23/09/2011

Incidente a Herat, morto un italiano

Incidente a Herat, morto un italiano

Davanti alla base. Coinvolta una pattuglia del nostro contingente in Afghanistan, due soldati in gravissime condizioni

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04/06/2011

Afghanistan, ufficiale dei carabinieri ucciso per aver difeso una donna

Afghanistan, ufficiale dei carabinieri ucciso per aver difeso una donna

Era in servizio presso l'ambasciata italiana a Kabul come esperto antidroga. La vittima è il tenente colonnello Cristiano Congiu: colpito a raffiche di mitra durante una rapina

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24/05/2011

Netanyahu: «Pronto a compromessi dolorosi per la pace con i palestinesi»

Netanyahu: «Pronto a compromessi dolorosi per la pace con i palestinesi»

Il primo ministro di Israele ha parlato al Congresso degli Stati Uniti. La replica gelida di Abbas: «Niente di nuovo, se non l'aggiunta di altri ostacoli»

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23/05/2011

Giallo sulla morte del Mullah Omar «E' stato ucciso». «No, è solo scomparso»

Giallo sulla morte del Mullah Omar «E' stato ucciso». «No, è solo scomparso»

La notizia data da una tv citava fonti dei servizi di sicurezza afghani. Poi il dietrofront. Un portavoce del movimento pachistano Ttp, vicino ad Al Qaeda, ha detto che il leader spirituale «è vivo»

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20/05/2011

«Gheddafi lascerà il potere sicuramente. Israele deve tornare ai confini del 1967»

«Gheddafi lascerà il potere sicuramente. Israele deve tornare ai confini del 1967»

Hamas : «non riconosceremo stato ebraico». Netanyahu respinge proposta del presidente. Obama: «In Nord Africa e Medio Oriente due leader sono stati sollevati dall'incarico e altri li seguiranno»

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11/10/2010

Al Jazeera: «I talebani occupano una base militare americana»

Al Jazeera: «I talebani occupano una base militare americana»

La notizia, diffusa dall'emittente araba, non ha avuto conferme. I soldati Usa sarebbero fuggiti a bordo degli elicotteri, abbandonando anche armi ed equipaggiamenti

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20/07/2010

La Clinton a Kabul: «Il 2011 è l'inizio di nuova fase»

La Clinton a Kabul: «Il 2011 è l'inizio di nuova fase»

Il Segretario di Stato americano alla conferenza dei Paesi donatori che si è aperta a Kabul, «non finisce il nostro impegno e non dimenticheremo le donne afgane»

 

Hillary Clinton e il presidente afgano Karzai (Ap)
Hillary Clinton e il presidente afgano Karzai (Ap)

KABUL - A Kabul si è aperta la conferenza internazionale dei Paesi donatori e il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha detto che la data di luglio 2011, fissata dal presidente Barack Obama per l'avvio del ritiro delle truppe americane, «è l'inizio di una nuova fase e non la fine del nostro impegno». La Conferenza appoggia il piano del governo afgano di far assumere «alle sue forze di sicurezza la responsabilità delle operazioni militari in tutte le province del Paese entro la fine del 2014».

DONNE - Clinton ha detto inoltre che la comunità internazionale non dimenticherà le donne afgane. Il ministro degli Esteri Usa e l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton, hanno spiegato alle leader femministe a Kabul che l’occidente non consentirà che l’Afghanistan ritorni all’epoca del regime dei talebani. «Questo è un mio impegno personale», ha detto Clinton rivolgendosi a un gruppo di circa quindici attiviste per i diritti umani. La pace in Afghanistan, ha aggiunto, «non può arrivare a spese delle donne e delle vite delle donne».

KARZAI - Il presidente afghano Hamid Karzai ha detto che il Paese si prepara «ad assumere le responsabilità della sua sicurezza all'orizzonte del 2014» e ha chiesto alla comunità internazionale di «appoggiare il nostro piano di reintegrazione e riconciliazione. Noi vogliamo convincere a unirsi a noi quegli oppositori che accetteranno di rispettare la Costituzione e romperanno i loro rapporti con Al Qaeda», ha aggiunto il capo di Stato afgano. Il governo di Kabul ha presentato i progetti ministeriali di cinque settori (sviluppo economico e rurale, valorizzazione delle risorse umane, governance, sicurezza e infrastrutture) su cui chiede ai Paesi donatori di far convergere le risorse già stanziate. L'ambizione del governo è di ottenere dalla comunità internazionale che almeno il 50% di quegli aiuti nei prossimi anni (13 miliardi di dollari) siano convogliati attraverso le casse dello Stato.

BAN KI-MOON - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha sostenuto che «con questa conferenza abbiamo segnato l'autentico inizio della transizione in Afghanistan». Il massimo responsabile delle Nazioni Unite ha rivolto anche un appello agli afgani «a unirisi, a lavorare insieme, nel mutuo rispetto e per la sovranità del governo. Avete sofferto molto e ora è il momento di costruire insieme un nuovo Paese».


19/04/2010

Scossa sismica in Afghanistan

Scossa sismica in Afghanistan

Afghanistan, terremoto nel centro del Paese: almeno sette morti

 

MAZAR-I-SHARIF, Afghanistan - Un terremoto di magnitudo 5.3 ha colpito oggi l'Afghanistan centrale, uccidendo almeno sette persone e ferendone più di 30. Lo ha riferito Ghulam Sakhi, vicegovernatore della provincia di Samangan .

Come comunicato dall'istituto geologico americano, il sisma ha avuto epicentro 190 km a nordovest della capitale Kabul, ad una profondità di 10 km. La scossa è stata avvertita attorno all'1 di stanotte (le 22.30 di ieri in Italia).

Sakhi ha spiegato che sono stati colpiti tre distretti della provincia di Samangan.

"Sette persone sono morte e 34 sono state ferite. Quaranta case sono crollate", ha detto il vicegovernatore, aggiungendo che il bilancio potrebbe aggravarsi. (Fonte:Reuters)


19/11/2009

Afghanistan, il giuramento di Karzai «Ora governo di unità nazionale»

Afghanistan, il giuramento di Karzai «Ora governo di unità nazionale»

 

Cerimonia a kabul con 300 invitati stranieri, tra cui frattini e clinton. Il presidente apre all'ex sfidante Abdullah: «Imparerò dai miei errori. Lotta dura a corruzione e tangenti»

 

Karzai passa in rassegna la guardia d'onore (Epa)
Karzai passa in rassegna la guardia d'onore (Epa)

MILANO - Hamid Karzai si è insediato ufficialmente a Kabul: sarà presidente dell'Afghanistan per i prossimi cinque anni. Nel discorso programmatico, durante la cerimonia davanti a 300 ospiti stranieri, promette di «imparare dai propri errori» e invita gli ex candidati e in particolare Abdullah Abdullah a entrare a far parte di un governo di unità nazionale «per la riconciliazione nel Paese». Corruzione e tangenti - ha sottolineato - sono un grave problema e serve una lotta senza quartiere: «Nella designazione dei ministri e dei funzionari governativi farò molta attenzione al profilo di ogni persona. Tutti i membri del mio governo dovranno presentare una dichiarazione chiara dei loro beni».

SICUREZZA - Promette quindi che «nei prossimi cinque anni saremo in grado di assumere progressivamente le nostre responsabilità in tema di sicurezza e permettere così il progressivo disimpegno delle forze internazionali». Tra gli obiettivi di politica estera del governo, Karzai sottolinea «il miglioramento delle relazioni con gli Usa»: «Siamo coscienti dei grandi sacrifici in vite umane e risorse fatti da anni dagli Usa in Afghanistan. Le nostre relazioni sono buone, ma adesso devono migliorare molto».

FRATTINI E CLINTON - Alla cerimonia erano presenti il ministro italiano degli Esteri Franco Frattini e il segretario di Stato americano Hillary Clinton. Frattini ha chiesto a Karzai un passo deciso e trasparente per rilanciare l'economia, sconfiggere la corruzione, garantire la sicurezza, offrendo il sostegno dell'Italia: «In Afghanistan manca un istituto nazionale anti-corruzione che possa formare i funzionari delle pubbliche amministrazioni. L'Italia si candida a giocare un ruolo importante. Lo abbiamo fatto formando centinaia di funzionari iracheni nelle municipalità e nel governo centrale, lo possiamo fare anche qui. Karzai deve fare delle scelte, non solo dei suoi ministri ma anche dei governatori, riguardanti persone immuni da corruzione». La CLinton conferma che la comunità internazionale è disposta a sostenere il nuovo governo, a patto che prosegua nella ricostituzione delle forze di sicurezza e offra «benefici tangibili» alla popolazione.

GIURAMENTO - Il presidente rieletto, con il tradizionale abito a strisce verdi, ha giurato di «rispettare e applicare la costituzione» nelle mani del ministro della Giustizia Abdullahim Wardach. Poi, parlando in pashtun, ha accettato il giuramento dei due vicepresidenti. Karzai si è aggiudicato il secondo mandato consecutivo dopo aver vinto le elezioni del 20 agosto e la conferma definitiva nel ballottaggio del 7 novembre, con il ritiro di Abdullah.


03/11/2009

Karzai rieletto, appello ai talebani Dura replica: marionetta dell'Occidente

Karzai rieletto, appello ai talebani Dura replica: marionetta dell'Occidente

 

AFGHANISTAN. Il neo presidente: «Depongano le armi, partecipino al processo di pace. Insieme sradicheremo la corruzione»

 

Hamid Karzai (Reuters)
Hamid Karzai (Reuters)

KABUL - I «fratelli talebani» depongano le armi e partecipino al processo di pace nel Paese: è l'appello del presidente afgano Hamid Karzai, nel primo intervento dopo la rielezione seguita all'annullamento del ballottaggio per il ritiro di Abdullah Abdullah. Karzai ha chiesto ai talebani espatriati dall’Afghanistan di tornare e ha confermato l’intenzione di coinvolgere nella nuova amministrazione funzionari provenienti da ogni parte del Paese.

«MARIONETTA» - Durissima la replica degli studenti del Corano: Karzai non è che «una marionetta» delle potenze occidentali che hanno deciso l'esito delle elezioni. In un comunicato diffuso sul web a nome dell'Emirato islamico in Afghanistan affermano che «l'annullamento delle elezioni ha dimostrato che le decisioni che riguardano l'Afghanistan sono elaborate a Washington e a Londra prima di essere annunciate a Kabul». I talebani giudicano poi «sorprendente che coloro che sostenevano che la marionetta Karzai era coinvolta in massicce e inaccettabili frodi, l'abbiamo ora eletto presidente sulla base di quegli stessi voti fraudolenti».

AFGANI UNITI - «Tenteremo di portare la pace in tutto il Paese. Chiediamo ai nostri fratelli talebani di tornare in Afghanistan in questo ambito, e su questo chiediamo l'assistenza e la cooperazione della comunità internazionale - ha detto Karzai -. La pace sarà possibile quando tutti gli afgani saranno uniti e parleranno con una sola voce, lavorando insieme per un governo di unità che rappresenti tutti». L'amministrazione di Kabul ritiene che i principali leader ribelli si siano rifugiati nel vicino Pakistan. Karzai ha proposto varie volte al mullah Omar, il capo supremo dei talebani, e agli altri responsabili dei combattenti islamici di unirsi al processo politico, garantendo la loro incolumità anche al cospetto delle forze internazionali, ma i suoi appelli non sono mai stati presi in considerazione dai leader degli studenti del Corano.

CORRUZIONE - Il neo presidente ha detto che intende «sradicare la corruzione e affrontare tutti i problemi esistenti»: «L'Afghanistan è stato infestato dalla corruzione, il nostro governo è stato infestato dalla corruzione. Impiegheremo tutti i mezzi necessari per sradicare questa sporcizia - ha dichiarato -. Dobbiamo essere capaci di dimostrare alla nazione afgana e al mondo che gli afgani sono sinceri nei loro sforzi e vogliono raggiungere dei risultati».