20/04/2012

Fabrizio Corona, le «Iene» e i carabinieri

Fabrizio Corona, le «Iene» e i carabinieri

Un'interrogazione parlamentare di un deputato del Pd, Dario Ginefra. L'ex agente dei vip aggredisce l'inviato di Mediaset alla presenza di un comandante e scatena un polverone

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28/04/2011

Beccati i ladri di monetine della Fontana di Trevi Aggredite Le Iene, vigili inerti: è polemica

Beccati i ladri di monetine della Fontana di Trevi Aggredite Le Iene, vigili inerti: è polemica

Un servizio delle Iene smaschera i ladri di monetine. L'inviato viene scaraventato in acqua da uno della banda e poi minacciato. Il tutto sotto gli occhi dei vigili urbani che non intervengono, anzi... Guarda il video

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31/07/2010

Bardot contro Carlà per una borsetta: «È tanto bella quanto maleducata»

Bardot contro Carlà per una borsetta: «È tanto bella quanto maleducata»

Le due dame di francia. L'attrice regala alla Bruni una Lancel ma attacca: «Non mi ha neanche ringraziata»

 

Brigitte Bardot e Carla Bruni
Brigitte Bardot e Carla Bruni

PARIGI - Una borsetta fa litigare le due Dame di Francia. Da una parte, «la signora dell’Eliseo», Carla Bruni, e dall’altro la «divina» del cinema, Brigitte Bardot. In mezzo un’edizione speciale della handbag firmata Lancel che il direttore artistico della maison, Leonello Borghi, ha voluto dedicare alla famosa attrice e che quest’ultima ha inviato come cadeau alla modella, moglie del presidente Nicolas Sarkozy.

«NEANCHE UN GRAZIE» - A far scattare la simpatia di BB nei confronti della Bruni, il fatto che la first lady non si sia mai fatta fotografare in pubblico con una pelliccia, scelta che per un’animalista convinta come la Bardot rappresenta un indubbio punto a favore. Peccato, però, che Carlà, una volta ricevuto il regalo, non si sia preoccupata di ringraziare opportunamente l’attrice che, a quanto scrive il londinese Daily Mail, riprendendo la sua intervista su France Dimanche, non l’avrebbe presa benissimo. «Carla Bruni è tanto bella quanto maleducata – ha tuonato BB – e non mi ha mandato nemmeno una nota di ringraziamento per la borsa che le ho inviato».

SCONTRO SULLA CORRIDA - Ma questo della handbag appare per lo più un pretesto, visto che a far arrabbiare l’attrice sarebbe stata anche la mancata partecipazione della Bruni alla sua crociata per l’abolizione della corrida nel sud della Francia. A detta della Bardot, infatti, Carla non avrebbe fatto nulla per sollecitare il presidente Sarkozy a proibire lo spettacolo, malgrado quest’ultimo si fosse impegnato a farlo all’inizio del suo mandato. «Prima di morire, mi piacerebbe vedere che le cose per le quali ho sempre lottato cambino sul serio – ha detto la Bardot - perché in caso contrario vorrebbe dire che ho vissuto per niente. Ma io sono come un pit-bull e quando mordo qualcuno, non lo mollo tanto facilmente. La mia rabbia è solo all’inizio. Qualche settimana fa ho scritto una lettera sarcastica al signor Sarkozy a proposito della corrida: sono tre anni che aspetto di vedere le sue promesse mantenute, ma finora ho ricevuto solo risposte vaghe e poco convincenti, a immagine di chi le ha scritte». In realtà, fra le preoccupazioni di Monsieur le President sembrano esserci per ora altre questioni, compresa quella riguardante il suo nuovo "giocattolino", ovvero l’«Air Sarko One», un Airbus A330-200 da 180 milioni di euro che nei sogni francesi dovrebbe rivaleggiare con il mitico «Air Force One» del presidente americano. Stando al Daily Telegraph, l’aereo di Sarkozy (che avrà una stanza riunioni per 12 persone, un sistema per le comunicazioni criptate, 60 posti business e una camera da letto con filtro anti-sigaro e bagno) ha fatto il suo primo volo di prova a Bordeaux nei giorni scorsi e dovrebbe diventare operativo entro ottobre.

Simona Marchetti


08/03/2010

Daniele escluso dalla gita perché disabile. Il ministro Gelmini invia un bus attrezzato

Daniele escluso dalla gita perché disabile. Il ministro Gelmini invia un bus attrezzato

 

L'intervento decisivo dopo che la storia è stata riportata dai siti del Corriere. La «numero uno» del ministero assicura: lo studente potrà andare a Praga con i suoi compagni di classe

 

Il ministro Gelmini

 

BARI - Interviene il ministro delle Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, e la vicenda di Daniele, lo studente disabile diciottenne dell'istituto tecnico commerciale, «Romanazzi», che non poteva andare in gita con i compagni a Praga dal 22 al 27 marzo, a causa della mancanza di un mezzo adeguato, sta per avere un «happy end».

IL MINISTRO - «Questa mattina - riferisce il portavoce della Gelmini - il ministro ha letto la storia riportata dal Corriere.it e dal Corriere del Mezzogiorno.it e si è immediatamente attivato. Ha chiamato la preside Pirolo e le ha assicurato che saranno inviati due bus per consentire a Daniele di partecipare all'iniziativa scolastica all'estero. Uno degli automezzi è completamente attrezzato per consentire il viaggio del giovane che soffre di disabilità motoria». Un intervento davvero tempestivo per una storia che rischiava di emarginare e discriminare il diciottenne studente.

LE AZIENDE LOCALI - La mamma di Daniele, Annarita Sansone, aveva denunciato che le aziende locali di trasporto, contattate dall'istituto, non erano in grado di mettere a disposizione un bus «speciale», con tanto di pedana e attrezzature in grado di fra viaggiare i disabili. «Io so che la scuola ha fatto il possibile - spiegava la mamma - ma davvero non è accettabile che un ragazzo come Daniele non possa partecipare ad una gita scolastica perché è su una sedia a rotelle. Nel 2010 ci sono ancora situazioni come questa che vengono affrontate con troppa leggerezza». Daniele frequenta il quinto anno e vive su una sedia a rotelle per una disabilità motoria. «La scuola - prosegue Annarita - ci aveva comunicato l’impossibilità di fare partecipare Daniele alla gita. In realtà ci sono state proposte delle soluzioni, ma non sono soddisfacenti».

MILLE FIRME - Da qui la raccolta di quasi mille firme da parte degli studenti e dei professori e la corsa contro il tempo per trovare un mezzo idoneo. Una delle agenzie aveva proposto di mettere un autista supplementare su un mezzo e di aiutare, quindi, Daniele a salire sul pullman senza ricorrere alla pedana. Ma la madre avrebbe dovuto firmare una dichiarazione che sollevava l’agenzia e la scuola da qualsiasi responsabilità. «Io non me la sono sentita - concludeva la signora Sansone - ragazzi come Daniele incontrano ogni giorno tantissime difficoltà e questo non è giusto».
Ora l'intervento decisivo del ministro Gelmini che restituisce il giusto diritto a Daniele di partecipare alle attività didattiche, anche se queste si svolgono «on the road».

La storia di Daniele

BARI — Gita negata a Daniele, uno studente diciottenne disabile. Accade nell’istituto tecnico commerciale Romanazzi: le aziende di trasporto che si occupano delle visite di istruzione non hanno messo a disposizione pullman adatti per questo tipo di esigenza. A denunciare l’accaduto è la madre dello studente, Annarita Sansone. «Io so che la scuola ha fatto il possibile - spiega - ma davvero non è accettabile che un ragazzo come Daniele non possa partecipare ad una gita scolastica perché su una sedia a rotelle. Nel 2010 ci sono ancora situazioni come questa che vengono affrontate con troppa leggerezza». Daniele ha 18 anni, frequenta il quinto anno nell’istituto tecnico commerciale Romanazzi, vive su una sedia a rotelle per una disabilità motoria. Una condizione che non gli permetterà di partecipare alla visita di istruzione che la scuola ha organizzato per Praga dal 22 al 27 marzo. «La scuola - prosegue la mamma - ci ha comunicato l’impossibilità di fare partecipare Daniele alla gita. In realtà ci sono state proposte delle soluzioni, ma non sono soddisfacenti».

La preside Cecilia Pirolo ha inviato mesi fa una lettera a tutte le agenzie che si occupano di trasporto per le visite di istruzione per individuare quella che poteva fornire un mezzo adatto alle esigenze di Daniele, con una pedana per la sedia a rotelle e un posto all’interno del pullman. Mezzo che nessuna delle aziende pugliesi ha a disposizione. Da qui la raccolta di quasi mille firme da parte degli studenti e dei professori e la corsa contro il tempo dell’istituto per trovare un mezzo idoneo. L’altra soluzione sarebbe stata quella di pagare un secondo pulmino, più piccolo. Ma Daniele avrebbe dovuto viaggiare quasi completamente da solo. «Non so se questa situazione è stata gestita male - prosegue Annarita Sansone - e non so di chi siano le responsabilità. So solamente che mio figlio non partirà con gli altri perché non gli è stato messo a disposizione un pullman». Una delle agenzie aveva proposto di mettere un autista supplementare su un mezzo e di aiutare quindi Daniele a salire sul pullman senza ricorrere alla pedana. Ma la madre avrebbe dovuto firmare una dichiarazione che sollevava l’agenzia e la scuola da qualsiasi responsabilità. «Io non me la sono sentita - conclude Sansone - ragazzi come Daniele incontrano ogni giorno tantissime difficoltà e questo non è giusto. Mio figlio dovrebbe avere le stesse possibilità degli altri». La preside del Romanazzi è dalla parte della mamma di Daniele. «Noi come scuola abbiamo fatto davvero il possibile - spiega - e sono dispiaciuta per come sono andate le cose. Non è concepibile che in Puglia non ci sia un’azienda che metta a disposizione pullman attrezzati. Neanche una abbiamo trovato».

Risposta del Provveditore

 

 

 

Il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale Giovanni Lacoppola
Il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale Giovanni Lacoppola

BARI — «E’ inaccettabile che si verifichino situazioni come questa. I diritti dei disabili devono essere tutelati». Il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale Giovanni Lacoppola è su tutte le furie. E lunedì (oggi, ndr) scriverà una lettera alla preside dell’istituto tecnico commerciale Romanazzi, Cecilia Pirolo, per fare in modo che Daniele, 18 enne, disabile su una sedia a rotelle, partecipi come i suoi compagni, alla visita di istruzione a Praga.

A denunciare l’accaduto è stata la mamma del ragazzo, Annarita Sansone. «Non è vero che non ci sono mezzi con pedane adatte al caso - ribadisce Lacoppola - i ragazzi come Daniele viaggiano per tutto il mondo sui pullman, perché in questo caso non deve essere possibile?». Lacoppola chiederà ai suoi uffici di fare in poche ore una ricerca di mercato per individuare l’azienda adatta. «Credo sia stata compiuta una leggerezza da parte della scuola - prosegue Lacoppola - che forse non si è impegnata come avrebbe dovuto per permettere a Daniele di andare in visita di istruzione. Presenterò io stesso l’elenco delle agenzie che hanno questo tipo di mezzi. Il pullman non deve arrivare per forza dalla Puglia, può essere inviato anche da Roma. Non vedo proprio dove sta il problema». Non è il primo caso che però si è verificato nelle scuole di Bari e provincia.

Già l’anno scorso il provveditore Lacoppola inviò una circolare a tutti gli istituti, ribadendo il diritto allo studio degli alunni, con particolare riferimento ai ragazzi diversamente abili. «Ci sono stati istituti ad esempio - prosegue Lacoppola - che non hanno fatto partecipare i ragazzi disabili alle manifestazioni teatrali, o alle visite di istruzione. Ho inviato una circolare con la quale mi sono impegnato a denunciare al ministero simili atteggiamenti. Da allora i casi sono diminuiti. Fino a scomparire. Questo del Romanazzi è il primo che mi viene presentato dall’inizio dell’anno. Interverrò per garantire il diritto del ragazzo». Daniele, 18 anni, è al quinto anno nell’istituto tecnico commerciale di Bari. La sua scuola ha organizzato un viaggio di sei giorni per Praga. Ma c’era bisogno di reperire un mezzo con pedana, cosa che, secondo la preside Cecilia Pirolo, non è stata possibile. «Noi come scuola - ha dichiarato la dirigente - abbiamo avviato una ricerca su tutta la regione, ma nessuna agenzia aveva un pullman con pedane per poter portare il ragazzo. Ci hanno proposto un pulmino più piccolo, ma non ci sembrava giusto che Daniele viaggiasse in disparte dagli altri. Noi abbiamo davvero fatto il possibile ed è assurdo che in tutta la regione non ci siano agenzie sensibili alle esigenze dei diversamente abili».

La preside aveva inviato anche una lettera a Comune e Provincia chiedendo un intervento rapido. Ma non ha ricevuto risposta. «Farò di tutto - conclude Lacoppola - per fare partecipare Daniele. Soprattutto perché esperienze come queste sono importanti per la crescita dei ragazzi. E leggerezze come queste non possono essere accettate».

(ha collaborato Samantha Dell'Edera)


12/10/2009

Il caso doping? Quanto mi girano i...

Il caso doping? Quanto mi girano i...

 

Il capitano della nazionale e' stato prosciolto dal tribunale del coni. Cannavaro e la positività: «Uno viene punto da un'ape e si ritrova sul giornale come se fosse un dopato»

 

Fabio Cannavaro (Ansa)
Fabio Cannavaro (Ansa)

COVERCIANO (FIRENZE) - «Mi girano i coglioni. E se non avete capito bene ribadisco, mi girano i...». È diretto ed esplicito il capitano della Nazionale Fabio Cannavaro nel raccontare rabbia e amarezza provate il giorno in cui è uscita la storia della sua positività al doping per un antiallergico iniettato a seguito di una puntura d'ape. La storia poi si è conclusa con il proscioglimento del calciatore azzurro. Il Tribunale nazionale del Coni ha infatti archiviato il caso, come da richiesta del capo della procura antidoping del Coni, Ettore Torri.

CANNAVARO ARRABBIATO - «Io ho la coscienza a posto - ha detto il capitano azzurro dal ritiro di Coverciano - Uno viene punto da un'ape e si ritrova sul giornale come se fosse un dopato. Quando è successo mi sembrava di sognare. Qualche giornale e qualche televisione hanno esagerato. È la seconda volta che mi ritrovo gratuitamente sui giornali per storie del genere». Il riferimento è al filmato con le flebo degli anni al Parma uscito nel 2005. «Quella volta feci una cazzata a farmi filmare, anche se la sostanza tuttora non è proibita. Questa volta la cazzata della Juve c'è stata, ma mi è sembrato tutto esagerato. Spero che questo dubbio non mi segua oltre oggi, la mia carriera è stata esemplare e all'insegna delle regola».

RITORNI IN NAZIONALE - Poi Cannavaro è passato ad analizzare il tema dei possibili grandi ritorni in Nazionale. Si parte da Totti («porte aperte a tutti»), si passa per Nesta («il suo momento non mi meraviglia») ed Amauri («dipende dalla stagione che farà e dall'idea del ct») e si finisce con Cassano («ben venga»). «Penso che la Nazionale sia aperta a tutti, se uno ha voglia di venire qui non deve chiedere il permesso a nessuno, ma solo mettersi a disposizione del mister» ha detto poi Cannavaro in relazione alle parole di oggi del tecnico romanista Ranieri sul ritorno di Totti in azzurro. Il difensore juventino ha anche parlato di Nesta, il cui ritorno in Nazionale è da più parti invocato:«Non mi sorprende il momento che sta vivendo, è un grandissimo giocatore. Sono contento sia tornato su questi livelli. Amauri? Dipende da che stagione farà e da cosa ha in testa il ct. All'epoca gli dissi di stare tranquillo perchè il gruppo aveva già accettato Camoranesi ed avrebbe accettato anche lui». Ed infine Cassano, con la grande «apertura» che Cannavaro concede all'ex romanista:«Se vi ricordate Donadoni chiamò Cassano per gli Europei nonostante non lo avesse convocato nella fase di qualificazione. Se dovesse convocarlo anche Lippi? Ben venga» ha concluso Cannavaro.


09/10/2009

Cannavaro, il pasticcio del capitano

Cannavaro, il pasticcio del capitano

 

Accusato di doping per colpa di un’ape. Oggi sarà prosciolto ma la Juventus rischia una multa. Positività il 30 agosto dopo la partita con la Roma

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FIRENZE - Più che un ca­so di doping, è un grande pa­sticcio. Finito bene. Fabio Can­navaro, il capitano della nazio­nale, viene trovato positivo il 30 agosto, dopo Roma-Juven­tus, seconda giornata di cam­pionato. Non tutto però è co­me sembra. La positività, sta­volta, ha una spiegazione: una puntura d’ape, rimediata nel verde di Vinovo, due giorni prima della partita incrimina­ta. La storia è da film del terro­re. Temendo uno shock anafi­lattico, il difensore si rivolge a Bartolomeo Goitre, per dieci anni vice di Riccardo Agricola e da questa stagione promos­so responsabile dello staff me­dico della Juventus. Il cortiso­ne, usato per la cura, è una so­stanza vietata. Cannavaro, nel rispetto della normativa anti­doping, nella stessa giornata invia al Ceft, il Comitato per l’esenzione ai fini terapeutici, la richiesta di esenzione. Tutto secondo prassi. Come il con­trollo e la positività riscontra­ta all’Olimpico.

Ma a questo punto comin­ciano i guai, i malintesi e le gravi leggerezze della Juven­tus. Il Ceft chiede alla società bianconera, attraverso una rac­comandata con ricevuta di ri­torno, un’integrazione della documentazione già inviata. Per chiudere la vicenda ha bi­sogno del certificato di ricove­ro al pronto soccorso (ma Can­navaro non è andato in ospe­dale), oppure di un certificato del medico curante. Ma da To­rino, al di là della richiesta di esenzione, non arriva nessun documento. Il caso passa nelle mani della Procura antidoping che in poco tempo scopre che non solo la raccomandata in­viata alla Juventus è arrivata a destinazione, ma è stata anche ritirata. Ettore Torri, il capo della Procura, potrebbe anche decidere di sospendere in via cautelare Cannavaro. Ma qual­cosa non quadra. E allora pre­ferisce approfondire.

Così viene fuori l’inghippo. Qualcuno ha effettivamente ri­tirato la raccomandata incrimi­nata, che però resta per giorni nella sede bianconera senza che né Cannavaro né il dottor Goitre ne vengano in posses­so. Un errore imperdonabile. Per Cannavaro la questione è chiusa. Per la Procura va avan­ti. Il difensore è convinto di aver rispettato le regole tanto che, dopo la partita con la Ro­ma, si presenta al raduno della nazionale prima di Geor­gia- talia e informa della vicen­da il professor Enrico Castel­lacci, il medico della nazionale che parla direttamente con lo staff sanitario bianconero. Quando la notizia trapela, Tor­ri decide di accelerare per an­dare in fondo alla questione. Cannavaro, reduce da un in­fortunio, quasi non crede ai suoi occhi quando viene infor­mato che rischia non solo una sospensione, ma anche la squalifica.

Giovedì sera a Torino, nella sede della Juve, l’incon­tro tra Torri, Cannavaro e il dottor Goitre. La Juve, nel frat­tempo, diffonde una nota: «In merito alla notizia relativa al­l’apertura di un’inchiesta della Procura antidoping su Canna­varo, il settore medico della so­cietà precisa di aver agito nel rispetto delle prescrizioni sani­tarie e delle regole deontologi­che intervenendo in via d’ur­genza in seguito all’aggravarsi del quadro clinico conseguen­te ad una puntura d’insetto». La terapia farmacologia viene definita, dagli stessi medici, in­dispensabile. Parole che il dot­tor Goitre ribadisce a Torri. Anche Cannavaro chiarisce la sua posizione. La Juve, per rafforzare la propria posizio­ne, presenta anche i trafiletti di due quotidiani sportivi, La Gazzetta dello Sport e Tutto­sport, che riportavano la noti­zia dell’incidente del difenso­re con l’ape molesta. La que­stione si chiude quando i diri­genti bianconeri mostrano a Torri la busta del Cetf ancora sigillata. Oggi Torri chiederà al Tna (Tri­bunale nazionale antidoping) l’archiviazione del caso Canna­varo. Ma potrebbe, anzi è pro­babile che lo faccia, lasciare aperta la posizione della Juve e del dottor Goitre. Troppo grave la leggerezza dei bianconeri che hanno ri­schiato, nella migliore delle ipotesi, di offuscare l’immagi­ne del capitano azzurro.

Alessandro Bocci


08/10/2009

Doping, Cannavaro positivo. La Juve: "Solo un farmaco"

Doping, Cannavaro positivo. La Juve: "Solo un farmaco"

 

Il capitano della Nazionale è risultato positivo all'antidoping per l'assunzione di un antiallergico. Secondo quanto trapelato, la società bianconera aveva dichiarato tutto quanto al Coni. Venerdì la Procura ascolterà il giocatore

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Un azzurro della Nazionale campione del mondo tra i più rappresentativi è risultato positivo all'antidoping dopo che aveva invocato regolare richiesta di esenzione per aver assunto un farmaco in condizioni di emergenza. Si tratta del difensore della Juve Fabio Cannavaro. Nella richiesta però mancava un documento e, in attesa di chiarimenti, il giocatore è stato sottoposto a test che è risultato positivo.

La Procura antidoping del Coni ha diffuso una nota in cui si afferma: "In relazione a una richiesta di esenzione a fini terapeutici, inviata in base alla normativa antidoping, da parte di un tesserato della Federazione Italiana Giuoco Calcio, per somministrazione effettuata in condizioni di emergenza, il Comitato per l'Esenzione ai Fini  Terapeutici (Ceft) del Coni ha richiesto, come previsto, con raccomandata A.R. l'integrazione, con certificato del medico che ha effettuato la terapia o del Pronto Soccorso, della documentazione inviata".

"Nel frattempo - prosegue la nota - l'atleta è stato sottoposto a controllo antidoping con esito avverso. Pertanto, in base alle vigenti norme antidoping, il Procuratore Capo dell'Ufficio di Procura Antidoping, Ettore Torri, ascolterà quanto prima l'atleta e il medico curante. All'esito la Procura adotterà i provvedimenti del caso".

Un'iniezione di cortisone effettuata il 29 agosto scorso per prevenire lo shock allergico da una puntura di insetto: di quanto era stato praticato a Fabio Cannavaro era stato informato anche lo staff azzurro. Copia della richiesta di esenzione presentata al Coni - precisa stasera la Federcalcio - era stata invece inviata per conoscenza dalla Juventus al professor Enrico Castellacci, medico della Nazionale, poco prima dell'arrivo di Cannavaro in ritiro per il doppio impegno contro Georgia e Bulgaria (le due partite sono state giocate, a Tbilisi e a Torino, rispettivamente il 5 e il 9 settembre scorsi). Lo staff azzurro aveva dunque verificato che era tutto a  posto, come da richiesta dei medici della Juve.

In merito alla apertura di un'inchiesta della Procura Federale antidoping su Fabio Cannavaro, la Juventus precisa "di aver agito nel rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle regole deontologiche, intervenendo in via d'urgenza, nello scorso mese di agosto, in seguito all'aggravarsi del quadro clinico derivante dalla puntura di un insetto".

Lo staff medico bianconero spiega che "in tale occasione venne effettuata una terapia farmacologica indispensabile per prevenire eventuali complicanze, anche letali". Si precisa poi che "il giocatore e lo staff medico della Juventus saranno come di consueto a disposizione della Procura per chiarire quanto prima questa vicenda, compresi eventuali disguidi documentali".