25/11/2011

Il cantante degli Iron Maiden fa il pilota, la compagnia aerea fallisce. La compra lui

Il cantante degli Iron Maiden fa il pilota, la compagnia aerea fallisce. La compra lui

MUSICA. Bruce Dickinson lavorava per l'islandese Astraeus Airlines. E il cantante promette: «Salverò 1500 posti di lavoro»

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24/05/2011

Vulcano Islanda: annullati 500 voli

Vulcano Islanda: annullati 500 voli

Proteste della Ryanair. Ue: «Non prevista chiusura totale europea». Stop in Scozia, problemi in Danimarca e Norvegia. Germania: Amburgo Brema e Berlino chiusi dalle 24

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17/08/2010

I giganti che portano la luce in Islanda

I giganti che portano la luce in Islanda

Unbuilt Architecture Award Design. S'ispirano ai monoliti dell'Isola di Pasqua. Sono alti 30 metri. Umanoidi d'acciaio, vetro e cemento. Attraversano i fiordi tenendo i fili elettrici tra le braccia

giganti - boston architects.jpg

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17/06/2010

Il Parlamento islandese approva la "legge sbavaglio"

Il Parlamento islandese approva la "legge sbavaglio"

Via libera all'unanimità per l' IMMI (Icelandic Modern Media Initiative) che intende trasformare l'isola vulcanica nel nuovo paradiso fiscale della libertà di espressione. E che potrebbe anche rendere inefficace la “legge bavaglio” italiana

 

 



Dal bavaglio allo sbavaglio. Mentre il Parlamento Italiano si prepara a varare il controverso disegno di legge sulle intercettazioni, dall'Islanda arriva un provvedimento che va in tutt'altra direzione. E che è stato già battezzato "legge sbavaglio".
Nella notte di ieri, il Parlamento di Reykjavík ha infatti approvato all'unanimità (50 voti a favore, 0 contrari, 1 solo astenuto) un'innovativa iniziativa legislativa che intende trasformare l'isola vulcanica nel paradiso della libertà di espressione.
L'Icelandic Modern Media Initiative (IMMI) prende a modello il meglio dei provvedimenti che tutelano la libertà di espressione nel resto del mondo: dalla protezione totale per gli informatori (Belgio) ad un segreto professionale rafforzato per i giornalisti (sull'esempio della Svezia); ma anche maggiori garanzie per i fornitori di connettività che non si vedranno costretti a rivelare l'identità dei propri utenti dietro richiesta della magistratura (fermo restando che la legge islandese protegge solo la libertà di espressione, tutti gli altri reati online continueranno ad essere perseguibili).

Ci sono poi misure che invitano i cittadini a denunciare reati della pubblica amministrazione (sull'esempio degli Usa) e altre che impongono la completa trasparenza degli atti governativi (come in Norvegia).

Insomma, l'obiettivo della legge è trasformare il paese in una sorta di "paradiso offshore per la libertà di informazione", come è stato definito da più fonti. L'IMMI intende così attirare gli investimenti di chi opera nel settore dei media digitali: dal momento in cui i server e i data center vengono ospitati sul suolo islandese, i responsabili dovranno rispondere solo alla ultra-protettiva legge del paese.
Un invito a nozze per tanti siti web e servizi online che, a seconda del paese in cui operano, devono fare i conti con un quadro legislativo frammentato e spesso oscurantista. Tra i sostenitori (e gli ispiratori) più convinti dell'IMMI c'è anche Wikileaks, il sito di soffiate online che dopo i recenti, clamorosi scoop è finito nel mirino del Pentagono statunitense: il Dipartimento della Difesa teme infatti per la pubblicazione di nuovi, scottanti documenti riservati.

Inutile sottolineare come, in seguito all’approvazione dell'Icelandic Modern Media Initiative, la nostra "legge bavaglio" nascerebbe già depotenziata: a una testata o ad un blog in italiano basterebbe trasferire la propria sede legale in Islanda per continuare a pubblicare le intercettazioni telefoniche con tutte le garanzie previste dall’IMMI.

Più controversa invece la situazione di una società italiana che trasferisce solo i propri server in Islanda e mantiene la sede operativa in Italia: potrebbe ancora essere soggetta alle limitazioni del ddl intercettazioni.
Non si conoscono ancora i tempi per l'entrata in vigore del provvedimento islandese. L'iter legislativo del paese è infatti piuttosto complesso: ora il Governo è stato invitato (attraverso una sorta di legge delega) a specificare come, dal punto di vista tecnico e burocratico, le linee-guida del Parlamento dovranno entrare in vigore. Ci potrebbe volere un anno, o forse anche più.

Wikileaks applaude al disegno islandese:

 

 

Nicola Bruno


24/05/2010

Islanda, il vulcano smette di eruttare

Islanda, il vulcano smette di eruttare

Speranze per il traffico aereo. Il geofisico Gudmundsson:"L'attività del cratere è finita". Ma non è detto che non riparta

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Ha paralizzato il traffico aereo europeo per un’intera settimana. Con le sue gigantesche nubi di cenere ha bloccato a terra centinaia di migliaia di viaggiatori negli aeroporti di mezzo mondo. Milioni di persone hanno dovuto imparare loro malgrado il suo impronunciabile nome. Ora il vulcano islandese Eyjafjallajokull si è placato. Dalle sue tre bocche, che viste dall’alto sembrano il volto dell’Urlo di Munch, non esce più cenere, ma solo bianco vapore.

«Ciò che posso confermare è che l’attività del cratere è cessata. Non c’è più magma che sale», ha dichiarato il geofisico Magnus Gudmundsson dell’Università dell’Islanda. In mattinata un pilota, giornalista ed ambientalista islandese, Omar Ragnarsson, aveva sorvolato il vulcano ed il ghiacciaio con un aereo da turismo: «Non c’è traccia di cenere, i crateri emettono solo vapore». Annuncio che fa probabilmente tirare un sospiro di sollievo alle compagnie aeree di tutto il mondo, che per colpa di quelle ceneri hanno accumulato centinaia di milioni di dollari di perdite.


Tutta colpa dell’Eyjafjallajokull che per 200 anni aveva dormito coperto da un ghiacciaio. Quando ha deciso di risvegliarsi, il 13 aprile, lo ha fatto con un un boato, lanciando in aria una colonna di cenere e detriti alta otto chilometri.


Già poche ore dopo la Norvegia venne costretta a chiudere per prima alcuni tratti del suo spazio aereo. Via via imitata da tutti gli altri Paesi del nord Europa. Alle 13 del 15 aprile toccò a Heathrow, il più grande aeroporto di Londra e si capì che la situazione stava per precipitare. I bivacchi di passeggeri divennero un’abitudine in giro per il mondo: a New York come in Asia. 8.000 voli soppressi in Europa il 15 aprile, 17.000 il giorno successivo, 18-20.000 al giorno dal 17 in poi con Germania, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Polonia, Repubblica Ceca e tutti i paesi scandinavi privi di voli.


Occasione di festa solo per gli abitanti delle zone limitrofe agli aeroporti, come quelli di Roissy con il parigino "Charles de Gaulle" finalmente silenzioso. Il 19 aprile la chiusura toccò anche ai cieli italiani. La situazione cominciò a migliorare dal 20, ma le chiusure sono proseguite fino a due giorni fa, dettate dal principio di precauzione che ha fatto arrabbiare i più estroversi patron di compagnie aeree (su tutti, Richard Branson della Virgin e Niki Lauda), ma anche la Iata, che ancora cinque giorni fa ha attaccato l’Unione Europea per il sistema delle chiusure degli spazi aerei. Ora si tranquillizzeranno, ma gli esperti avvertono: non è detto che sia finita qui.


09/05/2010

Cenere vulcanica, stop ai voli nel Nord Italia

Cenere vulcanica, stop ai voli nel Nord Italia

Dalle ore 8 alle 14 di domenica interdetto lo spazio aereo del Nord della Penisola, salvo Venezia, Trieste e Rimini. Cancellati 5.000 collegamenti in Spagna, Portogallo e Francia.

 

 


Stop ai voli nel Nord Italia, salvo Venezia, Trieste e Rimini, dalle ore 8 alle ore 14 di domenica 9 maggio. Questo quanto comunicato dall'Enac che predispone l'interdizione del traffico aereo a causa della cenere vulcanica.

La nube di polvere del vulcano islandese Eyjafjallajokul torna dunque in Italia, dopo l'ennesima giornata di caos che sabato ha interessato l'Europa causando l'annullamento di 5.000 voli. A causa della ripresa dell'attività eruttiva del vulcano, l'aeroporto di Barcellona sabato è stato chiuso dalle ore 15 alle ore 22.


Intanto anche l'Enac,
l'Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, segue da vicino l'evolversi della situazione e invita i passeggeri a contattare le rispettive compagnie aeree per informazioni sull’operatività dei propri voli nelle prossime ore.

Qui tutte
le informazioni sui voli Alitalia
Notizie in tempo reale sui voli negli aeroporti di Venezia TesseraTorino Caselle - Bergamo Orio Al Serio - Bologna - Milano Linate e Malpensa - Roma Fiumicino

La parte bassa della nube, compresa fra il suolo e circa 6500 metri di quota - si legge nel bollettino del Vaac,
il Centro di controllo europeo delle polveri vulcaniche ai fini della sicurezza del volo - "è quella più pericolosa per il volo, invaderà il Mar Ligure e il Tirreno e poi man mano il resto dell'Italia a cominciare dalla parte occidentale, mentre la parte alta della nube (compresa fra i 6500 metri e circa 11 mila metri) invaderà tutta l'Italia settentrionale ma tenderà a dirigersi sui Balcani".

Entro le ore 13 circa di domenica, precisa il Vaac, "la parte bassa della nube (pericolosa per il traffico aereo e segnata in rosso) coprirà tutta l'Italia, esclusa la Sicilia e la Sardegna, ma compreso l'Adriatico, per spingersi fino alla Grecia". La parte alta della nube, compresa fra la quota di 6500 metri e 11 mila metri circa - conclude il bollettino - scivolerà invece lungo la penisola balcanica (senza interessare l'Italia) per spingersi fino al Bosforo".


L'attività eruttiva, secondo quanto riferito da Mike Burton, primo ricercatore della sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è di nuovo ai livelli del 15-16 aprile, quando aveva raggiunto il suo massimo.


07/05/2010

L'Eyjafjallajokull e l'incubo di un nuovo stop ai voli

L'Eyjafjallajokull e l'incubo di un nuovo stop ai voli

Il vulcano islandese è tornatato a eruttare nella notte, provocando la formazione di un'altra nube di cenere. A Bruxelles la portavoce dell'Eurocontrol ha comunicato che le polveri "si stanno spostando verso la costa occidentale della Penisola iberica"

 

 

 

 

Torna a far paura l'Eyjafjallajokull, il vulcano islandese che, in aprile, ha mandato in tilt lo spazio aereo europeo a causa d'una ripresa dell'attività eruttiva. Nella serata del 6 maggio i metereologi dell'isola dei vichinghi hanno infatti annunciato una nuova fase esplosiva del cratere sottostante l'omonimo ghiacciaio con inevitabili e "considerevoli" ricadute di cenere. E, come previsto, nella notte s'è verificata una nuova intensa eruzione, che ha causato la formazione d'un'altra nube di cenere.

Sulle effettive conseguenze della spessa coltre di polveri è intervenuto Mike Burton, primo ricercatore della sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il quale è tornato con un collega italiano e con un gruppo di scienziati francesi nell'area del ghiacciaio dell'Eyjafjallajokull. Scopo della sua missione è quello d'aiutare i vulcanologi islandesi a misurare lo zolfo in uscita dalla sommità del cratere, che preoccupa non poco per la salute della popolazione locale. Relativamente alla criticità della situazione Burton non ha dubbi: "Secondo le informazioni attuali che abbiamo la situazione ora è molto confrontabile con quella del 14 aprile, vale a dire quella dell'inizio della seconda fase dell'eruzione, quell'eruzione di cenere che ha provocato tutti i problemi di volo aereo in Europa. Ora tutto dipende dal meteo perché, se il vento porta il pennacchio sopra il Regno Unito e la Francia come ha fatto due settimane fa, immagino che creerà problemi".


E a fare il punto della situazione con specifico riferimento allo spazio aereo europeo è intervenuta Kyla Evans, portavoce di Eurocontrol, che a Bruxelles ha comunicato lo spostamento delle ceneri, prodottesi nella notte, "verso la costa occidentale della Penisola iberica". La portavoce ha poi notificato la conseguente deviazione di molti voli intercontinentali, transitanti sull'Irlanda, con inevitabili ritardi "a seconda delle rotte". Evans ha aggiunto che al momento, in ogni caso, non sono previste ulteriori chiusure di scali.


E proprio l'isola verde, fra le altre cose, ha vissuto fino alle 12.00 del 7 maggio (14.00 in Italia) il terzo giorno di chiusura, sia pure parziale, del proprio spazio aereo. Nel pomeriggio del 6 maggio la Iaa, autorità per l'aviazione civile nazionale, aveva infatti vietato i voli in partenza e in arrivo da sei aeroporti della parte occidentale dell'isola, tra cui quello di Shannon. Il divieto era scattato a partire dalle 23.00 ora locale dello stesso giorno (1.00 in Italia).


Ecco l'eruzione del vulcano che ha bloccato il mondo

Ecco l'eruzione del vulcano che ha bloccato il mondo

Va in onda il 7 maggio alle 21.10, su National Geographic Channel (canale 402 di Sky), un documentario con le immagini inedite di Eyjafjallajokull. Una troupe ha filmato l'esplosione, l'eruzione del 14 aprile e la formazione della nube.

 

 

Ne abbiamo sentito parlare. Ne abbiamo subito le conseguenze. Ora, finalmente, possiamo vederla. L’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull del 14 aprile scorso ripresa da una troupe di National Geographic. Immagini inedite della nube di cenere che paralizzò il traffico aereo causando danni economici per milioni di euro. Saranno trasmesse sul canale 402 di Sky. Il vulcano che bloccò il mondo, questo il titolo del documentario, andrà in onda venerdì 7 maggio alle 21.10.

Le telecamere di National Geographic hanno ripreso tutte le fasi dell’evento naturale. Dai momenti prima dell’esplosione, all’eruzione vera e propria, fino alla formazione della nube. Una troupe, infatti, era già in Islanda per girare un documentario su Eyjafjallajokull. C’erano il geologo Haraldur Sigurdsson, docente della Rhode Island University, e il regista Johann Sigfusson. Hanno noleggiato un elicottero e sorvolato il vulcano in piena attività. Sono riusciti ad atterrare vicino al cratere. “Il panorama e i rumori erano inimmaginabili – racconta Sigfusson –. Ogni dieci minuti un boato fortissimo ci faceva sobbalzare. La nube era enorme, un immenso muro grigio. Potevamo sentire la cenere sulla faccia e in bocca”.

L’eruzione vista da molti punti di vista, anche dallo spazio grazie ad immagini dei satelliti Nasa, ma non solo. Nel documentario (nel video un estratto) ci saranno testimonianze oculari e opinioni di tanti studiosi sul risveglio di Eyjafjallajokull.

 



04/05/2010

Torna la nube di cenere: fermi per sei ore i voli in Irlanda

Torna la nube di cenere: fermi per sei ore i voli in Irlanda

Nuovo stop anche se lo spazio aereo britannico resterà aperto ai voli in transito. Le autorità del trasporto aereo hanno riferito che il blocco durerà sei ore: dalle 8 alle 14 ora italiana

 

DUBLINO - Aeroporti irlandesi chiusi per sei ore martedì a causa dell'allarme causato dalla nube di cenere del vulcano in Islanda. Le autorità del trasporto aereo hanno riferito che dalle 8 alle 14 ora italiana non saranno possibili partenze e arrivi. L'Irish Aviation Authority (IAA) ha precisato che lo spazio aereo britannico resterà comunque aperto ai voli in transito. L'Europa non sarà toccata dalla restrizione e così i voli intercontinentali.


18/04/2010

10 risposte per affrontare l'emergenza

10 risposte per affrontare l'emergenza

Una guida per sapere che cosa fare se si rimane coinvolti dai problemi di viaggio provocati dalla «nube»

 

Volo cancellato che cosa fare
La Carta del Passeggero (regolamento 261/04) prevede che anche in caso di cancellazioni causate da «eventi eccezionali» la compagnia aerea deve offrire al passeggero la possibilità di scegliere tra il rimborso del biglietto oppure l’imbarco su un altro volo, il prima possibile o in una data successiva più conveniente per il cliente. Il vettore è tenuto anche a garantire al cliente un’adeguata assistenza a terra. Nel caso di avverse condizioni meteo determinate da circostanze eccezionali non è previsto invece il risarcimento per i disagi subiti dal passeggero

Come chiedere il rimborso?
«Le norme prevedono che il rimborso sia immediato e in contanti», dice Paolo Martinello di Altroconsumo. È possibile presentare richiesta alla compagnia anche attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno. Attenzione: il biglietto va conservato con cura. «Qualora la compagnia non provvedesse al rimborso, si può inoltrare una segnalazione all’Ente nazionale dell’aviazione civile (via posta, fax, email o con modulo online - www.enav.gov.it) e all’Antitrust». Ultima strada il Giudice di Pace. Più passeggeri con storie analoghe possono optare per un’azione collettiva

Quale deve essere l’assistenza a terra?
Il vettore deve garantire al passeggero in attesa di un volo successivo pasti, bevande, eventuali pernottamenti, trasferimenti da e per l’aeroporto, due chiamate telefoniche, fax o email. La disponibilità di camere in molte città è esaurita: brandine sono state portate nei principali scali

Se l’emergenza continua?
Ai passeggeri in partenza spetterà solo il rimborso o la riprotezione. «Le compagnie dovranno però garantire assistenza a chi è di rientro o in transito», dicono da Altroconsumo. Nell’assistenza rientra lo studio di soluzioni alternative che permettano ai passeggeri il ritorno a casa

Le «low cost» hanno regole a sé?
Compagnie di linea e «low cost» sono tenute allo stesso modo a rispettare la Carta del passeggero. Segnalazioni di violazioni del regolamento sono state trasmesse agli uffici di Enac e Astoi (l’associazione dei tour operator) da passeggeri di Airberlin («rifiuto di rimborso e assistenza») ed easyJet («rifiuto di rimborso»). Ma anche di Lufthansa («a due passeggeri bloccati a Shangai è stato negato il rientro in economy e l’assistenza in albergo»). Gli ispettori dell’Enac sono al lavoro negli scali italiani: «Le compagnie che non rispettano il regolamento saranno denunciate e sanzionate»

E se si viaggia con tour operator?
«Il tour operator è tenuto a provvedere, per i passeggeri in partenza, al rimborso dell’intero pacchetto», afferma il direttore di Astoi Alberto Corti. Come da Codice del consumo. Per richiedere il rimborso bisogna «rivolgersi entro sette giorni all’agenzia viaggi (dove è stato acquistato il pacchetto) o inviare una email al sito online (se l’acquisto è stato fatto sul web)». Conservare tutta la documentazione. Aggiunge Corti: «Riprotezione e assistenza, soprattutto dei passeggeri di rientro, devono essere garantite dalla compagnia alla quale il tour operator si appoggia»

Il treno è un’alternativa?
Anche oggi Frecciarossa straordinario in partenza da Roma e Milano alle 8 (ferma a Bologna). Trenitalia raccomanda ai viaggiatori di recarsi in stazione solo se diretti verso mete nazionali. Meglio se già provvisti di biglietto acquistato online (www.trenitalia.it) o al call center (89.20.21). Invita invece i passeggeri che vogliono andare all’estero a non considerare il treno un’alternativa: «Tutti i collegamenti sono esauriti fino a venerdì, qualche posto potrebbe rendersi disponibile solo sui treni di giorno». Per raggiungere le isole e il Sud sono disponibili collegamenti via traghetto

L’automobile a noleggio
In alternativa al treno c’è l’auto a noleggio, magari da condividere con più persone (car sharing). Dal tardo pomeriggio di ieri però le principali compagnie del Nord non hanno più vetture a disposizione, le prime rientreranno domani dopo mezzogiorno.

Taxi da prendere con altri
Attenzione a chi offre servizi con autista. Meglio preferire un taxi, esistono tariffe fisse. Quelle di una delle compagnie milanesi: «Mille euro per andare da Milano a Roma, 1.500 per Parigi». Costo che può essere suddiviso tra più passeggeri (fino a sei)

Quando tornerà tutto normale?
Ieri l’Ente nazionale dell’aviazione civile ha disposto la chiusura dello spazio aereo del Nord Italia fino a domani alle otto. In attesa di nuove previsioni e nuovi bollettini, l’Enac mette in guardia: dal momento in cui il sistema aereo ripartirà (a livello italiano ma anche europeo), ci vorranno almeno altri due giorni di riassestamento perché la situazione torni alla normalità. Per non andare incontro a cattive sorprese quindi, sempre che sia possibile, è meglio rinviare ogni viaggio in aereo di qualche giorno

Alessandra Mangiarotti