30/11/2010

Laser negli occhi dei bimbi all'asilo due piccoli ricoverati all'Umberto I

Laser negli occhi dei bimbi all'asilo due piccoli ricoverati all'Umberto I

PAURA IN UNA SCUOLA ROMANA. Gioco pericoloso in una materna, denuncia contro ignoti. E' la seconda volta in un mese: alunno ferito due volte

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24/09/2010

Stuprata di notte nella sua abitazione Preso il vicino: clandestino 20enne

Stuprata di notte nella sua abitazione Preso il vicino: clandestino 20enne

A reggio emilia: l'uomo, Arrestato, è accusato di violenza, lesioni e violazione di domicilio. La vittima, 40enne italiana, stava dormendo quando è stata svegliata dal vicino che l'ha aggredita e violentata

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08/07/2010

Arrestato un islamico che picchiava la moglie: "Posso farlo, è mia"

Arrestato un islamico che picchiava la moglie: "Posso farlo, è mia"

La legge di Maometto in Italia: arrestato dalla polizia un marocchino di 36 anni si giustifica così: "L'ho comprata con un regolare contratto e per il diritto del mio Paese sono a posto". Ma la nostra Costituzione, che lo vieta, vale per tutti: anche per gli islamici

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La sua donna: una schiava comprata al mercato. Di cui disporre a piacimento, di cui fare ciò che si vuole, con potere di vita e di morte su di lei. Sembra una storia antica come quelle dei gladiatori. Eppu­re si ripete ancora nel Terzo millennio. Protagonista una coppia marocchina, trapiantata in Italia, a Montecchio,in Emilia. L’immi­grato viveva da tempo in Italia e all’inizio del 2009, dopo il matrimo­nio a Casablanca, era stato raggiunto dalla moglie ventiduenne. Ora è in cella e deve rispondere di maltrattamenti in famiglia, vio­lenza, lesioni, violenza sessuale.

Un marocchino che picchia la moglie non fa quasi più notizia in Italia. Abbiamo purtroppo dovuto commentare casi ben più gravi, addirittura l'uccisione di una moglie o di una figlia sulla base di motivazioni assolutamente incomprensibili e inaccettabili per la legge e per il costume italiano. Questa volta, però, non sarà inutile tornarci sopra, per due aspetti particolari. Il primo è che si tratta di un caso non di una singola esplosione di violenza motivata da una ragione particolare, ma di maltrattamenti continuati e gravissimi da parte di un marocchino che vive da parecchio tempo in Italia e che la giovane moglie, sposata con regolare contratto a Casablanca, ha poi raggiunto nella sua sede italiana. Un uomo, quindi, violento e brutale di per sé, a prescindere dalla sua cultura e dal comportamento della moglie. Ci chiediamo perciò: che mestiere fa questa persona? A che titolo, per quali meriti è ammesso a vivere regolarmente in Italia? Come mai è stato concesso il ricongiungimento familiare? Siamo pieni di psicologi, di assistenti sociali nelle nostre strutture sanitarie: nessuno segue e assiste il processo di adattamento psicologico degli immigrati?

Il secondo aspetto è quello che riguarda noi, e soprattutto i nostri politici, i quali si sono sempre rifiutati di riflettere sull'abisso che esiste fra la società europea e quella musulmana. La nostra è una civiltà sostanziata dall'unico concetto laico di diritto esistente nell'antichità, quello creato da Roma, sul quale si è poi radicato il dettato evangelico che ha messo alla pari uomini e donne condannando ogni discriminazione e ogni gesto di violenza (ovviamente padri e mariti violenti ce ne sono sempre stati, ma si trattava appunto di casi singoli diventati sempre più rari). Quale punto di contatto può esistere con la cultura musulmana? Maometto ha costruito il Corano sui primi cinque Libri della Bibbia (i più antichi), riguardanti una popolazione di pastori nomadi il cui senso della giustizia si fondava sulla legge del taglione, ossia sulla pena fisica.

Su questo «diritto» è basata la legge islamica. «La donna è di un grado inferiore all'uomo», recita la Sura della Vacca. Essendo inferiore, dipende dagli ordini dell'uomo, padre o marito che sia, lo deve servire. Questa è la fede dei musulmani: che vivano in Marocco o in Italia non fa nessuna differenza. In che modo far capire ai musulmani che esiste un codice di diritto «laico» che non ha nulla a che fare con il Corano? Credo che sia impossibile.

I nostri politici si debbono convincere che, contrariamente a quanto prescritto dalle norme europee, le religioni vanno giudicate e criticate quando affermano o prescrivono concetti e valori che confliggono, prima che con le nostre leggi, con ciò cui noi abbiamo dato il massimo valore: l'uguaglianza delle persone, in primis l'uguaglianza fra uomo e donna. In alcuni Stati d'America si è creduto di risolvere i problemi giudiziari della numerosa popolazione musulmana permettendo l'instaurazione di tribunali coranici. Si tratta di una decisione vergognosa per una democrazia che si vanta di essere la migliore del mondo. Di fatto una cittadina americana di religione musulmana è «di un grado inferiore all'uomo».

L'Europa, ma per prima l'Italia, patria dei maggiori giuristi che siano mai apparsi nella storia, deve impegnarsi a trovare il modo, insieme alle autorità islamiche, per eliminare quest'affermazione. Sono i principi della Costituzione italiana che devono essere affermati, al di là dagli eventuali reati, affinché questa Costituzione non sia «falsa» per i musulmani che vivono da noi.

30/04/2010

Pestaggio in caserma, carabiniere indagato

Pestaggio in caserma, carabiniere indagato

A Ferrara tensione dopo quattro fermi. L’accusa da un video pubblicato anche su Youtube. La procura ha aperto un’inchiesta per lesioni.

 

 

 

Immagini concitate che propongono alcune fasi del presunto pestaggio di alcuni giovani avvenuto in una caserma dei carabinieri di Ferrara, in via del Campo, sono state mostrate in televisione rimbalzando subito sui siti internet. Nelle immagini si vedono, in momenti diversi, due persone che cadono a terra, forse colpite, circondate da alcuni carabinieri in divisa; e un altro fermato nudo, poi avvolto in una coperta e portato via da personale di pronto soccorso sanitario. Manconi, presidente dell?associazione A Buon Diritto, parla di un nuovo “caso di violenza all'interno di una caserma”.

Il video è nel fascicolo dell'inchiesta aperta dalla procura di Ferrara per lesioni contro un carabiniere e per resistenza a pubblico ufficiale contestata a quattro giovani. Il filmato riguarda i fatti accaduti il 24 febbraio scorso (e riferiti allora da mezzi di informazione) quando i quattro, dopo essere stati arrestati in stato di ebbrezza per resistenza a pubblico ufficiale, furono trattenuti per ore in caserma.


30/12/2008

Jimenez nei guai: denunciato per lesioni

Jimenez nei guai: denunciato per lesioni

Rissa e pugni in discoteca col collega Pinilla, ex Chievo, che finisce in ospedale. «Tutto ingigantito»

 

 

Luis «Mago» Jimenez (Ap)
Luis «Mago» Jimenez
Non solo Gerrard: anche l'interista Luis «Mago» Jimenez è finito nei guai per una rissa in discoteca conclusasi con una denuncia penale nei suoi confronti per lesioni. A riportare la notizia, sia nell'edizione cartacea che in quella online, è il quotidiano cileno «La Cuarta» secondo cui a fare le spese dell'ira del calciatore nerazzurro è stato il collega Mauricio Pinilla, attaccante attualmente in forza ai brasiliani del Vasco da Gama e che in passato ha giocato anche in Italia, nel Chievo. I due si trovano in questi giorni in Cile per le festività natalizie e di fine anno. Jimenez dovrebbe ripresentarsi a Milano il 2 gennaio. Pinilla e l'interista, che era accompagnato da un gruppo di amici e dalla moglie Maria Josè Lopez, secondo quanto scrive il giornale, si sarebbero incrociati in una discoteca, il Costa Varua a La Florida, ma dopo essersi scambiati occhiate di fuoco avrebbero trascorso la serata con le rispettive comitive. All'alba di domenica però Jimenez avrebbe notato che Pinilla andava al bagno, e lo avrebbe seguito per poi aggredirlo, almeno secondo quanto ha fatto mettere a verbale, nella sua denuncia, l'ex giocatore del Chievo.
Mauricio Pinilla, ex del Chievo
Mauricio Pinilla, ex del Chievo
«La Cuarta» scrive che Pinilla sarebbe finito a terra per i colpi ricevuti, inferti da Jimenez con un oggetto contundente: nella denuncia la vittima afferma di essere stato colpito per tre volte, con particolare violenza. «Vediamo se adesso avrai ancora voglia di vederti il Re Leone», avrebbe detto il calciatore di Mourinho al rivale. Successivamente Pinilla è stato soccorso, accompagnato in una clinica dove, scrive «La Cuarta», «gli è stato diagnosticato un trauma cranico ed una leggera lesione cervicale». A quel punto l'ex attaccante del Chievo si è fatto accompagnare da amici in un commissariato di polizia e ha sporto denuncia. Alla base dei dissapori tra Pinilla e Jimenez sarebbe il fatto che nel 2007, mentre l'interista ex Lazio si trovava in Giamaica con la nazionale cilena, alcuni reporter di riviste scandalistiche un giorno si sarebbero accorti che la lussuosa auto della moglie del giocatore era parcheggiata davanti casa di Pinilla e poi vi sarebbe rimasta per tutta la notte. La moglie di Jimenez si sarebbe giustificata spiegando di aver prestato la vettura al fratello, e avrebbe precisato di non conoscere Pinilla. Il quale, da parte sua, avrebbe detto di aver passato la serata guardando il dvd del «Re Leone» assieme alla sua partner Daniela Aranguiz. L'episodio, alla lunga, non ha avuto conseguenze sul matrimonio di Jimenez, che però evidentemente non avrebbe dimenticato l'accaduto, almeno secondo quanto scrive «La Cuarta». Lo stesso giornale, assieme ad altri quotidiani del Cile, scrive anche che a gennaio Jimenez si trasferirà dall'Inter al Lecce. «Luis è tranquilissimo, si tratta di un gigantesco equivoco» si è limitato a dire Rocco Dozzini, procuratore di Jimenez.

 

 


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