07/04/2011

Così Parigi si organizza per bloccare i «flussi» dall'Italia in cinque mosse. Maroni: «Atteggiamento di ostilità da parte della Francia»

Così Parigi si organizza per bloccare i «flussi» dall'Italia in cinque mosse. Maroni: «Atteggiamento di ostilità da parte della Francia»

MIGRANTI ALLE FRONTIERE: dopo la decisione italiana di concedere il permesso temporaneo. Guéant invia alle prefetture una circolare con le istruzioni per limitare l'impatto di «clandestini» in Francia. Il Governo: «La libera circolazione nell'area Schengen è garantita da regole da rispettare». Il ministro dell'Interno: «Ci deve essere un'iniziativa comune tra Italia e Francia per gestire il fenomeno»

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04/04/2011

Immigrazione, Berlusconi a Tunisi «C'è volontà di risolvere i problemi».Arrivati a Napoli 471 immigrati

Immigrazione, Berlusconi a Tunisi «C'è volontà di risolvere i problemi».Arrivati a Napoli 471 immigrati

TRATTATIVE E DIPLOMAZIA / Il Cavaliere. «Comprensibile l'esodo dei giovani tunisini». Il premier in missione con Maroni cerca un'intesa per frenare le partenze dei barconi: «Lo faremo in amicizia». Intanto 471 immigrati sono stati accolti a Napoli con uno striscione di benvenuto esposto da un centro sociale. Verranno sistemati nella tendopoli allestita all'interno della caserma Andolfato a Santa Maria Capua Vetere

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17/06/2010

Il Parlamento islandese approva la "legge sbavaglio"

Il Parlamento islandese approva la "legge sbavaglio"

Via libera all'unanimità per l' IMMI (Icelandic Modern Media Initiative) che intende trasformare l'isola vulcanica nel nuovo paradiso fiscale della libertà di espressione. E che potrebbe anche rendere inefficace la “legge bavaglio” italiana

 

 



Dal bavaglio allo sbavaglio. Mentre il Parlamento Italiano si prepara a varare il controverso disegno di legge sulle intercettazioni, dall'Islanda arriva un provvedimento che va in tutt'altra direzione. E che è stato già battezzato "legge sbavaglio".
Nella notte di ieri, il Parlamento di Reykjavík ha infatti approvato all'unanimità (50 voti a favore, 0 contrari, 1 solo astenuto) un'innovativa iniziativa legislativa che intende trasformare l'isola vulcanica nel paradiso della libertà di espressione.
L'Icelandic Modern Media Initiative (IMMI) prende a modello il meglio dei provvedimenti che tutelano la libertà di espressione nel resto del mondo: dalla protezione totale per gli informatori (Belgio) ad un segreto professionale rafforzato per i giornalisti (sull'esempio della Svezia); ma anche maggiori garanzie per i fornitori di connettività che non si vedranno costretti a rivelare l'identità dei propri utenti dietro richiesta della magistratura (fermo restando che la legge islandese protegge solo la libertà di espressione, tutti gli altri reati online continueranno ad essere perseguibili).

Ci sono poi misure che invitano i cittadini a denunciare reati della pubblica amministrazione (sull'esempio degli Usa) e altre che impongono la completa trasparenza degli atti governativi (come in Norvegia).

Insomma, l'obiettivo della legge è trasformare il paese in una sorta di "paradiso offshore per la libertà di informazione", come è stato definito da più fonti. L'IMMI intende così attirare gli investimenti di chi opera nel settore dei media digitali: dal momento in cui i server e i data center vengono ospitati sul suolo islandese, i responsabili dovranno rispondere solo alla ultra-protettiva legge del paese.
Un invito a nozze per tanti siti web e servizi online che, a seconda del paese in cui operano, devono fare i conti con un quadro legislativo frammentato e spesso oscurantista. Tra i sostenitori (e gli ispiratori) più convinti dell'IMMI c'è anche Wikileaks, il sito di soffiate online che dopo i recenti, clamorosi scoop è finito nel mirino del Pentagono statunitense: il Dipartimento della Difesa teme infatti per la pubblicazione di nuovi, scottanti documenti riservati.

Inutile sottolineare come, in seguito all’approvazione dell'Icelandic Modern Media Initiative, la nostra "legge bavaglio" nascerebbe già depotenziata: a una testata o ad un blog in italiano basterebbe trasferire la propria sede legale in Islanda per continuare a pubblicare le intercettazioni telefoniche con tutte le garanzie previste dall’IMMI.

Più controversa invece la situazione di una società italiana che trasferisce solo i propri server in Islanda e mantiene la sede operativa in Italia: potrebbe ancora essere soggetta alle limitazioni del ddl intercettazioni.
Non si conoscono ancora i tempi per l'entrata in vigore del provvedimento islandese. L'iter legislativo del paese è infatti piuttosto complesso: ora il Governo è stato invitato (attraverso una sorta di legge delega) a specificare come, dal punto di vista tecnico e burocratico, le linee-guida del Parlamento dovranno entrare in vigore. Ci potrebbe volere un anno, o forse anche più.

Wikileaks applaude al disegno islandese:

 

 

Nicola Bruno


02/03/2010

Lost, paura Tsunami per i naufraghi del volo Oceanic 815

Lost, paura Tsunami per i naufraghi del volo Oceanic 815

 

I naufraghi più famosi del mondo hanno passato minuti di paura a causa dell’allarme Tsunami alle Hawaii, dove viene girata la serie e dove si trovano i parenti dei protagonisti. Rientrato l’allarme sono tornati a dare anticipazioni sull'ultima stagione

 

 

 

Paura per i naufraghi più famosi della tv. L’allarme tsunami, conseguenza del terribile sisma che ha sconvolto il Cile, è riecheggiato anche nelle isole delle Hawaii, dove i protagonisti della serie della ABC, Lost, girano le puntante dell’avvincente serie, sull'isola di Oahu. Dove si trovano i loro familiari e amici. Raggiunti dalla notizia a Los Angeles, dove si trovavano per la 27esima edizione dell'Annual Paley Television Festival, meglio conosciuto come PaleyFest, hanno tirato un sospiro di sollievo, saputo del rientrato allarme, e si sono concessi nuovamente ai giornalisti avidi di indiscrezioni sull’ultima serie e sulle vicende che coinvolgeranno i superstiti del volo Oceanic 815.


21/02/2010

Maltempo, Madeira devastata : 40 morti

Maltempo, Madeira devastata : 40 morti

 

SABATO SERA E' SALPATA DA LISBONA UNA FREGATA CON ELICOTTERI E PERSONALE. Le piogge, molto intense nel sud dell'isola, hanno provocato inondazioni, smottamenti e cadute di alberi

 

FUNCHAL (Madeira) - Almeno 40 persone sono morte a causa delle forti piogge che imperversano sull'isola portoghese di Madeira e i soccorritori stanno usando i bulldozer per cercare altri corpi sotto i detriti e il fango lasciati dai torrenti d'acqua provocati da violente piogge. Franscisco Ramos, segretario regionale per gli affari sociali, ha detto che il bilancio delle vittime potrebbe ancora salire: «Continueremo a cercare corpi, stiamo aspettando squadre dal continente». Allagamenti e smottamenti hanno abbattuto alberi, spazzato via ponti, bloccato strade con detriti e fango sull'isola, destinazione turistica a circa 1.000 km a sudovest di Lisbona. Oltre 120 persone sono rimaste ferite e 200 hanno perso le case e sono state trasferite in rifugi temporanei forniti dalle autorità locali. Il primo ministro portoghese Jose Socrates si è recato sul posto sabato sera, promettendo "tutto l'aiuto" necessario in "questa grave situazione". Il sindaco della capitale Funchal, Miguel Albuquerque, ha consigliato ai cittadini di rimanere in casa. Chiuso l'aeroporto internazionale di Madeira e anche i collegamenti marittimi sono stati interrotti: Madeira è rimasta completamente isolata fino a sera. L'arcipelago è situato a 900 km a sud-ovest del Portogallo e a 500 dalle coste africane.

FREGATA SALPATA DA LISBONA - Il primo ministro portoghese Josè Socrates ha espresso solidarietà ai cittadini e ha detto che intende recarsi sul posto con il ministro dell'Interno Rui Pereira appena sarà possibile. «Sono costernato dalle immagini che ho potuto vedere di Madeira. Porteremo tutto l’aiuto necessario» ha dichiarato il capo del governo. Sabato i soccorsi non sono potuti arrivare a causa del blocco dei collegamenti: solo in serata la fregata Corte-Real della Marina portoghese con a bordo elicotteri, un gruppo di medici e materiale di soccorso è salpata da Lisbona verso l'isola. Le Forze armate hanno mobilitato, a sostegno della Protezione civile di Madeira, diverse squadre di soccorritori, due elicotteri e due aerei militari C-130 per il trasporto di vigili del fuoco. Domenica parte alla volta di Funchal anche una squadra di soccorso della Gendarmeria portoghese composta da 56 uomini, assieme a 36 pompieri di Lisbona.

BARROSO: UE PRONTA AD AIUTI - Anche la Commissione europea è pronta ad aiutare le autorità portoghesi di fronte alla «terribile catastrofe» che ha colpito l'isola di Madeira. Lo ha detto il presidente Josè Manuel Barroso, in contatto con il presidente dell'isola Alberto Joao Jardim. Barroso ha espresso alle autorità condoglianze per le vittime e solidarietà nei confronti di tutte le persone colpite, assicurando di voler seguire la situazione da vicino.

 

Redazione online


30/12/2009

Ha il lavoro più bello del mondo Ma rischia la vita per una medusa

Ha il lavoro più bello del mondo Ma rischia la vita per una medusa

 

I suoi compiti: pattugliare le spiagge e aggiornare il blog. Ben Southall, custode dell'isola di Hamilton, è stato punto da una specie letale che sfugge alle reti di protezione

 

 

Ben Southall (Afp)
Ben Southall (Afp)

Avrà pure il lavoro più bello del mondo, ma Ben Southall se l'è vista brutta. A maggio ha vinto il concorso per fare il custode dell'isola di Hamilton, nel Queensland, per sei mesi. Ma ora, durante un "pattugliamento" in mare, ha rischiato la vita: è stato infatti punto da una medusa.

MEDUSA LETALE - Come racconta Southall nel blog dell'isola - la cui cura è pressappoco il suo unico obbligo contrattuale - si trattava di una medusa Irukandji, una specie assai velenosa ma così piccola da sfuggire alle reti di protezione poste attorno alle spiagge (i mari australiani sono il paradiso non solo per i sub, ma anche per alcune delle specie velenose più letali del pianeta). «Ho sentito una specie di puntura d'ape sul braccio» racconta Ben. Poi ha avvertito un formicolio crescente e a quel punto è stato portato da un medico. I sintomi successivi - febbre, mal di testa, senso di oppressione al torace e pressione alta - hanno fornito la spiegazione di quanto accaduto. Ben ci ha messo diverse ore a smaltire il veleno della malefica medusa. «Pensavo che gli ultimi giorni sull'isola sarebbero stati rilassanti - ha ammesso l'inglese, il cui contratto scade il 31 dicembre -. E invece, dopo essere scampato a canguri, squali, ragni e serpenti, eccomi sconfitto da una minuscola creatura». La medusa Irukandji può causare l'arresto cardiaco e la morte. Nel 2002 - sempre in Australia - due turisti, un inglese e un americano, sono morti dopo un contatto con questo animale tanto piccolo quanto pericoloso.

 

Una medusa Irukandji (Ap)
Una medusa Irukandji (Ap)

NIENTE STRESS - A maggio Ben Southall, 34 anni, si è aggiudicato il "miglior lavoro del mondo" - impegno di sei mesi per uno compenso di 105.000 dollari - dopo un concorso che ha suscitato grande attesa e curiosità. Ha battuto gli altri 15 finalisti, selezionati fra oltre 34mila candidati provenienti da oltre 200 Paesi del mondo: ex guida turistica in Africa, è appassionato di alpinismo e maratone. Tra i compiti del guardiano non ci sono attività particolarmente stressanti: deve prendere il sole, esplorare i fondali marini e alimentare, con osservazioni e fotografie, il sito web e il blog. Volendo può anche giocare a golf sul campo annesso alla villa (con piscina) che occupa insieme alla fidanzata, il tutto a spese delle autorità australiane. Le quali gioiscono per la pubblicità e i ricavi: le casse del Queensland (che dal turismo ricava annualmente circa 18 miliardi di dollari, crisi economica permettendo) si sono già arricchite di 110 milioni di dollari.


18/08/2009

Isola di Pasqua, la protesta anti-turisti

Isola di Pasqua, la protesta anti-turisti

 

La compagnia cilena lan ha dovuto cancellare tre voli. Un gruppo di residenti ha bloccato l'aeroporto che denunciano un flusso eccessivo di stranieri sull'isola

 

SANTIAGO DEL CILE- Voli sospesi e circa 600 turisti bloccati. La protesta degli abitanti dell'Isola di Pasqua ha avuto gli effetti sperati. O almeno così sembra. Una ventina di persone ha occupato la pista dell'unico aeroporto dell'isola nella speranza che le loro ragioni vengano ascoltate. Chiedono una regolamentazione del flusso turistico. «Ne va della salute della nostra terra. L'ecosistema è già molto fragile».

LA PROTESTA - Ed ecco che è partita la mobilitazione. Nel cuore dei manifestanti c'è appunto il futuro dell'isola che ogni anno ospita circa 50 mila turisti su 5 mila residenti. Un gruppo di locali, che si fanno chiamare «Parlamento Rapa Nui», (dal nome dell'isola in polinesiano) ha avviato la protesta sabato, chiedendo un limite alla durata dei soggiorni dei turisti e un tetto all’insediamento di cileni e stranieri. Temono anche un aumento della delinquenza. E per meglio sottolineare le loro ragioni sono andati proprio in aeroporto. E l'hanno bloccato. I collegamenti sono stati interrotti E non c'è stata alcuna maniera per raggiungere l'isola. Il sottosegretario all’Interno, Patricio Rosende, dalla capitale cilena Santiago, ha promesso ascolterà le loro ragioni.

 

Fonte C.d.S.


27/10/2008

Ciavarro ha rischiato la vita sull'Isola

Ciavarro ha rischiato la vita sull'Isola

Operato d'urgenza per ulcera perforante. La famiglia sta valutando un'azione legale, anticipazioni da «tv sorrisi e canzoni»

 

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ROMA - C'è stato un lieto fine, ma sull'Isola si sono vissuti momenti veramente drammatici: Massimo Ciavarro è stato vittima di un'ulcera perforante e ha rischiato la vita. Lo rivela il settimanale «Tv Sorrisi e Canzoni» nel numero in edicola lunedì 27 ottobre. Trasportato in un ospedale honduregno, è stato salvato con un intervento chirurgico in extremis e ora si trova per fortuna sano e salvo a Roma.

POSSIBILE CAUSA - La famiglia di Ciavarro, scrive «Tv Sorrisi e Canzoni», sta adesso valutando se, considerato il tipo di assistenza medica sul set del reality, vi siano gli estremi per promuovere un'azione legale. Più in generale, ci si interroga sulla sicurezza dei partecipanti dei reality estremi, tenendo conto anche dell'ischemia che ha colpito, sempre sull'Isola, Giucas Casella.


24/09/2008

Apre l'Atlantis, hotel extralusso a Dubai Delfinari nelle suite, no degli ambientalisti

Apre l'Atlantis, hotel extralusso a Dubai Delfinari nelle suite, no degli ambientalisti

Inaugurato l'albergo da 1.539 camere situato su un'isola artificiale a forma di palma negli Emirati Arabi. Per i clienti più facoltosi camere-acquario da 18.500 euro.

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DUBAI (Emirati Arabi) - Dopo l'incredibile incendio d'inizio settembre che devastò la parte centrale della struttura, molti temevano che la sua apertura dovesse essere posticipata. Invece, come da programma, viene inaugurato mercoledì l'hotel Atlantis, albergo superlussuoso da 1.539 camere situato su un'isola artificiale a forma di palma a Dubai, negli Emirati Arabi. La struttura, che tra l'altro ospita un immenso parco acquatico, è costato oltre un miliardo di euro e offrirà ai clienti più facoltosi suite extralusso da 18.500 euro dalle quali si potranno ammirare splendidi delfini che fino a qualche mese fa nuotavano lungo le coste delle Isole Salomone, nell’Oceano Pacifico meridionale.

NOME LEGGENDARIO E ATTRAZIONI - Costruito su una superficie di 113 acri a «Palm Jumeirah», l'isola artificiale più grande del mondo, l'hotel prende il nome da Atlantide, la leggendaria isola su cui sarebbe fiorita una delle civiltà più splendide dell'antichità. Come narra il filosofo greco Platone questa isola sarebbe scomparsa in una sola notte, probabilmente a causa di un tremendo maremoto. Il nuovo resort di Dubai intende rinnovare lo splendore della mitica isola dell’antichità: le principali attrazione saranno l'immenso parco acquatico che ospiterà oltre 65.000 pesci e uno splendido delfinario in cui saranno presenti numerosi tursiopi ( delfini che hanno grande abilità nel compiere acrobazie fuori dall'acqua). Le camere standard costeranno circa 300 euro a notte, ma il vero il pezzo forte dell'albergo saranno le incantevoli suite da 900 metri quadrati: ognuna di queste sarà, tra l'altro, dotata di tre stanze da letto, tre bagni e un salotto con un tavolo decorato in oro. Attorno al resort sorgeranno diciassette ristoranti, alcuni centri per le conferenze e diverse boutique che presenteranno abiti e borse delle griffe internazionali più alla moda.

CRITICHE - Tuttavia fino ad oggi questo hotel a cinque stelle non ha messo tutti d'accordo. I più critici nei suoi confronti sono gli ambientalisti che hanno valutato negativamente il progetto sin dalla sua presentazione. Secondo gli ecologisti la costruzione dell'isola artificiale su cui sorge l'hotel ha danneggiato seriamente la barriera corallina e inoltre è vergognoso il destino vissuto dai tantissimi delfini che vivevano intorno alle isole di Salomone: essi sono arrivati a Dubai dopo un estenuante viaggio in aereo durato circa 30 ore. Ma le critiche non sembrano influenzare gli investitori internazionali che dichiararono di credere profondamente nel progetto. Il magnate americano Donald Trump ha già annunciato che a breve costruirà un suo hotel sull'isola artificiale, mentre per il 2011 dovrebbe essere pronto un teatro da 1800 posti nel quale è già in programma uno spettacolo permanente del Cirque du Soleil.

COMMENTI - Le cifre, per adesso sembrano dare ragione a chi ha scommesso su Dubai. Nel 2007 il centro finanziario degli Emirati Arabi ha ospitato 7 milioni di turisti, ma entro il 2010 i visitatori dovrebbero essere almeno 10 milioni. Alan Leibam, presidente del «Kerzner International» la società che sta coordinando e portando a termine i progetti extralusso sull'isola di Palm Jumeirah, è certo che il futuro dell'Hotel Atlantis, come quello di Dubai, sarà radioso: «Non costruisci una struttura alberghiera da un milione e mezzo di dollari ovunque» taglia corto Leibman. «Le persone verranno qui a passare le vacanze con le loro famiglie. Dubai sarà il posto perfetto per chi ha la possibilità di pagare in sterline o in euro». Secondo il presidente Leibman la scommessa dell’Atlantis è già stata vinta e i turisti non si sono fatti scoraggiare nemmeno dal recente incendio: «Finora abbiamo avuto un’ottima risposta dal pubblico che ha cominciato a prenotare le stanze sin dallo scorso settembre e per i prossimi mesi sono già occupate almeno il 50% delle camere». A chi gli fa notare che la recente crisi economica internazionale potrebbe rendere meno allettanti le sue previsioni, Leibman risponde: «Con tutte le offerte che stiamo mettendo su, sarà difficile per le persone non venire almeno una volta fino a Dubai».

 


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