14/12/2011
La7, Mentana si dimette: «Lascio il tg»
La7, Mentana si dimette: «Lascio il tg»La decisione. Il direttore risponde alla denuncia del sindacato per non aver letto un comunicato
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| Tag: enrico mentana, la7, dimissioni, politica | OKNOtizie |
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29/09/2011
Caso Tarantini, Lavitola latitante in tv: «Una telefonata col premier mi scagiona»
Caso Tarantini, Lavitola latitante in tv: «Una telefonata col premier mi scagiona»Ospite a La7. L'ex giornalista: «Non ho fornito al presidente Berlusconi alcuna scheda peruviana, ma una scheda italiana acquistata da un mio collaboratore peruviano»
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| Tag: valter lavitola, silvio berlusconi, caso escort, giampaolo tarantini, la7, intervista, politica, cronaca | OKNOtizie |
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30/06/2011
Santoro-La7, interrotte le trattative Lui: «Colpa del conflitto d'interessi»
Santoro-La7, interrotte le trattative Lui: «Colpa del conflitto d'interessi»Il condUttore: «Gli stessi problemi legali che la Rai pone a Milena Gabanelli». La nota dell'azienda: «Inconciliabili posizioni»
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| Tag: santoro, annozero, la7, telecom, italia, media, televisione, contratto, trattativa | OKNOtizie |
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13/06/2011
Fazio e Saviano e l'addio alla Rai
Fazio e Saviano e l'addio alla RaiCHE TEMPO CHE FA. In una lettera: «Problemi anche per la Littizzetto»
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| Tag: spettacolo, politica, governo, rai, berlusconi, vieni via con me, fazio, saviano, santoro, gabanelli, la7, floris, editto bulgaro | OKNOtizie |
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25/01/2011
Scontro in diretta Berlusconi-Lerner
Scontro in diretta Berlusconi-LernerA «l'Infedele» su La7. Il premier: «Siete disgustosi, un postribolo televisivo». Il conduttore: «Lei ha offeso abbastanza, adesso basta»
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| Tag: caso escort, caso ruby, gad lerner, la7, nicole minetti, politica, silvio berlusconi | OKNOtizie |
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06/09/2010
Grandi risultati per Enrico Mentana alla guida del TgLa7
Grandi risultati per Enrico Mentana alla guida del TgLa7Mentana cambia gli equilibri dei tg
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23/07/2009
Rai-Mediaset-La7 sul satellite:
Rai-Mediaset-La7 sul satellite:
Dal 31 luglio parte la piattaforma TivùSat che riunisce 22 canali. Gentiloni (Pd): gigante fuorilegge. Di Pietro: ammucchiata
ROMA - Tutti assieme sul satellite, Rai, Mediaset e La7. Dal 31 luglio parte in Italia TivùSat, la prima piattaforma digitale satellitare: basterà comprare un decoder (quello di Sky non va bene e neppure quello del digitale terrestre) che costerà circa 100 euro, inserire una card gratuita e fare una telefonata per l'attivazione. Tutti i canali nazionali non a pagamento, che oggi chi non ha il digitale terrestre può vedere solo se è abbonato a Sky, saranno aperti a tutti. «Non è una pay-tv, sarà aperta solo agli editori che diffondono canali non a pagamento — spiega il presidente della società Luca Balestrieri — Ed è assolutamente complementare al digitale terrestre. È un atto dovuto, che anzi arriva in ritardo di anni, in Francia e in Inghilterra piattaforme come la nostra ci sono già». L'obiettivo dei promotori di TivùSat è, dicono in coro, da Balestrieri al vice direttore generale della Rai Giancarlo Leone, dall'amministratore delegato di Rti-Mediaset Marco Giordani al vicepresidente di Telecom Italia Media-La7 Giovanni Stella, di «voler raggiungere quel 5 per cento degli italiani, e sono almeno tre milioni, che non riescono a vedere tutti i canali, senza per questo essere costretti a fare un abbonamento oneroso a Sky».
Possibile, tuttavia, che sia solo questo? Da giorni nel mondo politico si parla di una guerra delle frequenze a Sky. Perché se è vero che almeno per il momento sia Rai sia Mediaset giurano che non cripteranno le loro reti generaliste, un domani questo sarà possibile. Inoltre, la Rai ha in scadenza il contratto con Sky (proprio a fine luglio) e sta trattando per rinnovarlo. Qualcuno dice persino che si è già deciso di non rinnovarlo affatto. Ma Giancarlo Leone replica: «Le tre reti generaliste non sono sul tavolo della trattativa, tutto il resto dell'offerta Rai si vedrà oppure non si vedrà più su Sky a seconda di come andrà a finire questa trattativa». Per Mediaset le cose per ora non cambiano perché l'accordo con Sky (per Mediaset plus) è ancora in piedi, scadrà non prima di un paio di anni. «Sia chiaro — dice Marco Giordani di Rti-Mediaset — che noi non prendiamo un euro da Sky per le nostre reti generaliste, quindi è sbagliato dire che scendiamo da Sky perché in realtà non ci siamo mai saliti».
Di fatto, allora, che cosa cambia? Potrebbe non cambiare quasi nulla e potrebbe cambiare molto. Chi ha già comprato il decoder del digitale terrestre può fare a meno di comprare quello di TivùSat, vedrà comunque tutto. Chi comprerà il decoder di TivùSat perché non ha ancora comprato quello del digitale terrestre vedrà tutto ma dovrà avere la parabola. Chi ha solo la parabola e vede tutto con l'abbonamento a Sky per adesso può fare a meno di comprare il decoder di TivùSat ma forse, domani, sarà obbligato a farlo. I partecipanti della neonata società ripetono: non c'è nessuna guerra di frequenze. Ma qualcuno ci crede poco. Per Paolo Gentiloni (Pd), TivùSat è «un gigante fuorilegge perché si tratta comunque di un'operazione di concentrazione tra soggetti operanti nel sistema integrato delle comunicazioni», mentre per Antonio Di Pietro (Idv) «è un'ammucchiata che serve solo a portare soldi a Mediaset. La Rai infatti rinuncia a 125 milioni di euro da Sky per questa piattaforma satellitare».
Mariolina Iossa
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| Tag: televisione, rai, mediaset, satellitare, accordo, piattaforma, la7, canali liberi, concorrenza, sky | OKNOtizie |
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08/07/2009
Brunetta: «Le donne? Da quando sono ministro mi corteggiano molto»
Brunetta: «Le donne? Da quando sono ministro mi corteggiano molto»
L'intervista in onda mercoledì su La7 nel nuovo programma della boralevi. Confidenze in tv: «Nel sesso ero imbranato, ora ho raggiunto ritmo ed eleganza. Sogno matrimonio e figli»
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| Renato Brunetta e Antonella Boralevi |
MILANO - «Le donne sono una delle cose più belle della vita. A me piacciono eleganti, intelligenti, non dominatrici e concorrenti, accetto la sfida alla pari. Credo nella passione, è sintesi tra emozioni, cuore e testa. Per imparare ad amare bene può volerci una vita. Così anche per il sesso. Difficile essere bravi… eh… con il tempo, forse. Ci si arriva o con l’intesa o con il sentimento, ma non sempre. Io non sono così ipocrita, il sesso ha anche una sua dimensione autonoma rispetto all’amore».
LA TRASMISSIONE - Così si racconta un Renato Brunetta insolitamente in vena di confidenze amatorie in un’intervista ad Antonella Boralevi , che andrà in onda mercoledì alle 23.30 su La7 nel nuovo programma Capitani Coraggiosi, viaggio intorno alle inquietudini degli uomini d’oggi. «Sì, le donne mi corteggiano molto ora che sono ministro, ma anche prima», ammette il terrore dei pubblici fannulloni in formato hot. E spiega perché, tra le tante in studio, lo attira la fotografia di una coppia che balla il tango: «Mi piace la vicinanza, l’attrazione, l’incastro tra i corpi, il ritmo e l’eleganza: è un atto sessuale». Chiede la Boralevi: «Ma tutto questo ritmo, questa eleganza, ci sono nell’atto sessuale?». «Se si è bravi sì», risponde placido Brunetta. Ammettendo che, col tempo, nella pratica, è migliorato di tanto anche lui: «Se penso a come ero io, mamma mia, imbranato come tutti, penso». L’intervistatrice gli chiede se sia mai scoppiato a piangere mentre era a letto con una donna. «No, ma penso che non sia disdicevole». Nel suo libro Diario di bordo il titolare della Funzione pubblica scrive che non si offenderebbe se qualcuno gli desse del «botolo ringhioso». Ma è un tenerone mentre racconta di quando ha conosciuto la fidanzata Titti: «In un vivaio tra piante e fiori, le ho detto buongiorno, lei prendeva delle piante e anche io cercavo delle piante, poi le abbiamo portate a casa mia». Ammette: «Sì, sono un uomo che si lascia abbracciare, mi arrendo alla mia donna, uno che sa dire ti amo. Mi vorrei sposare e vorrei un figlio. In astratto penso che sarei un padre palloso, insopportabile, ma forse con un bambino tuo poi diventi bravo».
Giovanna Cavalli
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23/05/2009
Ambra Angiolini e Victoria Cabello lite: il video
Ambra Angiolini e Victoria Cabello lite: il video
Ambra Angiolini e Victoria Cabello litigano in televisione. Nell’ultima puntata, infatti, l’ex ragazzina di Non e’ la Rai e l’ex veejay di Mtv hanno dato uno spettacolo niente male: all’improvviso le due cominciano ad azzuffarsi: realta’ o finzione? Le due si sono picchiate per davvero, oppure e’ stata tutta una messinscena?
Ambra Angiolini era ospite di Victoria Cabello, nel suo show in onda su La7. Insieme a lei, ospite anche il buon Luca Giurato, con le sue gaffe celebri. Ma l’attenzione della puntata e’ stata catalizzata dalla lite tra Ambra Angiolini e Victoria Cabello, scatenata cosi’ all’improvviso.
Le due donne del piccolo schermo stanno tranquillamente parlando, ognuna seduta sulla sua sedia. Ambra appena arriva si dice un po’ tesa, mentre Victoria cerca di farla sentire a suo agio. Ma la moglie di Francesco Renga continua a lamentarsi della presentatrice. Poi Victoria Cabello scherza, dicendo che lei e’ famosa perche’ ha fatto Non e’ la Rai e perche’ ha sposato Renga. Ambra non ci sta, si alza e va via. La presantatrice fa per fermarla e la ragazzina di Boncompagni reagisce, dicendole di non toccarla e chiamandola sfigata. E comincia la lite furibonda. Pensate che Victoria lancia ad Ambra persino una scarpa, mentre le due si tirano per i capelli: allucinante!
Finzione e realta’? Lo show d’altra parte si intitola “Victor, Victoria Niente è come sembra“. Quindi potrebbe trattarsi tutta di una finzione. Dai lividi, dai segni rossi e dalla foga con la quale si sono picchiate, pero’, hanno recitato davvero bene… Se le danno di santa ragione, eccome!
Qui sopra il video della lite tra Ambra Angiolini e Victoria Cabello: che ne dite?
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| Tag: televisione, spettacolo, lite, ambra angiolini, victoria cabello, victor victoria, la7, show, farsa, verità, dubbi | OKNOtizie |
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02/04/2009
Lezione di Grillo all'Europarlamento «Può diventare un cimitero di lestofanti»
Lezione di Grillo all'Europarlamento «Può diventare un cimitero di lestofanti»
Il comico, ospite a «Exit», lancia strali contro i manager. «In Francia li sequestrano, direi che sono ottimi segnali», la proposta: «creare una borsa europea»
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| Beppe Grillo (Ansa) |
MILANO - Beppe Grillo è tornato in tv, ospite ad «Exit», il programma d'informazione condotto da Ilaria D'Amico su La7 (vai al sito). Il tema al centro della prima parte della puntata era la privatizzazione dei servizi pubblici. In studio il presidente del Lazio Marrazzo, il sottosegretario allo Sviluppo economico Urso, il deputato Udc Bruno Tabacci, il giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo e Corrado Oddi, membro del Forum italiano dei movimenti per l'acqua.
FUGA BURRASCOSA - L'intervento del comico è durato una ventina di minuti (guarda il video diviso in due parti, prima parte e seconda parte, vi consiglio di guardarli entrambe e poi giudicate voi in che razza di stato civile viviamo) e si è concluso burrascosamente. All'inizio tutto sembra filare liscio: Grillo lancia una lunga invettiva poi, forse infastidito dalla presenza dei politici in studio, si dilegua fra l'incredulità generale. La più stupita è la D'Amico: garantisce che aveva promesso di confrontarsi serenamente con gli altri ospiti e di dialogare con loro. Uno dei temi della puntata era la privatizzazione dell'acqua, ma il comico non si è attenuto troppo all'argomento. Ha preferito toccare tutti i temi a lui cari e che quotidianamente affronta sul suo blog. Usando il consueto linguaggio colorito, ha attaccato i politici condannati in Parlamento e il sistema finanziario italiano. È tornato sul caso Telecom, prendendosela con Marco Tronchetti Provera. Filo conduttore dell'intervento di Grillo la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. «Oggi - ha detto - la gente è tagliata totalmente fuori dal sistema decisionale». E a questo punto ha introdotto il tema delle liste civiche che è pronto a presentare. Una mossa obbligata - ha detto con veemenza - «perché i cittadini si sono veramente rotti i coglioni di gente come quella che è seduta in questo studio». Un crescendo che si è chiuso con l'abbandono della trasmissione.
TRUFFA CONTINUA - «Sono stato invitato dal Parlamento europeo per parlare anche di frodi - dice Grillo cominciando il collegamento con La7 -. Pubblico e privato: non significa più niente acqua pubblica e acqua privata. Provate a entrare in un Consiglio comunale, non ci sono rappresentanti del pubblico ma camerieri di partiti messi lì da 4-5 segretari che decidono. L’acqua non deve cadere in mano a una spa che faccia profitti sulla sete delle persone». Il comico torna poi sul fatto che «diamo l’acqua a società che si quotano in borsa, dove non ci sono regole, se no non sarebbero successi i casini con Parmalat, Telecom e Pagine Gialle. C’è una truffa continua in Borsa per cui andrebbe chiusa domani mattina». Grillo parla anche delle banche con accenti critici sulle passate vicende giudiziarie del banchiere Cesare Geronzi, del finanziere Ligresti e di Romiti. Poi allarga il discorso: «Sono sempre i soliti 50: entrano nei Cda, tu gli dai i soldi attraverso questa criminalità organizzata che sono le banche e gli imprenditori e non sai assolutamente a chi».
MAPPA DEL POTERE - Il comico segnala di aver messo sul suo blog la mappa del potere: «Ci sono 289 società quotate in Borsa, di cui 254 hanno consiglieri che lo sono in due, tre, cinque, dieci società contemporaneamente. E voi volete quotare l’acqua in borsa?» domanda. Grillo parla anche della precedente gestione di Telecom. Cita Tronchetti e chiede: «Chi era il proprietario vero? Se sommavi le azioni erano i piccoli azionisti, ma chi ha venduto il pacchetto di controllo e ha spolpato l’azienda?». E aggiunge: «La Telecom è stata spolpata, il signor Tronchetti se n’è andato vendendosi il pacchetto di maggioranza nel 2007 a 2,9 euro ad azione. Invece gli azionisti avevano in mano azioni che valevano 1,5 e adesso valgono 0,9. Chi paga?». Infine l’attacco ai politici: «Abbiamo 100 persone in Parlamento che sono stati condannati e che fanno le leggi. Abbiamo regolamentato e legalizzato il falso in bilancio. Quando parliamo di 'ndrangheta, mafia e camorra parliamo di Cda, di notai, commercialisti, di banchieri, di uomini d’affari, parliamo di politici. Un'associazione a delinquere».
LA BORSA EUROPEA - A Bruxelles Grillo aveva parlato per due ore e mezzo in una sala gremita del Parlamento europeo sul potere delle banche, sui conflitti di interessi di consiglieri di amministrazione di molte società quotate in Borsa. «L'Europarlamento era il cimitero degli elefanti e rischia di diventare il cimitero dei lestofanti - ha detto Grillo -. Il nostro paese ha bisogno di una scossa. In altri paesi succede qualcosa. In Francia sequestrano i manager. Cominciamo ad avere segnali ottimi direi». Il comico è stato più volte applaudito mettendo in guardia sui nomi dei futuri parlamentari e sostenendo la candidatura dell'ex pm Luigi De Magistris: «State attenti che con le europee qui vi arriva di tutto. Guardate Mario Chiesa, ha già il curriculum per fare l'europarlamentare. Vi arrivano Mastella, Cuffaro. Fate un parlamento pulito». Grillo ha sollecitato le istituzioni europee a varare una Borsa europea e ne ha pure proposto il nome, European stock exchange (Ese): «Abbiamo un moneta unica. Perché non facciamo una Borsa europea dove uno spagnolo, un inglese, un francese possono investire in modo controllato con una rete di paletti ben precisi?».
16:16 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: beppe grillo, europarlamento, ospite, exit, programma, la7, inveisce, manager, proteste, lezione, proposte, banche, affari | OKNOtizie |
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