17/08/2011
Arrestato l'uomo del Suv in contromano
Arrestato l'uomo del Suv in contromanoMolte proteste avevano accompagnato la decisione di lasciarlo in libertà. Ubriaco, aveva imboccato nel senso sbagliato l'A26 e causato la morte di 4 giovani francesi
15:31 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: omicidio stradale, a26, cronaca, albanese, arresto, libertà | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
08/04/2011
Presto libero «El Gordo», uccise Federica
Presto libero «El Gordo», uccise FedericaReo confesso dell'omicidio della giovane veneta, che si trovava in vacanza a lloret de mar. Nel 2012 sarà scarcerato. Interrogazione della Lega: «Il governo intervenga sulla Spagna»
10:12 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, bossi, giustizia, lega nord, federica squarise, el gordo, omicidio, stupro, carcere, libertà, protesta, spagna | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
17/02/2011
«Noi anonimi, in lotta per le tue libertà»
«Noi anonimi, in lotta per le tue libertà»Intervista via Twitter a un esponente del gruppo hacker. Su opItaly, il cyberattacco ai siti istituzionali italiani: «Il vostro Governo è una minaccia alla libera espressione»
12:39 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: esteri, intervista, hacker, attacco, siti istituzionali, libertà, twitter, anonymous, wikileaks, lotta, internet, @anony_ops | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
27/01/2011
Lettera di un giornalista vero
Lettera di un giornalista veroPubblico questo articolo che ha scritto Marcello Veneziani, autorevole giornalista del quotidiano "Il Giornale", proprietario della famiglia Berlusconi. Mi ha colpito molto il fatto che Veneziani sia stato contattato e invogliato a lasciare la testata per la sua libertà di pensiero, ma che nessuno gli abbia detto dove poter scrivere liberamente così come fa nella sua stessa redazione. Poi ognuno ne tragga le sue opinioni e i suoi pensieri
13:09 Scritto in GIORNALISMO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: giornalismo, quotidiano, il giornale, libertà, pensieri, articolo, giornalista, marcello veneziani, rubrica, onestà | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
09/11/2010
Roberto Baggio ha vinto il Peace Summit Award 2010
Roberto Baggio ha vinto il Peace Summit Award 2010È il premio che viene assegnato da tutti i Nobel per la pace. L'ex Pallone d'oro scelto per i suoi contributi alle organizzazioni di beneficenza in tutto il mondo.
16:19 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: sport, premio, peace summit award 2010, hiroshima, roberto baggio, pallone d'oro 1993, calciatore, scelta, contributi, organizzazioni di beneficenza, impegno, libertà, aung san suu kyi | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
07/10/2010
Internet Wi-Fi, scende in campo il "terzo polo"
Internet Wi-Fi, scende in campo il "terzo polo"Il decreto Pisanu dal 2005 pone severe barriere all'accesso senza fili alla Rete. Dopo anni di polemiche, adesso una proposta di legge sottoscritta da Pd, Fli, Udc e Api potrebbe abrogare la legge. Intanto l'Idv fa disobbedienza civile
17:56 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, internet, decreto pisanu, libertà, rete, libero accesso, terzo polo, larghe intese | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
06/08/2010
Tramonta l'era del Libero Web
Tramonta l'era del Libero WebChris Anderson di «Wired» si prepara a lanciare il dibattito. La svolta americana che fa vacillare il mito del «tutto gratis»
| Chris Anderson |
NEW YORK - È solo un'indiscrezione che la rivista si rifiuta di confermare, ma la voce che «Wired» stia preparando un servizio di copertina dal titolo «Il Web è morto?» sta già suscitando polemiche furiose tra i blogger delle tecnologie digitali. Che un magazine considerato a lungo l'organo di riferimento degli ideologi dell'utopia digitale possa mettere in discussione il futuro della Rete ha già di per sé un sapore blasfemo. Se a questo si aggiunge che autore dell'articolo sarebbe lo stesso direttore Chris Anderson, che decreterebbe il tramonto dell'informazione offerta nella prateria gratuita e indifferenziata del Web, a favore di quella più definita (e pagata) delle applicazioni per piattaforme mobili (telefoni smart, lettori elettronici come l'iPad), lo sconcerto diventa totale. Nell'ultimo libro, Free, (Gratis, nell'edizione italiana pubblicata da Rizzoli), Anderson - assurto allo status di guru con la sua teoria della «coda lunga» - aveva infatti esaltato la totale disponibilità e gratuità dell'informazione che circola liberamente in rete, immaginandola anche come la base di nuovi modelli di business per le imprese innovative. Per i più maligni è facile collegare, ora, il cambiamento di rotta del direttore di «Wired» all'interesse dell'editore della rivista, Condé Nast, a puntare sulla nuova, redditizia, applicazione del magazine, rispetto alla versione gratuita online.
Per adesso può sembrare una discussione costruita sulle nuvole , visto che «Wired» si è chiusa a riccio e che i titoli iperbolici spesso fanno tendenza e donano celebrità (vedi La fine della storia di Fukuyama), ma spesso hanno poca sostanza. Proprio «Wired» ne sa qualcosa, visto l'incidente di 13 anni fa, quando (in era pre Anderson) pubblicò l'infelice titolo di copertina «Dite addio al vostro browser». In realtà, depurato della terminologia a effetto (il Web non scomparirà affatto), il tema c'è tutto, visto che effettivamente il nuovo mondo delle applicazioni (soprattutto della Apple, ma non solo) sta cambiando le regole del gioco: come ha notato fa Michael Hirschorn in un'analisi appena pubblicata dal mensile «Atlantic», l'era dell'egemonia assoluta del web browser sta finendo. Gli utenti, che su Internet e sul pc sono abituati a ottenere tutto gratis, si stanno dimostrando disponibili a pagare per contenuti di qualità offerti su piattaforme mobili. È la strada che stanno sperimentando, ad esempio, i quotidiani - a cominciare proprio dal «Corriere della Sera» - con le loro versioni disponibili su iPad o smartphone.
Tutto questo non è destinato a far svanire la rete , così come l'abbiamo conosciuta negli ultimi 15 anni, ma certamente la impoverirà (nel senso che molti contenuti di qualità non transiteranno più per il Web), la renderà uno strumento caratterizzato da un grado crescente di obsolescenza. Tutto ciò fa gridare al tradimento chi aveva scolpito nel marmo i proclami degli anni Ottanta di quanti sostenevano che «l'informazione deve essere gratuita oltre che libera». Le indiscrezioni filtrate da «Wired» meritano attenzione, perché vengono da una fortezza che ha fin qui issato con orgoglio quella bandiera ideologica, anche se da tempo molti si chiedevano come fosse possibile tenere insieme l'impresa cartacea della rivista, con l'elevato volume di vendite in edicola, ma anche il crollo delle entrate pubblicitarie negli anni della recessione, con l'attività del sito Internet gratuito. Una risposta l'abbiamo già perché, se le notizie sulla prossima cover story sono per ora delle ipotesi, sappiamo per certo che nei mesi scorsi nel gruppo è scoppiato un non troppo sotterraneo conflitto tra sito e rivista «fisica». Con Chris Anderson che, dismessi i panni del guru, è stato costretto a indossare quelli del pompiere.
Ma poi, durante una conferenza nell'istituto di tecnologia dell'Università di Rochester , il direttore di «Wired» ha dato una spiegazione della scelta di immettere nel sito Web solo una parte molto limitata dei contenuti della rivista, che va molto al di là delle motivazioni economiche. In sostanza, oltre che al problema del «pagamento delle news», Anderson ha fatto riferimento alla difficoltà, per l'utente della rete, di leggere su uno schermo, e con la distrazione continua dei link, i lunghi e approfonditi articoli - spesso di molte pagine - che compaiono sulla rivista. Articoli molto più facilmente fruibili nel contesto meglio delimitato (e ben pagato) delle applicazioni. Insomma, anche i profeti del Web cominciano a riconoscere che esiste un problema di capacità di concentrazione: non aveva torto Nicholas Carr quando, in piena solitudine e, anzi, subissato da critiche assordanti, parlava del rischio di una superficialità da sovraesposizione a Internet: un tema al quale lo studioso ha appena dedicato il suo nuovo libro, The Shallows, pubblicato all'inizio di giugno.
Comunque, se è vero che i fattori culturali e psicologici cominciano ad avere una loro rilevanza nella revisione critica del ruolo del Web , la tendenza di fondo al suo progressivo ridimensionamento (o superamento) ha soprattutto un'origine economica: l'esplosione del nuovo mondo delle applicazioni. Migliaia di luoghi accoglienti, ma anche con le loro pareti ben delimitate, fioriti nel villaggio dell'application store della Apple, al quale ora si stanno aggiungendo il garage della Intel e le nuove iniziative di Google, Facebook e Samsung.
Massimo Gaggi
12:52 Scritto in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: internet, annuncio, pubblicazione, rivista, wired, svolta, americana, autore, chris anderson, libertà, web, morte, rinascita | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
06/04/2010
«Italia e Stati Uniti hanno lo stesso problema: la manipolazione delle news»
«Italia e Stati Uniti hanno lo stesso problema: la manipolazione delle news»AL GORE IN ESCLUSIVA SU “A”: «Per questo ho fondato Current tv». «Non siamo contro i governi. Siamo contro la censura. Noi non abbiamo paura»
15:26 Scritto in INFORMAZIONE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: informazioni, intervista, al gore, esclusiva, direttore, current tv, televisione, satellitare, censura, libertà, giornalismo, inchieste | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
16/10/2009
Napolitano: «Rispettare pluralismo tv Distinguere democrazia da dispotismo»
Napolitano: «Rispettare pluralismo tv Distinguere democrazia da dispotismo»
Vilipendio, il quirinale auspica l'abolizione. «Libertà d'espressione richiede analisi in sede europea, i giornalisti non sottovalutino responsabilità del lavoro»
![]() |
| Napolitano (Lapresse) |
ROMA - Rispettare l'insostituibile valore del pluralismo nella stampa e nella tv, in particolare quella pubblica. È l'invito lanciato dal presidente Giorgio Napolitano, in occasione della Giornata dell'informazione celebrata al Quirinale con promotori e vincitori dei premi giornalistici che hanno ottenuto l'adesione della presidenza della Repubblica. Il capo dello Stato ribadisce «il carattere discriminante che l'esistenza di una stampa e di una informazione pluralistiche e libere assume, per distinguere la democrazia dal dispotismo».
TEMPI DIFFICILI - Napolitano ha sottolineato che la libertà d'espressione e il suo uso richiedono analisi e proposte in sede europea, invitando i giornalisti a non sottovalutare i limiti e le responsabilità del proprio lavoro. Il presidente spiega che «i giornalisti vivono oggi tempi difficili in Italia e nel mondo occidentale, per effetto di accelerate trasformazioni tecnologiche, di ricadute della crisi finanziaria economica globale e di processi più a lungo termine di ristrutturazione del potere economico anche in campo editoriale».
VILIPENDIO - Il capo dello Stato ha parlato anche del reato di vilipendio, auspicandone l'abolizione. Napolitano ha invitato chiunque abbia titolo per esercitare l'iniziativa legislativa a proporre l'abrogazione dell'art. 278 del Codice penale. Il presidente fa questa «postilla telegrafica», come la definisce, alla fine del suo discorso per la cerimonia al Quirinale per la Giornata nazionale dell'informazione. «Giudichino i cittadini che cosa è libertà di critica e che cosa non lo è nei confronti delle istituzioni - ha concluso -, che dovrebbero essere tenute fuori dalla mischia politica e mediatica». Il riferimento al vilipendio è di stretta attualità dopo che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo a carico del leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, e del direttore di Libero Maurizio Belpietro. Il presidente della Repubblica ha ricordato che il vilipendio «non è stato toccato dalla riforma dei reati di opinione di pochi anni fa».
SENSO DELLA MISURA - Infine Napolitano ha invocato «senso della misura», per se stesso e in maniera implicita anche per gli altri attori della politica e delle istituzioni. «A conclusione di una settimana incredibilmente densa, che mi ha visto impegnato in più occasioni di intervento pubblico - ha detto -, non mi soffermo, anche per senso della misura, su temi generali di carattere politico-istituzionale».
16:06 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: napolitano, politica, giornali, libertà, espressione, villipendio, auspicio, abolizione, legge, responsabilità, rispetto, istituzioni, stampa | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
20/09/2009
La lingua del Corano inganna i musulmani
La lingua del Corano inganna i musulmani
Il mondo islamico fatica a essere democratico. Fatica a scindere la politica da una religione invasiva, che odia il presente e predica l’eterno ritorno alla umma coranica (l’originaria, e mitica, unità dei credenti). E tutto questo non per colpa di un passato colonialista di marca occidentale (che ha semmai altre responsabilità), ma a causa di una struttura culturale chiusa e, da secoli, volta a bloccare la creatività per sottoporla al controllo dei potenti, dei «profeti di Dio» di turno, che si sforzano di controllare e reprimere ogni dissenso intellettuale.
La manciata di concetti che abbiamo scritto in queste poche righe, nonostante sia suffragata da un gran numero di prove, esplosive e sanguinose, è sufficiente a scandalizzare la maggior parte dei ben pensanti che predicano l’equivalenza delle civiltà e sono sempre disposti a scaricare sull’Occidente la colpa primigenia di tutte le nequizie del nostro pianetino, sempre più globale. Espresse nella loro semplicità, queste idee bastano a farsi tacciare di razzismo culturale, a vedersi ricordare con piglio furioso che la Cordoba musulmana aveva diversi chilometri di illuminazione pubblica quando Londra era un tugurio fangoso.
Peccato che a ricordarci che la situazione è descrivibile proprio in questi termini, sperando magari che l’Occidente abbia un atteggiamento più consapevole, sono proprio i più avveduti e i più laici degli intellettuali nati all’ombra della Mezzaluna. Come, a esempio, Moustapha Safouan, eminente psicologo egiziano (ha tradotto L’interpretazione dei sogni di Freud in arabo) che sarà oggi al festival Pordenonelegge per discutere proprio dei legami tra cultura politica e libertà nel Medio Oriente (a Pordenone al Palazzo della provincia alle 10,30). Le sue idee in questo campo sono nettissime. Per rendersene conto basta sfogliare il suo Perché il mondo arabo non è libero. Politica e terrorismo religioso (Spirali, pagg. 200, euro 30). Uno di quei libri politicamente scorretti che molti non leggono o fanno finta di non leggere.
Parlando dei Paesi di lingua araba, il professore non ha dubbi sul fatto che la mancanza di libertà derivi da una censura intellettuale connaturata alla storia del Medio Oriente. «La storia politica europea si è costituita sul modello greco, la sovranità, il potere deriva dal consenso dalla gente... In Medio Oriente il modello è rimasto un altro. È quello degli antichi egizi, dei sumeri, la sovranità viene da Dio... Con il tempo il divino ha smesso di essere il monarca, è diventato il libro del Corano». E quindi la parola scritta è diventata una delle ossessioni dei governanti o dei gruppi politici musulmani: «Controllando la scrittura, dividendo con forza l’arabo classico, dei colti, dalla lingua parlata si è riusciti a impedire qualsiasi contagio delle idee». E questa non è una realtà ancestrale, ma qualcosa che accade anche ai giorni nostri: «La lingua parlata è nei Paesi arabi diversissima da quella scritta dai giornalisti e dagli scrittori. Moltissima gente resta esclusa. Semplicemente non è in grado di leggere i libri che vengono tradotti a uso e consumo delle sole élite. Da pochissimo la diffusione dei media come la televisione ha iniziato a cambiare questo stato di cose. Ma la maggior parte della popolazione è ancora “muta” e “sorda”, senza possibilità di imparare».
Tanto che lo stesso Safouan già da diversi anni combatte una battaglia per tradurre testi e per tenere le sue conferenze utilizzando l’arabo parlato (che sta a quello classico come l’italiano sta al latino). «Molti anni fa tradussi in arabo classico il Discorso sulla servitù volontaria di Étienne de La Boétie. È uno dei grandi classici occidentali in difesa della libertà degli individui. Circolò solo tra gli intellettuali del Marocco. Succede così a moltissimi libri... Ed è ovvio che dietro a una situazione del genere c’è un interesse politico». Questo non è certo un retaggio del colonialismo. Dice sempre Safouan: «Gli occidentali, come tutti i colonizzatori, hanno imposto un’ulteriore livello linguistico e spesso hanno badato al proprio interesse economico. Però va detto che nei territori occupati dalla Francia è stato creato un sistema di istruzione molto solido che ha aperto a molti una finestra sul mondo. Gli inglesi sono stati meno efficienti, però hanno creato al loro passaggio un sistema universitario di alto livello».
Retaggi di apertura che il terrorismo o i governi autoritari cercano di eliminare esattamente come cercano di mantenere l’arabo vivo e parlato assolutamente lontano dallo spazio della scrittura. In modo che i più restino esclusi dal mondo. Che ai più resti solo la frase meno bella del Corano: «Questo è il libro su cui non ci sono dubbi».
12:14 Scritto in CULTURA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: corano, musulmani, inganni, religione, lingue, libertà, pensiero, modelli, battaglie, terrorismo | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook






