06/01/2011

Ossa e resti umani in un bosco, Forse sono di una donna sparita a maggio

Ossa e resti umani in un bosco, Forse sono di una donna sparita a maggio

Da mesi si era trasferita ad Ancona. Indagato per l'omicidio un poliziotto suo ex amante. Il corpo sepolto in una pineta potrebbe essere quello di Rossella Goffo, funzionaria della provincia di Rovigo

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21/07/2010

Stipendi ridotti per deputati e senatori

Stipendi ridotti per deputati e senatori

NELLE TASCHE DEL PARLAMENTO. La manovra prevede anche il taglio di 550 euro al mese per i parlamentari. Sarà deciso la prossima settimana

 

ROMA - Dopo due lunghe riunioni congiunte di Camera e Senato, tenutesi tra mercoledì pomeriggio e giovedì mattina, i questori del Parlamento sono anche giunti alla decisione di tagliare del 10% alle indennità di deputati e senatori. Si tratta di una misura stabilita in relazione alla riduzione delle spese prevista dalla manovra economica. La proposta prevede anche il blocco triennale dei meccanismi di adeguamento automatico degli stipendi. Mentre il limite pensionistico è stato elevato a 60 anni per le pensioni di anzianità.

UNA VOCE DI STIPENDIO- L'indennità dei parlamentari, prevista dalla Costituzione all'art. 69, come spiega il sito del Parlamento, è la prima voce del trattamento economico per i parlamentari ed è quella «che nel linguaggio comune è definita "stipendio"» a cui seguono altre voci: la diaria e i rimborsi: per le "spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori", per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all'estero, per le spese telefoniche. A completamento del trattamento economico dei parlamentari ci sono le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti. La legge n. 1261 del 31 ottobre 1965 fissa l'indennita «in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate». Tale misura era già stata ridotta (dall'art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266) durante la finanziaria del 2006. L'importo mensile - che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% - è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).

IN ATTESA DI CONFERMA - La misura dovrà essere ratificata dagli uffici di presidenza di Montecitorio e Palazzo Madama la prossima settimana. Il taglio, è stato deciso, verrà calcolato sull'indennità. Per i deputati l'indennità ammonta a 5.486,58 euro nette al mese per 12 mensilità: il che vuol dire che ai deputati il taglio costerà circa 550 euro al mese

Redazione Online


11/07/2010

Cuoco torinese trovato morto in un canale ad Amsterdam, è giallo

Cuoco torinese trovato morto in un canale ad Amsterdam, è giallo

Diverse le ipotesi, dalla caduta accidentale all'aggressione culminata con un omicidio. Simone Recrosio, 22 anni, da 2 viveva in Olanda. Nessuna pista è esclusa

 

Simone Recrosio in una foto da Facebook
Simone Recrosio in una foto da Facebook

TORINO - È giallo sulla morte di un giovane torinese il cui corpo è stato trovato senza vita nelle acque di un canale a Neck, vicino Amsterdam. La vittima, Simone Recrosio, 22 anni, è un cuoco di Ronco Canavese: da due anni viveva nella capitale olandese dove aveva trovato lavoro come chef in un ristorante italiano.

NON ESCLUSA NESSUNA IPOTESI - La morte è avvenuta la notte tra il 7 e l'8 luglio: giovedì mattina i colleghi di Simone, non vedendolo arrivare al lavoro, hanno dato l'allarme. Gli ultimi contatti con la famiglia, la madre Linda e il padre Almos, invece, risalgono a lunedì tramite Skype: il ragazzo si era detto contento di come stessero andando le cose. La polizia del luogo, per il momento, non esclude nessuna ipotesi, dalla caduta accidentale allo scontro tra la sua bicicletta, trovata nei pressi del canale, e un'auto, fino all'aggressione culminata con un omicidio. (Fonte Ansa)


Udc nel governo, la Lega dice no

Udc nel governo, la Lega dice no

Maroni e Bossi contrari ad allargamenti della maggioranza ai centristi. Il ministro dell'Interno: "Meglio il voto". Casini smentisce di avere ricevuto proposte da Berlusconi alla cena da Bruno Vespa

 

 

Maggioranza in fibrillazione per l’ipotesi di allargamento all'Udc dopo la cena di giovedì scorso a casa di Bruno Vespa con Casini e Berlusconi.

“E' stata una serata piacevole io vado a cena spesso con chi lavora come me nelle istituzioni. Dialogo con Bersani e D'Alema non vedo perché non dovrei dialogare con il presidente del Consiglio. Detto questo, non mi è stata formulata alcuna offerta né quella sarebbe stata la sede”, chiarisce il leader Udc Pier Ferdinando Casini. Ma dalla Lega arriva una chiusura netta. Il leader Umberto Bossi non lascia spazio a fraintendimenti. "Se ci siamo noi, non ci possono essere loro", dice parlando con ‘La Padania’. Anche Gianfranco Fini, a quanto si apprende da autorevoli fonti della maggioranza, era stato invitato alla cena, ma il presidente della Camera ha declinato.


Per festeggiare i suoi 50 anni di attività professionale il conduttore di 'Porta a Porta' aveva riunito attorno a uno stesso tavolo il premier Silvio Berlusconi, il segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi e il presidente di Generali Cesare Geronzi. Secondo indiscrezioni di stampa sul tavolo ci sarebbe stata un'offerta per portare, in autunno, i centristi nell'esecutivo con l'obiettivo di farne uscire Fini. “Il problema del rimpasto di governo - sottolinea il leader dell'Udc in un'
intervista a SkyTG24 - non mi riguarda, non è una cosa cui io possa essere né direttamente né indirettamente interessato, e poi è una competenza del presidente del Consiglio, è un problema della maggioranza, non certo di chi come me fa l'opposizione”, rimarca Casini. “Qui non servono atti di trasformismo di qualcuno che saltabecca da una parte all'altra: qui serve una fase nuova di corresponsabilità nazionale”. Quindi Casini, parlando al Giornale Radio Rai, lancia un appello sia alla maggioranza (“la vostra sindrome di autosufficienza non serve”) sia alle altre forze politiche dell'opposizione (“non sediamo sull'Aventino”) per lavorare ad una “fase politica nuova”


05/07/2010

Berlusconi-Fini, resa dei conti L'ipotesi di una «federazione»

Berlusconi-Fini, resa dei conti L'ipotesi di una «federazione»

Ma resta la tentazione di una verifica parlamentare. In giornata il capo del governo vede Tremonti

 

Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini in una immagine di archivio (Ansa)
Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini in una immagine di archivio (Ansa)

Si apre oggi una settimana che potrebbe essere decisiva per il futuro del centrodestra. Tutti o quasi i nodi più spinosi infatti — caso Brancher, intercettazioni, manovra e rapporto con Fini — dovrebbero venire al pettine, e il premier è impegnato a trovare soluzioni nel più breve tempo possibile.

La settimana è quella decisiva e Silvio Berlusconi ha un obiettivo sopra tutti: quello di uscirne con la sua leadership rafforzata anche se per farlo, dicono i suoi, non dovrà necessariamente andare alla sfida con l'universo mondo. Piuttosto, è un ruolo assieme di sintesi e di rilancio quello che si propone il premier. Per questo — dopo che sabato notte si è concesso una serata di svago in Sardegna, ospite dell'amico Ennio Doris che festeggiava i suoi 70 anni — ieri la sua giornata è stata monopolizzata dalla più urgente delle incombenze, la soluzione del caso Brancher. Che, con le dimissioni del ministro chieste e come sembra ottenute da Berlusconi in un incontro con lui ieri sera, sgombra il campo da una mina pericolosissima: il voto sulla mozione di sfiducia che avrebbe tentato i finiani e fatto rischiare il deragliamento della maggioranza. Ma sul tavolo del Cavaliere restano aperti almeno altri tre dossier: manovra, intercettazioni e soprattutto caso Fini. Quest'ultimo, che è il più complicato da risolvere, potrebbe prendere più tempo dei «pochi giorni» di cui aveva parlato Berlusconi per dare soluzione ai problemi aperti. Ma potrebbe prendere anche una piega imprevista fino a poche settimane fa.

Come proposto ufficialmente infatti dal capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto, si potrebbe davvero arrivare a una «separazione consensuale» tra Berlusconi e Fini, che preveda — almeno nell'ipotesi che stanno cominciando a prendere in considerazione i finiani — non ovviamente una cacciata dei reprobi dal partito e dalla maggioranza, ma la nascita di una sorta di federazione tra due soggetti che resterebbero assieme sotto lo stesso tetto del centrodestra. Solo così, cioè con l'assicurazione di non essere gettato in mare aperto e senza ciambelle di salvataggio, Fini potrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di un addio alla creatura politica che ha contribuito a fondare, perché avrebbe il tempo, lo spazio, gli uomini (anche i fedelissimi berlusconiani gliene attribuiscono una trentina alla Camera e una quindicina al Senato) per costruire un soggetto che avrebbe la sua libertà di movimento al pari della Lega, direbbe la sua su candidature, leadership, alleanze, scelte strategiche.

La strada del «terzo polo» sul modello del partito liberale inglese, spiegano i fedelissimi dell'ex leader di An, al momento sarebbe solo l'extrema ratio, quella da imboccare cioè qualora si arrivasse a una rottura traumatica tale da spaccare definitivamente il centrodestra e magari portare al voto. Il punto però è che non è ancora chiaro quale sarà la scelta finale di Berlusconi, che tutti prevedono dovrà presto incontrarsi per un chiarimento definitivo con Fini. Perché il premier, dicono, è tentato tanto dall'addio consensuale con l'alleato — che metterebbe fine almeno per ora a una situazione impossibile da reggere ancora — che dalla voglia di cacciare lui e i suoi dalla maggioranza e andare avanti con i voti che gli restano, probabilmente sufficienti per continuare anche se con grandi difficoltà. Ma il problema di come espellere i finiani è ben chiaro al premier, che secondo alcuni potrebbe avere in mente un altro percorso, almeno per l'immediato: quello di una verifica parlamentare sul governo e sui temi chiave della maggioranza per la fase due. Al momento è un'ipotesi tra le altre, una tentazione di Berlusconi per fare una conta tra chi sta con lui e chi contro, e assieme un modo per rilanciare mediaticamente il centrodestra nel caos passando per una rilegittimazione attraverso il voto parlamentare.

E chi conosce bene il premier ritiene la strada «praticabile», anche se il capitolo non è stato ancora affrontato in maniera esplicita dal capo del governo con i suoi, perché un vertice del centrodestra si terrà solo domani, alla vigilia dell'ufficio di presidenza. Infine, nella settimana in cui in commissione Giustizia inizia la discussione generale sul ddl intercettazioni, si arriva alla stretta sulla manovra. Ieri il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti, ha smentito che ci sia stato uno «scontro» tra Berlusconi e Tremonti. Ma oggi tra il Cavaliere e il ministro dell'Economia è previsto un faccia a faccia, per mettere forse la parola fine alle trattative sulla manovra. Con le Regioni e alcuni ministri sul piede di guerra e le imprese che chiedono cambiamenti sul fisco, Berlusconi vorrebbe trovare quello spazio di azione che gli permetterebbe di dare risposte rassicuranti pur nell'ambito di un provvedimento i cui saldi — su questo non si transige — non possono cambiare.

Paola Di Caro


25/06/2010

Jacko, la madre: "Lo hanno ucciso"

Jacko, la madre: "Lo hanno ucciso"

A un anno dalla morte del re del pop Katherine Jackson rilancia l'ipotesi del complotto e dichiara che "qualcuno lo ha voluto togliere di mezzo".

 

 

 

Michael Jackson non è morto per una disgrazia, ma qualcuno "lo ha voluto togliere di mezzo". A un anno dalla morte del Re del pop, la madre Katherine rilancia le accuse contro alcuni "personaggi molto in vista, ricchi, cattivi e senza scrupoli" che avrebbero avuto interesse a sbarazzarsi di 'Jacko'. Nonostante i suoi 80 anni, Katherine si è caricata sulle spalle la responsabilità di prendersi cura dei tre figli di Jacko: Prince (13 anni), Paris (12), Blanket (8). "Sono dei ragazzi magnifici, mi danno tanta forza", dice Katherine intervistata dal Sun nella sua casa di Los Angeles. "Io so com'era mio figlio", dice la signora senza tradire emozioni, "non è morto per una disgrazia. Qualcuno ha voluto che morisse. Persone potenti, cattive, senza scrupoli che non lo volevano intorno per qualche ragione a me sconosciuta".

Ad avvalorare la tesi di Katherine ci sarebbe una frase che Michael usava ripetere spesso, poco prima della sua scomparsa: "Lui mi diceva: 'mamma, vogliono che io sparisca, vogliono che muoia'. Lo diceva sempre. Era un messaggio che voleva lanciare". Poi Katherine aggiunge, quasi a voler avvertire i presunti assassini di suoi figlio: "La sua morte ha portato la famiglia ad essere più unita, più forte". Lei di sicuro lo è: "Sto bene, non mi sento addosso i miei 80 anni. La sola cosa che vorrei, è sapere cosa è successo veramente. E' passato un anno, ma è ancora molto difficile per me".


I tributi che si susseguono in ogni parte del mondo per celebrare l'anniversario dalla morte aiutano a sopportare il dolore: "Sapere che tante persone lo ricordano e sentono la sua mancanza mi fa sentire meno sola. Il mondo ricorda e sente la mancanza di mio figlio e Michael sarebbe felice nel vedere i suoi fan commemorarlo come fanno. Ma per me, per noi, ogni giorno è una battaglia. Ci manca immensamente". Katherine sembra cedere al dolore. Invece trattiene le lacrime e sorride, improvvisamente allegra: "Sapete? Michael ha sempre avuto il ritmo nel sangue. Quando era bambino avevamo in casa una lavatrice che faceva un rumore terribile. Quando centrifugava Michael ascoltava quel suono ripetuto velocemente e improvvisava su di esso parole e passi di danza".

 

 

 

 


04/06/2010

Farefuturo: "La Rai taglia Saviano? Meglio nani e ballerine"

Farefuturo: "La Rai taglia Saviano? Meglio nani e ballerine"

La rivista online della fondazione vicina a Gianfranco Fini critica l'ipotesi di diminuire le trasmissioni del giornalista e scrittore: "Significa che nelle stanze che contano nessuno ha più a cuore le crescita culturale di una società"

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"Ma che servizio pubblico è? La Rai taglia Saviano: meglio puntare su nani e ballerine". In un editoriale di Filippo Rossi sulla rivista web di Farefuturo, si critica l'ipotesi di diminuire le trasmissioni del giornalista e scrittore Roberto Saviano. "Speriamo che non sia vero. Perché non è un bel paese quello in cui la propria televisione pubblica, la televisione di tutti, decide di tagliare un evento culturale prima che mediatico come la trasmissione di Roberto Saviano. Significa che lo stato abdica alle sue funzioni per accontentarsi di nani e ballerine, di zerbini e di veline. Significa che nelle stanze che contano nessuno ha più a cuore le crescita culturale di una società, che si vuole piuttosto allineata e coperta alle ragioni di un potere sempre più vuoto, sempre più stanco, sempre più vecchio".  

"Non lo diciamo per Saviano che ha la capacità e la forza di difendersi da solo - prosegue Rossi - Lo diciamo per noi e per tutti quegli italiani che vorrebbero essere ancora orgogliosi del proprio paese, per tutti quegli italiani che ancora cercano le ragioni profonde di uno stare insieme, di un riconoscersi, di un apprezzarsi. Ecco, Roberto Saviano, quel che questo ragazzo rappresenta, è una delle ragioni: l'idea di un paese normale in cui legalità e giustizia abbiano di nuovo un senso concreto, al di là della retorica, al di là della propaganda".




31/05/2010

Toto tema, tutte le ipotesi in Rete

Toto tema, tutte le ipotesi in Rete

Verso la maturita': la prima prova scritta. Ungaretti, Svevo, Moravia, Calvino, Pavese. Poi bullismo, migranti, diritti umani. Ricorrenze: Cavour e Flaiano

 

MILANO - Il toto-tema è un divertissement, un divertimento di classe e di rete. C’è sempre stato, anche prima di Facebook, ci sarà sempre. E’ un gioco di scommesse, preveggenze, studio vero e leggende metropolitane (tutti hanno un parente che imbusta le tracce del ministero e sa i titoli!). Un divertissement appunto, inutile e irrinunciabile. Il tema di italiano è come un biglietto da visita. Lo studente si gioca l’immagine (e la sostanza). “Fai bene il tema e sei già a metà dell’esame”, dicevano i bei professori di due o tre riforme fa. Giusto quindi avere una qualche preoccupazione, ed è per questo, forse, che ci si agita intorno alle possibili tracce. Ma a quale scopo? E’ come se sapere in anticipo il titolo del tema – mettiamo sull’Unità d’Italia (scontato l’anniversario dei 150 anni?) – potesse permettere allo studente di scrivere in buon italiano e con acuto spirito critico le sue riflessioni sulla resilienza (e non solo resistenza) del meridione contadino e borghese.

(Ansa)

BACHECA - Che titoli avrà scelto la ministra Mariastella Gelmini? La risposta esatta la si conoscerà solo martedì 22 giugno, quando i presidenti di commissione apriranno la busta di plastica sigillata, inviata da Roma e custodita – nella notte precedente – dalle forze dell’ordine più vicine all’istituto. Così, da quando la legge Buonconpagni-Casati del 1859 istituisce di fatto il primo esame, la licenza liceale, gli studenti hanno sempre organizzato il “toto-tema”. Probabilmente lo facevano anche gli allievi dei collegi dei Gesuiti, nel Seicento, prima di affrontare il loro esercizio di scrittura l’ “amplificatio”, diciamo una elaborazione retorica di alcuni brani di celebri autori (dall'amlificatio nasce poi il “tema”). Oggi si condivide il “passatempo” sui blog, sulle bacheche virtuali; gli studenti chiedono di tutto e di più, scaricano pagine e pagine di letteratura, storia, economia, politica. Nascono piccoli business legati ai bigini tecnologici o al prof virtuale connesso 24 ore al giorno con il maturando. Rimbalzano da un sito all’altro e passano al setaccio tutte le cronologie degli uomini e delle donne famose, non si sa mai. Si scommette su tutto: quali argomenti e quali autori, e quanti errori ministeriali? C’è tutto lo scibile umano, tutta l’attualità del secolo in corso, tutte le tematiche bio-etiche, ma si va per esclusione, partendo dagli anniversari e dai “già uscito” sulla ruota dell’esame.

LE IPOTESI - Per l’analisi del testo, gli studenti temono sempre Dante, magari dal Paradiso. Ben piazzati sono pure i soliti noti del Novecento: Ungaretti, Svevo, Moravia, Calvino, Pirandello, Pavese. E se a spiazzare fossero gli esperti del Ministero, con Leopardi? Meglio spostarsi sul tema di attualità: c’è ancora la crisi economica e relativa voce correlata consumo e consumismo). L’educazione al vivere civile e la lotta contro il bullismo, integrazione e contestazioni, diritti umani, razzismo (si lanciano, gli esperti, sull’omofobia?). I nuovi migranti, i sogni e bisogni della società globale e multietnica, la religione e le religioni. Cento ani fa nasceva a Pescara Ennio Flaiano. Ennio chi? No la scuola non può ricordare un fine scrittore e un brillante umorista, sarebbe troppo. Gonxha (Agnese) Bojaxhiu, la futura Madre Teresa, è nata alla fine dell’estate del 1910, a Skopje (ex Jugoslavia): la povertà e la santità, bel tema per i nostri studenti obesi di superfluo. Anche Camillo Benso conte di Cavour è nato in piena estate, ma del 1810, a Torino. Cavour sarebbe un tema tosto. A noi piacerebbe questo titolo: «Sono una piccola ape furibonda» Alda Merini, poetessa (Aforismi e magie, 1999). La voglia di cambiare il mondo e la paura di farlo. Rifletta il candidato sul suo “piccolo” mondo e sul sogno di un mondo migliore.

Giuseppe Tesorio


19/05/2010

Lazio-Inter, inchiesta sulle minacce dei tifosi ai giocatori biancocelesti

Lazio-Inter, inchiesta sulle minacce dei tifosi ai giocatori biancocelesti

Calcio e polemiche. La procura di Tivoli apre un fascicolo. Sentito Baronio. Si procede anche per violenza privata

 

Lo striscione apparso nella curva laziale al vantaggio degli ospiti in Lazio-Inter 0-2
Lo striscione apparso nella curva laziale al vantaggio degli ospiti in Lazio-Inter 0-2

ROMA - La procura di Tivoli ha aperto un'inchiesta sulle presunte minacce dei tifosi laziali ai giocatori biancocelesti prima della partita con l'Inter. Il Procuratore della Repubblica, Luigi De Ficchy, procede anche per le ipotesi di violenza privata. Già sentito come testimone il calciatore Roberto Baronio.

INDAGINE CONTRO IGNOTI - Il fascicolo processuale, al momento contro ignoti, è stato aperto d'ufficio sulla base di notizie di stampa pubblicate all'indomani di Lazio-Inter, con particolare riferimento alle presunte minacce rivolte ai calciatori e al presidente Lotito. Fatti, questi, che sarebbero avvenuti a Formello, sede del quartier generale della Lazio e località per la quale è competente a livello giudiziario la procura di Tivoli. Non è escluso che vengano presto sentiti come testimoni altri calciatori e dirigenti biancocelesti. (fonte Ansa)


17/02/2010

La Luna? Si è staccata dalla Terra a seguito di un'esplosione nucleare

La Luna? Si è staccata dalla Terra a seguito di un'esplosione nucleare

 

Le tesi sulla nascita del corpo celeste. Rivoluzionaria ipotesi di due ricercatori: un georeattore all'origine della formazione del nostro satellite

 

La Luna (Afp)
La Luna (Afp)

Come si è formata la Luna? La domanda è piuttosto semplice ma la risposta finora data dalla scienza non è univoca. In pratica non è ancora certo come si sia formato il nostro satellite. Ora da due ricercatori, uno dell'Università del Western Cape in Sud Africa R. J. de Meijer e l'altro dell'Università di Amsterdam W. van Westrenen arriva una nuova rivoluzionaria ipotesi pubblicata per la prima volta sulla rivista Earth Moon and Planets International Journal of Solar System Science: la Luna si sarebbe formata a seguito di un potentissima esplosione nucleare.

LE IPOTESI SUL CAMPO - Finora le ipotesi sul campo erano quattro. La prima quella della cattura sostiene che la Luna si sia formata in una zona diversa del sistema solare e poi sia stata catturata dall'attrazione gravitazionale della Terra. Questa ipotesi ha un grosso punto debole: le condizioni richieste per la cattura (ad esempio la presenza all'epoca di un'estesa atmosfera terrestre che dissipasse l'energia prodotta dall'evento) non sono considerate molto probabili. La seconda, quella della coformazione, sostiene che Terra e Luna si formarono insieme ma in forma separata a partire dal cosiddetto disco di accrescimento primordiale. Anche qui c'è però un problema: questa ipotesi non spiega in modo soddisfacente lo svuotamento del ferro metallico sulla Luna. Si sviluppa quindi una terza ipotesi, quella della fissione: in pratica la Luna si sarebbe staccata dalla Terra per effetto di forze centrifughe creando un immenso bacino. Questa teoria presenta però un punto debole: per generare il distacco sarebbe stato necessaria una rotazione terrestre iniziale troppo elevata rispetto a quella che si suppone esistente all'epoca.
Attualmente quindi, quella che è considerata la teoria più accreditata della formazione della Luna, è una quarta, quella dell'impatto gigante. Questa teoria ipotizza l'impatto con la Terra di un corpo celeste dalle dimensioni di Marte, che creò abbastanza materiale nell'orbita attorno alla Terra da formare la Luna. Anche questa teoria però ha diversi punti deboli, dal fatto che la percentuale di ossido di ferro della Luna implica che il materiale proto-lunare proverrebbe solo da una piccola frazione del mantello terrestre, al fatto che non c'è prova che la Terra abbia mai posseduto un oceano di lava come previsto da questa teoria.

LA TEORIA DELL'ESPLOSIONE - Lo studio di Meijer e van Westrenen azzarda una rivoluzionaria ipotesi che aggiorna la cosiddetta teoria della fissione eliminando il suo principale punto debole. La tesi dei due ricercatori parte da una critica della teoria dell'impatto gigante. Recenti studi hanno dimostrato che c'è un alto grado di similarità tra il contenuto isotopico della composizione rocciosa della Luna con quella della Terra. Ciò costituisce un problema perchè le simulazioni del cosiddetto impatto gigante prevedevano che solo il 20% della Luna sarebbe dovuta pervenire dalla terra mentre il restante 80% si sarebbe generato dall'impatto che avrebbe investito la Terra.
Meijer e van Westrenen rispolverano la teoria della fissione che era stata abbandonata negli anni '60. In questo modello la Terra primordiale era un corpo rotante in rapido movimento in cui le forze centrifughe erano solo di poco inferiori a quelle gravitazionali. In questa situazione, spiegano i due ricercatori, un piccolo incremento della velocità angolare avrebbe permesso ad una grossa massa di staccarsi dall'Equatore. Ma come si sarebbe generato questo aumento di velocità? Meijer e van Westrenen danno la loro risposta: mediante un'esplosione nucleare di un georeattore naturale. In pratica le forze centrifughe avrebbero concentrato gli elementi più pesanti, come l'uranio e il torio, vicino alla superficie terrestre sul piano equatoriale e l'alta concentrazione avrebbe dato vita all'esplosione che avrebbe poi permesso il distacco della Luna. L'esistenza dei georeattori è più che un'ipotesi. Nel 1970 è stata infatti documentata l'esistenza di un georeattore attivo tra 1,5 e 2 miliardi di anni fa a Oklo, in Gabon.

 

Marco Letizia