04/04/2011

Parmalat, ora scendono in campo gli allevatori

Parmalat, ora scendono in campo gli allevatori

Continua la guerra del latte. Baietta, presidente della cooperativa Santangiolina, lancia un appello per coinvolgere nel capitale tutti gli altri produttori. La Cassa depositi e prestiti lavora al fondo per contrastare Lactalis: il ruolo della nuova Sgr

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02/04/2009

Bufale dopate per produrre più latte nel Casertano: arrestate 19 persone

Bufale dopate per produrre più latte nel Casertano: arrestate 19 persone

 

Uso di un ormone vietato nell'Ue, ma non negli Usa:coinvolta la camorra nel traffico di questo tipo di steroidi, «interdetti» anche quattro veterinari, uno arrestato

 

 

 

CASERTA - Diciannove persone sono state arrestate nel Casertano in un’operazione condotta dai Nas. I carabinieri hanno accertato l’uso di sostanze dopanti negli allevamenti bufalini. Le bufale venivano dopate con la somatotropina un ormone della crescita. Venticinque gli allevamenti coinvolti (sui circa 2000 in provincia di caserta) che usavano l'ormone sugli animali per produrre più latte.

L'uso di quest'ormone nell'allevamento degli animali da latte in Italia (e in tutta la comunità europea) è stato vietato da alcuni anni. Cosa ben diversa negli Usa dove i prodotti steroidei per la incentivazione della produzione lattiera sono ammessi. Interdetti dalla professione anche quattro veterinari, uno dei quali è stato arrestato.

Il primo caso di uso delle sostanze steroidee nell'allevamento delle bufale è datato all'ottobre del 2006 quando i Nas scoprirono in nove allevamenti del salernitano l'uso degli stimolatori ormonali. Fu proprio in quella occasione che si cercò di attuare una «ritracciabilità» del prodotto anche perché questo tipo di steroidi non sparisce nella trasformazione casearia del latte, ma entra nella catena alimentare. Dato che l'uso di questa sostanza in Italia è illegale a procurarla e farla entrare nel nostro paese, e nel Casertano in particolare, sono le organizzazioni criminali che spesso sono anche proprietarie, direttamente o indirettamente di allevamenti bufalini, caseifici, reti di distribuzione. Naturalmente, favoriti dalla mancanza di controlli a tappeto e in assenza della «ritracciabilità» del prodotto (che dovrebbe partire fra qualche mese) e con alcuni allevatori-trasformatori che vorrebbero non solo usare latte congelato, ma anche grassi indiani e caglio rumeno, il gioco di alimentare con degli steroidi le bufale per produrre più latte (e quindi anche più mozzarella) è uno dei più facili.

La somatotropina (STH, noto anche con l'abbreviazione GH del nome inglese «growth hormone» cioè ormone della crescita) è un ormone proteico composto da 191 amminoacidi, sintetizzato, accumulato e secreto dalle cellule della adenoipofisi, che stimola lo sviluppo dell'organismo umano e di molti vertebrati. È utilizzata dai bodybuilder che vogliono aumentare la propria massa muscolare in modo dannoso per il proprio organismo.Infatti la somministrazione esogena determina una atrofia delle cellule dell'adenoipofisi preposte alla secrezione di tale ormone.

«La mozzarella DOP..ata è l’ennesimo segnale della crudeltà e del cinismo dei criminali - dice Michele Buonomo, presidente regionale di Legambiente - E’ l’ultima pietanza del menù del cibo illegale gestito da professionisti senza scrupoli mettendo a rischio la salute degli ignari consumi. Prendiamo atto delle rassicurazioni ma è necessario proseguire ed intensificare i controlli sull’intera filiera per garantire i consumatori e la maggio parte dei produttori onesti, seri e scrupoli del compatimento della mozzarella nella nostra regione».

«Controlli rigorosi a difesa del made in Italy, della salute dei consumatori e dei produttori onesti». È quanto auspica il presidente della Commissione agricoltura della Camera Paolo Russo. «La controffensiva agli attacchi sistematici condotti contro i nostri prodotti di eccellenza - prosegue Russo - non può che essere basata sulla messa a punto di strumenti ancora più efficaci che consentano di stroncare sul nascere i propositi disonesti di chi, per accrescere il profitto, utilizza criminali scorciatoie». «La vicenda - argomenta Rosario Lopa della Consulta nazionale dell'Agricoltura - dimostra che i controlli ci sono e vengono applicati. È la risposta ai consumatori che chiedono garanzie di sicurezza ma anche ai tanti produttori onesti che non devono subire una criminalizzazione».


01/03/2009

Condanna contro Nestlè e TetraPack per il latte per bambini contaminato

Condanna contro Nestlè e TetraPack per il latte per bambini contaminato

 

Il caso era stato sollevato dal Codacons della Sicilia. «La commercializzazione del "prodotto inquinato" comporta una responsabilità di natura contrattuale»

 

 

Un rotolo di TetraPack (Ansa)
Un rotolo di TetraPack

MILANO - In Italia è arrivata la prima sentenza, emessa dal giudice Salvatore Fisichella, di condanna della multinazionale del latte Nestlè e delle multinazionali di confezionamento TetraPack. Si tratta di una importante vittoria del Codacons della Sicilia, che aveva sollevato il caso del latte per bambini contaminato da sostanze chimica. Il segretario nazionale dell'associazione dei consumatori, Francesco Tanasi ha commentato che anche contro colossi internazionali, difesi da primari studi legali italiani, è possibile ottenere giustizia. «La vittoria del Codacons in Sicilia contro la Nestlè e le TetraPack- spiega Tanasi- essendo la prima in Italia servirà a fare giurisprudenza in una controversia che appariva ai più persa in partenza proprio per la notevole differenza di forze in campo».

LA VICENDA - La sentenza ha riguardato il noto caso del latte prodotto dalla Nestlè Italiana S.p.a. in TetraPack, NIDINA 1 e NIDINA 2 e successivamente MIO sequestrato in data 22 novembre 2005, dal Corpo Forestale dello Stato, in esecuzione dell'ordinanza della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno, in circa 30 milioni di litri di latte per bambini della Nestlè: «Mio», «Mio Cereali», «Nidina 2», con scadenza settembre 2006, «Nidina 1», quest'ultimo con scadenza maggio 2006, venduti nei supermercati, negozi e farmacie. La misura precauzionale del sequestro era stata disposta a seguito dei risultati delle analisi effettuate dall'Arpa - Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Regione Marche, successivamente ad un primo sequestro di due milioni di litri di latte, riguardante solamente la qualità «Mio» e «Nidina 2», avvenuto il 9 novembre. Tali analisi accertarono, in tutte le confezioni in scadenza a maggio/settembre 2006, l'alterazione del latte e la presenza di tracce di un componente chimico, identificato come IsopropilThioXantone (ITX), utilizzato come fotoiniziatore di inchiostri nella fabbricazione di imballaggi, nelle confezioni in TetraPak a stampa off-set.

CONTAMINAZIONE DEL CARTONE - Il Corpo Forestale dello Stato ha chiarito che l'isopropylthioxanthone è un fissativo usato nella stampa tipografica per polimerizzare gli inchiostri; esso si fissa una volta esposto a raggi ultravioletti. Pertanto, accade che i fogli stampati si sono «sporcati» con questa sostanza, causando la contaminazione del lato del cartone che finisce a contatto col latte e si presume che il problema si sia creato proprio nella fase di polimerizzazione. In pratica il predetto componente aveva contaminato gli alimenti contenuti negli involucri. I genitori di due bambine, che avevano consumato il latte in questione si rivolsero al Codacons per la tutela dei loro diritti e per chiedere al giudice il risarcimento del danno.

LA CONDANNA - Il giudice di pace di Giarre (Catania) ha stabilito che «la commercializzazione del "prodotto inquinato" comporta una responsabilità di natura contrattuale ed extracontrattuale in quanto si profila non solo una ipotesi di inadempimento contrattuale ma anche una ipotesi di responsabilità per il danno alla salute che la commercializzazione comporta». Ed ancora, continua il giudice: «Nello specifico gli attori hanno fornito prova idonea che a seguito dell'acquisto del latte Nestlè e della somministrazione dello stesso alle proprie figlie, subirono un danno di natura psicologica determinato dal turbamento e dalla preoccupazione che la prole possa essere contaminata a causa della sostanza "inquinante". Nello specifico il giudice ha condannato la Nestlè Italiana s.p.a., la Tetra Pack International S.A. e la Tetra Pack Hispania S.A., in solido tra loro, al pagamento a favore dei genitori delle piccole che avevano utilizzato il prodotto alimentare adulterato sia del danno patrimoniale che del danno non patrimoniale nonchè al pagamento delle spese legali.


16/10/2008

LATTE CINESE, PRIMI 3 CASI POSITIVI ALLA MELAMINA

LATTE CINESE, PRIMI 3 CASI POSITIVI ALLA MELAMINA

ROMA - Primi tre casi di positività alla melamina: sono stati accertati in altrettanti campioni di prodotti alimentari cinesi - due di latte e uno di yogurt - in seguito ai controlli di laboratorio disposti in Italia dopo lo scandalo del latte cinese contaminato.
I campioni risultati positivi alla melamina - ha spiegato il comandante dei Nas Cosimo Piccinno - "sono rappresentati da due campioni di latte sequestrati a Modugno (Bari) ed un campione di yogurt sequestrato a Poggio Marino (Napoli)".
"In questi tre campioni - ha precisato Piccinno - sono stati rilevati dai 3 ai 22 milligrammi per chilogrammo di melamina, contro un limite previsto pari a 2,5 milligrammi per chilogrammo". I campioni, ha reso noto il comandante dei Nas, sono stati sequestrati in punti di vendita etnici: "Non si tratta - ha sottolineato Piccinno - di quantità di sostanza letale, ma comunque nociva
".  A destare allarme, ha inoltre precisato, è il fatto che si tratta "in sostanza di alimenti destinati all'infanzia". Al momento comunque - ha affermato dal canto suo il direttore generale sicurezza alimenti al ministero del Welfare Silvio Borrello - "non ci sono pervenute segnalazioni di conseguenze alla salute dei cittadini".
Finora - ha reso noto l'esperto ministeriale - "sono 26 i campioni di prodotti alimentari provenienti dalla Cina e risultati positivi alla melamina in tutta Europa, inclusi i tre campioni italiani". Per quanto riguarda i controlli effettuati in Italia dal 22 settembre al 13 ottobre, sono state ispezionate dai carabinieri dei Nas 855 strutture che si occupano di importazione e distribuzione di prodotti alimentari cinesi. Sono stati quindi prelevati 127 campioni e inviati ai competenti laboratori di analisi. Finora sono pervenuti i risultati dei 48 campioni inviati all'Istituto zooprofilattico di Teramo e che mostrano, appunto, tre positività alla melamina".

ALLARME PER MATERIE PRIME INTEGRATORI SOSPETTE  - "Lancio un allarme - ha detto Martini - su tutte quelle sostanze e prodotti, come gli integratori, che vengono assunti dagli sportivi o da chi fa attività fisica e che sono acquistabili su Internet o venduti attraverso canali di distribuzione non controllati". Oggi una partita sospetta di dieci tonnellate di materie prime per integratori provenienti dalla Cina, e destinate ad un'azienda italiana, è stata sequestrata a Genova.

SEQUESTRATI A NAPOLI 10 QUINTALI DI LATTE CINESE
Sono stati sequestrati dieci quintali di latte cinese, sospetti di essere contaminati da melamina, in un capannone a Napoli dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, che hanno effettuato decine di denunce. Lo ha reso noto il Ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, a Radio Anch'io, precisando che nel corso dell'operazione sono state anche sequestrate carni e pesce cinesi, "molto probabilmente anche di animali in via di estinzione".  "Si tratta - ha detto Zaia - del più grande sequestro mai fatto di latte cinese in Italia".
Si stanno avviando le analisi di laboratorio sui dieci quintali di latte, ha aggiunto il sottosegretario alla Salute Francesca Martini. Per i risultati delle analisi di laboratorio, che dovranno evidenziare l'eventuale contaminazione da melamina, bisognerà attendere una decina di giorni.

MARTINI, GRANDE ATTENTATO A SALUTE PIANETA - "Uno dei più grandi attentati alla salute globale del pianeta ed una delle più grandi frodi alimentari perpetrate". Così il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha definito lo scandalo del latte cinese contaminato da melamina e che ha portato all'intossicazione di decine di migliaia di bambini in Cina, di cui almeno quattro sono morti. Martini ha sottolineato che, ad oggi, "l' Organizzazione mondiale della Sanità non ha ricevuto ancora dalla Cina alcun aggiornamento epidemiologico sul caso". Questo - ha commentato - "basta a capire quale sia l' atteggiamento della Cina: un atteggiamento da più parti definito come minimo omertoso e non collaborativo". "La Cina .- ha conclusio Martini - deve recuperare quei processi di civiltà legati alla tutela della salute e che rappresentano la chiave per rimettersi sul mercato".

SOLO 4 PUNTI ACCESSO PER ALIMENTI - A breve, i prodotti alimentari provenienti dalla Cina potranno essere importati ed introdotti in Italia solo da quattro 'punti di accesso': gli aeroporti di Milano Malpensa e Roma Fiumicino, il porto di Genova e il porto di Napoli. La misura è stata annunciata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, in seguito allo scandalo del latte cinese contaminato da melamina. "Ci sarà un accentramento - ha spiegato Martini nel corso di una conferenza stampa al Ministero del Welfare - dei punti di importazione in Italia, e questo al fine di concentrare le forze ed avere controlli più stringenti sui prodotti alimentari provenienti dalla Cina". Saranno dunque solo quattro i punti di ingresso per i prodotti alimentari cinesi. Tutti gli altri porti ed aeroporti - ha precisato il direttore Sicurezza Alimenti al ministero del Welfare Silvio Borrello - "saranno in stretto contatto con i Nas e saranno allertati". Si sono infatti verificati casi, ha affermato il responsabile ministeriale, "di container provenienti dalla Cina che dichiaravano di trasportare altra merce, come giocattoli o mobili, e che invece sono risultati trasportare illegalmente in Italia prodotti alimentari".


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Napoli: sequestrati dieci quintali di latte alla melamina

Napoli: sequestrati dieci quintali di latte alla melamina

Rischio latte infetto a Napoli dove sono stati sequestrati dieci quintali di latte alla melamina provenienti dalla Cina. L'annuncio e' arrivato direttamente dal ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Dalle prime ore del mattino, il Corpo forestale dello Stato della Regione Campania sta procedendo, in varie aree del Napoletano, ad una serie di sequestri, in attività gestiste da cinesi, di alimenti di origine e composizione ritenuta sospetta. Sequestrati, tra l'altro, in via precauzionale, bevande a base di latte e confezioni di uova. I militari, in collaborazione con l'Asl e con la polizia provinciale, stanno sequestrando tutti gli alimenti che per caratteristiche o per il non rispetto di leggi specifiche non possono essere distribuiti in Italia.

Sono stati sequestrati dieci quintali di latte cinese alla melamina in un capannone a Napoli dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, che hanno effettuato decine di denunce. Lo ha reso noto il Ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, a Radio Anch'io, precisando che nel corso dell'operazione sono state anche sequestrate carni e pesce cinesi, "molto probabilmente anche di animali in via di estinzione".

 "Si tratta - ha detto Zaia - del più grande sequestro mai fatto di latte cinese in Italia". Il ministro ha precisato che l'operazione sarà illustrata alle 13 in una conferenza stampa a Napoli.
 
 


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23/09/2008

Le responsabilità di Pechino

Le responsabilità di Pechino

I silenzi del regime e la cruda verità

 

La tragedia del latte contaminato in Cina è solo l'ultimo di una lunga serie di scandali alimentari che seguono tutti lo stesso andazzo. Vengono alla luce prove di comportamenti scorretti e criminali; l'evidenza è insabbiata; la verità prima o poi viene a galla, con conseguenze catastrofiche e indignazione pubblica; il governo cinese promette di intensificare i controlli per assicurare che simili sciagure non si ripetano; poi non si fa nulla, fino allo scandalo successivo. La conclusione è lampante: in mancanza di vere riforme nel sistema del Partito comunista cinese, scandali e tragedie sono destinati a susseguirsi. Per «riforme» non mi riferisco necessariamente a democrazia o rovesciamento dell'intero sistema politico, anche se sarebbero auspicabili per altri motivi. Dal solo punto di vista della salute e della normativa di sicurezza, occorre una riforma che impedisca al governo di intervenire direttamente sui prezzi, nella gestione aziendale e nel controllo dei media e di altre fonti di informazione. In altre parole, il settore responsabile per far applicare la legge deve essere separato dal settore che commette le infrazioni, che offre incentivi in questo senso e impedisce di smascherare i comportamenti criminali. L'attuale scandalo del latte contaminato si distingue appena da scandali passati riguardanti le vernici al piombo nei giocattoli per i bambini o i ravioli avvelenati. La donna a capo dell'azienda produttrice del latte era stata nominata dal ramo provinciale del Partito comunista. Le informazioni sull'aggiunta della melamina al latte hanno cominciato a filtrare sin dal 2005. I funzionari della città che ospita l'azienda hanno messo a tacere qualsiasi notizia a riguardo. Solo dopo la morte di quattro bambini, il ricovero in ospedale di 13.000 e i malesseri riferiti da altri 53.000, le autorità sono passate all'azione. Ci si chiede oggi se lo sdegno dei consumatori basterà a imporre cambiamenti al sistema legislativo. Ma se consideriamo come funzionano gli ingranaggi politico-economici cinesi, la rabbia dovrà raggiungere livelli davvero stratosferici per avere un impatto reale. Perché nulla cambierà se controllori e controllati faranno sempre parte del medesimo partito e organizzazione governativa, e fintanto che i mezzi di comunicazione resteranno imbavagliati. Ci saranno nuovi scandali. State attenti a che cosa mangiate e bevete se vi trovate in Cina.


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Latte cinese, sequestri in Italia

Latte cinese, sequestri in Italia


Controlli a tappeto in varie città italiane. Analisi in corso su alcuni prodotti requisiti a Firenze e a Milano, accertamenti nei negozi che distribuiscono merci alimentari PROVENIENTI DALLA CINA

 

Sono già partiti controlli a tappeto nelle varie città per i negozi che vendono e distribuiscono merci alimentari provenienti dalla Cina dopo lo scandalo del latte contaminato alla melamina: primi sequestri di merce sono stati effettuati a Milano e Firenze. Lo ha reso noto il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini. I carabinieri dei Nas, ha spiegato Martini nel corso della conferenza stampa al ministero del Welfare, «effettueranno controlli a tappeto di tutte le merci ed i negozi che distribuiscono prodotti cinesi ed etnici».

SEQUESTRI - Al momento, ha reso noto il sottosegretario, è stato effettuato il sequestro di un centinaio di confezioni di latte e yogurt provenienti dalla Cina in due negozi a Milano, e circa 6 quintali e mezzo di biscotti, sempre provenienti dalla Cina, sono stati sequestrati a Firenze. Le analisi sono in corso per appurare l'eventuale tossicità di tali merci sospette.


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18/09/2008

CINA: ANCHE IL LATTE CONTAMINATO

CINA: ANCHE IL LATTE CONTAMINATO

Cina. Scoperta melamina anche nel latte 3 maggiori aziende paese. Dopo ispezione annunciata in seguito allo scandalo latte polvere

Pechino, 18 set. (Apcom) - A rischio anche il latte in Cina: le autorità cinesi hanno scoperto delle tracce di melamina nel latte venduto da tre delle più importanti aziende casearie del Paese, dopo l'ispezione nazionale provocata dallo scandalo del latte in polvere contaminato scoppiato la settimana scorsa. Lo annuncia la tv nazionale.Un'ispezione straordinaria condotta nelle aziende casearie del paese ha permesso di scoprire tracce di melamina in alcuni prodotti delle aziende cinesi Mengniu, Yili e Guangming, ha dichiarato Cctv nell'edizione della sera, citando l'amministrazione incaricata dei controlli di qualità. La melamina, che viene normalmente utilizzata nella fabbricazione di materie plastiche, sarebbe stata usata per far apparire il latte più ricco di proteine. Il latte in polvere contaminato da questa sostanza chimica ha fatto ammalare 6.244 bambini, che soffrono di calcoli renali, mentre quattro neonati sono morti. L'ultimo bilancio ufficiale, comunicato ieri dal ministro cinese della Sanità Chen Zhu, riferiva di tre morti, due bimbi di Gansu, nel nord-ovest, e un terzo dello Zhejiang, nell'est. Oggi i decessi sono saliti a quattro.


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