17/11/2009

Se l'ippopotamo divora il coccodrillo

Se l'ippopotamo divora il coccodrillo

 

Il rettile si era avvicinato troppo ad una femmina con i cuccioli e il branco lo ha ucciso. Spettacolari immagini scattate dal fotografo Vaclav Silha nel parco del Serengeti in Tanzania

 

SERENGETI- Brutta fine per un coccodrillo del Serengeti National Park in Tanzania, mangiato vivo da una cinquantina di ippopotami affamati e arrabbiati. Il predatore si era avvicinato troppo a una femmina e ai suoi piccoli, mentre la famigliola nuotava placidamente nelle acque del River Mara, e questa imprudenza gli è costata cara: gli animali lo hanno, infatti, circondato, ben decisi a difendere la loro compagna e il povero coccodrillo, preso dal panico, ha tentato di sfuggire all’assalto passando sopra le loro schiene. Scelta pessima, a giudicare dalle incredibili immagini scattate dal fotografo ceco Vaclav Silha, perché gli ippopotami lo hanno letteralmente sbranato.

LA TESTIMONIANZA - «In genere, gli scontri fra questi animali sono molto rari – ha raccontato il fotografo al Daily Mail - . Quando succede qualcosa, è perché ci sono dei cuccioli nel gruppo e gli ippopotami pensano che possano essere in pericolo. Ed è esattamente quello che è capitato in questa occasione. Non so cosa abbia spinto il coccodrillo a passare sopra alle schiene degli ippopotami, penso che forse si sia fatto prendere dal panico e l’abbia vista come la sola via di fuga, ma di certo è stata la peggior scelta che potesse fare e, ovviamente, anche l’ultima». Considerato fra le creature più aggressive ed imprevedibili del regno animale, un ippopotamo adulto può esercitare una pressione di diverse tonnellate in un singolo morso, come conferma la tragica fine del coccodrillo. «Tutto quello che sono riuscito a vedere – ha concluso Silha – era il coccodrillo che si dibatteva e si contorceva per sfuggire alle fauci degli ippopotami, ma nemmeno il coccodrillo più forte sarebbe riuscito a salvarsi. Infatti, non ha avuto scampo e pochi secondi dopo il suo corpo è scivolato nell’acqua e non l’ho più visto».

 

Il fallito tentativo di fuga di un coccodrillo da un branco di ippopotami nel parco del Serengeti in Tanzania. Il rettile finirà divorato (Vaclav Silha /GettyImages)

(Vaclav Silha /GettyImages)

(Vaclav Silha /GettyImages)

(Vaclav Silha /GettyImages)

(Vaclav Silha /GettyImages)

(Vaclav Silha /GettyImages)

(Vaclav Silha /GettyImages)

 

Simona Marchetti


24/03/2009

L'ippopotamo che lo zoo vuole uccidere

L'ippopotamo che lo zoo vuole uccidere

 

«Save Farasi», il gruppo su Facebook: già 1.500 gli iscritti. Il Bioparco di Roma: datelo a noi. Il cucciolo di 4 mesi ha commosso la Svizzera. «Se non troviamo qualcuno che lo adotta dovremo sopprimerlo»

 

L'ippopotamo Farasi con la madre Helvetia (Ap)
L'ippopotamo Farasi con la madre Helvetia (Ap)

MILANO — In Svizzera le cavie se la passano meglio degli ippopotami. Lo scorso settembre una legge sui diritti degli animali ha infatti stabilito che i porcellini d'India devono essere tenuti rigorosamente in coppia: farli soffrire di solitudine è un'inutile crudeltà. A Basilea, invece, due ippopotami maschi sono considerati troppi e, per risolvere il sovraffollamento dello zoo, l'ultimo arrivato potrebbe essere dato in pasto ai leoni.

Peggio che nella savana? Pare proprio di sì: se Farasi — così è stato battezzato il cucciolo, 4 mesi di età e già 100 chili di peso — non troverà una nuova casa, dovrà essere soppresso. La sua unica colpa è di essere stato concepito in cattività dove, finito l'allattamento, diventerà una minaccia per l'equilibrio di coppia dei suoi genitori: a Wilhelm, il papà, non farà certo troppo piacere accorgersi che il figlio cercherà di prendere il suo posto accanto ad Helvetia, la mamma. Un complesso edipico ingestibile che negli Stati Uniti viene evitato attraverso un rigoroso controllo delle nascite, mentre nei 4 mila zoo europei si tende a lasciare piena libertà sessuale agli animali. Con il risultato di dover poi risolvere il problema della prole in eccesso: o si trova una un'altra struttura, oppure si ricorre all'iniezione letale. Nel caso che il piccolo ippopotamo rimanesse orfano, a Basilea non usano troppi giri di parole: «La nostra politica è eliminare gli animali di troppo e darli in pasto ai carnivori ».

In Svizzera il destino del cucciolo — che i lettori del quotidiano Le Matin hanno votato «Svizzero dell'anno» preferendolo al tennista Roger Federer — è diventato un caso nazionale: ma come è possibile, si chiedono gli animalisti, che la star dello zoo possa fare una fine simile? Il movimento «Save Farasi » ha oltre 1.500 iscritti su Facebook e la sua fondatrice, Andrea Dindo, contatta personalmente gli zoo di mezza Europa: «Mi ripetono tutti che non hanno spazio — racconta —, e aggiungono che se non lo si dovesse trovare, sarebbe giusto ucciderlo». Il problema esiste, eccome: gli zoo non hanno fondi sufficienti per progettare ampliamenti nonostante gli ospiti indesiderati come Farasi siano ormai più di 18 mila: «È il risultato di una gestione irresponsabile, agli animali vanno sommini-strati anticoncezionali o devono essere separati quando sono in calore — dice Luigi Boitani, direttore del Dipartimento Biologia animale e dell'uomo all'Università La Sapienza di Roma —. A volte non lo si fa per banale incapacità, altre volte perché i cuccioli fanno notizia e attirano visitatori...».

Sarà a lieto fine la storia dell'ippopotamino svizzero? Di sicuro non entrerà nel mondo dello spettacolo: è stata infatti bocciata la richiesta del Cyrcus Royal di assumerlo nel proprio cast con un ruolo da protagonista. Dall'Italia si è fatto vivo l'assessore all'Ambiente del Comune di Roma Fabio De Lillo, ben felice di accoglierlo negli spazi del Bioparco. Il tempo stringe: tra una decina di mesi padre e figlio cominceranno a farsi la guerra. Tanja Dietrich, la portavoce dello zoo, creca di mostrarsi ottimista: «Siamo fiduciosi che alla fine riusciremo a trovare la sistemazione giusta per Farasi ».

Fabio Cutri