06/10/2011

Il Nobel per la Letteratura «resta in casa» Premiato lo svedese Tomas Transtroemer

Il Nobel per la Letteratura «resta in casa» Premiato lo svedese Tomas Transtroemer

Stoccolma. Poeta scrittore e traduttore. Ha 81 anni

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09/06/2009

Accuse al Cavaliere nel libro Einaudi rifiuta Saramago

Accuse al Cavaliere nel libro Einaudi rifiuta Saramago

 

CASO NOEMI. Il Nobel: con lui c’è da temere per la democrazia

 

MILANO — Einaudi non pubblicherà Il quaderno, il libro che raccoglie testi let­terari e politici scritti sul blog dallo scrittore porto­ghese José Saramago, pre­mio Nobel per la letteratura nel 1998. Ne dà notizia «L’Espresso» oggi in edico­la anticipando che l’editore della raccolta di saggi sarà sempre torinese, Bollati Bo­ringhieri, ma soprattutto svelando il motivo della momentanea rottura tra l’autore di Cecità e la casa dello Struzzo. «La nuova opera — scrive Mario Porta­nova — contiene giudizi a dir poco trancianti su Silvio Berlusconi, che di Einaudi è il proprietario». Sarama­go è severo con Berlusconi ma anche con gli italiani, il cui sentimento «è indiffe­rente a qualsiasi considera­zione di ordine morale». Ma «nella terra della mafia e della camorra che impor­tanza può avere il fatto pro­vato che il primo ministro sia un delinquente?». L’au­tore del Quaderno arriva a paragonare il nostro capo del governo a «un capo ma­fioso ».

Scrittore, poeta e critico letterario, José de Sousa Saramago è nato ad Azinhaga, in Portogallo, nel 1922. Premio Nobel per la Letteratura nel ’98, da settembre ha aperto il blog http://caderno.jo­sesaramago. org
Scrittore, poeta e critico letterario, José de Sousa Saramago è nato ad Azinhaga, in Portogallo, nel 1922. Premio Nobel per la Letteratura nel ’98, da settembre ha aperto il blog http://caderno.jo­sesaramago. org

«L’Einaudi — spiega per parte sua un comunicato della casa editrice che ha pubblicato quasi tutti i ro­manzi del premio Nobel — ha deciso di non pubblicare O caderno di Saramago per­ché fra molte altre cose si dice che Berlusconi è un 'delinquente'. Si tratti di lui o di qualsiasi altro espo­nente politico, di qualsiasi parte o partito, l’Einaudi si ritiene libera nella critica ma rifiuta di far sua un’ac­cusa che qualsiasi giudizio condannerebbe».

Saramago, 87 anni, che in questi giorni è nella sua casa di Lanzarote, nell’arci­pelago delle Canarie, ha ac­cettato di rispondere via e-mail ad alcune nostre do­mande. «Non pubblico la mia nuova raccolta di saggi con Einaudi — ci scrive il premio Nobel — perché in essa critico senza censure né restrizioni di alcun tipo Berlusconi, il quale è il ca­po del governo ma anche il proprietario della casa edi­trice, come di tanti altri mezzi di comunicazione in Italia. La verità è che quella che si è creata potrebbe es­sere definita una situazione pittoresca se il fatto che un politico accumuli tanto po­tere non facesse temere per la qualità della democra­zia ».

Lo scrittore portoghese, che si rivelò nel 1982 con Memoriale del convento e che non ha mai nascosto le sue simpatie per la sinistra (si iscrisse clandestinamen­te al partito comunista por­toghese nel 1969 riuscendo a evitare le galere del ditta­tore Salazar), ci scrive che nessuno gli ha mai propo­sto di cancellare i passaggi su Berlusconi: «Ho cono­sciuto la censura durante la dittatura portoghese, l’ho sofferta e combattuta e nes­suno in una situazione di apparente normalità demo­cratica mi potrebbe chiede­re di amputare una mia ope­ra ».

Facciamo notare che cer­ti giudizi ci sembrano quan­tomeno eccessivi. Sarama­go non si scompone: «Le qualificazioni che ho dato di Berlusconi non nascono dalla mia testa ma si basa­no su informazioni giornali­stiche che ogni giorno appa­iono sulla stampa europea. Io semplicemente osservo e concludo. Con dispiacere, naturalmente». Insistiamo: perché arrivare a paragona­re Berlusconi a un «capo della mafia»? Saramago ri­sponde: «Davvero le sem­bra esagerato? È sicuro? Al­meno mi concederà che ha una mentalità mafiosa».

L’autore del Vangelo se­condo Gesù è severo anche con l’Italia: «Quando tutte le opinioni che si diffonde­vano sulla capacità creati­va, sulla modernità e talen­to artistico erano favorevo­li, non ricordo nessuno che si lamentasse di questi giu­dizi. Ora le cose sono cam­biate. L’Italia non è più il Pa­ese che emoziona, ma sor­prende non certo per le mi­gliori ragioni. Né l’Italia né coloro che amano questo Paese meritano lo spettaco­lo politico di fascinazione malata per Berlusconi».

Saramago pubblicherà il suo prossimo romanzo da Einaudi? «Del mio nuovo romanzo, che credo vedrà la luce in autunno, non si è ancora parlato e non so do­ve porterà questa faccen­da ».

Il premio Nobel non sa che altre opere di critica a Berlusconi sono state rifiu­tate da Einaudi, dalle poe­sie politiche postume di Giovanni Raboni al Duca di Mantova di Franco Cordel­li, sino al Corpo del capo di Marco Belpoliti, che l’auto­re ha preferito pubblicare da Guanda, però commen­ta: «Dev’essere duro vivere quando il potere politico e quello imprenditoriale si riuniscono. Non invidio la sorte degli italiani, però in­fine è nella volontà degli elettori mantenere questo stato di cose o cambiarlo».

Dino Messina


09/10/2008

Nobel per la letteratura a Le Clézio

Nobel per la letteratura a Le Clézio

La prima opera è «Il Verbale». Ha cominciato a scrivere a 7 anni e oggi ha un repertorio di oltre 30 pubblicazioni. Premiato per le sperimentazioni

 

STOCCOLMA - Il Nobel della letteratura è andato al francese Jean-Marie Gustave Le Clézio, che era tra i favoritissimi. Lo scrittore, nato a Nizza nel 1940, ha cominciato a scrivere a 7 anni e oggi vanta un repertorio di oltre 30 pubblicazioni - tra romanzi, fiabe, saggi e novelle - che lo hanno reso un autore di successo in tutto il mondo. Ha scritto la prima opera, «Il Verbale», a 23 anni. Le Clézio è stato premiato con la seguente motivazione: «Autore di nuove sperimentazioni, avventure poetiche e di sensuale estasi; esploratore di un'umanità dentro e fuori la civiltà imperante».

SARKOZY: «ONORA LA FRANCIA» - Il presidente Nicolas Sarkozy ha espresso «grande fierezza» per l'attribuzione del Nobel, «la ricompensa più prestigiosa che uno scrittore possa ricevere». In un comunicato Sarkozy ha inviato allo scrittore i suoi più calorosi rallegramenti «a nome di tutti i francesi, per il premio che onora la Francia, la lingua francese e la francofonia». E Le Clézio: «Sono molto commosso, è un grande onore per me». La consegna del Nobel della letturatura (un assegno di dieci milioni di corone svedesi, cioè 1,02 milioni di euro), avverrà il 10 dicembre a Stoccolma.

 

Le Clézio (Effigie)
Le Clézio
LA CONDIZIONE DEL VIAGGIO - Le Clézio inizia a scrivere sin da ragazzino e da allora dice di non aver mai smesso. A 23 anni pubblica il primo romanzo, «Il verbale», con cui vince il premio Ranaudot. Nato da famiglia bretone (ma con forti legami con l'isola Mauritius), ha studiato al collegio universitario letterario di Nizza e, dopo la laurea, va a insegnare negli Usa. Nella sua carriera ha pubblicato una trentina di titoli di opere di ogni genere dai romanzi ai saggi, dai racconti a libri per ragazzi. Come scrittore nasce legandosi alla scia delle vena sperimentale francese, da Perce a Butor o Simon, indagando i temi della scrittura e dell'alienazione con interventi e invenzioni formali e tipografiche, ma alla fine degli anni '70 comincia a scrivere in modo più piano e risolto, rivolgendosi all'autobiografia, al tema dell'infanzia come del viaggio (ha girato tutto il mondo) e arrivando anche al successo di pubblico. Nel 1980 gli è assegnata la prima edizione del Premio Paul Morand, conferitogli dall'Acadèmie francaise, per la sua opera «Deserto».

I TITOLI DELLE OPERE - L'evocazione contemplativa della bellezza del mondo è racchiusa nei temi ricorrenti del viaggio e dell'esilio come condizione dell'essere. I personaggi dei suoi romanzi, spesso ossessionati della morte, aspirano a tale autenticità e a difendersi dall'aggressione del mondo moderno, contrapponendo all'eccessiva schematicità del pensiero razionalista occidentale una visione profondamente spirituale. Rappresentazione ideale di una visione armonica ed essenziale del mondo sono per Le Clézio gli indiani d'America, su cui è centrato il saggio «Il sogno messicano» (1988). Tra le altre opere della sua ricca produzione si ricordano il saggio «Estasi e materia» (1967), la raccolta di racconti «Mondo et autres histoires», il racconto biografico «Diego e Frida» (1993, dedicato a Frida Kahlo e Diego Rivera), numerosi romanzi, tra cui «Deserto» (1980), «Onitsha» (1991), «Stella errante» (1992), «Le due vite di Laila» (1999), il romanzo autobiografico «Rèvolutions» (2003) e «L'Africain» (2004). In Italia sono stati tradotti «Onitsha» (Rizzoli 1992), «Diego e Frida» (1997), «Le due vite di Laila» (1999) e «Stella errante» (2000), gli ultimi tre pubblicati dalla casa editrice Il Saggiatore.

 


16:03 Scritto in letteratura | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: nobel, vincitore, letteratura, libri, cultura | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook