01/02/2012
Chrysler torna ai profitti, prima volta dal '97. Fiat industrial raddoppia l'utile a 701 milioni
Chrysler torna ai profitti, prima volta dal '97. Fiat industrial raddoppia l'utile a 701 milioniI CONTI DEL 2011. La controllata Usa in nero per 183 milioni di dollari. L'ad Marchionne: «Orgogliosi». Bene anche i «mezzi pesanti»
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01/12/2011
Marchionne: «Fiat può lasciare l'Italia». Termini: accordo sindacati-Dr Motor
Marchionne: «Fiat può lasciare l'Italia». Termini: accordo sindacati-Dr Motor«La Fiom vuole la tirannia della minoranza». L'ad del Lingotto: «Siamo una multinazionale, abbiamo attività in tutto il mondo»
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22/11/2011
Fiat, Passera: «Ora ci occupiamo di Termini» Bonanni: «Faremo contratto nazionale auto». Fiat, Fiom: « Pronti allo sciopero generale, due ore da subito. Il governo prenda una posizione»
Fiat, Passera: «Ora ci occupiamo di Termini» Bonanni: «Faremo contratto nazionale auto». Fiat, Fiom: « Pronti allo sciopero generale, due ore da subito. Il governo prenda una posizione»IL LINGOTTO, I CONTRATTI. Il ministro dello Sviluppo: « Sui contratti no comment». Il segretario Cisl: «Non servono gli scioperi , serve l' unità sindacale». Fassina (Pd): «Marchionne intervenuto a gamba tesa». Landini: «Da qui al 29 novembre ci fermiamo in assemblea, poi decideremo». L'esecutivo? Finito il tempo delle ipocrisie
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17/12/2010
Fiat chiede a Santoro 20 milioni di risarcimento
Fiat chiede a Santoro 20 milioni di risarcimentoIl Lingotto contro Annozero, nel mirino le affermazioni contenute in un servizio su tre autovetture ritenuto "fortemente denigratorie e lesive dell’immagine e dell’onorabilità della società, dei suoi prodotti e dei suoi dipendenti". Il conduttore: "Siamo tranquilli"
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25/10/2010
Marchionne: "Senza l'Italia la Fiat farebbe meglio"
Marchionne: "Senza l'Italia la Fiat farebbe meglio"Intervistato da Fabio Fazio l'ad del Lingotto attacca: "Nemmeno un euro dei 2 miliardi dell'utile operativo previsto per il 2010 arriva dal nostro Paese". La replica dei sindacati: "Parla come fosse a capo di una multinazionale straniera"
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11/08/2010
Melfi, la Fiat ricorrerà contro il reintegro dei tre operai
Melfi, la Fiat ricorrerà contro il reintegro dei tre operaiL'azienda automobilistica ha reso noto di aver ricevuto copia del provvedimento del giudice del lavoro di Potenza, che aveva definito i tre licenziamenti illegittimi, disponendone il reinserimento
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10/08/2010
Fiat, reintegrati operai licenziati a Melfi
Fiat, reintegrati operai licenziati a MelfiIl giudice del lavoro di Potenza condanna il Lingotto per "comportamento anti-sindacale". I tre avevano bloccato un carrello robotizzato che riforniva altri dipendenti regolarmente al lavoro
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23/07/2010
Berlusconi: «Fiat libera di produrre dove vuole, spero non a scapito dell'Italia»
Berlusconi: «Fiat libera di produrre dove vuole, spero non a scapito dell'Italia»Chiamparino: «Da Marchionne disponibilità senza facili ottimismi». «In una libera economia e in un libero Stato, un'industria è libera di collocare dove più conviene la produzione»
MILANO - La Fiat è libera di produrre dove meglio crede, ma si spera che questo non vada a scapito dei lavoratori italiani. Lo ha detto Silvio Berlusconi rispondendo a una domanda nel corso della conferenza stampa con il presidente russo Dmitri Medvedev - parlando della decisione Fiat di spostare alcune produzioni in Serbia. «In una libera economia e in un libero Stato, un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione», ha affermato il presidente del Consiglio. «Mi auguro soltanto che questo non accada a scapito dell'Italia e degli addetti italiani a cui la Fiat offre il lavoro».
CHIAMPARINO - Secondo il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, non intenderebbe «pregiudicare quella 'T' che nell'acronimo Fiat rimanda a Torino». Il sindaco lo ha detto in Consiglio comunale dopo aver parlato per telefono con Marchionne e con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. «A Marchionne ho chiesto che si possa affrontare il nodo Mirafiori e mi è sembrato di trovare da parte sua ampia disponibilità», ha reso noto il sindaco del capoluogo piemontese. «Dico questo senza indulgere a facili ottimismi». Quanto a Sacconi «ho apprezzato molto il suo gesto», ha detto Chiamparino riferendosi al tavolo che il ministro intende aprire. «Gli ho detto che però su quel tavolo deve mettere qualcosa in più della sua disponiblità. Non possiamo, né dobbiamo fare come la Serbia, e non aggiungo altro. Ma senza politica industriale non si va da nessuna parte». (fonte: Ansa)
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Fiat, operai in piazza: “Ai ricatti non ci pieghiamo”
Fiat, operai in piazza: “Ai ricatti non ci pieghiamo”Due ore di sciopero negli stabilimenti del Lingotto contro i licenziamenti e contro il mancato pagamento del premio di risultato. Contestata anche la produzione della nuova monovolume in Serbia. E a Melfi la prossima settimana niente cassa integrazione
Sciopero di due ore a Mirafiori e nei diversi stabilimenti Fiat, indetto dalla Fiom contro i licenziamenti e contro il mancato pagamento del premio di risultato. A Mirafiori, secondo quanto riferisce la Fiom, i lavoratori delle Carrozzerie e delle Meccaniche sono usciti in corteo dalla porta 9 di corso Settembrini. Corteo anche per oltre 1000 lavoratori dell'Iveco, che sono usciti dai cancelli della fabbrica.
Secondo il sindacato dei lavoratori delle Carrozzerie e delle Meccaniche di Mirafiori l'adesione allo sciopero è stata del 65-70%. Per l'Azienda alle carrozzerie l'adesione è stata del 14%. Sempre secondo quanto riferisce il sindacato circa 7/800 persone sono uscite in corteo dallo stabilimento di Mirafiori. Più alta, per la Fiom, l'adesione all'Iveco, pari all'80% dei lavoratori. Anche qui c'è stato un corteo di circa 1000 persone, che sono rientrate poco fa in fabbrica.
"Da Torino a Pomigliano ai ricatti non ci pieghiamo", è lo slogan più ripetuto. Motivo di malumori tra i lavoratori del Lingotto anche l’annuncio d el trasferimento della produzione della nuova monovolume da Mirafiori in Serbia. "Il clima tra i lavoratori - sottolinea Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom torinese - risente molto della novità della Serbia. Ogni giorno si aggiunge una notizia non incoraggiante, che aumenta le preoccupazioni: dai licenziamenti, al mancato pagamento del Premio, da Pomigliano a Mirafiori. I lavoratori, anche quelli non direttamente coinvolti dalle ultime notizie, vogliono sapere quali sono le prospettive del gruppo e cosa intenda fare l'Azienda".
E intanto, a Melfi è stata annullata la cassa integrazione prevista per la prossima settimana. Lo ha comunicato la Direzione dello stabilimento in provincia di Potenza alle segreterie territoriali e alla Rsu di stabilimento. "Non vi sarà la prevista sospensione con cassa integrazione dell'attività produttiva della prossima settimana per sopraggiunte esigenze produttive" ha detto il segretario regionale della Fismic, Marco Roselli, evidenziando che "è una notizia che ci aspettavamo viste le perdite produttive dovute ai numerosi scioperi di queste settimane, del resto i clienti che hanno scelto di acquistare le vetture prodotte a Melfi non possono aspettare, è grazie a loro che - ha concluso il rappresentante sindacale - i lavoratori hanno un reddito e per questa ragione per il meritato riposo si puo' attendere una settimana".
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23/06/2010
Pomigliano in bilico: dopo il voto i dubbi di Marchionne
Pomigliano in bilico: dopo il voto i dubbi di MarchionneSacconi: «Sono fiducioso». Bonanni: «Il lingotto rispetti l'accordo». L'azienda orientata a non trasferire la produzione della Panda dalla Polonia all'impianto campano
| Sergio Marchionne in una foto d'archivio |
MILANO - Dopo il risultato del referendum tra i lavoratori dello stabilimento di Pomigliano, dove una maggioranza di poco più del 60 per cento ha detto sì all'intesa con l'azienda, la Fiat starebbe ripensando al piano di trasferimento della produzione della Panda dalla Polonia. Secondo alcune indiscrezioni il Lingotto si aspettava una percentuale di favorevoli più vicina all'80 per cento. In queste ore la Fiat sta valutando tutte le opzioni, non escludendo la rinuncia agli investimenti sullo stabilimento campano. A questo punto il futuro dell'impianto di Pomigliano diventerebbe molto incerto.
SACCONI : «NON VOGLIO NEMMENO PENSARCI...» - «Non voglio nemmeno ipotizzare che Fiat cambi idea» dice il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, alla luce del risultato del referendum. «Non ho parlato direttamente con Marchionne, ho sentito l'azienda dopo l'esito e sono fiducioso sugli investimenti su Pomigliano». «Al momento - aggiunge però Sacconi - non è previsto alcun incontro. Il governo opera quando le parti lo chiedono».
BONANNI: «LINGOTTO RISPETTI GLI ACCORDI» - Secondo il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, il Lingotto adesso «deve rispettare gli impegni». «Mi rifiuto di pensare che Marchionne non garantirà l'accordo - dice Bonanni a margine di una conferenza stampa a Pomigliano - se si dovesse verificare un'ipotesi del genere, con la stessa forza con la quale abbiamo difeso i posti di lavoro così saremo contro un abbozzo di ripensamento». Il leader sindacale afferma che sulla vertenza c'è stata «una campagna che hanno voluto politicizzare in tutti i modi sia a destra che a sinistra. Tutto sommato i lavoratori hanno preso la posizione giusta». «Ci sono le condizioni per fare gli investimenti - aggiunge - e garantire Pomigliano, anzi per garantire lo stabilimento e anche altri posti di lavoro». Da qui l'appello: «Chiediamo alla Fiat di procedere perché ha potuto contare su un vasto piedistallo su cui poter costruire prospettive». Bonanni invita anche le altre organizzazioni sindacali a guardare avanti. «Sono convinto che anche la Cgil si unirà a noi perché qui stiamo discutendo se la fabbrica debba stare in piedi o meno. Non è un gioco qualsiasi. Qui ci sono 5mila posti di lavoro più l'indotto e c'è l'avvenire industriale del Napoletano. Non è un gioco». Bonanni non ci sta infine a definire l'intesa siglata lo scorso 15 giugno con la Fiat una violazione dei diritti costituzionali: «È una bufala, una fregnaccia paurosa» afferma il segretario Cisl, spiegando di essere rammaricato per il fatto che la valutazione della vicenda si sia proprio fondata su questo assunto.
ANGELETTI: «CONFERMARE L'INTESA» - «Credo che l'opzione per la Fiat sia esattamente una, quella di confermare la validità dell'accordo e quindi l'investimento da realizzarsi nei prossimi mesi per trasferire la Panda a Pomigliano» concorda il segretario della Uil, Luigi Angeletti, a Sky Tg24. Angeletti sottolinea che «se in Italia si dovesse sostenere la tesi che le cose si possono fare soltanto se c'è l'unanimità, allora non si farebbe nulla». Se questa posizione può andar «bene per la politica, per le imprese sarebbe soltanto un pretesto».
AIRAUDO (FIOM): «LA FIAT SI È INCARTATA» - «Temo che la Fiat a Pomigliano si sia incartata e abbia fatto un referendum su se stessa» è il commento di Giorgio Airaudo, segretario regionale della Fiom-Cgil, a margine di un presidio dei lavoratori delle aziende in crisi in corso a Torino davanti alla Regione Piemonte. «Siamo di fronte ad un voto coraggioso dei lavoratori che hanno saputo, nonostante le pressioni e il ricatto, esprimere un dissenso sulle condizioni che vengono poste dall’azienda per portare la Panda a Pomigliano». «Non si può gestire il rapporto con il paese e con i lavoratori - prosegue il sindacalista - nello stesso modo in cui si gestisce un consiglio di amministrazione che delibera o meno un investimento». Airaudo ha poi osservato: «La Fiat deve ricordarsi che oltre ad essere una multinazionale è un’azienda italiana. Si comporti secondo le regole e le leggi italiane». Secondo il sindacalista della Fiom «siamo disposti a fare la Panda polacca ma non siamo disposti ad avere contratti polacchi. Siamo in Italia e Marchionne dovrebbe rendersene conto. Sulle regole italiane siamo pronti a riprendere il negoziato non da oggi ma da ieri».
Redazione online
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