10/07/2011
Ischia, una bimba bocciata in prima elementare
Ischia, una bimba bocciata in prima elementareIl caso in una scuola di Lacco Ameno, comune dell'«isola verde». I genitori: siamo stati abbandonati, ricorreremo al Tar.
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17/08/2010
Lite con lo skipper, notte in strada per il calciatore della A.s. Roma Cerci
Lite con lo skipper, notte in strada per il calciatore della A.s. Roma CerciINTERVENGONO I CARABINIERI. Disavventura a Capri: l'attaccante giallorosso scaricato da comandante di yacht noleggiato per 100 mila euro
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28/04/2010
Bertolaso: allarme eruzione a Ischia
Bertolaso: allarme eruzione a IschiaIl sottosegretario: allargare la zona rossa, in caso di risveglio anche Napoli a rischio. «Il vulcano con il colpo in canna? Il monte Epomeo». E il Vesuvio «è il più grande problema di protezione civile»
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| Ischia, uno scorcio di Casamicciola con, sullo sfondo, il monte Epomeo (Reuters) |
NAPOLI - «Se dovessi dire potenzialmente qual’è il vulcano com ’il colpo in canna’ direi che non è il Vesuvio ma l’isola di Ischia». Lo ha detto il Capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, che nel corso di una conferenza stampa ha illustrato il quadro dei rischi collegato ai vulcani in Italia. L’ultima eruzione risale al 1.300. In questi secoli il cono del monte Epomeo è cresciuto di 800 metri. «Si sta caricando la camera magmatica». Sul fronte dei rischi, quindi, anche Ischia rappresenta insieme al Vesuvio, la cui attività oggi non desta preoccupazioni nella comunità scientifica, un problema enorme in prospettiva futura.
LA ZONA ROSSA - A differenza del Vesuvio, non c’è per Ischia la percezione che ci sia sull’isola un vulcano attivo. In compenso delle conseguenze di un possibile risveglio della montagna che sovrasta il capoluogo campano si parla molto ampiamente. Bertolaso lo definisce anzi «il problema di Protezione civile più grande nel nostro Paese», perché ora «sta bello tranquillo e speriamo che rimanga in questa situazione di quiescienza», ma tutti quanti sanno benissimo che «nel caso di un risveglio la situazione sarebbe drammatica». Quello che consola è che «del Vesuvio sappiamo tutto». Ovvero che una eruzione del vulcano, sarebbe anticipata da segnali, come ad esempio scosse di terremoto forti, come quelle che hanno colpito lo scorso anno a l’Aquila. Ci troveremmo di fronte a una situazione di emergenza" con un prevedibile caos e panico nella popolazione. Nella cosiddetta fascia ’rossa’, che comprende 18 comuni dell’area vesuviana che si sono sviluppati negli ultimi sessant’anni attorno al vulcano vivono secondo i dati ufficiali almeno mezzo milione di persone. «Probabilmente - ha sottolineato Bertolaso - sono 600-650 mila persone». Anche una parte del capoluogo potrebbe essere inserita nella zona rossa e inserita nei piani di evacuazione di massa.
Redazione online
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28/01/2010
A Ischia è guerriglia, scontri per difendere le case abusive: sassaiola e feriti
A Ischia è guerriglia, scontri per difendere le case abusive: sassaiola e feriti
Barricate dei proprietari che cospargono la strada di accesso di nafta. Cariche della polizia, sei agenti feriti
Video amatoriale da "IO REPORTER"
NAPOLI - Alle fine è esplosa la «rivolta». Da una parte centinaia di residenti in difesa dei seicento manufatti abusivi (si partiva stamane con l'abbattimento di una casa in via Monte Cito a Casamicciola), dall'altra la polizia in tenuta antisommossa. Un confronto che, per tutta la notte, si è tenuto sul filo della tensione, non mancando qualche ruvidezza e qualche provocazione.
Poi alle 9, quando le ruspe si sono presentate per il «lavoro», il caos è diventato totale. La polizia ha caricato i manifestanti in località «Fango», nel comune di Casamicciola, riuscendo ad allontanarli dalla sede stradale. I manifestanti avevano bloccato con una barricata la piccola strada attraverso la quale si accedeva all’abitazione da demolire, lanciando sassi e bottiglie nei confronti delle forze dell'ordine (sei agenti feriti, prognosi da due a sei giorni). Attimi di vero terrore quando alcuni «rivoltosi» hanno cosparso di nafta la sede stradale per impedire l’ accesso delle ruspe e costruito uno sbarramento con dei camion ed una barricata.
La zona è ora presidiata da circa 200 agenti e carabinieri, mentre il giudice monocratico, Giovanni Carbone, ha respinto la sospensione degli abbattimenti. come chiesto in un ricorso
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| Una fase degli scontri (Ansa) |
RICORSO RESPINTO - Secondo quanto apprende l'agenzia il «Velino», non ci sarebbero stati i presupposti giuridici per accogliere la richiesta di sospensiva. La notizia rischia di far salire ulteriormente la tensione a Ischia dove manifestanti e forze dell'ordine attendono l'ufficialità della sentenza. E il procuratore aggiunto di Napoli, Aldo Chiara, commenta. «Non ci sono ostacoli di natura giuridica per procedere alla demolizione».
NOTTE DI TENSIONE - Già ore prima, in una notte freddissima, Ischia aveva conosciuto momenti di paura. Trecento manifestanti avevano affrontato con barricate e lanci di sassi 150 poliziotti e alcune decine di carabinieri sbarcati da Napoli con un ordine di demolizione per una casa abusiva. La Procura di Napoli l’aveva disposta in seguito a una sentenza passata in giudicato. Sospesa per qualche giorno in seguito a pacifiche manifestazioni di protesta, è ora diventata esecutiva e il clima si è fatto pesante. La demolizione doveva , infatti, essere eseguita il 19 gennaio scorso, ma un gruppo di cittadini aveva inscenato un «muro umano» davanti all’accesso della casa da abbattere, e il procuratore aggiunto Aldo De Chiara aveva prospettato una sospensione temporanea. Decisione accolta con favore dal comitato che si oppone alla demolizione, che, a detta degli organizzatori, sostiene una «battaglia sociale» «per il diritto alla casa».
CORTEO CON 3000 PERSONE - Pochi giorni dopo, centinaia di studenti delle scuole medie superiori si erano recati a Casamicciola per esprimere la solidarietà alla famiglia destinataria del provvedimento giudiziario, un picchetto che non ha praticamente mai abbandonato l’ingresso alla casa, davanti al quale si è tenuta perfino una veglia di preghiera.
Due giorni fa, un corteo di 3000 persone aveva sfilato tra Lacco Ameno e Ischia, esponendo striscioni e gridando slogan. Molte le case abusive sull’isola, soggetta a vincolo paesaggistico e ambientale, che rischiano l’abbattimento. Tra queste, non solo giganti di cemento ma anche comuni abitazioni.
LE CARICHE - Alla fine di un lungo braccio di ferro, le forze dell’ordine hanno deciso di intervenire, con l’obiettivo di smantellare le barricate e rendere eseguibile la sentenza. Durante una prima carica contro i manifestanti, alcuni dei quali a volto coperto e muniti di bastoni e pietre, alcuni poliziotti sono rimasti leggermente feriti (tra questi il primo dirigente della Questura di Napoli Luigi Peluso, colpito da un oggetto alla fronte), e alcune donne che partecipavano alla protesta hanno dato in escandescenze. Una decina di persone è stata sottoposta a fermo.
ANCHE A PIANURA - Tensione tra polizia ed inquilini di un edificio abusivo destinato alla demolizione anche a Pianura, quartiere della periferia occidentale di Napoli. Questa mattina le forze dell’ordine hanno scortato i tecnici del Comune incaricati di procedere alla demolizione ed hanno avviato l’evacuazione di uno stabile in via Torciolano. Uno degli occupanti dello stabile è salito sul tetto dell’edificio ed ha cominciato un lancio di pietre contro gli agenti. L’uomo è stato fermato e trasferito nel commissariato di zona. Sul posto gli occupanti dello stabile e polizia si fronteggiano in attesa della decisione di procedere o meno oggi stesso alla demolizione.
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10/11/2009
Frana a Ischia, persone in mare Morta una ragazzina di 15 anni
Frana a Ischia, persone in mare Morta una ragazzina di 15 anni
Squadre di vigili del fuoco gia' arrivate da Napoli. Smottamento da un costone di montagna, nei pressi del porto di Casamicciola. Ancora dispersa una donna
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| Auto travolte dal fango a Ischia (Ansa) |
NAPOLI -Ennesimo disastro ambientale in Italia che, questa volta, ha colpito uno dei luoghi simbolo del "Bel Paese": Ischia, dove una grossa frana si è staccata da un costone di montagna, nei pressi del porto di Casamicciola. Il bilancio, provvisorio vista la difficoltà dei soccorsi per il maltempo, è di una ragazzina di 15 anni morta e di una ventina di feriti, di cui uno grave. Sono circa dieci le auto finite in mare e un pullmino, ma non si sa ancora se vi erano persone a bordo. I sommozzatori della Guardia Costiera sono arrivati sul luogo della frana, per le ricerche di eventuali persone precipitate in mare. Un bambino che era dato per disperso è stato poi trovato in buone condizioni, mentre secondo la protezione civile manca ancora all'appello una donna.
AREA DEVASTATA DAGLI INCENDI DURANTE L'ESTATE - Sull'isola sono arrivate squadre dei vigili del fuoco anche da Napoli, che stanno provvedendo alla evacuazione dell'area. Lo smottamento è avvenuto in località Tresca e ha riguardato il Monte Epomeo, questa estate colpito da una serie di incendi, spenti con l'intervento di Canadair. Un'altra piccola è rimasta invece ferita in modo grave. Estratta dal fango è stata trasportata da una motovedetta della Capitaneria di Porto in un ospedale di Napoli. Casamicciola è accessibile soltanto via mare, perché le strade sono inagibili a causa della pioggia.
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| Una imbarcazione della guardia costiera di fronte a Ischia (Ansa |
BERTOLASO: «RABBIA E TRISTEZZA» - La frana «da un lato mi fa grande rabbia, dall’altro mi rattrista moltissimo, perché significa che tutto il lavoro che è stato fatto fino a oggievidentemente non è stato sufficiente». Lo ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso: «Lo sapevamo - ha aggiunto Bertolaso - fino a quando non si fa questo grande progetto di manutenzione del territorio e di messa in sicurezza di tutto il nostro ambiente continueremo a dover subire questo genere di situazioni». «La prevenzione - ha proseguito - è fondamentale. Fino a quando non faremo prevenzione seria in campo antisismico e del rischio idrogeologico dovremo continuare a confrontarci con questo genere di tragedie. La Protezione civile può garantire un intervento immediato, ma ci vuole progettazione, visione di lungo respiro in modo da cominciare a fare una serie di opere di prevenzione».
NEL 2006 UN'ALTRA TRAGEDIA SIMILE: QUATTRO MORTI - Nel 2006 ci furono quattro morti sempre per lo smottamento di un costone di montagna. Allora a cedere furono le pareti del monte Vezzi che precipitarono su un casa in cui dormivano sei persone. Solo due furono estratte vive.
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