06/10/2010
Festival di Sanremo, ok a Morandi Ci saranno anche Belen e Elisabetta
Festival di Sanremo, ok a Morandi Ci saranno anche Belen e ElisabettaPER IL 2011. Via libera della Rai: il cantante affiancato dalla showgirl argentina, dalla Canalis e dalle «Iene» Luca e Paolo
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05/10/2010
Festival di Sanremo, lo stop di Morandi
Festival di Sanremo, lo stop di Morandi«Non ci sono più le condizioni». Ma il direttore di Raiuno, Mazza: «Si può recuperare». Il cantante stava lavorando all'edizione 2011 già da alcuni mesi. Al suo fianco voleva Belen e la Canalis
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18/09/2010
Gossip Balotelli, in video con ragazza e la miss lo lascia in diretta
Gossip Balotelli, in video con ragazza e la miss lo lascia in direttaUna vocalist entra a casa del campione alle 4 di mattina per uscirne alle 2 del pomeriggio. La fidanzata vede il filmato a «Mattino Cinque» e lo molla: «Non stiamo più insieme»
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02/07/2010
Valentino torna in pista. Passa in Ducati?
Valentino torna in pista. Passa in Ducati?Indiscrezioni dal Motomondiale. Il motivo della rottura con Yamaha sarebbe la difficile convivenza con Lorenzo. Lo rivela una fonte dal paddock
MILANO - Il futuro di Valentino Rossi si chiama Ducati. Almeno secondo quanto scrive Motorcyclenews, settimanale motoristico britannico, il pilota di Tavullia si legherà per due anni al team italiano. L'annuncio - secondo anche quanto riporta GQ - potrebbe arrivare nel corso del week-end, quando si correrà il Gp di Catalogna. Secondo il magazine inglese in due anni Rossi, che dovrebbe tornare in pista ad agosto dopo l'incidente del Mugello, porterebbe a casa 12 milioni di sterline (circa 14,5 milioni di euro).
«ACCORDO RAGGIUNTO» - Il matrimonio da sogno Rossi-Ducati sarebbe diventato realtà dopo la presunta rottura delle trattative per il rinnovo del contratto fra il Dottore e la Yamaha. Sempre secondo il magazine, che cita un'autorevole fonte all'interno del paddock, sulla decisione di Rossi avrebbe pesato anche la difficile convivenza con lo spagnolo Jorge Lorenzo, sempre più leader del Motomondiale dopo il brutto infortunio del pesarese al Mugello. L'accordo con la Ducati, scrive ancora Motorcyclenews, sarebbe stato raggiunto sulla base di 7,5 milioni di euro a stagione per i campionati 2011 e 2012. «So per certo che Rossi andrà in Ducati la prossima stagione. L'accordo è stato raggiunto. Un mese fa sembrava impossibile da immaginare. E invece Rossi sarà sulla «rossa dal prossimo anno», rivela la fonte al magazine britannico.
Redazione Online
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17/06/2010
Svolta sexy della stellina Miley Cyrus «Finora mi hanno censurata»
Svolta sexy della stellina Miley Cyrus «Finora mi hanno censurata»L’intervista - Dato l’addio ad Hannah Montana la 17enne attrice punta sul cinema. «Ogni donna deve poter diventare come vuole»
LISBONA - Chiudere col passato. Strano che a pensarci sia Miley Cyrus, una ragazzina che i 18 anni li compirà il 23 novembre. Lanciata nel 2006 da Hannah Montana, sitcom in cui interpretava una studentessa con una seconda vita da popstar, e velocemente diventata un marchio di successo dal cinema alla musica, Miley ora cerca di smarcarsi dall’immagine brava ragazza-buoni sentimenti che la Disney le ha costruito addosso. Negli Stati Uniti andrà in onda a luglio l’ultima serie, poi dovrà camminare con le proprie gambe. Sia nella musica con Can’t Be Tamed, il nuovo album che uscirà martedì prossimo, sia nel cinema con un film con Demi Moore in lavorazione quest’estate. E così ecco la nuova immagine aggressiva, i video sexy (vedi quello del singolo Can’t Be Tamed) e le paparazzate studiate ad arte che la mettono su quel (pericoloso) percorso già fatto da Britney Spears, pure lei uscita dalla stessa fabbrica di idoli per teen. Per sottolineare il cambiamento Miley coglie subito l’occasione per prende le distanze da casa Disney: «In passato sono stata un po’ censurata. E ora penso che sia il momento di tirare fuori canzoni che significano molto per me. È bello poter scrivere un album e dire veramente quello che vuoi» racconta. Minigonna e stivaloni sopra al ginocchio, beverone di Starbucks in una mano, smartphone col quale manda sms nell’altra, Miley si racconta. A Lisbona per Rock in Rio c’erano 80 mila fan a seguirla (almeno la metà bambini) e lei si è presentata con un body che lasciava poco all’immaginazione. Il giorno dopo i titoli erano per il nuovo look e tutti lì a domandarsi se fosse adatto al suo pubblico.
Ogni sua mossa è guardata e analizzata. Le dà fastidio?
«Non prendo in gran considerazione le critiche. Come mi vesto è come mi vesto, quello che dico e faccio è quello che dico e faccio. La cosa più bella dello stare su un palco è che nessuno può tagliare o aggiungere nulla alle tue parole e farti dire quello che non hai detto».
Ha presentato Full Circle dicendo che è dedicata a uno dei Jonas Brothers. È Nick col quale ha avuto una storia?
«Ho fatto uno scherzo! Sapevo che sarei finita nei guai... È dura parlare fra le canzoni quando non sei sicuro che tutti ti capiscano perché parli americano. E ovunque sei appena dici Jonas Brothers tutti capiscono di che stai parlando. L’ho detto per quello».
«Hannah Montana» è completamente nel passato?
«Abbiamo appena finito di girare l’ultima stagione. Quindi direi che da un paio di settimane è nel passato. Sono un po’ preoccupata perché è dura lasciare la coperta di Linus».
Questa quarta e ultima serie sarà trasmessa negli Stati Uniti a partire da luglio. Come finisce?
«Non posso dirlo. Il finale è un modo positivo per uscire dalla storia, senza piangere perché è finita. È stato un fenomeno, una parte importante nella vita mia e di molti altri. E voglio che l’ultimo episodio mostri quanto siamo cresciuti e maturati».
Incontrerà ancora Hannah Montana nella sua vita?
«Non credo. Quando fai qualcosa e la molli, devi lasciare e basta. Non voglio fare confusione col passato. E non vorrei tornare e non avere lo stesso successo».
Ha detto che si dedicherà al cinema. Progetti?
«Ora sono concentrata su un film con Demi Moore che si chiama Lol. È il remake di un film francese. Non volevamo che uno studios ce lo americanizzasse così sarà una produzione indipendente».
Come è lavorare con Demi Moore?
«Lei è spaventosa. Come Ashton (Kutcher, il marito, ndr). Io e Liam (Liam Hemsworth, il fidanzato, ndr) li guardiamo con ammirazione. Dimostrano che ci sono coppie normali a Los Angeles e che si può avere una vita normale. Sono conosciuti per i loro film e non per le loro vite personali e questo è qualcosa che hanno solo le superstar. Lei è passata dall’essere una che faceva commedie teen quando aveva 16 anni all’essere un’attrice seria che ha lavorato con tutti. Con Ashton siamo diventati amici al primo incontro, lui è divertente, ha charme e ti insegna sempre qualcosa».
Proseguirà con gli studi?
«Sto finendo la high school e non andrò al college. Mia nonna ci è andata a 72 anni. Se c’è qualcuno che mi insegna che non è mai troppo tardi è lei».
Nel concerto ha cantato anche un medley di brani di Joan Jett e delle Runaways. Perché?
«Joan Jett è la mia vita! Mio fratello era ossessionato da Kurt Cobain e io da Joan Jett. Sono una fan sfegatata. La mia strofa preferita è in Bad Reputation: «Girls can do what they wanna do, so that’s what I am gonna do» (le ragazze possono fare quello che voglio e questo è quello che farò), è un inno per ragazze».
Si sente un modello, un portavoce di una generazione?
«È una cosa grande... sarebbe figo... Per tutte le donne e le ragazze ci sarà una canzone nel disco, Liberty Walk, che parla di persone che si mettono assieme e combattono per una causa».
Come vede i suoi coetanei?
«Penso che in questa generazione ci sia più potere per le donne di quanto mai ce ne sia stato. Ci sono donne che hanno bisogno di sentire Beyoncé che canta Single Ladies: anche se è una canzone leggera e divertente ha un valore perché parla dell’essere indipendenti. Anche Lady Gaga fa la stessa cosa, lo mostra, non ha bisogno di dirlo, glielo si legge addosso. Non devi esser qualcuno, puoi essere chi vuoi e scegliere la tua vita e ci sono sempre più donne libere di dirlo e queste sono le persone che guardo con ammirazione».
Ha iniziato da bambina. A 50 anni ci sarà ancora?
«Voglio continuare più a lungo possibile. Mia zia Dolly (Parton, stella del country, è la madrina di Miley, ndr) quando è sul palco spacca ancora e si diverte. Non si limita a esibirsi ma ha anche una bellissimo rapporto col pubblico che non è cambiato in 40 anni».
Andrea Laffranchi
Fonte: Corriere della sera
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20/05/2010
Lo sfogo di Santoro con i suoi «Ho voluto evitare tre anni di mobbing»
Lo sfogo di Santoro con i suoi «Ho voluto evitare tre anni di mobbing»Addio alla rai: il retroscena: «Ero accerchiato come Custer»
ROMA — «Ragazzi, non potevo continuare a lavorare accerchiato come il generale Custer. Non si può vivere bene in un’azienda che ti considera un nemico interno. Se digito il mio nome sulla banca dati Rai esce fuori l’espressione "in causa"». Michele Santoro, il giorno dopo. È ieri mattina, mercoledì, quando si fa il punto in vista della serata di oggi su Raidue e si esaminano tutti i dettagli di «Annozero». L’atmosfera è tesa. Santoro spiega le sue ragioni. A farlo decidere definitivamente per la fine del suo rapporto con la Rai, racconta, è stata la decisione dell’azienda di ricorrere in Cassazione contro la famosa sentenza con cui il 26 gennaio 2005 il giudice del lavoro obbligava la tv pubblica e restituire al conduttore un programma di prima serata (sentenza poi confermata successivamente). Santoro butta lì: «Scelta condivisa da tutti. La sinistra nel Consiglio Rai non si è opposta... E nemmeno il presidente Paolo Garimberti...».
Quando dice «azienda» indica tutti, inclusi i consiglieri di area pd e il presidente di garanzia. Ragionamento di Santoro: «Annozero» va benissimo, l’ascolto quest’anno supera largamente il 20,3%, ci sono state punte del 30%, la trasmissione viene considerata merce pregiata dalla Sipra, cioè la concessionaria della pubblicità Rai, perché la prima serata di Raidue raramente supera il 10-12%. Una prova? Chiede retoricamente Santoro. Lui la fornisce subito. La stagione è cominciata con due blocchi di pubblicità, adesso siamo a quattro: in un periodo in cui la pubblicità latita ovunque, insiste Santoro, è la riprova che «Annozero» funziona bene. Quanto? L’azienda non svela cifre. Ma i Centri Media calcolano che ogni puntata di «Annozero» vale sui 350.000 euro (1 milione e 200.000 euro al mese). E che di questi 350.000, circa 100.000 sono ascrivibili al valore aggiunto di «Annozero» poiché Raidue venderebbe comunque due spot in prima serata. In quanto al quarto, c’è chi in azienda fa notare come il conduttore di «Annozero» calcoli anche quello di coda. Che tecnicamente non «apparterrebbe» a lui. Torniamo a Santoro. E allora? «Allora, invece di avere appoggio, aiuti, sostegno dai vertici Rai ti arriva il ricorso in Cassazione. Io mi sarei aspettato ben altro. Cioè la proposta di trovare un accordo e chiudere il contenzioso giudiziario, dopo un’annata così. Al contrario, dovrei aspettare altri tre anni...». Cioè almeno altri tre anni di una nuova causa in attesa della sentenza: «Come posso lavorare così?».
Tre anni in cui, ha confidato Michele ai suoi, la Rai avrebbe «continuato a farmi oggetto di mobbing. Altri tre anni di immobilità professionale». Meglio altre avventure. Meglio docu-fiction da sperimentare. Meglio proseguire nel solco di «Rai per una notte» e vedere se esiste uno spazio alternativo, tra web e satellite, alla tv generalista. E i soldi? E l’accordo milionario? Santoro ricorda di avere un contratto da direttore, di avere altri sei anni di Rai davanti a sé, di aver chiuso con uno scivolo di tre anni di retribuzione «così come avviene con i dipendenti che raggiungono certi accordi». Vespa (che non consegna «Porta a porta» chiavi in mano, come avverrà con le docu-fiction di Santoro, ma ha solo un contratto di collaborazione) ridacchia: «E dire che io, nel 2001, dopo 39 anni di azienda, ebbi una liquidazione di 300 milioni, pari a 150.000 euro di oggi...».
Paolo Conti
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18/05/2010
Sorpresa Santoro, addio alla Rai
Sorpresa Santoro, addio alla RaiLa decisione del Cda su proposta del Direttore Generale Mauro Masi. Decisa la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dipendente ma continuerà la collaborazione
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ROMA - Santoro e la Rai, altro capitolo, per ora non ancora del tutto chiaro. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato (7 voti a favore e 2 astenuti) su proposta del Direttore Generale Mauro Masi un accordo quadro con il giornalista Michele Santoro per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dipendente. La notizia è stata diffusa da Viale Mazzini. L'accordo consensuale, che deve essere implementato attraverso contratti applicativi che saranno messi a punto nei prossimi giorni, prevede la realizzazione di nuovi progetti editoriali che verranno realizzati da Michele Santoro nei prossimi due anni. Rai continuerà quindi ad avvalersi della collaborazione di Michele Santoro che, in questo modo, avrà la possibilità di sperimentare nuovi generi televisivi attraverso un ulteriore sviluppo del proprio percorso professionale.
LE RAGIONI SOLO DOPO LA FIRMA - Finchè l'accordo non sarà firmato Michele Santoro non ne spiegherà le ragioni. Solo dopo la firma il conduttore probabilmente convocherà una conferenza stampa per chiarire le motivazioni alla base della decisione di di lasciare l'azienda come dipendente e di rimanere soltanto per sperimentare nuovi programmi. Lo ha fatto sapere lo stesso giornalista.
LE REAZIONI - Una ridda di reazioni di colleghi e di politici si è scatenata dopo la notizia della «separazione». «L’assenza di Santoro cambierà il volto della Rai» ha detto Lucia Annunziata. «Sono profondamente dispiaciuta per questo passo, credo che l’azienda perda qualcosa di importante. Santoro è sempre stato ed è il giornalista più forte dove va fa cose buone», aggiunge. Tra i colleghi ha parlato anche Lerner: «Mi auguro che questo non significhi l'abbandono della conduzione di "Annozero" o comunque la chiusura di uno spazio prezioso di pluralismo culturale». «L'Italia non ha certo bisogno che si restringano ulteriormente gli spazi di pluralismo in televisione», ha aggiunto il conduttore de "L'infedele". Bruno Vespa lancia una stoccata al collega: «Si conferma che per Michele essere perseguitato si è rivelato un ottimo investimento». Poi aggiunge: «Sono molto contento che lui resti da noi, perché è un giornalista che conosce molto bene la televisione - aggiunge il conduttore di 'Porta a porta' -. Ero convinto e l'avevo detto da tempo che sarebbe stata trovata una soluzione con le docufiction. Per me è quindi tutto scontato». Roberto Rao capogruppo Udc in commissione di vigilanza Rai ha lasciato ad una nota il suo commento: «La Rai in buona parte è finanziata con i soldi del contribuente attraverso il pagamento del canone, per questo i telespettatori e tutti gli italiani hanno diritto di sapere subito, senza aspettare altro tempo, con la massima trasparenza e fin nei dettagli, le modalità e i termini economici che hanno portato alla clamorosa decisione della risoluzione consensuale del contratto di lavoro di Santoro con la Rai».
Redazione online
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22/04/2010
Marchionne: «Spin-off auto in 6 mesi» Ma senza incentivi vendite giù del 30%»
Marchionne: «Spin-off auto in 6 mesi» Ma senza incentivi vendite giù del 30%»IL PIANO FIAT - raddoppio della produzione di auto nel nostro paese entro il 2014. Nel primo trimestre conti vicini al pareggio. L'ad: «Investiremo in Italia 30 miliardi entro il 2014. Scorporo di Iveco, Cnh e Powetrain in Fiat Industrial»
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| Da sinistra a destra l'ad di Fiat Sergio Marchionne, il nuovo presidente John Elkann e il presidente uscente Luca Cordero di Montezemolo (Afp) |
MILANO - I risultati e le prospettive. Il piano immediato e le previsioni. Nel suo intervento, Sergio Marchionne, amministratore delegato, delinea il futuro del gruppo Fiat e scioglie alcuni dei nodi che ancora non aveva affrontato, come lo spin-off dell'auto (avverrà «nel giro di sei mesi») e lo scorporo del settore dei mezzi pesanti - le attività di Iveco, Cnh e parte di Powertrain - in una società che chiamerà Fiat Industrial. Marchionne ha affrontato tutti gli altri temi sul tappeto, compreso quello del mercato e degli aiuti statali. «Senza gli incentivi si prevede un calo delle vendite auto in Italia del 30%» ha detto Marchionne, illustrando agli analisti i risultati del primo trimestre 2010 del gruppo Fiat. L'ad, dopo aver lanciato un allarme anche sul futuro dei marchi Lancia e Alfa Romeo, ha annunciato un piano di investimenti in Italia da 26 miliardi di euro entro il 2014, più altri quattro in ricerca e sviluppo, per un totale quindi di 30 miliardi di euro. «Il livello degli investimenti che si vuole destinare all'Italia - ha detto Marchionne - è enorme, pari a due terzi di quelli di tutti i business del gruppo Fiat a livello mondiale». E qualora sindacati e governo si opponessero ai suoi progetti per l'Italia, Marchionne ha spiegato che «è già pronto un piano B. E non è un piano molto bello». In ogni caso, questo «non è un piano di sacrifici, io parlo di impegno. Non ci sarà alcun taglio, ma anzi incremento degli organici». Ci sono nuovi partner in vista? «Sono abile nel cogliere opportunità. Le opzioni che si aprono con lo scorporo sono essenziali per entrambi i business: il suo maggiore vantaggio è offrire opzioni strategiche ed io sono abbastanza abile nel cogliere opportunità»..
IL FUTURO - Il gruppo Fiat lancerà nei prossimi 5 anni in Europa 34 nuovi modelli, ha quindi aggiunto Marchionne, precisando che a questi si aggiungeranno 17 restyling. Di questi due terzi saranno realizzati da Fiat e un terzo da Chrysler. Entro il 2014 Fiat e Chrysler venderanno in Italia 6 milioni di auto, «il minimo richiesto per essere un global player competitivo». Con il progetto "Fabbrica Italia", il gruppo Fiat prevede di raddoppiare la produzione di auto in Italia, portandola dalle 650.000 unità del 2009 a 1,4 milioni di auto nel 2014, oltre a 250mila veicoli commerciali. Secondo i piani presentati da Marchionne, il 65% della produzione verrà esportato, contro il 40% del 2009. Entro il 2012, inoltre, l'Alfa Romeo sarà negli Usa, forse con una spider.
IMPIANTI E MODELLO DI PRODUZIONE - Per arrivare a queste cifre Fiat chiede d'altro canto la piena utilizzazione degli impianti, il rigoroso contenimento del costo del lavoro, la flessibilità nella risposta ai bisogni del mercato, l'accesso a periodi temporanei di messa a riposo durante la fase di industrializzazione. Si tratta «di un nuovo modello di lavoro basato su un impegno congiunto per il futuro. Ci vogliono almeno 4 anni per tornare ai livelli della domanda sul mercato europeo uguali al 2007. Questo significa che è necessario trovare una migliore integrazione tra Fiat e Chrysler per utilizzare al meglio le loro organizzazioni produttive e per i loro prodotti» ha poi aggiunto Marchionne. «Quello dell'auto - ha spiegato successivamente - è un business in cui i margini sono minimi. Occorre quindi fare massa critica. Senza Chrysler il futuro di Fiat sarebbe stato quello di un attore marginale sulla scena economica». Le prospettive: nel 2014 i ricavi della 'nuova Fiat' comprensiva del contributo della Chrysler sono stimati in 104 miliardi e il margine di gestione si prevede arriverà all'8%.
OCCUPAZIONE E ACCORDI SINDACALI - «I sei stabilimenti Fiat italiani hanno funzionato ben al di sotto della loro capacità» ha detto poi Marchionne che sempre nel corso dell'investor day ha preannunciato «misure correttive». «Se continuiamo a lavorare così in sotto capacità non siamo sostenibili. Ci vogliono misure correttive. Dobbiamo ristrutturare la base industriale che ci consenta di raggiungere livelli ottimali in ogni stabilimento». «Gli accordi sindacali non sono più adeguati, dobbiamo ridefinirli» ha detto ancora Marchionne.
SCORPORO - A proposito dello scorporo delle controllate industriali del gruppo Fiat, l'ad ha spiegato che «non ci sono significativi ostacoli» di natura finanziaria. Secondo quanto ha affermato Marchionne, lo scorporo sarà fiscalmente neutrale e non darà luogo al diritto di recesso da parte degli azionisti. «Tecnicamente - ha spiegato - si tratterà di una scissione parziale proporzionale, e la nuova 'Fiat Industrial' avrà le stesse tre classi di azioni della Fiat. Ogni azionista avrà una azione FI per ogni azione detenuta».
I CONTI - In precedenza in una nota il colosso automobilistico torinese aveva reso noti i conti del primo trimestre 2010. L'utile della gestione ordinaria del gruppo Fiat ha raggiunto i 352 milioni di euro rispetto alla perdita di 48 milioni di euro dello stesso periodo 2009, con oltre la metà del risultato determinato dai business delle automobili. Il risultato netto di Fiat nel primo trimestre 2010 è prossimo al pareggio (perdita di 21 milioni di euro rispetto alla perdita di 411 milioni di euro del primo trimestre 2009). I ricavi, pari a 12,9 miliardi di euro, sono aumentati del 14,7% rispetto al primo trimestre 2009, con Fiat Group Automobiles che ha conseguito un incremento del 22,1%. Fiat Group Automobiles ha registrato un utile della gestione ordinaria di 153 milioni di euro a fronte della perdita di 30 milioni di euro del primo trimestre 2009, «Per effetto - spiega in una nota la casa torinese - di volumi significativamente più elevati e di un miglior mix delle vendite, grazie al maggior contributo dei veicoli commerciali leggeri». La controllata Cnh ha invece registrato un utile della gestione ordinaria di 127 milioni di euro (49 milioni di euro nel primo trimestre 2009), Iveco di 3 milioni di euro (perdita di 12 milioni di euro nel primo trimestre 2009). I risultati del gruppo Fiat nel primo trimestre rappresentano «un primo passo nel lungo percorso che abbiamo di fronte a noi» ha commentato Marchionne, sottolineando che «i costi sono sotto controllo, la liquidità resta forte». La collaborazione con Chrysler continua, ha aggiunto il manager, per il quale «anche Iveco ha registrato una ripresa», anche se le difficoltà del mercato restano. Quanto al risultato netto, «siamo arrivati quasi al breakeven».
INDEBITAMENTO - L'indebitamento netto industriale del gruppo Fiat è infatti pari a 4,7 miliardi di euro, di poco superiore ai 4,4 miliardi di euro di fine 2009 «per effetto dell'aumento stagionale del capitale di funzionamento». La liquidità è rimasta forte a 11,2 miliardi di euro (12,4 miliardi di euro a fine 2009), nonostante il rimborso, nel corso del trimestre, di un prestito obbligazionario di un miliardo di euro. «Il Gruppo - spiega ancora la nota della casa automobilistica torinese - continuerà ad implementare le rigorose azioni di contenimento dei costi iniziate tempestivamente nell'ultima parte del 2008. Per i programmi di investimento è prevista una crescita nei confronti dei livelli anomali e particolarmente bassi del 2009, con il ripristino di un livello di investimenti normalizzato per tutti i settori, in aumento del 30-35% rispetto al 2009. Gli obiettivi per l'anno in corso sono confermati: ricavi superiori a 50 miliardi; utile della gestione ordinaria tra 1,1 e 1,2 miliardi; risultato netto vicino al break-even; indebitamento netto industriale superiore ai 5 miliardi. La Fiat disporrà comunque di risorse più che adeguate per una transizione a quello che ci si aspetta essere un contesto di mercato normalizzato nel 2011 e negli anni successivi. Lavorando per il conseguimento degli obiettivi, il Gruppo Fiat continuerà a implementare la strategia di alleanze mirate, al fine di ottimizzare gli impegni di capitale e ridurre i rischi».
CHRYSLER - Positivi anche i risultati del gruppo Chrysler (controllato da Fiat) che ha chiuso il primo trimestre del 2010 con un utile operativo di 143 milioni di dollari, contro una perdita di 297 milioni nel quarto trimestre 2009. I ricavi sono passati da 9,434 a 9,687 miliardi di dollari, le perdite sono scese da 2,691 miliardi a 197 milioni. In crescita anche le quote di mercato, che passano dall'8,1% (nel quarto trimestre 2009) al 9,1% sul mercato Usa, e dall'11,6% al 13,7% sul mercato canadese. Il cash flow sale da 5,9 a 7,4 miliardi, la liquidità totale da 8,3 a 9,8 miliardi.
Redazione online
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21/04/2010
Fiat, nel primo trimestre 2010 conti vicino al pareggio, ricavi aumentati del 14,7%
Fiat, nel primo trimestre 2010 conti vicino al pareggio, ricavi aumentati del 14,7%Indebitamento ai livelli dello scorso anno, resta forte la liquidità. Perdita di 21 milioni di euro contro una flessione di 411 milioni nello stesso periodo del 2009
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| Da sinistra a destra l'ad di Fiat Sergio Marchionne, il nuovo presidente John Elkann e il presidente uscente Luca Cordero di Montezemolo (Afp) |
MILANO - L'utile della gestione ordinaria del gruppo Fiat ha raggiunto nel primo trimestre 2010 i 352 milioni di euro rispetto alla perdita di 48 milioni di euro dello stesso periodo 2009, con oltre la metà del risultato determinato dai business delle automobili. Il risultato netto di Fiat nel primo trimestre 2010 è prossimo al pareggio (perdita di 21 milioni di euro rispetto alla perdita di 411 milioni di euro del primo trimestre 2009). I ricavi, pari a 12,9 miliardi di euro, sono aumentati del 14,7% rispetto al primo trimestre 2009, con Fiat Group Automobiles che ha conseguito un incremento del 22,1%.
Fiat Group Automobiles ha registrato un utile della gestione ordinaria di 153 milioni di euro a fronte della perdita di 30 milioni di euro del primo trimestre 2009, «Per effetto - spiega in una nota la casa torinese - di volumi significativamente più elevati e di un miglior mix delle vendite, grazie al maggior contributo dei veicoli commerciali leggeri». La controllata Cnh ha invece registrato un utile della gestione ordinaria di 127 milioni di euro (49 milioni di euro nel primo trimestre 2009), Iveco di 3 milioni di euro (perdita di 12 milioni di euro nel primo trimestre 2009).
INDEBITAMENTO - L'indebitamento netto industriale del gruppo Fiat è pari a 4,7 miliardi di euro, di poco superiore ai 4,4 miliardi di euro di fine 2009 «per effetto dell'aumento stagionale del capitale di funzionamento». La liquidità è rimasta forte a 11,2 miliardi di euro (12,4 miliardi di euro a fine 2009), nonostante il rimborso, nel corso del trimestre, di un prestito obbligazionario di un miliardo di euro.
OBIETTIVI - «Il Gruppo - spiega ancora la nota della casa automobilistica torinese - continuerà ad implementare le rigorose azioni di contenimento dei costi iniziate tempestivamente nell'ultima parte del 2008. Per i programmi di investimento è prevista una crescita nei confronti dei livelli anomali e particolarmente bassi del 2009, con il ripristino di un livello di investimenti normalizzato per tutti i settori, in aumento del 30-35% rispetto al 2009. Gli obiettivi per l'anno in corso sono confermati: ricavi superiori a 50 miliardi; utile della gestione ordinaria tra 1,1 e 1,2 miliardi; risultato netto vicino al break-even; indebitamento netto industriale superiore ai 5 miliardi. La Fiat disporrà comunque di risorse più che adeguate per una transizione a quello che ci si aspetta essere un contesto di mercato normalizzato nel 2011 e negli anni successivi. Lavorando per il conseguimento degli obiettivi, il Gruppo Fiat continuerà a implementare la strategia di alleanze mirate, al fine di ottimizzare gli impegni di capitale e ridurre i rischi».
Redazione online
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20/04/2010
Montezemolo lascia Fiat
Montezemolo lascia FiatLuca Cordero di Montezemolo lascia alla vigilia della presentazione del piano industriale del gruppo. John Elkann sarà il prossimo presidente della Fiat. L'annuncio sarà dato nel pomeriggio
Luca Cordero di Montezemolo lascia dopo sette anni la presidenza della Fiat e il suo posto sarà preso da John Elkann. A quanto si apprende, Montezemolo sembra comunque destinato a rimanere nel cda e al vertice della Ferrari. Sarà con ogni probabilità questo l'annuncio che sarà dato nella conferenza stampa convocata per oggi pomeriggio a sorpresa dai vertici del Lingotto alla vigilia della presentazione del Piano 2010-2014, in programma domani.
Tra venti giorni, Elkann sarà chiamato anche a guidare l'accomandita della famiglia Agnelli.
Il cambio al vertice, a quanto si apprende, è legato al piano di riordino del gruppo e allo spin off del settore auto che sarà annunciato domani. All'ad del gruppo Sergio Marchionne andrà la gestione del settore auto. Montezemolo lascia la presidenza dopo 7 anni e resta comunque nel consiglio di amministrazione oltre che alla presidenza di Ferrari.
L'avvicendamento alla presidenza della Fiat fra Luca Cordero di Montezemolo e John Elkann sancisce di fatto "la fine della fase di traghettamento". Così lo stesso Montezemolo ha commentato con i suoi più stretti collaboratori la sua decisione. Il manager si è detto "sereno, contento e sollevato".
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