06/01/2010

Giovani danno fuoco a un barbone, l'uomo si salva

Giovani danno fuoco a un barbone, l'uomo si salva

 

Venezia, i ragazzi hanno gettato liquido infiammabile sui cartoni dove dormiva l'uomo vicino ai Frari

 

 

Il giaciglio di un barbone (archivio)

Il giaciglio di un barbone (archivio)

VENEZIA - Si è salvato per la prontezza di riflessi che gli ha permesso di alzarsi e fuggire alle prime vampate di calore ma ha rischiato di morire nel fuoco un barbone veneziano il cui giaciglio è stato dato alle fiamme da un gruppo di giovani. È successo l’altra notte a Venezia in corte Badoera, a due passi dalla chiesa dei Frari: alcuni giovani, secondo la stessa vittima tre o quattro ragazzi e un paio di donne, hanno cosparso di liquido infiammabile i cartoni adibiti a giaciglio. L’uomo, 61 anni che da tempo vive sotto quel portico, si è accorto quasi subito di quanto avveniva e ha spento da solo le fiamme che gli avevano avvolto una manica della giacca. Il sessantunenne ha quindi raccontato agli inquirenti di aver visto «un gruppo di giovanissimi» fuggire dopo il gesto. Non sarebbe la prima volta che il barbone veneziano viene preso di mira da delinquenti: altre volte sarebbe stato fatto oggetto di lanci di carta incendiata, episodi che non aveva mai voluto denunciare.


25/03/2009

Uomo si dà fuoco in Campidoglio

Uomo si dà fuoco in Campidoglio

 

DISAGIO SOCIALE E DISOCCUPAZIONE ALL'ORIGINE DEL GESTO. Ricoverato all'ospedale sant' Eugenio. Un amico: «Era disperato perché senza lavoro»

 

La bottiglia utilizzata dall'uomo per cospargersi di alcol (Benvegnù-Guaitoli)
La bottiglia utilizzata dall'uomo per cospargersi di alcol (Benvegnù-Guaitoli)

 

 

 

 

 

 

ROMA - Un uomo, V.C., 39 con precedenti penali per rapina e altri reati gravi, si è dato fuoco in piazza del Campidoglio a Roma. Ancora ignoti i motivi del gesto, anche se probabilmente si legano al disagio sociale e alla mancanza di un lavoro. «Sono disperato» avrebbe detto ai soccorritori, prima di essere ricoverato al centro grandi ustioni dell' ospedale sant' Eugenio, non in gravi condizioni, ma con ustioni sul 10% del corpo.

«SONO UN DISOCCUPATO» - «Sono un disoccupato, il mio era un gesto dimostrativo» ha poi detto l'uomo ai medici del reparto grandi ustionati dell'ospedale Sant'Eugenio dove è ricoverato. Secondo quanto affermano fonti mediche l'uomo avrebbe ustioni di secondo e terzo grado alla nuca e alle orecchie. Le condizioni generali sono comunque buone.

I PRIMI SOCCORSI - L'uomo si era cosparso di liquido infiammabile e si è dato fuoco. A intervenire immediatamente sono stati i carabinieri dell' antisabotaggio e dell' unità cinofile che stavano effettuando una bonifica dell' area antistante il palazzo senatorio in previsione della visita dei Reali di Svezia in Campidoglio. C'era stato un altro precedente simile in Piazza Navona il 9 giugno scorso, quando un altro pregiudicato napoletano si diede fuoco e poi si gettò nella fontana.

DISPERATO PER LA DISOCCUPAZIONE - Ricoverato al S.Eugenio è stato raggiunto da un amico, Celestino, che ha confermato la versione dell'uomo. «Era disperato, non riusciva a trovare lavoro e per questo martedì aveva già minacciato di darsi fuoco - dice l'amico - poi stamattina alle sei l'ho visto, mi ha salutato, mi ha detto "ci vediamo dopo", aveva gli occhi pieni di rabbia». Proprio martedì, racconta la sua compagna Paola, gli era stato comunicato che non avrebbe percepito alcun indennizzo di disoccupazione dopo il licenziamento dalla cooperativa di servizi dove lavorava fino allo scorso ottobre.


14/02/2009

Morto l'uomo trovato bruciato a Roma

Morto l'uomo trovato bruciato a Roma

 

I carabinieri pensano al suicidio: era indebitato e con un figlio malato Antonio Landolfi aveva ustioni sul 96% del corpo: ha passato tre giorni di agonia al Caldarelli di Napoli

 

ROMA - È morto Antonio Landolfi, l'uomo di 42 anni trovato tre giorni fa in via Casilina, nella periferia di Roma avvolto dalle fiamme, dopo giorni di agonia nel reparto ustioni dell'ospedale Caldarelli di Napoli. Aveva ustioni sul 96% del corpo. Le indagini dei carabinieri hanno portato a escludere un atto violento o una ritorsione della criminalità. Gli investigatori privilegiano l'ipotesi di un tentato suicidio o di un gesto disperato visto che l'uomo era oppresso dai debiti e aveva un figlio gravemente malato.


11/02/2009

Roma, danno fuoco a un uomo e fuggono

Roma, danno fuoco a un uomo e fuggono

 

 

Nella periferia est della Capitale. ha ustioni sul 90% del corpo: rischia la vita. La vittima è un imprenditore di origini napoletane: era gravato da forti debiti, non si esclude il tentato suicidio

 

 

ROMA - È in gravissime condizioni un uomo di 42 anni, aggredito e bruciato nella notte a Roma. La vittima è un piccolo imprenditore di origini napoletane, con qualche precedente penale per reati contro il patrimonio: è stato cosparso di liquido infiammabile e gli è stato dato fuoco intorno all'1.50 nella periferia est della Capitale, in via Casilina. Gli aggressori sono scappati subito dopo. L'uomo, soccorso da un passante e una guardia giurata, è stato ricoverato all'ospedale San Camillo. Ha il 90% del corpo coperto da ustioni di secondo e terzo grado. Sotto sedativi, ha detto ai medici di esser stato aggredito da quattro persone. Nel luogo dell'aggressione, a poca distanza dall'auto dell'imprenditore, i carabinieri hanno trovato due bottiglie di liquido incendiario, oltre al portafoglio con pochi soldi e i documenti.

POSSIBILE SUICIDIO - Gli inquirenti lavorano su tutte le ipotesi, compresa quella del tentato suicidio, dato che l'attività imprenditoriale della vittima è gravata da forti debiti. Secondo la ricostruzione, è uscito di casa martedì mattina per andare a lavorare in un’impresa di costruzioni ed è stato sentito per l’ultima volta dalla moglie intorno alle 16. Poi nessuna notizia, fino a quando è stato trovato bruciato. Ai soccorsi ha dato subito il numero di cellulare della moglie.