04/03/2010
Il cellulare che legge le labbra
Il cellulare che legge le labbra
Dai laboratori del Karlsruhe Institute of Technology. Dovete fare una telefonata riservata ma non potete? Arriva il telefonino che utilizza la labiolettura
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| Due ricercatori registrano i potenziali elettrici dei muscoli labiali per rendere possibile la loro «traduzione» (Foto Deutsche Messe Hannover) |
Viene dalla Germania l’ultima novità in fatto di tecnologie per telefonini ed è già stata ribattezzata Soundless Communication, ovvero comunicazione che fa a meno dei suoni.
BASTA MUOVERE LE LABBRA - I ricercatori del Karlsruhe Institute of Technology hanno realizzato un programma che legge i movimenti delle labbra e li trasforma in un segnale di senso compiuto inviato a chi ascolta dall'altra parte. Basta cioè muovere le labbra senza emettere suono. L'ideale per quando bisogna fare una telefonata importante, ma non si può parlare a voce alta. La tecnologia, che è stata presentata per la prima volta alla fiera dell’elettronica CeBIT, si basa su un sistema che misura gli impercettibili movimenti muscolari e li converte in impulsi elettrici poi trasformati in una voce computerizzata. Il margine di errore sarebbe di circa uno su 100, ovvero una parola su 100 potrebbe arrivare distorta all’interlocutore, ma un tasso così basso di fallacità non dovrebbe distorcere in alcun modo il significato di un discorso. L’unica vera pecca della tecnologia è che non sarà pronta prima di 5/10 anni.
L’IMPORTANZA DEL TELEFONONO SILENZIOSO – Il telefonino che legge le labbra e permette di chiacchierare al telefono al silenziatore potrebbe risolvere i problemi di privacy, ma non solo. Si pensi all’etichetta, per esempio, e a un utilizzo civile del cellulare al teatro o nei ristoranti. E si pensi anche a chi non è in grado di emettere suoni in seguito a patologie o incidenti. Infine è ipotizzata un’applicazione parallela del programma che riconosce la labiolettura nella traduzione simultanea. Il software potrebbe essere abbinato a un traduttore automatico, con due passaggi fondamentali: uno consistente nella conversione dei movimenti muscolari e un altro nella traduzione degli impulsi elettrici in un differente idioma.
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04/05/2009
Amazon pronta a lanciare un nuovo tipo di lettore Kindle per i quotidiani
Amazon pronta a lanciare un nuovo tipo di lettore Kindle per i quotidiani
E apple sta studiando un dispositivo che permettera' anche di navigare sul web. Sarà più grande dell'attuale e permetterà di leggere comodamente giornali e riviste abbonandosi

Kindle il lettore di Amazon
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| Anche dall'Iphone è possibile sfruttare il sotware di lettura e le applicazioni di Kindle (Ap) |
NEW YORK (USA) - L'elettronica al soccorso della carta stampata? Amazon, il più grande negozio mondiale online, potrebbe lanciare un'ancora di salvataggio elettronica al travagliato mondo dell'editoria giornalistica statunitense. Lo scrive il New York Times, annunciando che tra poco la compagnia di Jeff Bezos lancerà una versione di Kindle, il suo lettore di libri elettronici, di dimensioni maggiori rispetto all'attuale. Questa nuova versione è disegnata appositamente sulle misure di quotidiani e periodici.
IL NUOVO MODELLO - Una portavoce di Amazon non ha voluto commentare ma alcuni organi di informazione sembrano essere coinvolti nel lancio del nuovo dispositivo. Si parla con insistenza del New York Times anche se la casa editrice del celebre quotidiano americano non ha voluto commentare l'indiscrezione. Grazie al nuovo dispositivo i lettori di e-book di Amazon e di altri produttori potrebbero permettere agli editori di risparmiare milioni di dollari sui costi di stampa e distribuzione dei loro giornali, proprio in un momento in cui il settore è sotto pressione come mai nella sua storia. Secondo gli analisti, gli editori potrebbero usare questi nuovi dispositivi mobili per tornare in qualche modo al loro iniziale modello di business: vendere abbonamenti, e sostenere gli articoli con la pubblicità. Già la versione attuale di Kindle, peraltro, la 2.0, anche se delle dimensioni della pagina di un tascabile, circa 15 centimetri, offre l'abbonamento a oltre 58 quotidiani e periodici: leggere il Wall Street Journal in modalità digitale costa 9,99 dollari mensili, il New York Times 13,99 dollari e una rivista come il New Yorker 2,99 dollari. Gli abbonati inoltre hanno la possibilità di vedere aggiornato una volta al giorno il loro quotidiano.
APPLE PRONTA A SFIDARE AMAZON - Ma Amazon non sarebbe la sola ad accogliere la sfida di un lettore digitale dedicato per giornali e riviste che si affianchi alla carta stampata. Anche la Apple (che peraltro sul suo Iphone permette già di scaricare il software di lettura di Kindle) infatti avrebbe in cantiere un tablet computer che permetterebbe di fare tutto ciò che fa Kindle con il più il vantaggio dello schermo a colori e della navigazione web. Con lo svantaggio sembrerebbe però di consumare di più e di offrire una lettura meno riposante per gli occhi in quanto non verrebbe adottata la tecnologia dei display della E Ink utilizzata da Kindle. Inoltre molti si chiedono se la possibilità di navigare sul web non finirebbe per dirottare nuovamente i potenziali clienti dei quotidiani sulle loro versioni on line a scapito degli abbonamenti alla versione «cartacea» del giornale seppur sotto forma digitalizzata. Per alcuni analisti la possibilità di conciliare la vendita dei dispositivi con gli abbonamenti sarebbe quella di offrire gratis il lettore in cambio di un abbonamento annuale. Contando magari sull'uscita di un nuovo modello di lettore ogni anno per garantirsi i rinnovi.
Marco Letizia
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03/05/2009
Castellitto, autospot dal palco per libro e poesia della moglie
Castellitto, autospot dal palco per libro e poesia della moglie
AL CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO. L’attore cita la consorte Margaret Mazzantini
| Margaret Mazzantini |
Quante volte avete sentito leggere, in prima serata Rai, una pagina e mezza tratta da un romanzo? E non si parla dei Promessi sposi o di Guerra e pace ma di un libro appena uscito. Il miracolo si è realizzato durante il concertone del Primo Maggio, ma non si trattava di un brano sulle morti bianche o sul precariato. Era un dialogo su Vasco Rossi, la star della serata, che si apprestava a salire sul palco di San Giovanni. Lo leggeva, a mo’ di introduzione del Blasco, Sergio Castellitto tenendo distrattamente tra le mani l’ultima fatica (è o non è Primo Maggio?) di sua moglie, Margaret Mazzantini, Venuto al mondo. In quella pagina, il protagonista Pietro è al fianco di un ex poeta bosniaco, Gojko. Ha le cuffie dell’iPod e ascolta Vasco: «È un poeta che riempie gli stadi» dice. «Secondo te che cos’è la poesia?» gli chiede l’altro. Pietro farfuglia qualcosa, tipo: la poesia racconta «le cose che ti fanno male... però se le senti ti fanno anche bene... ti lasciano con la fame». Conclusione: «Vasco lascia affamati d’amore ». A quel punto, a libro chiuso, irrompe sul palco lui, Vasco in carne e ossa, in un delirio di applausi. È vero che la colonna sonora del film (diretto da Castellitto) tratto dal precedente romanzo della Mazzantini era proprio di Vasco Rossi, ma nessuno sentiva la cogente esigenza che la triangolazione venisse replicata davanti agli 800 mila in piazza e ai diversi milioni davanti agli schermi. Castellitto sì.
Si è ricordato delle paginette di sua moglie e le ha spiattellate al pubblico, senza remore. Eppure, se proprio voleva un panegirico sul rocker più amato d’Italia, poteva ricorrere alle parole di altri autorevoli scrittori, almeno altrettanto efficaci, anche se non così poeticamente ispirate. Che so, Tondelli, Palandri, Fernanda Pivano, che a suo tempo ha celebrato il Blasco in occasione di una laurea ad honorem. Niente di meno. Il fatto è che, nel giorno dei lavoratori, il conduttore Castellitto ha voluto aggiungere, al primo articolo della Costituzione (fatto ripetere più volte alla piazza in apertura del concertone), una postilla poetica subliminale. Ricordando che l’Italia è sì una Repubblica democratica fondata sul lavoro, ma il lavoro è spesso e volentieri fondato sulla famiglia nel suo senso più furbesco e meno sacrale. Più italiano, insomma. Ce n’eravamo accorti ben prima che venisse così poeticamente presentato il Blasco.
Esattamente quando Paola Turci e Paolo Fresu hanno intonato le note dell’Alleluja di Leonard Cohen, che si alternavano a un componimento poetico: versi dedicati ai figli e letti dallo stesso Castellitto in coppia con una Gerini in dolce attesa. In effetti, Castellitto, l’aveva annunciato prima: «Voglio portare sul palco di San Giovanni tanta poesia...». L’ha portata. Ma di chi erano quei versi sui figli? Di Jacopone, del profeta Gibran, di Kipling, di Caproni? No, no, inediti della Mazzantini. E i figli? Di Margaret e di Sergio, si suppone. Insomma, Primo Maggio, Festa dei Lavoratori in Famiglia. Due grandi lavoratori, una sola famiglia. Primo Maggio, Festa della Famiglia Castellitto- Mazzantini.
09:49 Scritto in SPETTACOLO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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02/10/2008
I ragazzi leggono più dei genitori
I ragazzi leggono più dei genitori
Le aziende al governo: fondi dimezzati. La Gelmini: testi gratis alle elementari solo ai bisognosi. Il dossier agli Stati generali dell’editoria: boom delle librerie online
ROMA — I giovani italiani leggono più dei loro genitori, soprattutto al nord, ma meno dei coetanei europei. E sono in maglia nera fra gli studenti del continente per quanto riguarda competenze scolastiche, consumi culturali e utilizzo di tecnologie. Ed è inevitabile, perché gli investimenti nell’istruzione incidono sul Pil nazionale molto meno (4,5%), rispetto a Danimarca (8,3%), Svezia (7%), Francia (5,7%) e Regno Unito (5,5%). Intanto è boom per le librerie on line: nel 2007 hanno segnato una crescita del 36,9% anche se il canale resta una nicchia con il 5% delle vendite.
E cresce l’uso delle nuove tecnologie in Italia, la cui penetrazione è passata dal 35,6 al 38,8 in un solo anno, sebbene nel 2007 il 60% dei cittadini con più di 3 anni abbia dichiarato di non utilizzare mai internet. Sono questi alcuni dei dati Pisa-Ocse che emergono dalla lettura Libro bianco presentato ieri a Roma nella prima giornata dei lavori degli Stati generali dell’editoria, organizzati dall’Associazione italiana editori (Aie) e dedicati quest’anno al tema «Scommettere sui giovani ».
Le aziende del settore hanno puntato il dito contro il governo: «A due anni dall’emanazione delle norme e l’assegnazione di fondi nulla è diventato operativo - ha affermato Federico Motta, presidente dell’Aie -. Il Centro per il Libro non è partito, i fondi per i non vedenti sono fermi, del Progetto Industria 2015 sui beni culturali si sono perse le tracce, i decreti ministeriali che consentono di sbloccare il diritto di prestito non sono stati ancora emanati. Quel governo è caduto, e siamo all’oggi. E le prime mosse del nuovo governo non ci hanno incoraggiato: i fondi del Centro del Libro, già miseri, sono stati dimezzati per il 2008 e cancellati dal 2009».
Motta ha criticato anche l’assenza di Confindustria, di cui l’Aie è l’associazione più antica, alla manifestazione. Nei Paesi dove la diffusione dei libri è maggiore, del resto, ci sono politiche più incisive. E maggiori investimenti. In Italia la spesa universitaria per studente è scesa fra il 2001 e il 2005 da 7300 a 6800 euro, mentre in Spagna è salita da 6.600 a 8.600 euro. E in Regno Unito e Spagna la diffusione dei libri e dei centri di cultura, è emersa nel corso dei lavori, favorisce l’integrazione sociale dei giovani e delle fasce deboli. Giorgia Meloni, ministro per le Politiche giovanili, ha colto l’appello delle imprese: «Dobbiamo fare uno sforzo maggiore per investire sempre di più nella lettura e nell’istruzione - ha detto - in Italia si investe poco sui libri per ragazzi. Ma bisogna ridare alla lettura le dimensioni dello svago e della socializzazione».
Mariastella Gelmini, ministro per la Pubblica istruzione, chiudendo i lavori della giornata ha invece escluso benefici a pioggia per i testi scolastici delle elementari: «I contributi possono andare solo a chi ne ha veramente bisogno, magari anche oltre le elementari per la prosecuzione degli studi dopo l’età dell’obbligo ». Oggi la seconda e conclusiva giornata con la partecipazione, fra gli altri, del ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi.
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