27/09/2011
Dai banchi alla passerella: sfilano le studentesse del liceo Parini
Dai banchi alla passerella: sfilano le studentesse del liceo PariniDalle piazze alle aule, l'iniziativa della stilista Chiara Boni. Fashion, oggi il gran finale. Il preside Pedretti: «Una riflessione sulla moda e sull'estetica. Volevo svecchiare l'immagine della scuola»
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30/11/2010
Negli Usa torna lo spettro di Columbine
Negli Usa torna lo spettro di ColumbineIn un liceo del Wisconsin un 15enne prende in ostaggio per 4 ore un'intera classe. Poi, all'arrivo della polizia si toglie la vita. Negli Usa vigilanza e prevenzione da simili episodi nelle scuole sono stati rinforzati dopo il massacro del 1999
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23/06/2010
Maturità, al via la seconda prova scritta
Maturità, al via la seconda prova scrittaMezzo milione di giovani italiani sono chiamati oggi ad affrontare la seconda giornata degli esami di licenza superiore. La prova sarà differente a seconda dell’indirizzo dell’istituto. Quello di oggi è considerato lo scritto più impegnativo
Dopo l'avvio di ieri, con la prova di italiano che ha riguardato contenuti in prevalenza inaspettati, come Primo Levi, le foibe e gli Ufo, questa mattina i 500mila candidati alla maturità saranno chiamati a svolgere la seconda prova scritta: sempre con inizio alle 8,30 le commissioni apriranno le buste contenenti la verifica differenziata per i diversi indirizzi.
Al liceo le materie prescelte dal Miur sono tra le più ostiche: gli studenti del classico, ad esempio, si dovranno cimentare con la traduzione di un testo di greco (comprensione e traduzione, le previsioni indicano Aristotele, Archimede e Talete).
Allo scientifico, invece, la seconda prova riguarderà la matematica. Sui quesiti di questa verifica c'è molta incertezza, e per non sbagliare i siti studenteschi indicano di prepararsi su un programma davvero vasto: polinomi e radicali, geometria analitica, di geometria euclidea, teoremi di Pitagora, Euclide, Talete, somma e differenza per seno e coseno, trigonometria e definizioni.
Al liceo linguistico verrà proposta una traccia sulla lingua straniera, da interpretare e tradurre. Considerando che quasi la metà degli studenti italiani non risultano sufficienti proprio in queste discipline, matematica e seconda lingua, per i maturandi di quest'anno il Miur non sembra davvero volere fare sconti.
Impegnative anche le prove prescelte per gli altri indirizzi scolastici, ad iniziare dagli istituti tecnici dove gli studenti approdati alla maturità saranno chiamati a risolvere quesiti di estimo ed elettrotecnica.
Venerdì, 25 giugno, si svolgerà la terza ed ultima prova scritta, il cosiddetto “quizzone”, i cui contenuti, oltre l'orario d'inizio, verrà stabilito dalle singole commissioni: una verifica che entro un paio d'anni, dopo le polemiche degli anni passati, legate all'eccessiva disomogeneità delle domande, potrebbe essere sostituita da una prova standard nazionale, sullo stile di quella adottata quest'anno nel corso degli esami di licenza media. La prossima settimana, al ritmo di cinque studenti al giorno per commissione, sarà la volta degli orali.
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07/06/2010
Il liceo non ha i soldi per la maturità «Paghino le famiglie»
Il liceo non ha i soldi per la maturità «Paghino le famiglie»Il preside: servono 47.500 euro, dallo Stato ne arriveranno solo 30 mila. Chiesti 145 euro a studente per i commissari d’esame.
ROMA— Il problema è questo, così come lo racconta Pietro Gonnella, preside del liceo scientifico «Majorana» di Putignano. Per pagare i dodici commissari d’esame (più nove interni) alla maturità che inizia fra due settimane, servono 47.500 euro. Dal ministero della Pubblica istruzione ne arriveranno 30mila. Ne mancano 17mila e 500. «Negli anni scorsi— dice Gonnella — abbiamo pagato le indennità di funzione e di trasferta dei professori sottraendo fondi ad altre destinazioni. Ma stavolta in cassa non ho più niente. Equitalia ha perfino chiesto il pignoramento perché non abbiamo versato la tassa dei rifiuti». E allora? Allora, venerdì il Consiglio d’istituto del «Majorana» ha deliberato di invitare le famiglie dei 127 studenti a versare 145 euro a testa che serviranno a dare ai commissari ciò che a loro spetta. Spiega Gonnella: «Qui si tratta di non far innervosire i commissari con l’idea che saranno pagati in ritardo. Alla maturità, si sa, i ragazzi hanno bisogno di comprensione...».
Putignano, provincia di Bari, ha 28mila abitanti ed è nota per il suo antico Carnevale. Nelle sue strade si discute la proposta del concittadino Gonnella, docente di materie letterarie e latino, preside del «Majorana» dal 1992, prossimo pensionato. Secondo la deliberazione del Consiglio d’istituto, appena il ministero salderà la differenza fra anticipo e cifra necessaria a pagare i professori a fine esami, le famiglie verrebbero rimborsate. Un prestito, insomma. Che però non sarà onorato con certezza. Perché — racconta lo stesso Gonnella — dall’anno 2004 il ministero non distribuisce più il saldo degli esami di Stato: tutto si esaurisce con l’anticipo e poi resta un problema delle scuole: «Unica eccezione, l’anno 2009, quando il saldo arrivò, circa 5 mesi dopo la conclusione degli esami » . La «Majorana» vanta un credito nei confronti del ministero, soltanto per i compensi ai commissari d’esame, di 50mila euro. Per i commissari della maturità l’indennità di funzione è di 1.200 euro lordi, quella di trasferta fra i 600 e i 2.000 euro, secondo il luogo da cui si muovono.
Dal ministero della Pubblica Istruzione, la reazione all’iniziativa di Putignano èmolto dura. Lo staff del ministro Gelmini comunica che le verifiche sulla vicenda saranno effettuate oggi. Precisa che «è illegittimo da parte delle scuole chiedere soldi alle famiglie, a qualsiasi titolo» e che «se qualche preside vuol fare politica, dovrebbe candidarsi alle elezioni». Ricordano anche, da viale Trastevere: «L’ultima volta che un preside (liceo «Keplero» di Roma) ha denunciato di avere finito i fondi e di non poter quindi organizzare i corsi di recupero, abbiamo scoperto che c’erano 50mila euro in cassa...». E infine: «Se una scuola ha problemi di bilancio può rivolgersi all’Ufficio scolastico provinciale, che erogherà le somme necessarie». In realtà, da Putignano affermano che lo scorso Natale il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale inviò una lettera al ministero per ricordare che le scuole della provincia di Bari e della nuova Provincia Barletta-Andria-Trani vantano un totale di 50 milioni di crediti dall’amministrazione centrale.
Gli studenti del «Majorana» si sono riuniti in assemblea sabato. Per ora, hanno deciso che faranno il «prestito» tutte le famiglie, o non lo farà nessuna. «Siamo in attesa — dice il preside Gonnella —. Certo, se i commissari non saranno pagati e non saranno sereni, i ragazzi non potranno dare la colpa a noi. Li avevamo avvisati...».
Andrea Garibaldi
09:48 Scritto in SCUOLA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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18/02/2010
Germania, sparatoria in una scuola Un insegnante ucciso da un folle
Germania, sparatoria in una scuola Un insegnante ucciso da un folle
In istituto tecnico nel sud della Germania. L'omicida è un ragazzo di 23 anni, subito arrestato. La scuola è stata evacuata
| (Reuters) |
LUDWIGSHAFEN - Nuova tragedia in una scuola tedesca: un ventitreenne ha ucciso un insegnante di un liceo tecnico di Ludwigshafen, città di 130mila abitanti nella Renania-Palatinato.
LA VICENDA - Il fatto è avvenuto alle 10 del mattino, dopo che era scattato l'allarme anti-incendio per un bengala acceso in un corridoio. Il portavoce della polizia, Norbert Steitz, ha spiegato di non essere ancora in grado di affermare se l'assassino sia un ex studente della scuola, nelle cui diverse sezioni studiano oltre 3mila ragazzi. La tragedia riporta alla mente la strage dell'11 marzo 2009 a Winnenden, nel Baden-Wuerttemberg, dove un allievo diciassettenne uccise 15 persone prima di togliersi la vita. (Fonte: Agi)
15:20 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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05/12/2009
Liceo intitolato a Balotelli e Sissoko Ma solo per un giorno
Liceo intitolato a Balotelli e Sissoko Ma solo per un giorno
I due giocatori di Inter e Juventus. L'iniziativa antirazzismo dello scientifico Francesco Redi di Arezzo
![]() |
| L'entrata del liceo scientifico Redi di Arezzo |
AREZZO - L'istituto Francesco Redi di Arezzo ha cambiato nome. Per un giorno solo. Sabato, in occasione di Juventus-Inter, è diventato il liceo scientifico «Balotelli-Sissoko», dal nome dei due giocatori di colore di Inter e Juventus, il primo italiano, il secondo del Mali. Sabato mattina il preside ha affisso al cancello d'ingresso una targa di cartone che riporta i nomi dei due giocatori. «La mia è una provocazione», ha detto il preside Claudio Santori. «Credo che servano anche queste cose per far riflettere ragazzi e adulti, perché nessuno può essere italiano per il colore della pelle».
ESEMPIO - L'iniziativa era stata presa all'unanimità dal consiglio d'istituto per dare un segnale contro il razzismo negli stadi, senza l'opposizione da parte di un gruppo di studenti che aveva invitato su Facebook a non andare a scuola sabato per criticare la scelta relativa a Balotelli, definito arrogante, presuntuoso e viziato e quindi non esempio da seguire. «Gli assenti di sabato mattina sono un centinaio, la metà di un sabato normale», ha spiegato il preside. Lo scientifico Redi ha 54 classi e oltre 1.300 studenti. «Nel giorno della partita Juve-Inter ci è sembrato giusto dare un segnale. Vorrei ribadire - ha aggiunto il preside - che io non ho indicato Balotelli come modello. Il modello per me è Socrate e il suo pensiero sul rispetto della legge». Lo scientifico di Arezzo, dall'ingresso fino alla aule, è tappezzato sui muri da gigantografie con gli articoli della Costituzione. «Anche gli studenti più distratti la leggono, la rileggono e la assorbono», ha spiegato Sartori. Le lezioni di sabato sono state regolari fino alla sesta ora, quando è stata convocata un'assemblea straordinaria per valutare l'iniziativa e le reazioni che ha provocato.
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12/03/2009
IL KILLER DI STOCCARDA: Tim, l'adolescente senza qualità che sparava in cantina
IL KILLER DI STOCCARDA: Tim, l'adolescente senza qualità che sparava in cantina
L'arsenale del padre e la passione per il tiro
WASHINGTON - Per chi lo conosceva, Tim Kretschmer, 17 anni, era un ragazzo normale, che passava inosservato. Ci ha pensato lui stesso ad attirare l'attenzione. Con un eccidio nella 10-D, la classe dell'istituto tecnico dove aveva ottenuto il diploma. Le parole di un'amica tradiscono quasi la sorpresa: «Non era un emarginato e con lui si usciva volentieri». Anzi sembra che tutti volessero frequentarlo perché aveva molti soldi in tasca. Tim, dunque, non rispondeva — in apparenza — al profilo del tipo introverso, infuriato con tutto quello che lo circonda e soprattutto con chi ha condiviso i banchi di scuola. Non sembrano neppure esserci storie di bullismo, tante volte usate come pretesto o giustificazione. E in queste ore la polizia sta controllando se il killer abbia lasciato una sorta di testamento o abbia affidato un messaggio a Internet, seguendo il sentiero di altri autori di massacri. Come Eric e Dylan gli sparatori folli di Columbine, diventati poi modelli e idoli di altri folli. Dal coreano Cho Seung-hui di Virginia Tech al ragazzo finlandese che si è lasciato una scia di sangue nel suo liceo. Ma qualcosa di storto c'era, altrimenti non saremmo qui a parlare di lui. A sentire uno studente Tim era «profondamente frustrato».
Per cosa? Solo ipotesi: difficoltà di inserimento, stress, problemi suoi. Nulla, sottolineano, che potesse far pensare ad uno scenario così tragico. E invece Tim è riuscito a portare a termine la sua missione distruttiva, accanendosi — sembra — su vittime di sesso femminile, ma poi ha rivolto la sua pistola anche contro dei passanti, dunque persone non legate al suo recente passato. Rispetto ad altri assassini «scolastici », il giovane non ha dovuto faticare troppo per armarsi. È stato sufficiente sottrarre una Beretta alla collezione del padre, un imprenditore benestante con la passione del tiro. E l'ha usata con effetti devastanti. Del resto ci sapeva fare: si allenava spesso in cantina con pistole ad aria compressa e «faceva sempre centro».
Passione alternata al ping-pong e alla visione di film dell'orrore. Ne aveva una collezione intera. Tim si è mostrato un vero mutante. Un giovane qualsiasi che si trasforma in omicida. Certo, è più facile accorgersi dei «lupi solitari», che non fanno gruppo e sono lasciati fuori dalla classe, dal team sportivo e alla fine da tutto. A volte sono spinti in quella condizione. In altre sono loro stessi a ficcarsi nell'angolo. Si considerano degli sconfitti e provano a dimostrare il contrario con la violenza eclatante. Mietono vittime e puniscono chi li ha trattati da perdenti: «Finalmente vi accorgerete di me», è il loro messaggio. E la normalità è diventata la cortina fumogena ideale dietro la quale si è nascosto Tim per colpire.
Guido Olimpio
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11/03/2009
Spara in una scuola tedesca: dieci morti Il killer, un ex studente, è ancora in fuga
Spara in una scuola tedesca: dieci morti Il killer, un ex studente, è ancora in fuga
A 20 km da stoccarda. ci sono diversi feriti, il ragazzo vestito di nero ha fatto irruzione nel liceo tecnico di Winnenden. Le vittime sono tutti alunni
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| Il liceo tecnico Albertville Realschule a Winnenden |
STOCCARDA - È ancora in fuga l'autore della sparatoria in un liceo tecnico a Winnenden, a 20 km da Stoccarda, dove sono morti dieci studenti. La notizia dell'arresto data in un primo tempo è stata poi smentita. L'Afp parla di un adolescente condotto in Questura e interrogato. Il ragazzo vestito di nero, ex allievo della stessa scuola, ha fatto irruzione intorno alle 9.30 nell'istituto Albertville Realschule aprendo il fuoco: dieci i morti, almeno nove sono studenti tra i 13 e i 17 anni. Non è chiaro se la decima vittima sia uno studente, perché è stata colpita all'esterno della scuola, durante la fuga dell'assassino. Numerosi i feriti, di cui due gravi. «Riteniamo che il bilancio dei morti è a due cifre. Si tratta di studenti» ha detto una portavoce del ministero dell'Interno del Baden-Wuerttemberg. L'istituto fa parte di un complesso che ospita circa mille allievi.
ARSENALE IN CASA - Dopo la strage il killer era scappato verso il centro della città: mille poliziotti sono stati mobilitati nelle ricerche. Secondo la Bild ha 25 anni, mentre l'agenzia Dpa lo descrive come un 17enne già noto alla polizia. Nella casa della famiglia del ragazzo sono state trovate 18 armi detenute legalmente, ma non è chiaro se il killer si sia servito di quell'arsenale. Un commando speciale della polizia del Baden-Wuerttemberg è nell'abitazione e sta interrogando la madre. Prima dell'arresto la polizia aveva evacuato la scuola e istituito blocchi nella città e nella regione, diramando un allarme a tutti gli automobilisti affinché non dessero passaggi ad autostoppisti. Le autorità regionali avevano chiuso le altre tre scuole della città, ordinando ad allievi e professori di non uscire dagli edifici.
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