05/12/2010

Katia, spia russa nel Parlamento inglese

Katia, spia russa nel Parlamento inglese

Gran bretagna - la giovane, figlia di un magnate del caucaso, sarà espulsa. Arrestata la 25enne assistente del deputato Mike Hancock: è il primo caso dopo la Guerra Fredda

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25/04/2010

Le feste di Katya Trappole sexy per i nemici di Putin

Le feste di Katya Trappole sexy per i nemici di Putin

Seduce oppositori, giornalisti critici e diplomatici stranieri. Poi sparisce. «E’ una spia». E i video del Kgb spuntano sul web

 

Katya Gerasimova
Katya Gerasimova

MOSCA — Giornalisti, politici, magistrati e stranieri importanti. I vecchi sistemi del Kgb sembrano tornati in auge nella Russia di Vladimir Putin visto che il web si sta riempiendo di filmati compromettenti che mostrano personaggi sgraditi al potere in serate di sesso, droga e (presumibilmente) rock’n’roll.

Protagoniste assolute di questa vicenda a luci rosse sono la bruna Katya e la bionda Nastya che avrebbero «adescato» diversi personaggi della Mosca che conta per poi sparire senza lasciare traccia. Ma dietro a loro ci sono diverse comprimarie che negli ultimi tempi hanno messo nei guai un diplomatico britannico e uno americano, per non parlare di un ufficiale indiano richiamato di corsa in patria.

Al Cremlino, come c’era da aspettarsi, dicono di non sapere nulla dell’intera vicenda, ma una delle vittime, Iliya Yashin, attivista dell’opposizione, sostiene nel suo blog che dietro a buona parte delle operazioni sospette ci sarebbe Vladislav Surkov, potente vice capo dell’amministrazione presidenziale.

Yashin ha raccontato di aver conosciuto Katya Gerasimova su un sito di relazioni sociali e di essere stato poi invitato in un appartamento moscovita. Quando, a un certo punto, è spuntata la cocaina, Yashin dice di essersene andato. E’ finito invece in internet il filmato dell’incontro che la stessa Katya ha avuto con Viktor Shenderovich, noto in Russia per il suo programma televisivo nel quale i potenti erano impersonati da pupazzi di gomma. Da tempo il programma è sospeso dopo le lamentele di Putin.

Shenderovich, misteriosamente, è stato avvertito in anticipo che il filmato stava per uscire e ha dato lui stesso la notizia sul suo blog. Altre vittime sono stati il direttore dell’edizione russa del settimanale Newsweek Mikhail Fishman, lo scrittore Eduard Limonov, esponente del gruppo Solidarnost e Aleksandr Potkin, capo del movimento contro l’immigrazione clandestina. Tempo fa sulla rete erano invece finiti due diplomatici: il vice console britannico di Ekaterinburg e il consigliere dell’ambasciata Usa che si occupava di diritti umani. Poi l’ufficiale indiano che controllava la ristrutturazione di una portaerei che la Russia sta vendendo a New Delhi.

I servizi dietro a tutto? Sembrerebbe proprio di sì, visto che la pratica di usare quelle che all’epoca venivano chiamate «trappole al miele » non è certo morta con lo scioglimento dell’Urss. Nel 1999, quando Putin era capo dell’Fsb, successore del Kgb, il procuratore Yurij Skuratov, impegnato in un braccio di ferro col presidente Boris Eltsin, venne tolto di mezzo grazie a un filmetto girato in sauna dove due ragazze facevano divertire un uomo che sembrava proprio il procuratore. Il Kgb usava le «trappole» a 360 gradi. Perfino il simpatizzante Jean Paul Sartre venne incastrato da una «interprete». Tanto che arrivò a difendere pubblicamente Breznev ai tempi del processo contro i dissidenti Siniavskij e Daniel. Il capo dei servizi della Ddr Markus Wolf aveva creato una vera «brigata dell’amore », composta da belle ragazze e aitanti giovanotti. Dopo la caduta delMuro, ha scritto nella sua autobiografia: «Finche esisterà lo spionaggio, ci saranno dei Romeo che sedurranno vittime inconsapevoli».

Fabrizio Dragosei


19/03/2009

«Ecco l'agente Kgb Putin: finto turista con Reagan a Mosca»

«Ecco l'agente Kgb Putin: finto turista con Reagan a Mosca»

 

L'evento fu immortalato da uno scatto di Pete Souza, fotografo ufficiale di Obama. Alcune riviste internazionali: «L'uomo con la macchina fotografica è l'attuale premier russo»

 

La foto di Pete Souza: Ronald Reagan stringe la mano a un bambino russo. Alle sue spalle, nel cerchietto rosso, l'agente sotto copertura Putin
La foto di Pete Souza: Ronald Reagan stringe la mano a un bambino russo. Alle sue spalle, nel cerchietto rosso, l'agente sotto copertura Putin

MILANO - Il "turista" Vladimir Putin assieme a Ronald Reagan sulla Piazza Rossa. Non è un film di fantapolitica, ma ciò che accadde nella primavera del 1988 quando l'allora presidente degli Stati Uniti D'America incontrò a Mosca il premier comunista Mikhail Gorbaciov e s'intrattenne in una conversazione con alcuni cittadini dell'Unione Sovietica. Tra questi c'era anche un giovane biondo, con una macchina fotografica al collo che assieme ad altre persone pose al presidente americano delle domande sullo stato dei diritti umani negli Stati Uniti. Secondo il magazine Foreign Policy e altre testate internazionali quell'uomo non era altro che Vladimir Putin, attuale primo ministro russo, che camuffato da turista passato lì per caso, era invece in missione come agente del Kgb. Probabilmente il servizio segreto sovietico aveva preparato tutta quella messa in scena per mettere in difficoltà il politico conservatore. L'evento fu immortalato da uno scatto di Pete Souza, attuale fotografo ufficiale di Barack Obama e al tempo reporter al seguito del presidente Reagan.

Il confronto tra una recente di Putin e il turista immortalato da Souza: la somiglianza c'è ma i dubbi restano
Il confronto tra una recente di Putin e il turista immortalato da Souza: la somiglianza c'è ma i dubbi restan

AGENTE SOTTO COPERTURA - L'immagine mostra in primo piano Reagan che stringe la mano a un bambino russo. Alle sue spalle si scorge l'agente sotto copertura Putin. In quel periodo, capitava spesso durante le visite dei capi di stato stranieri, soprattutto di quei paesi che non erano nell'orbita comunista, che gli agenti del Kgb si fingessero passanti o turisti, ponendo domande ai leader internazionali. Era un modo per impressionare i politici stranieri e dimostrare quanto fosse "aperta" e civile la patria del socialismo reale. Il fotografo Souza intervistato da National Public Radio ha dichiarato che rimase stupito dalle domande formulate dai turisti e chiese a un agente segreto americano che era nei paraggi: «È incredibile che i turisti in Unione Sovietica facciano domande così difficili al Presidente». La spia tagliò corto: «Non sono turisti, sono tutti parenti di spie russe».

SMENTITA - A poche ore dalla diffusione della foto, puntuale è arrivata la smentita da Mosca attraverso Andrey Piontkovsky, analista politico e biografo dell'attuale primo ministro russo. Lo scrittore ha affermato che quel "turista" biondo non può essere Vladimir Putin: «Al tempo Putin era un maggiore di stanza a Dresda», ha dichiarato Piontkovsky. «Non aveva un ruolo così centrale nel servizio segreto da poter essere spedito a Mosca ».

Francesco Tortora