20/05/2011
Bossi al premier: ora un nuovo progetto. E attacca: «Pisapia è un matto»
Bossi al premier: ora un nuovo progetto. E attacca: «Pisapia è un matto»Primo faccia a faccia tra il premier e il leader del Carroccio dopo il voto. Il Senatùr: «Sì alla verifica, la chiede Napolitano». E sul candidato anti-Moratti: «Vuole fare Zingaropoli»
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19/05/2011
Bossi al premier: ora un nuovo progetto E attacca: «Pisapia è un matto»
Bossi al premier: ora un nuovo progetto E attacca: «Pisapia è un matto»Primo faccia a faccia tra il premier e il leader del Carroccio dopo il voto. Il Senatùr: «Sì alla verifica, la chiede Napolitano».E sul candidato anti-Moratti: «Vuole fare Zingaropoli»
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19/05/2009
Preso il capoclan, 100 arresti di camorra
Preso il capoclan, 100 arresti di camorra
Catturato ad Aversa il ricercato Franco Letizia, uno dei latitanti più pericolosi d'Italia. Azione congiunta di carabinieri, polizia e guardia di Finanza contro il clan degli «Scissionisti»
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| (Ansa) |
MILANO - Era uno dei cento latitanti più pericolosi d'italia ma un'operazione coordinata delle forze dell'ordine ha messo fine alla sua libertà. Franco Letizia, 32 anni, cugino di Giovanni, sicario del grupo di fuoco di Guseppe Setola, è stato intercettato e arrestato dagli uomini della squadra mobile della questura di Caserta. Letizia è considerato il reggente del clan Bidognetti, fazione di quello dei Casalesi. L'uomo è stato sorpreso e arrestato in un'abitazione in via Cilea a San Cipriano di Aversa; con lui sono finiti in manette anche Antonio Diana, 41 anni, proprietario dell'abitazione, e Carlo Corvino, 40 anni
CENTO IN MANETTE - Intanto è in corso a Napoli un'operazione interforze anticamorra contro il clan Amato-Pagano, che fa parte del gruppo di «scissionisti» contrapposti al clan Di Lauro nella faida di Scampia. Polizia, carabinieri e guardia di finanza stanno eseguendo ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di cento persone, accusate a vario titolo di omicidio, associazione per delinquere di tipo mafioso, reati relativi al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti e riciclaggio di denaro.
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| Raffaele Amato, catturato in Spagna (Ap) |
L'ARRESTO DEL BOSS - Le cento ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia ed eseguite all’alba, seguono di tre giorni la cattura del capoclan Raffaele Amato. L’uomo, latitante dal 2006 era stato arrestato nella notte tra sabato 16 e domenica 17 a Marbella, in Spagna. Amato aveva trovato rifugio nella penisola iberica gestendo i traffici di droga con il Napoletano, soprattutto quelli di cocaina. Un tempo killer di Paolo Di Lauro detto «Ciruzzo 'o milionario», era attualmente a capo di un cartello criminale attivo non solo nei quartieri napoletani di Secondigliano e Scampia, ma anche nei comuni di Melito, Mugnano, Casavatore e Arzano.
CARRIERA CRIMINALE - Il latitante, considerato il capo di uno dei clan più pericolosi usciti vittoriosi dalla faida di Scampia, negli anni ’90 aiutò Di Lauro a seminare morte e terrore nell’area a nord di Napoli per dimostrare l’egemonia sul territorio e il controllo delle piazze di spaccio. L’uomo, catturato in una hall di un albergo, per sfuggire alla vendetta degli avversari e all’assedio delle forze dell’ordine, nel dicembre 2005 scappò in Spagna, dove si era rifugiato anche in precedenza. Amato venne arrestato una prima volta a Barcellona nel febbraio 2005, ma nell’aprile dell’anno successivo, mentre era ancora in attesa dell’estradizione in Italia, fu liberato. Il capoclan è accusato di una serie di delitti consumati durante la faida di Mugnano (Napoli) nata in seno al clan Di Lauro. Una lunga scia di sangue da collegarsi alla volontà di Paolo Di Lauro di sostenere l’avvicendamento, al comando del sottogruppo di Mugnano, di Gennaro Di Girolamo a discapito di Antonio Rocco che rientrava in città dopo un periodo di detenzione.
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16/05/2009
Parla il padre di Noemi: «Su Berlusconi solo bugie»
Parla il padre di Noemi: «Su Berlusconi solo bugie»
Intervista al times. La mamma: «Spero possa Fare quello che non ha fatto per me». Ma molte domande, per il quotidiano inglese, rimangono ancora senza risposta in merito alla vicenda.
LONDRA - Il Times di Londra torna sulla vicenda di Noemi. Il quotidiano britannico, che ha constatato come sul certificato di nascita di Noemi sia indicato come padre Benedetto Letizia, ha incontrato quest'ultimo nella sua casa di Portici. Letizia, confermando di aver dichiarato un reddito di circa 12 mila euro, ha parlato di «campagna di bugie e invenzioni per vendere giornali» e definito «una bugia» la notizia che la figlia vada a scuola in Mercedes.
IL PADRE - Il padre di Noemi ha detto di non essere stato l'autista di Craxi e alla domanda su perché Berlusconi l'abbia detto, ha risposto: «Spesso a Berlusconi vengono attribuite cose che non ha mai detto». Puntuale, il corrispondente del Times cita i lanci d’agenzia del 29 aprile che riportano le affermazioni del premier. In risposta, scrive il Times, arrivano solo «un’alzata di spalle, una stretta di mano e un sorriso». Il quotidiano inglese mette poi in evidenza che è stato proprio Benedetto Letizia, e non Noemi, a invitare il premier alla festa di compleanno della figlia. «Erano vecchi amici-scrive il Times- dal tempo del suo impegno giovanile nel ramo napoletano del Partito socialista guidato da Craxi, mentore politico di Berlusconi». «Nonostante le foto intime pubblicate da ’Chi’ - prosegue il quotidiano - il padre di Noemi da oltre due anni non vive più con la moglie e la figlia. Il regalo di Berlusconi a Noemi - un collier da 6mila euro - è stato descritto come un dono spontaneo fatto in un’improvvisa deviazione alla sua festa di compleanno; ma il fotografo Pasquale Cerullo, che era presente, ha raccontato che le forze di sicurezza avevano controllato il luogo già di mattina».
LA MAMMA - Il Times passa poi alla madre della ragazza, Anna Palumbo, osservando che ha rifiutato di dire come, quando e dove ha incontrato Berlusconi. In un'altra occasione, ricorda il Times, ha detto di averlo incontrato attraverso le attività politiche del marito. Ma ha anche detto, secondo quanto riporta il quotidiano britannico controllato da Rupert Murdoch, che Berlusconi potrà «fare per mia figlia quello che non ha potuto fare per me». «Lasciando intendere - rimarca il quotidiano - che lo conosceva già negli anni Ottanta, quando Berlusconi stava costruendo il suo impero televisivo». Molte domande, secondo il Times, rimangono ancora senza risposta in merito alla vicenda. «Vi potrebbe essere una eccellente spiegazione per tutte le domande senza risposta. Ma se c'è, il primo ministro non l'ha ancora fornita», scrive il quotidiano che sottolinea come la «tempesta» attorno alla vicenda «minaccia di scuotere il normalmente saldo seguito di Berlusconi», e la campagna mediatica condotta su Chi «è altamente rischiosa, perchè mantiene l'attenzione del pubblico sulla signorina Letizia e, con lei, sulle tante contraddizioni nel resoconto di Berlusconi su come l'ha conosciuta». Il Cavaliere, come recita il titolo, potrebbe insomma «pagare (in termini di popolarità) per i suoi legami misteriosi con la diciottenne».
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10/05/2009
«Io presentai Benedetto Letizia a Craxi e a Berlusconi»
«Io presentai Benedetto Letizia a Craxi e a Berlusconi»
Il personaggio. L'ex assessore napoletano Martino: mi accompagnava all'Hotel Raphaël
NAPOLI — Arcangelo Martino lei è un ex-assessore socialista del Comune di Napoli, arrestato ai tempi di Tangentopoli... «... e poi prosciolto con formula piena. La prego, vi prego, ci tengo: questa storia ha devastato la mia vita. Sono innocente». D'accordo. Lei, comunque, venne arrestato insieme con Elio Letizia, il papà di Noemi, la diciottenne che chiama il premier papi... «Fummo arrestati per due storie diverse».
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| Arcangelo Martino |
Ma vi conoscete?
«Ma certo. Letizia era nello staff della mia segreteria. E non solo...».
Cos'altro?
«Fui io a presentare Elio Letizia a Silvio Berlusconi».
E lo dice così?
«Come dovrei dirlo?».
E' da due settimane, da quando il premier è andato alla festa di compleanno di Noemi, che tutti si chiedono come e quando Berlusconi ha conosciuto Benedetto detto Elio Letizia...
«La risposta è semplice: gliel'ho presentato io».
Quando? Come? Dove?
«Fra l'87 e il '93 sono stato grande amico di Bettino Craxi. Ero il coordinatore regionale del partito e lo vedevo almeno una volta alla settimana. Tutti i mercoledì andavo a trovarlo a Roma all'Hotel Raphaël, una consuetudine. Mi accompagnava sempre qualcuno dello staff della mia segreteria e quel qualcuno è stato quasi sempre Elio Letizia. Ovviamente...».
Ovviamente?
«Parecchie volte è capitato che al Raphael con Craxi ci fosse Silvio Berlusconi. È lì che ho presentato i due».
E poi?
«Poi hanno fatto amicizia».
Ma perché tanto mistero allora? Se la storia è così semplice, perché Elio Letizia ripete che il motivo della sua conoscenza con Berlusconi è un segreto che si porta nel cuore...
«Non lo so perché Letizia non la racconta questa storia. Io sono almeno quattro o cinque anni che non lo vedo e non lo sento più».
Davvero non c'è altro dietro?
«È andata esattamente così. E sfido chiunque a smentirmi, fosse Bobo Craxi, Giulio Di Donato o altri».
Cosa succedeva al Raphael?
«Incontri di lavoro. Assolutamente normali. Qualche volta anche pranzi o cene».
E ci partecipava anche Elio Letizia?
«No, lo staff della mia segreteria non mangiava insieme con Bettino o Berlusconi».
Comunque Elio Letizia ha costruito con Silvio Berlusconi un rapporto che si è consolidato negli anni fino ad oggi...
«È stato bravo. Letizia ha avuto la perseveranza e il tempo di coltivare questo rapporto con Berlusconi...».
E lei?
«Dopo le questioni giudiziarie mi sono sfilato dalla politica, anche se mi è rimasta nel sangue: mio padre Raffaele è stato uno dei fondatori del Pci a Napoli, amico di Giorgio Napolitano. Mia madre, Filomena Ruggiero, è stata la prima donna che nel '48 si candidò nel Pci».
Sì, ma la politica è una cosa. Il rapporto con Silvio Berlusconi un altro...
«Il rapporto esiste ancora. Anche se...»
Anche se?
«Con i veri amici non bisogna avere timore. E io nella manifestazione contro le discariche, lo scorso dicembre, non l'ho avuto. Gliel'ho detto in faccia: "Che fai Silvio, ci stai riempiendo di monnezza?"».
Alessandra Arachi
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