05/11/2010

Pakistan, si schianta aereo noleggiato dall'Eni

Pakistan, si schianta aereo noleggiato dall'Eni

Il charter è precipitato a Karachi, morti tutti i 21 passeggeri: tra loro due piloti, un tecnico, un militare e 17 passeggeri tra cui un italiano (tutti impiegati della compagnia petrolifera) diretti al giacimento di Bhet Shah

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28/07/2010

Islamabad, volo si schianta sulle colline «A bordo in 152, nessun superstite»

Islamabad, volo si schianta sulle colline «A bordo in 152, nessun superstite»

Tragedia in pakistan. Un velivolo della compagnia Airblue, partito da Karachi, è precipitato vicino la capitale

 

 

Un aereo della compagnia Airblue è precipitato nei pressi della capitale pachistana Islamabad. A bordo del velivolo viaggiavano oltre 146 passeggeri e sei membri dell'equipaggio. Il velivolo era partito da Karachi ed era diretto a Islamabad. Stando alle prime informazioni raccolte, si è schiantato sulle colline che circondano la capitale. Testimoni hanno riferito di aver visto il velivolo volare molto basso prima di schiantarsi al suolo nella zona di Margalla Hills.

La pioggia battente ha reso molto complicato raggiungere il luogo dell’incidente. In un primo momento le autorità pachistane hanno reso noto che a precipitare era stato un piccolo aereo, per poi correggersi poco dopo. Fonti dell’Autorità dell’aviazione civile hanno reso noto che a bordo si trovavano 146 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Dalle prime notizie, i morti confermati sarebbero 20. Delle persone a bordo, alcune decine potrebbero essersi salvate. Per ora sono stati recuperati dieci corpi, cinque sopravvissuti trasportati in ospedale. Airblue è una compagnia aerea privata con sede a Karachi, la seconda più grande del Pakistan.


06/07/2010

«Arrestato il mullah Omar» Ma non ci sono conferme ufficiali

«Arrestato il mullah Omar» Ma non ci sono conferme ufficiali

IL PORTAVOCE DEI TALEBANI: «INFORMAZIONE FALSA, solo propaganda occidentale». La notizia rilanciata dai media afgani e pakistani: «Il capo dei talebani è stato catturato a Karachi»

 

Il mullah Omar
Il mullah Omar

KARACI (PAKISTAN) - «Il capo dei talebani, il mullah Omar, è stato arrestato in Pakistan»: la notizia, lanciata dal blog di un ex funzionario del Dipartimento per la Sicurezza nazionale Usa e ripresa ora da molti media afghani e pakistani, non è stata però confermata dal Pentagono né delle autorità di Islamabad. Secondo informazioni contrastanti, il mullah Omar sarebbe stato fermato a Karachi.

LA SMENTITA
- Citando i media pakistani, la popolare emittente afgana Tolo Tv ha riferito dell'arresto, mostrando una foto del mullah Omar con la consueta benda sull'occhio, senza fornire altri dettagli. Intanto un portavoce dei talebani, Qari Yusuf Ahmadi, contattato telefonicamente dall'agenzia Nuova Cina, ha smentito l'informazione definendola pura propaganda occidentale e sottolineando che il mullah Omar è libero, in ottima salute e continua a guidare i combattenti. Nei mesi scorsi era stato catturato a Karachi il suo braccio destro Mullah Brather.

IL BLOGGER
- Anche un altro portavoce dei talebani, Zabeeh Ullah, smentisce la notizia, affermando che già il 13 maggio scorso l'arresto del mullah Omar era stato annunciato su un blog americano. Secondo il portavoce, citato dal quotidiano 'The Nation', gli Stati Uniti usano questa tattica per salvare la faccia. Stando al blogger Usa Brad Thor sul sito 'biggovernment.com', i servizi pakistani hanno catturato il mullah Omar a Karachi il 27 marzo. La notizia cominciava sostenendo che «attraverso fonti chiave dell'intelligence in Afghanistan e Pakistan, ho appreso che il leader dei talebani e alleato di Osama Bin Laden, il mullah Omar, è stato catturato» in marzo. Nonostante numerose riprese sullo stesso blog, né la Cia, né il Pentagono, né le autorità pakistane o afghane hanno mai commentato la notizia.

Redazione online


16/02/2010

Pakistan, la Cia cattura Baradar, il mullah capo militare dei talebani

Pakistan, la Cia cattura Baradar, il mullah capo militare dei talebani

 

IL NYT AVEVA DA GIORNI LA NOTIZIA: HA ASPETTATO A DARLA SUA RICHIESTA DELLA CASA BIANCA. Preso a Karachi, il numero due del mullah Omar. È nato nel 1968 in un villaggio dell’Oruzgan

 

WASHINGTON – Un successo che conta. Con un'operazione congiunta della Cia e dell'intelligence pachistana è stato catturato a Karachi il mullah Abdul Ghani Baradar. Figura di spicco dei talebani, è considerato il vero responsabile militare del movimento. Sopra di lui c’è solo il misterioso mullah Omar. Baradar sarebbe stato arrestato alcuni giorni fa, ma il «New York Times», che ha rivelato la notizia ha aspettato a pubblicarla su richiesta della Casa Bianca. Poi quando le voci sono iniziate a circolare nella regione il giornale ha deciso di scriverla. Nato nel 1968 in un villaggio dell’Oruzgan, il mullah è ritenuto un abile comandante tanto dai nemici che dai suo compagni. Per questo Omar gli ha affidato la responsabilità del settore nord dove ha combattuto fino alla caduta del regime nel 2001. Catturato una prima volta dagli afghani filo-Usa è stato poi rilasciato per l'intervento – sembra - dell’intelligence pachistana.

Tornato libero ha conquistato una posizione di rilievo nel consiglio talebano che ha il suo rifugio a Quetta, Pakistan. E, agendo in stretto coordinamento con il mullah Omar, Baradar ha diretto le operazioni degli insorti mostrando ottime capacità organizzative. Il suo arresto è significativo per quattro motivi. Primo. Nel breve termine i talebani avranno qualche difficoltà, anche se l’esperienza insegna che sono veloci nel rimpiazzare i leader caduti. Proprio Baradar ha dato disposizioni in questo senso. Secondo. La collaborazione dei servizi pachistani nel blitz è il segnale che qualcosa sta cambiando a Islamabad: forse hanno deciso di fare sul serio contro i militanti. Terzo. Baradar non era nascosto in Afghanistan ma a Karachi, in Pakistan: la conferma di dove siano i santuari dei terroristi. Quarto. Il mullah potrebbe fornire informazioni interessanti sul network estremista. I pachistani sanno come farlo parlare, non sappiamo però se condivideranno quello che scopriranno

Guido Olimpio


28/12/2009

Pakistan: bomba durante la processione sciita dell'Ashura, almeno sette morti

Pakistan: bomba durante la processione sciita dell'Ashura, almeno sette morti

 

Le autorità avevano elevato al massimo le misure di sicurezza, ma è stato inutile. Diversi i feriti tra i fedeli a Karachi. Dopo l'esposione la folla inferocita ha anche attaccato un'auto dei media

 

Un momento della processione per la festa dell'Ashura (Ansa)
Un momento della processione per la festa dell'Ashura (Ansa)

KARACHI (PAKISTAN) - Un'esplosione ha seminato il panico durante una processione sciita nella città pakistana di Karachi. Secondo le autorità si tratterebbe di una bomba.

LA CELEBRAZIONE - Almeno sette le vittime, mentre ci sarebbero anche diversi feriti. Le televisioni hanno rimandato le immagini di una nuvola di fumo che si innalzava dalla scena. Dopo l'esposione sono stati sparati alcuni colpi in aria poi la folla inferocita ha anche attaccato un'auto dei media. In queste ore, migliaia di musulmani pachistani stanno commemorando, con lunghe processioni e cerimonie di lutto, la festa dell'Ashura, la celebrazione più sacra per i fedeli del ramo sciita dell'Islam. Le autorità avevano elevato al massimo le misure di sicurezza nel timore di episodi di violenza confessionale tra sciiti e sunniti, la corrente maggioritaria nel Paese.