18/10/2011
Israele, Gilad Shalit torna libero «Hamas mi ha trattato bene. Ora la pace»
Israele, Gilad Shalit torna libero «Hamas mi ha trattato bene. Ora la pace»LA SVOLTA / Il militare è stato prima trasferito in Egitto tramite il valico di Rafah. Il soldato era stato rapito nel giugno del 2006. Come contropartita scarcerati 477 detenuti palestinesi
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25/04/2011
Napolitano apre il 25 Aprile delle tensioni «Non prevalgano scontri accesi e ciechi»
Napolitano apre il 25 Aprile delle tensioni «Non prevalgano scontri accesi e ciechi»A milano il corteo principale: sfilano Bersani e la Camusso. Il capo dello Stato: «Serve unità». Fischi per La Russa. Fini a Herat: «La lotta per la libertà non ha confini»
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04/01/2011
Padova, il calendario dell’identità cambia il 25 aprile e il primo maggio
Padova, il calendario dell’identità cambia il 25 aprile e il primo maggioPolitica, le sfide. L’assessore leghista inserisce la festa di San Marco al posto della Liberazione. Provincia sotto accusa: insorge il Pd, protesta un Comune
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13/11/2010
Birmania: Suu Kyi, attesa per rilascio
Birmania: Suu Kyi, attesa per rilascioRegime pone condizioni che Premio Nobel non accetta
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30/06/2010
Si è ucciso il poliziotto che indagava sul rapimento di Natascha Kampusch
Si è ucciso il poliziotto che indagava sul rapimento di Natascha KampuschLa ragazza, oggi 22enne, è riuscita a scappare dal suo aguzzino nel 2006. Franz Kroell era stato costretto a spiegare a numerose commissioni il clamoroso fiasco delle forze dell'ordine
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| Natascha Kampusch |
GRAZ (AUSTRIA) - Si è ucciso Franz Kroell, l'ispettore della polizia un tempo incaricato delle indagini sulla scomparsa di Natascha Kampusch. Si è sparato un colpo in testa con la pistola di ordinanza, nella sua casa a Graz.
IL FIASCO - Kroell, 58 anni, era stato costretto a spiegare davanti a numerose commissioni il fiasco delle forze dell'ordine, che non riuscirono a ritrovare negli otto anni del sequestro la ragazza rapita quando aveva 10 anni e tenuta per 8 segregata da Wolfgang Priklopil in una cantina, prima di riuscire a liberarsi nel 2006. Priklopil poi si suicidò gettandosi sotto un treno.
DEPISTAGGIO - Di recente Kroell soffriva di profonda depressione. L'ultima indagine delle autorità austriache, scrive il Telegraph online, riguarda il sospetto che l'inchiesta originale della polizia sul caso Kampusch fosse in realtà un depistaggio per coprire una presunta potente rete di pedofili.
AUTOBIOGRAFIA - La Kampusch, 22enne, ha annunciato che sta lavorando alla sua autobiografia intitolata "3.096 giorni", il tempo della sua prigionia. Il produttore e sceneggiatore del film "La caduta", Bernd Eichinger, ha detto di voler portare la vicenda del sequestro sul grande schermo, con Kate Winslet nella parte della protagonista, ma l'agente dell'attrice ha smentito.
Redazione online
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10/03/2010
Africa, liberata la moglie di Cicala
Africa, liberata la moglie di Cicala
Era nelle mani del gruppo di al qaeda nel maghreb dal dicembre scorso. Philomene Kabouré è stata rilasciata insieme all'ostaggio spagnolo, Alicia Gamez
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| Cicala in un'immagine del messaggio audio diffuso dai terroristi (Ansa) |
E' stata liberata insieme alla cooperante spagnola Alicia Gamez, Philomene Kabouré, moglie di Sergio Cicala, sequestrato in Mauritania dal gruppo terroristico Al Qaeda nel Maghreb nel dicembre scorso. Le due donne nelle mani dell'Al Qaeda del Maghreb, secondo quando si apprende da fonti vicine ai negoziatori, sarebbero in viaggio verso il Burkina Faso. «Le notizie sono effettivamente buone, le due donne stanno per partire verso il Burkina», ha spiegato il negoziatore; secondo alcune fonti la Kabouré - originaria del Burkina Faso - avrebbe in un primo tempo rifiutato il rilascio per rimanere vicina al marito, che è ancora nelle mani dei rapitori.
LA VICENDA - Alicia Gamez, 39 anni, era stata sequestrata il 29 novembre insieme ad altri due connazionali. Nelle mani del gruppo c'era anche un francese, che è stato liberato il 20 febbraio. Successivamente furono rapiti Sergio Cicala con la moglie. A casa di Cicala c'è grande attesa per avere notizie certe dell'evolversi della vicenda.
Redazione online
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06/02/2010
Italiano rapito in Mauritania, nuovo ultimatum di Al Qaeda
Italiano rapito in Mauritania, nuovo ultimatum di Al Qaeda
La moglie di sergio cicala non viene citata nel comunicato. I sequestratori indicano il 1° marzo come data ultima per la liberazione dei suoi prigionieri in cambio del rilascio
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| Sergio Cicala |
ROMA - Il braccio maghrebino di Al Qaeda ha fissato al primo marzo un nuovo ultimatum per il rilascio di Sergio Cicala, rapito con la moglie in Mauritania lo scorso 17 dicembre. Nel comunicato pubblicato su Internet e di cui ha riferito il centro americano di sorveglianza dei siti islamici (Site), Al Qaeda per il Maghreb islamico dice di volere la liberazione dei suoi prigionieri in cambio del rilascio degli ostaggi occidentali. Per la liberazione di Cicala l'organizzazione terroristica dà «25 giorni di tempo a partire dall'emissione del comunicato», pubblicato secondo Site il 4 febbraio. La moglie di Cicala, Philomene Pawelgna Kaborè, non viene citata nel comunicato.
OSTAGGIO FRANCESE - Per il rilascio dell'altro ostaggio occidentale nelle sue mani, il francese Pierre Camatte, Al Qaeda per il Maghreb islamico ha fissato un ultimatum al 20 febbraio. In precedenza l'organizzazione terroristica aveva minacciato di uccidere l'ostaggio francese, rapito in Mali lo scorso 26 novembre. Sulla pericolosità delle cellula di Al Qaeda ha parlato anche Hillary Clinton in un'intervista alla Cnn che andrà in onda domenica. Il segretario di Stato Usa ha detto che Iran e Corea del Nord sono una grave minaccia per gli Stati Uniti ma «un pericolo ancora maggiore» sono «le reti non statali transnazionali» e in particolare «i fondamentalisti islamici nella Penisola Arabica legati al Qaeda o al Qaeda in Afghanistan e in Pakistan o al Qaeda nel Maghreb». Secondo Clinton una «connessione» tra queste entità che «continuano a cercare di aumentare la sofisticazione delle loro capacità e degli attacchi che sono in grado di compiere». (fonte: Ansa)
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25/04/2009
Napolitano e Berlusconi rendono omaggio al milite ignoto per il 25 aprile
Napolitano e Berlusconi rendono omaggio al milite ignoto per il 25 aprile
Il capo del governo «pietà anche per i repubblichini». Tradizionale cerimonia all'Altare della patria con la presenza per la prima volta del premier
ROMA - Sono cominciate con l'omaggio all'Altare della patria a Roma le celebrazioni per la ricorrenza del 25 aprile. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deposto una corona di alloro all'Altare della Patria per il 64esimo anniversario della Festa della Liberazione. Alla cerimonia presente, per la prima volta, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che andrà poi a Onna, paese simbolo del terremoto in Abruzzo, i presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.
BERLUSCONI - Berlusconi è poi tornato in via del Plebiscito facendo una passeggiata. Avvicinato dai cronisti ad una domanda su cosa pensi della legge in Parlamento che vuole equiparare i repubblichini di Salò ai partigiani, ha risposto: «È un tema su cui non ho ancora messo la testa. Ci sono state differenze - dice il premier - anche se la pietà deve andare anche a coloro che credendosi nel giusto hanno combattuto per una causa che era una causa persa. Su questo tema rifletteremo» ha concluso il cavaliere.
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21/04/2009
Berlusconi : «Celebrerò il 25 aprile» Franceschini: «Meglio tardi che mai»
Berlusconi : «Celebrerò il 25 aprile» Franceschini: «Meglio tardi che mai»
BONAIUTI: «Nel 2006 la Moratti fu spintonata. Fu un episodio molto brutto». Il premier dovrebbe restare a Roma. Prende corpo l'ipotesi di una visita al cimitero americano di Nettuno
| Silvio Berlusconi (Di Vita) |
MILANO - Silvio Berlusconi ci sarà. Dopo anni di polemiche, che puntualmente si riproponevano all'avvicinarsi del 25 aprile, per la prima volta il presidente del Consiglio parteciperà in veste ufficiale a una cerimonia per le celebrazioni della Liberazione dal nazifascismo. L'annuncio è stato dato dallo stesso premier ai cronisti.
A ROMA - E Berlusconi ha spiegato che sarà lui stesso, successivamente, a far sapere dove passerà la giornata delle celebrazioni. Secondo quanto risulta, il premier dovrebbe restare a Roma, dunque non prenderà parte al corteo di Milano al quale era stato invitato a partecipare dal segretario del Pd, Dario Franceschini. Berlusconi dovrebbe recarsi invece in mattinata all'Altare della Patria per deporre una corona di fiori assieme alle alte cariche dello Stato. Per il resto della giornata l'agenda è, come si dice, «in progress». Se al vaglio, tra l'altro, c'è un omaggio ai martiri delle Fosse Ardeatine, sul tavolo dell'entourage del presidente del Consiglio potrebbe prendere corpo l'ipotesi di una visita al cimitero americano di Nettuno. Visita che sarebbe in linea con le parole pronunciate oggi dal premier: «Celebrerò il 25 aprile e credo che ci sia bisogno di dire qualcosa, perché di questa festa non se ne appropri soltanto una parte». Insomma, la visita al cimitero Usa potrebbe essere un segnale affinchè la Liberazione non abbia solo la connotazione «di parte» che, secondo Berlusconi, ha caratterizzato la Festa negli anni, ma sia anche un tributo ai «liberatori» nord-americani che più volte Berlusconi ha ringraziato «per aver restituito la libertà e la democrazia al nostro Paese».
REFEREMDUM - Quanto al referendum, dice, « non credo ci sarà un rivio, si voterà il 21 giugno. La soluzione ottima sarebbe una leggina in Parlamento con l'accordo di tutti i gruppi, che è molto meglio di un decreto legge». «Sulla data del referendum stiamo decidendo, ma credo si farà... Maroni sta sentendo l'opposizione». «Io - ha proseguito Berlusconi - sono il più interessato al referendum che darebbe al Pdl il 55%, ma non sarebbe esteticamente apprezzabile che io me ne interessassi e per questo ho detto al ministro Maroni: occupatevene voi».
PRECEDENTI - Sulla questione del 25 aprile resta comunque alta la tensione tra maggioranza ed opposizione, soprattutto dopo l'invito-sfida rivolto al presidente del Consiglio dal leader del Pd Dario Franceschini di sfilare insieme nel capoluogo lombardo (che sembra sfumato), al quale aveva risposto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che consigliava a Berlusconi di festeggiare il 25 aprile ma non «tra le bandiere rosse dove lo vuole trascinare, come in una trappola, il leader del Pd». Martedì mattina sull'argomento era intervenuto anche Paolo Bonaiuti, spiegando che uno dei problemi che ostacolano la celebrazione del 25 aprile da parte del premier sta nel rischio che qualche «estremista» si comporti come nel 2006, quando il sindaco Letizia Moratti, apertamente contestata, fu costretta ad abbandonare il corteo.
BONAIUTI - Il sottosegretario e portavoce del premier, ospite di Omnibus su La7 , ha spiegato così il motivo della indecisione del Cavaliere. E a sostegno della sua tesi, Bonaiuti cita l'editoriale odierno di Giampaolo Pansa sul Riformista: «Pansa - sostiene Bonaiuti - ricorda cosa è successo al sindaco Moratti che è stata spintonata mentre portava il padre in carrozzella a Milano, nonostante sia un ex partigiano». «Si tratta - ha aggiunto il portavoce di Berlusconi - di un «episodio molto brutto». «Dobbiamo tenere conto - ha concluso Bonaiuti - anche di questi estremisti». Sul Riformista Pansa non cita solo il precedente che riguarda la Moratti, ricordando anche le contestazioni del 2003 all'allora segretario della Cisl Pezzotta e la piazza «ubriaca» di slogan politici del 2005.
L'INVITO DI PENATI - Nel frattempo, se da una parte Bonaiuti esprime perplessità circa la partecipazione del premier al corteo milanese, d'altro canto al Cavaliere arriva l'invito del presidente della provincia di Milano ed esponente del Pd: «Berlusconi - è la proposta di Filippo Penati - sfili accanto a me dietro al gonfalone».
FRANCESCHINI (PD) - Il segretario del Pd, Dario Franceschini, commenta così la decisione del premier di partecipare alla commemorazione: «Come italiano e come segretario del Pd sono soddisfatto che Berlusconi abbia accolto la mia proposta. Meglio tardi che mai visto che da quando è sceso in campo ha avuto 14 possibilità per manifestare il 25 aprile e ora è importante che lo faccia. Il 25 aprile - sostiene Franceschini - deve tornare ad essere un momento unificante come la Resistenza, l'antifascismo, e la difesa dei valori della Costituzione».
DONADI(IDV) - «Il 25 aprile è la festa dell'Italia libera e repubblicana. Tutti i distinguo, le defezioni, le critiche a questa celebrazione sono solo la dimostrazione che una parte della destra non ha ancora fatto i conti con un passato che credevamo seppellito da tempo», afferma Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, che aggiunge: «È inquietante perché oggi queste persone sono classe dirigente del Paese e hanno il dovere di rappresentare la sua unità, ma non ne sono in grado».
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16/01/2009
Annozero, Fini chiama Petruccioli Santoro replica: «Questa è censura»
Annozero, Fini chiama Petruccioli Santoro replica: «Questa è censura»Il presidente della Camera: «Su Gaza superato il livello di decenza». L'ambasciatore israeliano: «Vergognoso», solidarietà del Pdl alla annunziata che ha abbandonato la trasmissione
ROMA - Annozero, la trasmissione di Michele Santoro dedicata al conflitto a Gaza, continua a scatenare polemiche e intorno a Lucia Annunziata, che ha lasciato lo studio tv dopo un battibecco con il conduttore, si raccoglie la solidarietà del centrodestra. «L'Annunziata ha fatto bene, speriamo che ora anche a sinistra capiscano come funzionano le trasmissioni di Santoro» attacca il premier Silvio Berlusconi, che non ha mai nascosto la sua antipatia per Annozero. Durante il Consiglio dei ministri il premier avrebbe espresso un «plauso» pubblico alla giornalista, puntando il dito contro «l'imparzialità» di Michele Santoro. Nessun commento dalla diretta interessata, che si è limitata a dire: «C'è una trasmissione e ognuno può rivederla e farsi la propria opinione».
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| Fini al sit-in pro Israele, mercoledì a Roma |
AMBASCIATORE - A Petruccioli si è rivolto anche l'ambasciatore israeliano in Italia, Gideon Meir, con una lunga lettera in cui attacca Annozero parlando di «spettacolo vergognoso che speriamo non si ripeta più». Il diplomatico esprime «protesta e sconcerto» per la trasmissione andata in onda giovedì su Raidue.
SANTORO - Iniziative che hanno provocato la reazione dello stesso Santoro: «In un paese normale - si legge in un messaggio pubblicato sul sito della trasmissione - il livello della decenza lo supera un presidente della Camera che, travalicando i suoi compiti istituzionali, interviene per richiedere una censura nei confronti di un giornalista che sta compiendo il suo dovere di informare l'opinione pubblica»
MISURE DISCIPLINARI - Fabrizio Cicchitto parla di «fatto gravissimo» e lamenta che «non ci sia ancora stato un atto di censura da parte dei vertici Rai». Cicchitto sollecita misure disciplinari contro Santoro: «È abituato a inscenare processi e ha voluto mettere sotto accusa Israele distorcendo sfacciatamente i fatti - attacca il capogruppo del Pdl alla Camera -, tant'è che una giornalista come Lucia Annunziata, alla quale va la nostra solidarietà e che non può essere certamente considerata filoisraeliana, si è dovuta dissociare dall'impostazione settaria dell'ultima puntata. Ai telespettatori è stata data un'informazione prodotta al di fuori dei più elementari principi deontologici del giornalismo». E il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «Se anche l'Annunziata si alza e se ne va in una trasmissione televisiva, qualche problema di imparzialità in queste trasmissioni deve esistere».
IL PD - Per Luigi Zanda, vicecapogruppo del Pd al Senato, «la Annunziata non ha lasciato volentieri la trasmissione Annozero. È stata costretta ad abbandonarla». «Michele Santoro - aggiunge - certamente ricorderà che in passato mi è capitato di difendere la sua professionalità. E quindi sono certo che mi permetterà di dirgli che l'informazione, anche quella dura, è cosa diversa dalla spettacolarizzazione. E poi, se nei talk show si vuole garantire il pluralismo delle opinioni bisogna sempre mettere a proprio agio gli ospiti, soprattutto quando si ha avuta la buona idea di aver invitato professionisti seri come Lucia Annunziata e la fortuna che lei abbia accettato l'invito».
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