19/02/2009

L'Argentina: «Williamson lasci il paese»

L'Argentina: «Williamson lasci il paese»

 

Le autorità argentine hanno dato dieci giorni di tempo al vescovo negazionista lefebvriano per andarsene, la decisione è stata presa dal ministro dell'Interno

 

Richard Nelson Williamson (Ap)
Richard Nelson Williamson

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BUENOS AIRES - Il ministro degli Interni argentino, Florencio Randazzi, secondo fonti citate dall'agenzia DyN, «ha intimato Richard Nelson Williamson di abbandonare il territorio nazionale in un termine perentorio di dieci giorni», a causa di «irregolarità nella sua documentazione». Il dicastero argentino precisa che Williamson ha dichiarato il falso ripetutamente sul «vero motivo della sua permanenza nel Paese, giacchè dichiara essere un impiegato amministrativo dell'Associazione Civile "La Tradizione", quando in realtà la sua vera attività era di sacerdote e direttore del Seminario lefebvriano che la Fraternità San Pio X possiede nella località di Moreno», nei dintorni di Buenos Aires. 

 

 

 


29/01/2009

Lefebvriani e Shoah , nuove polemiche «Camera gas? Usate per disinfettare»

Lefebvriani e Shoah , nuove polemiche «Camera gas? Usate per disinfettare»

 

 

Umberto Bossi alla messa lefebvriana a Lanzago di Silea 9 settembre 2007 (da archivio Corriere)
Umberto Bossi alla messa lefebvriana a Lanzago di Silea 9 settembre 2007
 
 
 
 
 
MILANO - Le polemiche su lefebvriani e negazionismo non accennano a placarsi. In un'intervista alla Tribuna di Treviso il prete lefebvriano don Floriano Abrahamowicz sostiene che «l'unica cosa certa» circa le camere a gas «è che sono state usate per disinfettare».

Dopo l'intervista del vescovo Richard Williamson, che minimizza l'Olocausto, altre affermazioni negazioniste, dunque. Don Abrahamowicz (che il 15 settembre 2007 celebrò messa in latino a Lanzago di Silea per il leader della Lega Nord Umberto Bossi) rilancia come Williamson la teoria per cui i numeri della Shoah sono un «problema secondario», accreditati dagli stessi capi delle comunità israeliane subito dopo la liberazione «sull'onda dell'emotività». «È veramente impossibile per un cristiano cattolico essere antisemita. Io stesso ho, da parte paterna, origini ebraiche», afferma il sacerdote. «Sicuramente è stata un'imprudenza di Williamson addentrarsi nelle questioni tecniche. Nella famosa intervista si vede che il giornalista è andato a parare su quell’aspetto specifico. Ma bisogna capire che tutto il tema dell’Olocausto si colloca a un livello di molto superiore rispetto alla questione di sapere se le vittime sono morte a causa del gas o per altri motivi». E lei cosa ne pensa delle camere a gas?. «Non lo so davvero. Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dirle se abbiano fatto morti oppure no, perché non ho approfondito la questione. So che, accanto a una versione ufficiale, esiste un`altra versione basata sulle osservazioni dei primi tecnici alleati che sono entrati nei campi». Lei mette in dubbio il numero delle vittime dell`O locausto? "No, non metto in dubbio i numeri. Le vittime potevano essere anche più di 6 milioni. Anche nel mondo ebraico le cifre hanno un valore simbolico. Papa Ratzinger dice che anche una sola persona uccisa ingiustamente è troppo, è come dire che uno è uguale a 6 milioni. Andare a parlare di cifre non cambia niente rispetto all`essenza del genocidio, che è sempre un`esagerazione". Un`esagerazione? In che senso? "I numeri derivano da quello che il capo della comunità ebraica tedesca disse agli angloamericani subito dopo la liberazione. Nella foga ha sparato un cifra. Ma come poteva sapere? Per lui la questione importante era che queste vittime sono state uccise ingiustamente per motivi religiosi. La critica che si può fare al modo in cui in cui viene gestita la tragedia dell`Olocausto sta nel dare ad essa una supremazia in confronto ad altri genocidi".


26/01/2009

Lefebvriani, divide vescovo negazionista La comunità ebraica: il Papa decida

Lefebvriani, divide vescovo negazionista La comunità ebraica: il Papa decida

 

Le polemiche dopo la revoca della scomunica ai quattro vescovi ordinati da lefbvre. Gattegna (Ucei): «Il negazionismo è un'infamia. Aspettiamo un gesto positivo dalla chiesa cattolica»

 

 

ROMA - È ancora bufera su Richard Williamson, uno dei quattro vescovi ordinati da Lefebvre che hanno ricevuto il «perdono» pontificio, al centro delle polemiche per aver negato in un'intervista l'esistenza delle camere a gas naziste e ridotto il numero degli ebrei uccisi a 300 mila, prima che Ratzinger decidesse di revocare la scomunica. «La riabilitazione è un fatto interno alla chiesa e su quello non voglio interferire ma sul negazionismo abbiamo molto da dire perché lo riteniamo un'infamia. Ci auguriamo che con la chiesa cattolica questo sia solo un momento di difficoltà e aspettiamo un gesto positivo» ha detto il presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), Renzo Gattegna.

 

L'ordinazione dei quattro vescovi lefebvriani la cui scomunica è stata revocata da Benedetto XVI (Ap)
L'ordinazione dei quattro vescovi lefebvriani la cui scomunica è stata revocata da Benedetto XVI
«CI AUGURIAMO UNA SMENTITA» - «In questo momento - spiega Gattegna - siamo attenti osservatori delle decisioni che la Chiesa prenderà in merito a chi sostiene tesi negazioniste. Ci auguriamo che ci sia una smentita di queste tesi che chiarisca ogni dubbio a riguardo».
LA CONDANNA DEI VESCOVI TEDESCHI - Una condanna delle tesi negazioniste dell'Olocausto del vescovo Richard Williamson arriva nel frattempo anche dalla Conferenza episcopale tedesca, il cui portavoce Matthias Kopp in un'intervista alla seconda rete televisiva pubblica Zdf le ha definite «inaccettabili». «Williamson dovrà ritirare prima o poi le sue affermazioni», ha aggiunto Kopp, poichè esse non appartengono all'insegnamento della Chiesa cattolica. Il portavoce ha precisato che la Chiesa cattolica dispone di «meccanismi» per far pressione sul vescovo negazionista ed ha spiegato di considerare «comprensibilissima» l'indignazione della Comunità ebraica. Nel frattempo la procura di Regensburg ha aperto un'inchiesta per il reato di istigazione all'odio popolare nei confronti del vescovo recentemente riammesso da Benedetto XVI nel seno della Chiesa cattolica insieme ad altri tre seguaci della dottrina scismatica di Monsignor Lefebvre.

 


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