17/12/2010

I consulenti della Brambilla nel mirino della Corte dei conti

I consulenti della Brambilla nel mirino della Corte dei conti

L'Istruttoria della magistratura contabile. «Avrebbero svolto attività di partito pur essendo a libro paga del ministero del Turismo»

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03/08/2010

Istruttoria su bracciale Power Balance Antitrust: "Possibile pratica scorretta"

Istruttoria su bracciale Power Balance Antitrust: "Possibile pratica scorretta"

Il braccialetto "tormentone" dell’estate Power Balance finisce sotto la lente dell’Antitrust: istruttoria per una "possibile pratica commerciale scorretta"

 

 

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Roma - Il braccialetto "tormentone" dell’estate Power Balance finisce sotto la lente dell’Antitrust. L’Autorità garante della concorrenza ha infatti avviato un’istruttoria per una "possibile pratica commerciale scorretta" nei confronti delle società che distribuiscono il prodotto che promette "forza ed equilibrio".

L'indagine dell'Antitrust L’Antitrust ha avviato nei confronti Power Balance Italy, società distributrice per l’Italia dei prodotti a marchio "Power Balance", e di Sport Town, società che commercializza i prodotti stessi. Le due società, nelle loro comunicazioni commerciali, attribuiscono ai colorati braccialetti di silicone e di neoprene, che stanno diventando l’oggetto cult dell’estate effetti positivi sull’equilibrio, sulla forza, sulla flessibilità e sulla resistenza fisica di chi li indossa. Caratteristiche estese alle collanine con ciondolo che completano la gamma. In base al procedimento avviato dall’Autorità, le due società dovranno entro i prossimi 15 giorni fornire un’idonea documentazione medico-scientifica sulle proprietà e gli effetti sul corpo umano attribuiti ai prodotti, compresa "l’istantanea efficienza dei sistemi elettronici, chimici e biologici dell’individuo".

Le controindicazioni del prodotto Entro lo stesso termine dovrà essere provata l’assenza di eventuali controindicazioni per la salute e la sicurezza dei consumatori che possano derivare dall’uso dei prodotti. L’istruttoria è stata avviata in base al Codice del consumo, che definisce scorretti i comportamenti delle aziende in grado di indurre in errore il consumatore medio sulle caratteristiche principali dei prodotti venduti quali, ad esempio, i risultati che si possono attendere dal loro uso o i risultati e le caratteristiche fondamentali di prove e controlli effettuati sui prodotti.


19/05/2010

Lazio-Inter, inchiesta sulle minacce dei tifosi ai giocatori biancocelesti

Lazio-Inter, inchiesta sulle minacce dei tifosi ai giocatori biancocelesti

Calcio e polemiche. La procura di Tivoli apre un fascicolo. Sentito Baronio. Si procede anche per violenza privata

 

Lo striscione apparso nella curva laziale al vantaggio degli ospiti in Lazio-Inter 0-2
Lo striscione apparso nella curva laziale al vantaggio degli ospiti in Lazio-Inter 0-2

ROMA - La procura di Tivoli ha aperto un'inchiesta sulle presunte minacce dei tifosi laziali ai giocatori biancocelesti prima della partita con l'Inter. Il Procuratore della Repubblica, Luigi De Ficchy, procede anche per le ipotesi di violenza privata. Già sentito come testimone il calciatore Roberto Baronio.

INDAGINE CONTRO IGNOTI - Il fascicolo processuale, al momento contro ignoti, è stato aperto d'ufficio sulla base di notizie di stampa pubblicate all'indomani di Lazio-Inter, con particolare riferimento alle presunte minacce rivolte ai calciatori e al presidente Lotito. Fatti, questi, che sarebbero avvenuti a Formello, sede del quartier generale della Lazio e località per la quale è competente a livello giudiziario la procura di Tivoli. Non è escluso che vengano presto sentiti come testimoni altri calciatori e dirigenti biancocelesti. (fonte Ansa)


Privacy, il Garante apre istruttoria su Google Street View

Privacy, il Garante apre istruttoria su Google Street View

L'Autorità vuole verificare "la liceità e la correttezza del trattamento dei dati personali". Sotto accusa le auto che, oltre alle immagini, hanno raccolto anche comunicazioni elettroniche e informazioni relative alla presenza di reti WiFi

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Il Garante per la Privacy contro Google. L’Autorità ha avviato un’istruttoria per verificare “la liceità e la correttezza del trattamento dei dati personali effettuato nell’ambito del servizio Street View”. Il procedimento riguarda il territorio italiano ma anche altri Paesi, tra cui la Germania, si starebbero muovendo contro il motore di ricerca. Sotto accusa la raccolta effettuata dalle auto di Street View che, come ha ammesso Google Italia, non ha riguardato solo immagini ma anche dati relativi alla presenza di reti wireless e di apparati di rete radiomobile. Sarebbero stati captati anche frammenti di comunicazioni elettroniche, prevalentemente trasmesse dagli utenti su reti WiFi non protette.

Google dovrà comunicare al Garante la data di inizio della raccolta delle informazioni, con quale modalità e per quale finalità è stata effettuata, per quanto tempo e dove sono conservati i dati. La società dovrà chiarire, inoltre, se ha usato apparecchiature o software particolari e se le informazioni siano accessibili ad altri o se siano state cedute. L’Autorità ha invitato Google a sospendere qualsiasi trattamento dei dati raccolti fino ad una nuova direttiva.


18/05/2010

L'Antitrust apre istruttoria su Telecom

L'Antitrust apre istruttoria su Telecom

La procedura è scattata dopo una denuncia dell'operatore concorrente. L'accusa: ha abusato della sua posizione dominante nei confronti di Fastweb per aggiudicarsi delle gare

 

MILANO - L'Antitrust ha deciso di avviare un'istruttoria nei confronti di Telecom Italia per verificare se abbia abusato della propria posizione dominante nei confronti degli operatori concorrenti. In particolare, l'Autorità dovrà verificare se la società abbia rifiutato (rendendoli invece disponibili alle proprie divisioni commerciali) informazioni e servizi all'ingrosso necessari ai competittor per poter predisporre offerte economiche e tecniche competitive alla clientela non residenziale. La procedura è stata decisa dopo una denuncia di Fastweb.

IL CASO - Secondo i fatti segnalati, Telecom Italia, sfruttando la sua natura di operatore verticalmente integrato, avrebbe cercato di escludere Fastweb dalla competizione per le gare Consip e Enel per l'affidamento dei servizi di telefonia fissa e connettività IP. In particolare, Telecom si sarebbe rifiutata di fornire le informazioni tecnico-economiche ritenute necessarie da Fastweb per la predisposizione delle proprie offerte. Le gare Consip ed Enel, oltre ad avere una particolare rilevanza in termini di valore complessivo (rispettivamente 1,3 miliardi e 240 milioni di euro come base d'asta), hanno un significativo valore strategico per gli operatori. L'aggiudicazione di forniture così consistenti e di lunga durata, infatti, consente ad un operatore alternativo di utilizzare gli investimenti infrastrutturali effettuati per la fornitura ai grandi clienti per espandere geograficamente la propria capacità concorrenziale, nonchè per raggiungere in tempi accelerati una soglia di clienti sufficiente a generare economie di scala necessarie per poter competere efficacemente con Telecom.

Redazione online


07/01/2010

Carburanti: volano benzina e diesel

Carburanti: volano benzina e diesel

 

Il capo dell'Antitrust Catricalà: «Non lo capisco, ma non ho prove cha sia un illecito». Il prezzo della verde supera gli 1,35 euro al litro, quello del gasolio sfiora gli 1,20

 

Ancora aumenti per benzina e gasolio (Ansa)
Ancora aumenti per benzina e gasolio (Ansa)

MILANO - Ondata di rialzi sulla rete carburanti dopo lo scatto di avanti di Agip di martedì scorso. Dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it emerge, infatti, che in questi due giorni tutte le compagnie hanno rialzato i listini di benzina e diesel. Lo stesso presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, ammette di non capirne il motivo, ma di non essere grado di dimostrare che sia un illecito.

GLI AUMENTI - Nel dettaglio, Api-Ip hanno aumentato il prezzo di riferimento della verde di 1,2 centesimi fino a 1,337 euro/litro e di 1,3 centesimi quello del gasolio fino a 1,182 euro/litro, allineandosi così al market leader. Erg è salita di 1,5 centesimi su entrambi i prodotti portandosi rispettivamente a 1,339 e 1,184 euro/litro. Lo stesso ha fatto Shell, che è volata oltre quota 1,35 euro/litro sulla benzina (a 1,354) e ha sfiorato la soglia di 1,2 euro/litro sul diesel (a 1,199), confermandosi ancora una volta la più alta. Ancora, Esso è salita a 1,338 euro/litro sulla verde (+1,4 centesimi) e a 1,185 euro/litro sul gasolio (+1,7 centesimi). Q8 e Tamoil hanno aumentato di 1,4 centesimi entrambi i prodotti portandosi rispettivamente a 1,338 e 1,337 euro/litro sulla verde e a 1,183 e 1,182 euro/litro sul gasolio. Total, infine, ha rivisto al rialzo di 2 centesimi sia la benzina che il diesel salendo a 1,344 e a 1,189 euro/litro.

CATRICALÀ - «L'Antitrust «ha aperto un'istruttoria e l'ha chiusa con degli impegni delle aziende, perché non siamo riusciti a trovare la prova dell'intesa dei petrolieri», ha detto Catricalà. Sulla velocità dei prezzi al rialzo e la lentezza quando scendono, le aziende - prosegue Catricalà - «sono riuscite a dare una prova da un punto di vista scientifico della bontà delle loro azioni. Da punto vista razionale non riesco a capire, ma da punto di vista tecnico, giuridico ed economico non ho la prova che questo sia un illecito».


27/09/2009

Il governo apre un'istruttoria su Annozero

Il governo apre un'istruttoria su Annozero

 

Di Pietro presenta un'interrogazione sull'operato del ministro Scajola. Romani: incontro con vertici Rai. Schifani: informazione sia attenta a buon gusto. Il Pd attacca: «Abuso di potere»

 

Paolo Romani, viceministro con delega alle Comunicazioni (Ansa)
Paolo Romani, viceministro con delega alle Comunicazioni (Ansa)

ROMA - Il caso "Annozero" non si chiude. Anzi: d'intesa con il ministro Scajola, il vice con delega alle Comunicazioni Paolo Romani ha aperto una fase istruttoria in base all'art. 39 del contratto di servizio, che consente di chiedere in qualsiasi momento alla Rai informazioni, dati e documenti utili: dunque è stato ufficialmente chiesto un incontro fra ministero e vertici dell'azienda.

INTERVENTO AGCOM - «Al termine di tale procedura - spiega una nota del ministero - si valuterà se richiedere l'intervento dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per l'applicazione delle sanzioni previste, ai sensi dell'art 48 del Testo unico della radiotelevisione, in caso di violazione degli obblighi di servizio imposti alla Rai. Sanzioni che possono arrivare fino al 3% del fatturato dell'azienda».

SCHIFANI - La Rai è «un servizio pubblico», ricorda il presidente del Senato Renato Schifani, e come tale «è tenuta a dare ai cittadini un'informazione, una critica politica sempre attenta al buon gusto e a quello che interessa effettivamente. Niente gossip e niente cattivo gusto: quello che mi preoccupa è che l'imbarbarimento della politica si stia spostando anche sul mezzo televisivo».

CALDEROLI - Il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli dà un consiglio al premier: «Premesso che il tentativo di delegittimare Berlusconi da parte di alcuni gruppi editoriali, e anche di trasmissioni della tv pubblica, non è giornalismo ma politica condotta con altri subdoli mezzi, visto che in Italia non c'è un editore puro che sia uno, a Berlusconi consiglio di guardarsi le spalle anche dal fuoco amico. Adesso ci si mettono pure alcuni esponenti della maggioranza che scalpitano e abbaiano contro Berlusconi per ritagliarsi uno spazio futuro nella nebulosa galassia del nuovo centrismo salottiero. Destinato peraltro a fallire e disintegrarsi come tutte le costruzioni politiche fatte a tavolino sulla testa del popolo».

D'ALEMA E GENTILONI - Dall'opposizione Massimo D'Alema definisce «del tutto inopportuno» l'intervento di Scajola: «Conferma l'atteggimento di intolleranza da parte del governo, o almeno di alcune personalità del governo verso la libertà di informazione». Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del Pd, parla di «abuso»: «Il governo non ha alcun potere di intervento o di istruttoria su singoli programmi della Rai. In quindici anni di vigenza dei contratti di servizio non si è mai visto un intervento del genere. Si tratta di un abuso di potere e di un'invasione delle competenze di Agcom e commissione di Vigilanza». Di «campagna di intimidazione» parlano Vincenzo Vita (Pd), membro della commissione parlamentare di Vigilanza, e Giuseppe Giulietti (Idv): «Ci eravamo illusi che si trattasse di una svista. No, è una vera e propria linea di provocazione, che mette in soffitta leggi e regole. Si tratta di un eccesso di potere e di una campagna di intimidazione non solo nei confronti dei Santoro e dei Travaglio ma nei confronti di chiunque non voglia piegarsi alla logica del conflitto di interesse e del polo unico "RaiSet"».

DI PIETRO - «La vicenda di "Annozero" fa comprendere in tutta la sua gravità lo stato della democrazia in Italia - denuncia Antonio Di Pietro sull'operato del ministro Scajola, sia una mozione che impegni il governo a rispettare il pluralismo dell'informazione». Per -. Tutti i ministri obbedienti al loro padrone, Silvio Berlusconi, continuano ad attaccare la trasmissione calpestando ruoli e regole. I pochi spazi di libera informazione del servizio pubblico radiotelevisivo sono sotto assedio, come avviene nei peggiori regimi. Per queste ragioni l'Italia dei Valori presenterà lunedì sia un'interrogazione Marco Travaglio l'intervento di Scajola è «più grave dell'editto bulgaro, una dichiarazione illegale ed eversiva che pretende di istituzionalizzare il controllo del governo sulla televisione».


09/12/2008

Il debutto di Villari: apro l'«istruttoria» su Fazio

Il debutto di Villari: apro l'«istruttoria» su Fazio

Gasparri: «Che tempo che fa» pro Pd, la Vigilanza intervenga. I democratici: trucchetto per legittimarla, «solo ospiti di sinistra». Il presidente della commissione chiede i dati.

 

 

 

Festa dell'Immacolata, primo pomeriggio: le agenzie di stampa cominciano a battere una notizia non scontata. Titolazione eloquente: «Gasparri: Villari intervenga su abusi a " Che tempo fa" ».
Seguono dichiarazioni schioppettanti e indignate del presidente dei senatori del Pdl, che è anche membro — dicono molto, molto ascoltato — della commissione di Vigilanza Rai (di cui Riccardo Villari, con un blitz della maggioranza, fu eletto presidente quando ancora era però un senatore del Pd: poi è scoppiata la bufera, Villari non s'è dimesso, il partito l'ha espulso ma, come si sa, lui — Villari appunto — continua imperterrito a restar seduto sulla poltrona di palazzo San Macuto).
Ora torniamo a Gasparri. È piuttosto arrabbiato. Sentite: «Il Presidente Villari chiarisca a chi risponde Fazio: a Cappon o a Veltroni? Chiedo a Villari, presidente della commissione di Vigilanza, di sapere che regole siano in vigore alla Rai. Mi sembrava infatti d'aver capito che il direttore generale avesse stabilito che i politici non dovessero andare nei programmi di intrattenimento. Ma Fazio, a " Che tempo fa", su Rai Tre, invita chi vuole. Prima Veltroni. L'altra sera il presidente della Sardegna, Soru. Fazio, mi chiedo, risponde ai suoi padroni del Pd o a chi? Chiedo perciò a Villari interventi immediati contro gli abusi in atto».

Ascoltate le parole di Gasparri, s'intuisce che la vicenda ha due diversi livelli politici di lettura.
Il primo: Fabio Fazio conduce un programma fazioso? Davvero invita solo personaggi liberal, di area Pd? Davvero gli ospiti di Fazio sono tutti riconducibili a Veltroni?
Il secondo: Gasparri invoca l'intervento di Villari. Ma proprio a Villari, alcune tra le massime cariche dello Stato (Renato Schifani e Gianfranco Fini), lo stesso premier Silvio Berlusconi e poi anche il suo autorevole sottosegretario Gianni Letta, non avevano ufficialmente chiesto di fare un passo indietro, e dunque di dimettersi?
Il più lesto a commentare — non casuale la sua rapidità — è Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in commissione di Vigilanza.

«Quello di Gasparri è un patetico trucchetto. Fabio Fazio è un misero pretesto». Può essere più preciso? «Gasparri cerca di legittimare la presenza di Villari, alla guida della commissione, sollecitandone l'intervento... anche se tutti sanno che il Paese è in attesa che Villari si dimetta». Intanto, però, Villari continua a non avere alcuna intenzione di dimettersi. «Lo so. Villari ignora le parole di tutte le massime cariche dello Stato e, davvero, non so dove trovi il coraggio...». Magari sente molto sincero il rispetto che gli esprimono esponenti come Gasparri e... «Può essere, certo. Ma se è così, allora sia chiara una cosa». Quale? «Gasparri, in questa vicenda in cui Fazio viene coinvolto pretestuosamente, invoca l'intervento del "loro", personale presidente di commissione Rai...».

Davvero le accuse a Fabio Fazio sono solo un pretesto? Ne è convinto anche Furio Colombo, deputato del Pd ed ex direttore dell'Unità. «Beh, innanzitutto, a me sembra che la trasmissione di Fazio si qualifichi per il livello culturale e intellettuale delle persone che invita, e non certo per la loro appartenenza politica ». Ma, spesso, gli invitati paiono o no, in un modo o nell'altro, legati all'area liberal? «Mah, che devo dire? A me farebbe piacere se i sospetti di Gasparri fossero veri, e quindi se tanta gente brillante e di fama davvero appartenesse al centrosinistra. Purtroppo...». Cosa? «Temo che quella di Gasparri sia una sceneggiata comica. E infatti, come tutti i comici, ora chiama sul palcoscenico la spalla, vale a dire Villari. E trovo che tutto questo sia assai umiliante, per Villari».

Villari — medico epatologo, ricca borghesia napoletana, alta percezione di se stesso — non si sente affatto umiliato. Anzi. Alle 19, il suo ufficio stampa rende noto che «in seguito alle numerose richieste di chiarimento giunte da esponenti politici sulla trasmissione " Che tempo che fa", il presidente Villari nelle prossime ore chiederà al direttore di RaiTre, Paolo Ruffini, i dati delle presenze televisive della stagione».
Un'ora, ed ecco, di nuovo, Gasparri: «Ringrazio il presidente Villari per aver chiesto notizie sui vergognosi abusi di " Che tempo che fa". È stato molto tempestivo».
Tempestivo, quindi efficiente, perciò operativo (con buona pace di chi ne aspetta le dimissioni). Bisogna leggerla così?

Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, ne ha viste talmente tante, nella sua lunga vita politica, che non bisogna star lì a spiegargli certe sottigliezze.
«Eh... ho capito, ho capito...». Commento? «Premesso che sulla posizione di Villari è in corso una riflessione... ». Premesso questo? «Beh, non è mica vietato evocarlo. Voglio dire: fino a prova contraria, se si deve sollecitare l'intervento del presidente della commissione di Vigilanza, bisogna chiamare Villari, o no?».