elementare della cittadina, ad esempio, il preside ha segnalato 25 nuove tane: le tarantole, infatti, vivono a terra, tra la bassa vegetazione o nei tronchi e non costruiscono ragnatele. Perciò, per evitare brutte sorprese, tutti gli abitanti sono stati esortati a indossare sempre scarpe e guanti quando fanno giardinaggio. Ma a volte gli incontri sono inevitabili: all’inizio della settimana, ad esempio, alcuni cittadini che mangiavano in un parco, in pieno centro, si sono trovati a tu per tu con un esemplare maschio dalle dimensioni notevoli, con temibili zanne e lunghe zampe pelose. In attesa dell’intervento del responsabile Geiszler, l’aracnide è stato stordito con un’intera bomboletta di insetticida e, una volta catturato (da morto), è risultato talmente grande che le sue zampe penzolavano dalla mano di chi lo aveva raccolto.

Valentina Tubino