18/09/2010

Afghanistan: urne aperte tra le violenze

Afghanistan: urne aperte tra le violenze

Alcune bombe sono esplose in diversi seggi nel Paese e un razzo ha colpito il quartier generale della Nato a Kabul. A Herat combattimenti tra insorti e forze di sicurezza. Domani in Italia la salma del tenente Romani

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19/11/2009

Afghanistan, il giuramento di Karzai «Ora governo di unità nazionale»

Afghanistan, il giuramento di Karzai «Ora governo di unità nazionale»

 

Cerimonia a kabul con 300 invitati stranieri, tra cui frattini e clinton. Il presidente apre all'ex sfidante Abdullah: «Imparerò dai miei errori. Lotta dura a corruzione e tangenti»

 

Karzai passa in rassegna la guardia d'onore (Epa)
Karzai passa in rassegna la guardia d'onore (Epa)

MILANO - Hamid Karzai si è insediato ufficialmente a Kabul: sarà presidente dell'Afghanistan per i prossimi cinque anni. Nel discorso programmatico, durante la cerimonia davanti a 300 ospiti stranieri, promette di «imparare dai propri errori» e invita gli ex candidati e in particolare Abdullah Abdullah a entrare a far parte di un governo di unità nazionale «per la riconciliazione nel Paese». Corruzione e tangenti - ha sottolineato - sono un grave problema e serve una lotta senza quartiere: «Nella designazione dei ministri e dei funzionari governativi farò molta attenzione al profilo di ogni persona. Tutti i membri del mio governo dovranno presentare una dichiarazione chiara dei loro beni».

SICUREZZA - Promette quindi che «nei prossimi cinque anni saremo in grado di assumere progressivamente le nostre responsabilità in tema di sicurezza e permettere così il progressivo disimpegno delle forze internazionali». Tra gli obiettivi di politica estera del governo, Karzai sottolinea «il miglioramento delle relazioni con gli Usa»: «Siamo coscienti dei grandi sacrifici in vite umane e risorse fatti da anni dagli Usa in Afghanistan. Le nostre relazioni sono buone, ma adesso devono migliorare molto».

FRATTINI E CLINTON - Alla cerimonia erano presenti il ministro italiano degli Esteri Franco Frattini e il segretario di Stato americano Hillary Clinton. Frattini ha chiesto a Karzai un passo deciso e trasparente per rilanciare l'economia, sconfiggere la corruzione, garantire la sicurezza, offrendo il sostegno dell'Italia: «In Afghanistan manca un istituto nazionale anti-corruzione che possa formare i funzionari delle pubbliche amministrazioni. L'Italia si candida a giocare un ruolo importante. Lo abbiamo fatto formando centinaia di funzionari iracheni nelle municipalità e nel governo centrale, lo possiamo fare anche qui. Karzai deve fare delle scelte, non solo dei suoi ministri ma anche dei governatori, riguardanti persone immuni da corruzione». La CLinton conferma che la comunità internazionale è disposta a sostenere il nuovo governo, a patto che prosegua nella ricostituzione delle forze di sicurezza e offra «benefici tangibili» alla popolazione.

GIURAMENTO - Il presidente rieletto, con il tradizionale abito a strisce verdi, ha giurato di «rispettare e applicare la costituzione» nelle mani del ministro della Giustizia Abdullahim Wardach. Poi, parlando in pashtun, ha accettato il giuramento dei due vicepresidenti. Karzai si è aggiudicato il secondo mandato consecutivo dopo aver vinto le elezioni del 20 agosto e la conferma definitiva nel ballottaggio del 7 novembre, con il ritiro di Abdullah.


03/11/2009

Karzai rieletto, appello ai talebani Dura replica: marionetta dell'Occidente

Karzai rieletto, appello ai talebani Dura replica: marionetta dell'Occidente

 

AFGHANISTAN. Il neo presidente: «Depongano le armi, partecipino al processo di pace. Insieme sradicheremo la corruzione»

 

Hamid Karzai (Reuters)
Hamid Karzai (Reuters)

KABUL - I «fratelli talebani» depongano le armi e partecipino al processo di pace nel Paese: è l'appello del presidente afgano Hamid Karzai, nel primo intervento dopo la rielezione seguita all'annullamento del ballottaggio per il ritiro di Abdullah Abdullah. Karzai ha chiesto ai talebani espatriati dall’Afghanistan di tornare e ha confermato l’intenzione di coinvolgere nella nuova amministrazione funzionari provenienti da ogni parte del Paese.

«MARIONETTA» - Durissima la replica degli studenti del Corano: Karzai non è che «una marionetta» delle potenze occidentali che hanno deciso l'esito delle elezioni. In un comunicato diffuso sul web a nome dell'Emirato islamico in Afghanistan affermano che «l'annullamento delle elezioni ha dimostrato che le decisioni che riguardano l'Afghanistan sono elaborate a Washington e a Londra prima di essere annunciate a Kabul». I talebani giudicano poi «sorprendente che coloro che sostenevano che la marionetta Karzai era coinvolta in massicce e inaccettabili frodi, l'abbiamo ora eletto presidente sulla base di quegli stessi voti fraudolenti».

AFGANI UNITI - «Tenteremo di portare la pace in tutto il Paese. Chiediamo ai nostri fratelli talebani di tornare in Afghanistan in questo ambito, e su questo chiediamo l'assistenza e la cooperazione della comunità internazionale - ha detto Karzai -. La pace sarà possibile quando tutti gli afgani saranno uniti e parleranno con una sola voce, lavorando insieme per un governo di unità che rappresenti tutti». L'amministrazione di Kabul ritiene che i principali leader ribelli si siano rifugiati nel vicino Pakistan. Karzai ha proposto varie volte al mullah Omar, il capo supremo dei talebani, e agli altri responsabili dei combattenti islamici di unirsi al processo politico, garantendo la loro incolumità anche al cospetto delle forze internazionali, ma i suoi appelli non sono mai stati presi in considerazione dai leader degli studenti del Corano.

CORRUZIONE - Il neo presidente ha detto che intende «sradicare la corruzione e affrontare tutti i problemi esistenti»: «L'Afghanistan è stato infestato dalla corruzione, il nostro governo è stato infestato dalla corruzione. Impiegheremo tutti i mezzi necessari per sradicare questa sporcizia - ha dichiarato -. Dobbiamo essere capaci di dimostrare alla nazione afgana e al mondo che gli afgani sono sinceri nei loro sforzi e vogliono raggiungere dei risultati».


11/02/2009

Attacco dei Talebani a Kabul: nel mirino i centri del potere

Attacco dei Talebani a Kabul: nel mirino i centri del potere

 

Azione combinata di kamikaze e guerriglieri: almeno 10 le vittime. Colpiti i ministeri della Giustizia e della Pubblica Istruzione, e anche il Palazzo Presidenziale di Karzai

 

Auto distrutte dopo le esplosioni a Kabul (Ap)
Auto distrutte dopo le esplosioni a Kabul
KABUL - Un attacco in piena regola ai centri del potere a Kabul da parte dei Talebani, con una drammatica sequenza di attentati suicidi e sparatorie contro gli edifici governativi, dove sono stati presi di mira i ministeri della Giustizia e della Pubblica Istruzione, la Direzione Generale dei Servizi Penitenziari e persino il Palazzo Presidenziale, davanti al quale le forze di sicurezza hanno ingaggiato una furibonda battaglia a colpi di arma da fuoco con un commando di Talebani . Tutti gli attacchi sono infatti già stati rivendicati dagli ex studenti coranici, che ne hanno preannunciato molti altri.

LA DINAMICA DEGLI ATTACCHI - Secondo una prima ricostruzione, solo parzialmente confermata da fonti di polizia, uno o due kamikaze hanno attaccato il palazzo del ministero della Giustizia, nel centro della città, vicino al ministero delle finanze e all'ingresso meridionale del palazzo presidenziale, provocando un numero di vittime non ancora accertato. Un secondo attacco ha preso di mira uffici dell'amministrazione penitenziaria nel quartiere periferico di Khair Khana, con due kamikaze a piedi che sono riusciti a penetrare nell'edificio sparando e facendo poi saltare i corpetti esplosivi che indossavano. In questo attacco vi sarebbero state diverse vittime. Un altro kamikaze sarebbe stato circondato da forze di polizia vicino al ministero dell' istruzione, in centro, e sarebbe stato abbattuto senza essere riuscito a far esplodere il suo giubbetto. Un altro terrorista ancora, forse il settimo, avrebbe inoltre attaccato un convoglio di agenti di polizia nella zona settentrionale di Kabul, che potrebbe però trattarsi, secondo fonti giornalistiche locali di un convoglio militare straniero. Quest'ultima circostanza non è stata ancora chiarita, dato il massimo riserbo delle fonti ufficiali e la gran confusione che regna in questo momento nella capitale afghana. La tv privata locale 'Tolò, citando un portavoce dei talebani, ha riferito che sette attentatori suicidi hanno compiuto attacchi in diversi edifici governativi e due sono riusciti a entrare nel carcere centrale di Kabul, ma questa circostanza non ha trovato nessuna conferma ufficiale. Un'altra tv locale ha fatto riferimento a 10 vittime delle esplosioni, ma anche in questo caso non vi sono conferme.

SCONTRO AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - Lo scontro più grave sembra essere avvenuto comunque al ministero della Giustizia, situato non lontano dalla Presidenza, contro il quale hanno agito due diversi kamikaze, forse addirittura tre. Uno è stato ucciso subito, prima che riuscisse a farsi saltare in aria; il secondo si è asserragliato all'interno mentre il complesso era circondato dai soldati e dalle unità scelte della polizia, ma alla fine è stato eliminato. Gli attentati cadono alla vigilia della visita a Kabul di Richard Holbrooke, l' inviato speciale del presidente Usa, Barack Obama.

 

 


15/11/2008

Sfigurata dall'acido mentre va a scuola: «Voglio continuare a studiare»

Sfigurata dall'acido mentre va a scuola: «Voglio continuare a studiare»

IN AFGHANISTAN MOLTE LE SCUOLE DISTRUTTE E GLI INSEGNANTI ASSASSINATI DOPO L'11 SETTEMBRE. Sei ragazze sono state attaccate da uomini in motocicletta a Kandahar, gravi due sorelle. La zona è una roccaforte dei talebani

 

 

 

Shamsia, 17 anni, sfigurata dall'acido (Reuters)
Shamsia, 17 anni, sfigurata dall'acido

 

Shamsia riceve la visita della responsabile del Settore Educazione di Kabul (Reuters    
Shamsia riceve la visita della responsabile del Settore Educazione di Kabul
KANDAHAR - «Continuerò a studiare anche se cercano di uccidermi. Non smetterò di andare a scuola». Shamsia ha 17 anni ed è in un letto d'ospedale a Kandahar, con il viso sfigurato dall'acido e un occhio in gravi condizioni. Nel letto accanto sua sorella Atefa, di 16 anni, anche lei colpita dall'acido. L'attacco è avvenuto mercoledì scorso nella zona occidentale di Kandahar, la grande città del sud dell'Afghanistan, culla e roccaforte dei taleban. Sei giovani studentesse liceali che stavano andando a scuola sono state attaccate, in diversi episodi, da uomini in motocicletta. Particolarmente gravi le ferite riportate dalle due sorelle: gli aggressori hanno strappato le sciarpe dalla testa delle ragazze e hanno lanciato l'acido mirando al volto, per sfigurarle.

L'AGGRESSIONE - «Eravamo a metà strada verso il liceo quando due uomini in motocicletta si sono fermati vicino a noi. Uno di loro ha gettato dell'acido sul viso di mia sorella, ho cercato di aiutarla e hanno gettato l'acido anche su di me», ha raccontato Atefa. «Abbiamo chiesto aiuto,

sono accorse delle persone e gli uomini sono fuggiti. Non sappiamo perché ci abbiano attaccato, la città non è sicura. Ma non possiamo restare chiuse in casa, dobbiamo avere un'istruzione, il governo deve aiutarci». Le due ragazze, che normalmente indossano il velo islamico, appartengono alla minoranza musulmana sciita. Altre quattro ragazze sono stata attaccate nello stesso modo, il giorno dopo, nella stessa zona della città: fortunatamente non sono state ferite in maniera grave.

SCUOLE DISTRUTTE - Non c'è stata alcuna rivendicazione degli attacchi alle studentesse, ma tutto fa pensare a un'azione dei talebani, che nel periodo del loro regime (1996-2001) avevano proibito alle ragazze di frequentare le scuole. Dopo l'11 settembre e la caduta dei talebani, centinaia di scuole nel Paese sono state attaccate e distrutte; insegnanti e responsabili sono stati assassinati, ma finora erano rari gli attacchi agli alunni. L'attacco alle studentesse è stato così grave da avere vasta risonanza anche in una zona così abituata alla violenza.

KARZAI: «NEMICI DELL'EDUCAZIONE» - Il presidente Hamid Karzai ha definito i responsabili «nemici dell'educazione». «Voglio continuare a studiare per aiutare la ricostruzione del mio Paese», ha detto Shamsia dal suo letto d'ospedale, irriconoscibile sotto lo strato di unguento giallo che serve per le ustioni. Ha ricevuto la visita della responsabile del Settore Educazione di Kabul, Najiba Nuristani, che ha dichiarato: «Questi attacchi non possono fermare l'educazione in Afghanistan, specialmente per le ragazze». Il dottore che ha curato Shamsia è ottimista: dovrebbe recuperare l'uso dell'occhio. Se necessario, riceverà cure specialistiche in India


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