22/05/2011

Usa: parla al telefono su un treno per 16 ore di fila. Alla fine viene fatta scendere

Usa: parla al telefono su un treno per 16 ore di fila. Alla fine viene fatta scendere

Il capotreno ha chiamato la polizia. la donna costretta a lasciare il convoglio in oregon. Lakeysha Beard viaggiava da Los Angeles a Seattle: alla richiesta di spegnere il cellulare ha aggredito il personale

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21/09/2010

Critiche online. Cacciati dall'Hotel

Critiche online. Cacciati dall'Hotel

SU TRIPADVISOR. Inghilterra, coppia aveva dato un brutto voto all'albergo

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03/06/2010

Vacanze, le agenzie di viaggi online finiscono nel mirino dell'Antitrust

Vacanze, le agenzie di viaggi online finiscono nel mirino dell'Antitrust

Molti clienti hanno denunciato «pratiche commerciali sospette». Aperte tre istruttorie nei confronti di Expedia Italy, e-Dreams e Opodo dopo alcune lamentele

 

Il sito Expedia
Il sito Expedia

ROMA - Sono sempre più cliccati e utilizzati per prenotare voli e alberghi in Italia e all'estero o anche solo per sognare davanti al pc una vacanza in qualche paradiso caraibico. Adesso, però, le agenzie di viaggi online come Expedia Italy, e-Dreams e Opodo Italia finiscono sotto la lente dell'Antitrust per verificare se i prezzi e le offerte pubblicizzati siano poco chiari, come lamentato da alcuni consumatori. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, secondo quanto apprende l'Ansa, ha infatti aperto tre istruttorie verso le tre società per «pratiche commerciali scorrette» dopo che erano arrivate molte denunce anche attraverso il Contact Center dell'Autorità (800.166661). Rischiano, come da prassi, sanzioni fino a un massimo di 500 mila euro.

MANCANZA DI TRASPARENZA
- La decisione arriva nel solco di quelle prese nel 2009 dall'Autorità nel comparto viaggi e turismo dove sono state inflitte sanzioni per oltre 2 milioni di euro. Anche in questo caso l'Antitrust aveva sanzionato la differenza fra quanto pubblicizzato e quanto poi effettivamente offerto. Sarà compito dell'Antitrust, quindi, analizzare i modi con cui le tre aziende (Expedia, e-Dreams e Opodo) pubblicizzano su Internet i servizi e riscuotono i pagamenti dei pacchetti vacanza, soggiorni e voli. In molte denunce si lamentava infatti la mancanza di trasparenza delle informazioni fornite. I consumatori chiedono in particolare di verificare le modalità di promozione delle offerte utilizzate dalle agenzie online sui rispettivi siti che, secondo loro, non consentono di conoscere, da subito, il reale livello dei prezzi dei servizi pubblicizzati e le altre condizioni di prenotazione. L'indagine dovrà anche accertare se i prezzi pubblicizzati vengano tempestivamente aggiornati e se corrispondano a offerte effettivamente acquistabili. Nel caso di Expedia ed e-Dreams, poi, le istruttorie dovranno verificare le ragioni della prassi, lamentata da alcuni consumatori, in base alla quale le aziende trattengono somme per transazioni non effettuate anche per periodi di tempo significativi (fonte: Ansa).


23/05/2009

Brescia e la disfida del cricket Vietato lo sport dei pachistani

Brescia e la disfida del cricket Vietato lo sport dei pachistani

 

Al bando le partite nei parchi. Gli immigrati: è l’ennesimo schiaffo. Il vecesindaco: tanta gente si lamenta

 

BRESCIA — Ci mancava so­lo la disputa del cricket. Dopo le moschee, il kebab, i phone center, i bonus bebè, l’ultimo punto di attrito tra italiani ed extracomunitari è diventato il gioco che gli inglesi esportaro­no nel XIX secolo nelle loro co­lonie asiatiche. Il nuovo rego­lamento di polizia urbana in discussione a Brescia, se appli­cato alla lettera, renderebbe impraticabile nelle aree verdi della città il cricket. Il detta­glio nella stragrande maggio­ranza delle città italiane fini­rebbe nella cartelletta delle no­tizie bizzarre; non a Brescia, dove la comunità straniera più numerosa è quella dei pa­chistani, per i quali il cricket è l’equivalente del nostro cal­cio.

(Cavicchi)
(Cavicchi)

A Campo Marte, nel quartie­re di San Polo, al parco Tarello e in qualunque area verde di Brescia l’immagine di giocato­ri con la pelle scura impegnati a lanciarsi la pallina e a respin­gerla con la caratteristica maz­za piatta è ormai una consue­tudine. Consuetudine che il puntiglioso regolamento co­munale in gestazione rischia di cancellare. Su tutta la penisola soffia un vento di divieti e prescri­zioni, di sindaci dall'ordinan­za facile e il documento in di­scussione a Brescia sta nel bel mezzo di questo mainstream. Viene vietato l’uso delle altale­ne ai maggiori di 14 anni, vie­ne regolamentato il modo di parcheggiare la bicicletta e vie­ne vietata la pratica di qualun­que sport (tutti, anche il cal­cio) in ogni area non apposita­mente attrezzata.

Messa così sembra una norma equanime e inattaccabile, se non fosse che a Brescia abbondano cam­pi di calcio, di tennis, di palla­volo, ma non ci sono spazi per il cricket. E questo ha messo in subbuglio la comunità dei 2.200 pachistani residenti in città, ai quali occorre aggiun­gere 1.200 cittadini del Bangla­desh e 1.000 dello Sri Lanka, tutti accomunati dalla passio­ne per il medesimo sport. Il contestato articolo sem­bra dettato da un criterio di buon senso, ma Fabio Rolfi, vi­cesindaco leghista con delega alla sicurezza, fa intendere che il cricket c’entra parec­chio: «I nostri vigili ricevono decine di telefonate di perso­ne nei parchi infastidite dai praticanti del cricket o che vengono colpite dalla pallina. Ma non c’è nulla di discrimi­natorio: il regolamento proibi­sce anche il gioco della lippa che era un divertimento mol­to in voga a Brescia tanti anni fa». Non si lascia convincere da queste parole Sayad Shah, por­tavoce dei pachistani di Bre­scia: «È l’ennesimo schiaffo in faccia che riceviamo dalla giun­ta di centrodestra. L’alloggio, il rilascio di certificati, la possi­bilità di pregare: fan­no di tutto per render­ci difficile il raggiungi­mento dei nostri diritti fino a farci desistere. Per il cricket abbiamo più volte chiesto che ci mettessero a disposizione un’area, non ci hanno mai ri­sposto. Ma fosse solo un pro­blema sportivo...». «Il divieto di fare sport nei parchi — prova a mediare Emilio Del Bono, capogruppo Pd in Comune — è dettato dal buon senso: il problema è semmai quello degli impianti sportivi, che devono tener conto anche delle nuove esi­genze ». Il 3 giugno prossimo il nuovo regolamento verrà approvato in commissione, il sì del consiglio comunale arri­verà prima dell’estate. Poi per far pace tra italiani e pachista­ni, si può sempre sperare in una partita di cricket riconci­liatrice. In fondo anche Nixon e Mao ricominciarono a parlar­si davanti a un tavolo da ping-pong.

Caludio Del Frate


27/09/2008

Lamentarsi di tutto? Meglio in musica

Lamentarsi di tutto? Meglio in musica

 

 

 

Si moltiplicano in tutta Europa i «cori delle lamentele»: cittadini che si riuniscono per cantare i disagi quotidiani. Il caso: il gruppo più recente a colonia, in germania. c'è ne uno anche a Firenze


 

Il «Coro delle lamentele» di Colonia
Il «Coro delle lamentele» di Colonia
COLONIA (Germania) - Soddisfatti con tutto? Al contrario. Brontoliamo in continuazione: della politica, del capo, delle banche, dei prezzi, dei giornali, dei vicini di casa. Un motivo per lamentarci c'è sempre. Ma come comunicarlo? Si può per esempio aprire un blog sul web dove protestare con qualcuno ogni giorno. Col tempo può risultare noioso e spesso anche inutile. C'è però un'altra possibilità, molto più bella: il coro delle lamentele. Sono sempre più numerosi e l'ultimo nato si trova a Colonia in Germania. Un centinaio di cittadini tedeschi irritati dalla vita quotidiana trasformano le lamentele in divertimento e ironia.

Proprio così, hanno formato un coro per lamentarsi. Sono casalinghe, pensionati ma anche giovani single o manager in carriera. Si ritrovano nei centri cittadini, nelle metropolitane o nei parchi pubblici e danno sfogo a tutti i loro stati d'animo esistenziali - cantando a squarciagola. Vogliono provocare ma anche riderci su. Ognuno può parteciparvi. Il testo il più delle volte è improvvisato ma le parole di sconforto non mancano mai: ritardi dei servizi pubblici, il capuccino freddo, la benzina alle stelle, il rumore dei cellulari, i marciapiedi sporchi o la busta paga. Insomma, ce n'è davvero per tutti i gusti. Il compositore di Colonia, Wolfgang Kaets, ha raccolto quest'estate su internet più 700 lamentele e con queste ha costituito il primo «Kölner Beschwerdechor», il Coro delle Lamentele di Colonia.

I volenterosi, con l'aiuto del compositore, hanno creato una canzone delle loro lamentele dopo appena quattro mesi di prove. Nei prossimi giorni sono previste date nella filarmonica di Colonia e una rappresentazione nelle sale del municipio. La trovata, manco a dirlo, ha trovato così tante adesioni che si sta allargando a macchia d'olio. Anche il testo della canzone viene aggiornato di continuo e la composizione supera di già i 30 minuti di durata. E nel frattempo si moltiplicano i cori delle lamentele che vanno formandosi in molte città del globo: da Budapest a Melbourne fino a Chicago, San Pietroburgo e Birmingham. «Cantare in uno di questi cori è meglio che sotto la doccia!», afferma Wolfgang Kaets. Da qualche mese anche Firenze ha il suo primo Coro delle Lamentele italiano. La città toscana, su iniziativa dell'associazione culturale locale «STar», ha partecipato come prima città italiana a questo progetto entrando a fare parte della mappatura mondiale.

L'originale idea è nata qualche anno fa a Helsinki in Finlandia. Il duo di artisti finnici-tedeschi, Tellervo Kalleinen e Oliver Kochta-Kalleinen, si sono chiesti come poter trasformare l'enorme energia negativa che gli esseri umani infondono nelle loro lamentele, in qualcosa di creativo, divertente e collettivo. Alla fine i due hanno pensato di tradurre questo fenomeno universale in un'iniziativa divertente e coinvolgente: il «Valituskuoro» (in finnico), conosciuto come «complaints choirs» - coro delle lamentele, appunto. Il primo coro delle lamentele della storia si è formato nel 2006 a Birmingham. Da quel giorno si sono moltiplicati anche i video pubblicato si YouTube. A Chicago le lamentele più frequenti riguardano il traffico; a San Pietroburgo non è la politica ad essere presa di mira ma gli affetti e l'amore; a Singapore, invece, si lamentano della gente che si mette sul lato sbagliato delle scale mobili. Quattro le tipologie principali di lamentele dei fiorentini: mobilità, degrado urbano, divieti e mancanza di innovazione culturale.

Video:

Il coro di Firenze (guarda)

Il coro di Helsinki (guarda)

Il coro di San Pietroburgo (guarda)

Il coro di Birmingham (guarda)

I cori delle lamentele nel mondo

Sito ufficiale http://www.complaintschoir.org/choirs.html

Sito del coro delle lamentele di Colonia: http://www.beschwerdechor.de/

Sito coro delle lamentele di Firenze: http://www.associazionestart.org/progetti/coro_lamente...

 


16:25 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lavoro, disagi, lamentele, mobbing | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook