21/06/2010

Milano, falso allarme bomba davanti al tribunale

Milano, falso allarme bomba davanti al tribunale

A far scattare l'allerta un trolley sospetto lasciato davanti alla sede del Palazzo di Giustizia. Sul posto sono intervenuti gli artificieri che hanno isolato e transennato corso di Porta Vittoria. Dopo i controlli la circolazione è ripresa regolarmente

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Falso allarme bomba davanti al tribunale di Milano. A far scattare l'allerta un trolley sospetto lasciato davanti alla sede del Palazzo di Giustizia. Sul posto sono intervenuti gli artificieri che hanno isolato e transennato corso di Porta Vittoria, sul quale si affaccia il tribunale, e alcune vie adiacenti. Dopo alcuni controlli si è scoperto che nella borsa "sospetta" c'erano solo alcuni vestiti.  La circolazione del traffico è ripresa dopo essere stata bloccata per qualche minuto al fine di consentire le verifiche sul contenuto della borsa.


03/06/2010

Conquista l'Everest, muore subito dopo

Conquista l'Everest, muore subito dopo

Inutili i tentativi di soccorrerlo. L'arrivo del maltempo costringe la squadra a fuggire. Lo scozzese Peter Kinloch si accascia 200 metri dopo avere iniziato la discesa. I compagni costretti a lasciarlo

 

Peter Kinloch in una foto tratta dal suo profilo Facebook
Peter Kinloch in una foto tratta dal suo profilo Facebook

Lo hanno lasciato a morire in cima a quel monte Everest che aveva conquistato solo poche ore prima, pazzo di felicità per aver raggiunto la sua quinta vetta ed essere così ad un passo dal completare la «Seven Summit Challenge». Il 28 enne Peter Kinloch aveva iniziato la discesa da neanche 200 metri, quando all’improvviso ha cominciato ad inciampare e a lamentarsi, dicendo che non riusciva a vedere bene. Immediatamente soccorso dagli altri partecipanti alla spedizione himalayana e da tre sherpa arrivati dal campo-base dopo la richiesta di aiuto e che per quasi 12 ore gli hanno somministrato ossigeno e steroidi per cercare di evitargli il congelamento, lo sfortunato ragazzo non è, però, riuscito più a riprendersi e, alla fine, quando ormai erano le 2 del mattino, i compagni si sono rassegnati ad abbandonarlo al suo destino, lasciandolo in un posto chiamato «Mushroom Rock» a 8.595 metri di altezza, anche perché le condizioni meteo erano rapidamente peggiorate e i superstiti rischiavano di rimanere intrappolati a loro volta in cima alla montagna.

Peter sulla vetta del Monte Bianco durante una precedente spedizione (da Facebook)
Peter sulla vetta del Monte Bianco durante una precedente spedizione (da Facebook)

EMORRAGIA CEREBRALE - Stando a quanto riporta il Daily Mail, pare che l’improvvisa perdita della vista lamentata da Kinloch (un informatico che lavorava per la polizia, descritto in ottime condizioni di salute e non certo il tipo da correre rischi) possa essere stata causata da un’emorragia cerebrale. «Arrivare in cima alla montagna è stato faticoso – ha detto al tabloid un membro della spedizione che ha chiesto l’anonimato –, ma Peter sembrava stare bene ed era di ottimo umore, tanto che poco prima di raggiungere la vetta ci aveva confidato che conquistare l’Everest era per lui la realizzazione di un sogno lungo 25 anni. Poi però, all’improvviso, quando abbiamo cominciato la discesa, sembrava che perdesse la coordinazione e continuava ad inciampare, sebbene intervallasse queste scivolate con la normale camminata. Pochi minuti dopo, però, Peter ha detto a David O’Brien (il capo della spedizione, ndr), che non ci vedeva più. Per la verità, il ragazzo non sembrava sorpreso da quello che gli stava capitando, anzi era assolutamente calmo e ha raccontato che gli era già successo prima, sebbene mai in montagna».

SOCCORSI SENZA SUCCESSO - A quel punto, i tre sherpa e O’Brien hanno cercato di farlo scendere ad un’altitudine meno pericolosa per il corpo umano, ma dopo quattro ore avevano percorso appena 60 metri. «Peter cominciava a dare segni di congelamento a due dita – ha proseguito il testimone – anche se restava lucido e non sembrava soffrire per l’altitudine. Quelli della squadra di soccorso hanno fatto davvero tutto quanto in loro potere per salvarlo, arrivando loro stessi ad un passo dal dover chiedere aiuto». Ora il corpo di Kinloch (con addosso il berretto e la sciarpa della sua adorata Inverness Caledonian Thistle”, squadra di calcio della Prima Divisione Scozzese) riposerà su quella stessa montagna che già è diventata la tomba di molti scalatori nel corso degli anni.

IL RECUPERO DELLA SALMA - Ancora non si sa se le autorità tibetane appronteranno un piano per recuperare la salma, anche perché ogni tentativo in tal senso potrebbe rivelarsi assai pericoloso. E mentre la sua fidanzata turca, Gul Cosguner, ha lanciato un accorato appello al Times affinchè Peter «possa tornare a casa», per il padre di Kinloch «il solo conforto che ci rimane è sapere che mio figlio ha realizzato una delle sue aspirazioni». Anche se per farlo ci ha rimesso la vita.

Simona Marchetti


24/03/2010

Troppo poveri per seppellire la loro bimba

Troppo poveri per seppellire la loro bimba

 

AL PRONTO SOCCORSO DI CASSINO (FROSINONE). Una giovane coppia non può pagare la sepoltura della piccola morta durante il parto: la lasciano in ospedale

 

CASSINO (Frosinone), 24 mar. - Poveri, talmente poveri, da essere costretti ad abbandonare il corpicino della loro bimba nata morta all'obitorio dell'ospedale di Cassino (Frosinone) e a chiedere ai medici di occuparsi loro della sepoltura. Una storia quella di due ragazzi romeni che ha straziato il cuore di quanti, presso l'Ospedale Civile, hanno vissuto insieme a loro una tragedia senza fine.

L'ospedale di Cassino
L'ospedale di Cassino

LA MORTE - Venti anni lui, 18 lei sono arrivati al pronto soccorso qualche giorno fa. La ragazza in preda alle doglie, lui preoccupato ma raggiante per l'arrivo della loro prima bambina. Nessuno poteva immaginare che le cose sarebbero poi finite in maniera così tragica. Durante il parto i medici si sono accorti che il feto era in sofferenza, anzi non aveva più battiti e purtroppo il sospetto è divenuto realtà quando la bimba è venuta alla luce. Priva di vita. Tragedia nella tragedia, i due genitori - una volta che i medici hanno consegnato loro il corpicino per dargli sepoltura - hanno spiegato tra le lacrime e in uno stentato italiano che loro quell'angioletto appena nato proprio non potevano portarlo a casa. Senza soldi e senza possibilità, né di offrirgli un funerale né di poterlo riportare nella terra d'origine, in Romania. La salma della bimba è ora presso l'obitorio di Cassino in attesa che qualcuno si faccia carico della sepoltura. (fonte Agi)


05/04/2009

La moglie lo lascia, lui uccide i 5 figli

La moglie lo lascia, lui uccide i 5 figli

 

I ragazzini sono stati uccisi nel sonno. Lui si è sparato con un fucile. Dramma nello stato di Washington: l'uomo è stato poi trovato morto suicida a 50 chilometri da Seattle

 

 

Alcuni parenti disperati per la morte dei cinque ragazzini (Ap)
Alcuni parenti disperati per la morte dei cinque ragazzini (Ap)

MILANO - La sera prima aveva litigato con la moglie, che per reazione se n'era andata di casa e invano lui aveva provato a convincerla a restare. All'indomani, preso forse dallo sconforto o dalla rabbia, ha deciso che non valeva più la pena di vivere: prima ha ucciso i cinque figli, ammazzandone quattro nel sonno e soprendendone uno nel bagno; poi, dopo essersi allontanato di una cinquantina di chilometri dall'abitazione famigliare, ha rivolto contro di sè la canna di un fucile e ha posto fine anche alla propria esistenza.

NESSUN MESSAGGIO - Cosa abbia indotto James Harrison, un 34enne che viveva nello stato di Washington, nel nord-ovest degli Stati Uniti, a compiere la strage non lo si potrà mai sapere con certezza: l'uomo non ha lasciato messaggi per spiegare il suo folle gesto e restano solo le testimonianze di alcuni vicini di casa e della compagna di classe della maggiore delle figlie uccise, che alla polizia ha raccontato come l'amica le avesse raccontato la sera prima dei suoi timori dopo la lite dei genitori e l'allontanamento della madre. La coppia stava insieme da quando lei aveva 13 anni, secondo quanto riferisce il Seattle Times.

 

La casa degli orrori di Graham (Ap)
La casa degli orrori di Graham (Ap)

«DISCUGSTOSO OMICIDIO» - Il dramma si è svolto in una modesta casa mobile adagiata a Graham, nella contea di Pierce. Il corpo dell'uomo è invece stato trovato nei pressi del Muclkeshoot Casino di Auburn, a una cinquantina di chilometri a sud di Seattle. Lui era meccanico, la moglie invece è una dipendente della catena Wal Mart. Secondo le locali autorità di polizia, la scena del crimine che si è presentata ai loro occhi è la peggiore degli ultimi decenni. «C'è solo da sperare che effettivamente i ragazzi fossero addormentati al momento dell'uccisione» ha commentato un portavoce dell'ufficio dello sceriffo di Pierce County. I ragazzi - un bambino di 7 anni e quattro femmine di 11, 13, 14 e 16 anni - sono stati uccisi con colpi di arma da fuoco. «Non abbiamo motivi per pensare che non sia stato il padre - ha detto il portavoce dello sceriffo -. Non siamo di fronte ad una tragedia: è stato un disgustoso omicidio e cinque ragazzini innocenti hanno perso la vita».