08/09/2011
Col Suv mimetico ferma i tram: Lapo rischia 1500 euro di multa
Col Suv mimetico ferma i tram: Lapo rischia 1500 euro di multaOgni anno sono 1.500 gli automobilisti che bloccano le linee tranviarie milanesi. La sosta per acquistare mobili. La Jeep causa disagi per mezz'ora: traffico deviato e bus sostitutivi
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11/03/2010
Nba: i Lakers vincono con l'aiuto di Lapo
Nba: i Lakers vincono con l'aiuto di Lapo
La squadra di los angeles si è imposta su toronto per soli 2 punti, 109-107. Il giovane Elkann, seduto a bordo campo, toglie un pallone al play dei Raptors nelle fasi finali dell'incontro
LOS ANGELES (CALIFORNIA) - Ha fatto vincere i Lakers pur non giocando. La squadra di Kobe Bryant ha steso i Toronto Raptors di Andrea Bargnani inj una gara valida per l'Nba con l’aiuto decisivo di Lapo Elkann. Il rampollo di casa Fiat ha «aiutato» i Lakers nelle fasi salienti del match di stanotte intervenendo su una palla vagante inseguita dal playmaker dei Raptors, Josè Calderon.
IL FATTO - Ad 1’48" dalla fine dell’incontro Elkann, seduto in prima fila per assistere all’incontro, ha impedito all’asso spagnolo di tenere in gioco la palla a spicchi ricevendo un’ovazione dal pubblico di casa per la «giocata». Sgradita, ovviamente, a Calderon: «Era un’azione cruciale perché eravamo sotto di due punti. Ma cosa voleva fare?», ha detto a fine partita il compagno di squadra di Bargnani. Elkann, che per allontanare la palla da Calderon si è addirittura alzato dal suo posto, ha chiesto scusa al giocatore. Il match, vinto per 109-107 dai Lakers, è stato chiuso sulla sirena da un decisivo canestro di Kobe Bryant, autore di 32 punti.
Alla fine della gara lapo Elkann si è scusato: «Ho visto la palla che arrivava e l'ho spinta. Non sono un esperto di basket...».
Redazione online
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05/11/2009
Marchionne presenta il piano Chrysler «Ventuno modelli entro il 2014»
Marchionne presenta il piano Chrysler «Ventuno modelli entro il 2014»
Lapo Elkann: «Nessuno prende lezioni da nessuno: è un lavoro fatto assieme». Il rilancio affidato alla 500, all'Alfa MiTo e alla Jeep. La protesta con striscione in volo: «Salvataggio pirata»
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| Marchionne nel quartier generale della Chrysler (Afp) |
MILANO - Ventuno modelli entro il 2014 e tre piattaforme in condivisione con Fiat. Sono due punti del piano quinquennale di rilancio della Chrysler, uscita solo quattro mesi fa dalla bancarotta, presentato dall'ad Sergio Marchionne nel quartier generale di Auburn Hills davanti a una platea di 450 persone, tra cui John Elkann, Andrea Agnelli (componente del board Fiat) e Alessandro Nasi (consigliere di Exor e responsabile del business di Cnh). Presenti analisti finanziari, rappresentanti dei sindacati e del governo (in qualità di azionisti del colosso di Detroit), autorità locali e giornalisti: sono stati accolti da una 500 azzurra come la maglia della nazionale di calcio, tra americanissime Jeep e Grand Cherokee, e una volta terminata la convention hanno ricevuto un modellino di 500. La giornata è stata movimentata anche da una protesta ad alta quota: due piccoli velivoli hanno sorvolato Auburn Hills con degli striscioni: «Fiat/Chrysler bailout bandit» («salvataggio pirata») e «Non acquistate auto Chrysler».
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| L'attrice ungherese Zsa Zsa Gabor (Reuters) |
LIQUIDITÀ - «È una grandissima giornata per Chrysler e per la sua squadra, che sta lavorando con passione e spero che darà vita a un'azienda dinamica e competitiva» ha detto Marchionne - brani di Bruce Springsteen in sottofondo -, descrivendo con una battuta il proprio stato d'animo: «Mi sento come il quinto marito di Zsa Zsa Gabor: so cosa devo fare, ma non so se riuscirò a renderlo interessante». Conferma Lapo Elkann, vice presidente Fiat: «Oggi è una giornata importante, c'è tanto entusiasmo. L'impressione è positiva, l'atmosfera è buona. Nessuno prende lezioni da nessuno: è un lavoro fatto assieme». Sul lato finanziario la società americana è stata «parsimoniosa» - ha poi spiegato Marchionne -, registrando il pareggio operativo e aumentando la propria liquidità di 1,7 miliardi di dollari da giugno a settembre, quando sono stati raggiunti i 5,7 miliardi. Per il quinquennio si prevede che il taglio dei costi e le sinergie fra Fiat e Chrysler si traducano in risparmi per 2,9 miliardi di dollari.
I MODELLI - Per quanto riguarda la produzione, il colosso di Detroit potrà contare su 21 modelli entro il 2014 e su tre piattaforme condivise delle sette che manterrà attive (eliminandone quattro). Il rilancio è affidato ai marchi del Lingotto, a modelli sempre più ecologici e innovativi, con le tecnologie Fiat e Alfa Romeo alla base di nuovi prodotti. Ma anche alla Jeep, il più riconoscibile a livello internazionale tra i vecchi brand del colosso Usa, con il restyling di 4 modelli: si prevede che entro il 2014 le vendite saranno pari a 800mila unità. Il piano prevede però il pensionamento di diversi modelli Chrysler e Dodge. Nel 2010 uscirà di scena il Jeep Commander, nel 2011 i Dodge Viper e Dakota e la Chrysler Sebring. L'anno seguente, quando l'alleanza con Fiat decollerà con lo sbarco dell'Alfa Romeo negli Usa, Chrysler manderà in pensione i Jeep Compass e Patriot e i Dodge Caliber e Avenger, ma anche il PT Cruiser. Uscirà dal mercato anche il Grand Caravan, lasciando così il Town and Country come unico minivan. Al contrario, l'anno prossimo Chrysler farà esordire i restyling del Jeep Grand Cherokee e della berlina 300.
ARRIVA LA 500 - Le vere novità arriveranno dal 2011, quando arriverà sul territorio americano la Fiat 500 prodotta in Messico (che avrà area vendite e personale dedicato). Nel 2012, dopo anni di assenza, torna l'Alfa Romeo: il primo modello sarà la MiTo, seguita all'inizio del 2013 da una berlina midsize e dall'Alfa Milano. Fra i marchi del gruppo Dodge, i cui colori saranno il rosso e il nero, sono previsti tre nuovi modelli: una nuova compatta, una berlina media e una vettura nel segmento sotto le compatte. Entro il 2014 Chrysler coprirà sei segmenti di mercato, contro gli attuali quattro. Oltre alla 500, ci saranno due nuove vetture dei segmenti A e B (oggi scoperti) e otto modelli dei segmenti C e D realizzati su due sole piattaforme di cui una del gruppo Fiat (contro gli attuali 11 su 8 differenti piattaforme). Nei cinque anni le vendite fuori dai confini nordamericani dovrebbero salire del 18%. Un progetto ambizioso di rilancio, per realizzare il quale Marchionne ha creato una squadra di oltre 20 manager. Tra loro un solo italiano, Alfredo Altavilla.
«GM HA FATTO BENE» - Commentando l'altra grande notizia di giornata del settore automobilistico, ovvero la decisione di General Motors di mantenere il controllo di Opel, Marchionne ha parlato di «scelta totalmente razionale perché considerando quello che è successo era l'unica soluzione. È una cosa buona per l'Europa perché dovranno razionalizzare le infrastrutture che sono troppo grosse e complesse».
ECONOMIA USA - L'amministratore delegato è stato accolto sul palco dal nuovo presidente di Chrysler Robert Kidder, che lo ha salutato come «l'uomo capace con il suo team di reinventare il marchio e farlo riemergere più forte di prima». «Sergio e la sua squadra - ha detto - stanno reinventando il modello di business di Chrysler in uno con vere economie di scala globale, con una forte attenzione ai marchi». Per Kidder «il successo di Chrysler e dell'industria automobilistica è importante per il rilancio dell'economia americana». A cinque mesi dalla chiusura del procedimento per bancarotta, dunque, la fiducia del board di Chrysler nella possibilità di tornare ad essere un marchio competitivo è «considerevolmente più forte», assicura il presidente, ribadendo che l'azienda intende rimborsare il prestito ricevuto dal governo Usa «con la massima velocità possibile». Chrysler avrà anche un nuovo logo: registrato il 29 settembre, è caratterizzato da una stilizzazione delle ali attorno all'elemento centrale e non riporta più il marchio ovale al centro ma la scritta su fondo blu.
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28/10/2009
Pm: «Sette anni e due mesi a Corona»
Pm: «Sette anni e due mesi a Corona»
L'accusa: «È accecato dal denaro, ricatti come estorsioni mafiose. Contro Lapo Elkann violazione aberrante», processo "vallettopoli", in aula a milano anche belen rodriguez. Corona: "Io in carcere, ricattatori Marrazzo liberi"
MILANO - Sette anni e due mesi. Tanto chiede il pm Frank Di Maio per Fabrizio Corona, al termine della sua requisitoria al processo su "Vallettopoli" per i presunti ricatti a vip. «Un uomo accecato dal denaro, una macchina per fare soldi: questo è Fabrizio Corona - ha detto Di Maio -. Altro che un giornalista, è un uomo accecato dalla bramosia di denaro. Un ragazzo dotato di una certa intelligenza, di carisma e di fascino, che poteva usare le sue capacità per portare avanti un'impresa valida, ma non lo ha fatto, accecato dal denaro». Di Maio ha poi denunciato la «deriva inquietante della gestione del materiale fotografico, come dimostrano anche gli ultimi fatti di cronaca».
IL CASO MARRAZZO - L'imputato per estorsione e tentata estorsione, presente a Palazzo di Giustizia insieme alla compagna Belen Rodriguez, ha parlato con i cronisti della vicenda Marrazzo. «L'agenzia fotografica milanese ha usato più o meno le mie stesse modalità di vendita, ma non è stata nemmeno indagata, mentre io mi sono fatto 130 giorni di carcere - ha detto -. So qualcosa di più di questa storia, ma non lo vengo di certo a dire a voi. Chi ha un'agenzia viene spesso sollecitato, ti arrivano delle notizie e tu le rincorri». Nel caso di Marrazzo, ha aggiunto Corona, «sono sicuro che è stato il trans ad organizzare la cosa, perché fa notizia e se lo avessi intercettato io poi con me avrebbe guadagnato almeno 50mila euro».
«ESTORSIONI MAFIOSE» - Di Maio, nel corso della requisitoria, ha paragonato i ricatti che l'agente fotografico siciliano avrebbe compiuto a «estorsioni di tipo mafioso». Anche nella condotta di Corona, secondo il pm, «basta la rappresentazione del male che accompagna la minaccia, senza alcunché di concreto. Un comportamento che fa scattare nella persona offesa - ha proseguito il pm - un timore tale da coartare la volontà del soggetto». Il pm, in particolare, ha fatto riferimento al caso delle fotografie riguardanti Francesco Coco, che ritraevano l'ex calciatore nerazzurro all'uscita di una discoteca milanese in compagnia di una persona che poteva assomigliare a un transessuale. Coco pagò le fotografie a Corona ma, secondo il pm, «non si è verificata una libera contrattazione. Corona ha accompagnato la trattativa con minacce e ha insistito sul carattere scabroso delle foto per realizzare il suo ingiusto profitto».
LAPO ELKANN - Il pm ha poi citato il ricatto alla Fiat. Cercando di estorcere denaro mentre Elkann era ricoverato dopo l'overdose e «lottava tra la vita e la morte», Corona ha commesso una «violazione aberrante» secondo Di Maio. Quando Corona fece sapere ai responsabili comunicazione della Fiat che aveva in mano «materiale scandalistico» sulla notte trascorsa da Elkann in compagnia di un transessuale usò, secondo il pm, «una minaccia seria, grave e dal forte contenuto intimidatorio». Corona infatti, ha proseguito Di Maio, «in quel momento intuisce lo stato d'ansia della Fiat e le fa capire quale capacità di dominio abbia e che può mandare a farsi benedire la reputazione degli Agnelli». Quello che conta, secondo il pm, non è che poi la Fiat non abbia pagato, ma il contenuto di quella minaccia «lesiva della reputazione di Lapo, della Fiat e della famiglia Agnelli».
15:22 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: fabrizio corona, marco bonato, vallettopoli, piero marrazzo, foto, lapo elkann, agnelli, famiglia | OKNOtizie |
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