20/04/2010
Vasco sul palco dell’iPhone
Vasco sul palco dell’iPhonePrimo concerto al mondo in diretta streaming per il Komandante: il live di Vasco Rossi del 21 aprile 2010 al PalaIsozaki di Torino si potrà guardare direttamente dal cellulare grazie all’applicazione dell’iPhone iVasco.
Ennesimo Guinness dei Primati per il rocker di Zocca, che dopo innumerevoli record lancia la primissima esibizione dal vivo al mondo in diretta streaming: per il suo penultimo live della prima parte del Tour Indoor, Vasco pensa in grande e vuole raggiungere un pubblico da stadio, anziché da palazzetto dello sport .
Nemmeno gli Stati Uniti o il Giappone, di solito precursori di tutto o quasi, ci avevano mai pensato: il primo concerto sul mobile verrà trasmesso dal PalaIsozaki di Torino il 21 aprile 2010 e sarà fruibile da tutti i possessori di iVasco, l’applicazione scaricabile su iPhone e su iPod Touch che è stata la più acquistata in Italia nella categoria Musica dell’Apple Store di iTunes, seconda soltanto a Shazam.
Lanciata nel novembre 2009, sulla scia dell’enorme successo ottenuto dall’album Tracks2 – Inediti e Rarità, sesto disco live del cantautore che ha venduto oltre trecentomila copie, l’applicazione dedicata ai fan di Vasco si arricchisce così di una nuova funzionalità, mai stata disponibile prima per un artista, che consentirà di vivere in prima persona il live di Torino.
Camilla Sernagiotto
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09/04/2010
«Io candidato? Non è il mio mestiere Oggi non c'è spazio per la politica pulita»
«Io candidato? Non è il mio mestiere Oggi non c'è spazio per la politica pulita»«L'emergenza rifiuti in Campania? Non è risolta. Hanno solo spazzato un po' il centro». Roberto Saviano in videochat con i lettori di Corriere.it: «Ho ricevuto proposte da tutti, anche dalla Lega Nord»
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| Roberto Saviano durante la videochat con i lettori di Corriere.it |
MILANO - Un sondaggio della Swg per l'Espresso lo indica come ousider tra i possibili sfidanti di Silvio Berlusconi alle prossime elezioni politiche. E tra quanti leggono i suoi libri, sono molti quelli che lo vorrebbero impegnato in prima persona nella gestione della cosa pubblica, per dare una risposta di legalità a quel malaffare che, come raccontato in «Gomorra» e in tutti i suoi lavori, poggia sostanzialmente sul doppio pilastro di politica e criminalità in stretta connessione. A dire il vero, negli ultimi tempi le proposte di candidatura non gli sono mancate: dal Pd alla sinistra più radicale, dall'Italia dei valori a Forza Nuova. E perfino la Lega Nord, che nei giorni scorsi aveva ipotizzato un candidato leghista per il comune di Napoli, lo avrebbe voluto tra le sue fila alle ultime elezioni europee. Ma Roberto Saviano ad entrare in politica non ci pensa affatto: «Non credo sia il mio mestiere - ha spiegato nel corso della videochat con i lettori di Corriere.it -. Il mio è scrivere, parlare, cercare di continuare ad usare la parola per costruire cose. La politica, invece, in questo periodo ha un sapore strano. Oggi temo che non ci siano spazi per una politica pulita».
FUGA DAL MERIDIONE - La parola come strumento di lotta alla criminalità organizzata, in primo luogo la camorra. Che Saviano continua a denunciare e da cui continua a ricevere minacce di morte. Ma che quella parola, ora che è scritta e che continua ad essere pronunciata, davvero non riesce a sconfiggere. E proprio «La parola contro la Camorra» (Einaudi) è il titolo del nuovo libro con dvd di Saviano che raccoglie quella che nel retro di copertina viene definita una «orazione civile» contro la criminalità organizzata. Ma che è anche un grido d'orgoglio di un giovane che ha a cuore la propria terra, violentata e devastata dalle attività illecite che oltre ad avere avvelenato il territorio hanno ucciso anche la speranza. Ed è proprio da qui che, secondo Saviano, la politica dovrebbe partire: da una politica «che freni l'emoraggia di giovani, che ne permetta il ritorno». Perché se un tempo l'abbandono delle regioni del sud era il risultato di una rassegnazione alla mancanza di lavoro e di prospettive, oggi la fuga riguarda soprattutto le energie positive: «Andare via - ha spiegato lo scrittore nel corso del faccia a faccia con i lettori - è considerato sinonimo di forza e di successo. E non è possibile che questa cosa venga del tutto ignorata». Perché oggi in Campania - così come in Calabria o in Sicilia - «finisce col restare a casa propria solo il rassegnato o il compromesso».
I SOLDATI E L'ECONOMIA - Giornali e tv parlano spesso di arresti di pezzi grossi e piccoli della criminalità organizzata. Che sia il segno di un cambiamento? Saviano non ci crede. «Questo governo ha sicuramente svolto attività positive rispetto ad alcune operazioni in alcuni territori, soprattutto con l'arresto nei segmenti militari della camorra. Ma si sta parlando di operazioni le cui inchieste sono partite anni fa. Si sta recuperando in parte il tempo perduto, arrestando i soldati. Ma non si tiene conto del fatto che oggi vengono alla luce gli affari che la camorra ha iniziato a fare 10 o 15 anni fa. E' su questo che bisognerebbe lavorare piuttosto che stare a sbandierare le proprie vittorie». In particolare, secondo lo scrittore, manca la vera strategia con cui combattere efficacemente ogni forma di mafia: il monitoraggio delle attività economiche. Perché è inutile arrestare i soldati se poi si lascia nelle mani della criminalità organizzata il controllo dell'economia. Quella reale, «perché se non si esce dalla logica degli appalti assegnati con il solo criterio del massimo ribasso alla fine vinceranno sempre loro». E quella sommersa, che fa grandi affari soprattutto con la droga: «I governi, sia questo sia il precedente, non hanno fatto molto sul narcotraffico - è la denuncia di Saviano - e siamo al punto che oggi le organizzazioni italiane danno lezioni a tutto il mondo su come prosperare con le droghe. Gli africani parlano di petrolio bianco. E Milano ne è la capitale».
FEDERALISMO E «COSE NOSTRE» - E se arrivasse il federalismo fiscale, chiede un lettore, per le mafie le cose andrebbero meglio o peggio? Saviano non ha una risposta certa: «Con il livello di infiltrazione che c'è nelle regioni del meridione, potrebbe finire con l'essere un regalo perché poi ognuno si fa gli affari propri e allora diventano davvero "cose nostre", un nome che non è stato scelto a caso. Tuttavia potrebbe anche essere l'occasione per dare alle istituzioni il modo per rispondere in prima regione del denaro che deve essere messo a frutto nella propria regione». Saviano, sollecitato dalle domande, ha criticato il fatto che nella sua regione, la Campania, «chi ha vinto ha fatto campagna elettorale senza mai pronunciare la parola camorra e senza mai fare intendere che il contrasto alla criminalità organizzata sarebbe stato prioritario». E ha ricordato che le organizzazioni criminali hanno appoggiato indistintamente il centrodestra e il centrosinistra, secondo la massima del boss Carmine Alfieri secondo cui «la camorra è democratica e sta sempre con chi vince».
EMERGENZA IRRISOLTA - E sempre restando alla sua regione ha spiegato che anche il problema rifiuti è tutt'altro che risolto: «Si è solo spazzata un po' di polvere dal centro, la raccolta differenziata non è partita e le discariche tornano ad essere statolle e non solo di spazzatura napoletana, ma di rifiuti provenienti da tutta Italia. Rifiuti spesso tossici che hanno distrutto l'agricoltura del luogo e spezzato centinaia di migliaia di vite». E' uno dei temi portanti di «Gomorra» quello del business dei rifiuti pericolosi e degli sversamenti clandestini, a cui può essere correlata un'elevata incidenza di tumori in alcune delle zone più soggette agli scarichi illegali. E Saviano ci torna sopra con insistenza: «Non ci sono i sacchetti per strada nel cuore di Napoli, ma le colonne di fumo nero si vedono ancora tutti i giorni e in tutta la Campania: sono quelle dei rifiuti tossici che vengono bruciati prima di essere gettati in discarica». Non si tratta di poca roba: «Mettendo insieme tutti i rifiuti che ha gestito la camorra e di cui si è venuti a conoscenza dalle inchieste - ha calcolato - verrebbe fuori una montagna alta quanto l'Everest». Invece quella montagna non si vede, resta sotterranea, mischiata al terreno, infiltrata nelle falde. Sotto forma di veleni.
LIBERTA' E FELICITA' - La rabbia e l'orgoglio, la voglia di continuare a denunciare e non arrendersi mai. C'è tutto questo nelle domande dei lettori e nelle parole dell'autore di «Gomorra». Ma c'è un briciolo di felicità nella vita di uno scrittore condannato a stare nel mirino? Cos'è - chiede un lettore - la felicità per Roberto Saviano? «E' l'idea di poter tornare ad essere libero. Nella costituzione americana è previsto il diritto alla felicità, perché senza il diritto di goderne non può esistere alcuna democrazia. Uno dei motivi per cui invito i giovani a ribellarsi è proprio questo: poter tornare ad essere felici, ritrovare la capacità di fare quello che si vuole della propria vita».
Alessandro Sala
Fonte: corriere.it
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27/10/2009
Concerto su YouTube, folla web per la "rivoluzione U2"
Concerto su YouTube, folla web per la "rivoluzione U2"
Settantamila commenti in due ore. In milioni davanti agli schermi per la prima esibizione di una grande band trasmessa live su Internet
| Un frame del concerto degli U2 su YouTube |
Centomila persone in carne ossa e milioni davanti agli schermi di un computer (collegati da sedici paesi, tutti i continenti). Una vera e propria folla web ha seguito il concerto degli U2 trasmesso live su Internet dal Rose Bowl di Pasadena. «One stage, one band» («un palco una banda») le scritte che campeggiavano sulla pagina YouTube dedicata all'esibizione del gruppo irlandese. Un evento senza precedenti che ha preso il via alle 20 e trenta locali di domenica sera; un'attesa di mezz'ora sulle note delle canzoni più famose della band irlandese e con la diretta del pubblico riunito allo stadio, dove è stato montato un palco dalle forme quasi aliene, enormi colonne curve che danno vita allo scheletro di una capanna futuristica. Un palco ispirato alla torre di controllo dell'aeroporto di Los Angeles, così, come ha detto Bono, leader del gruppo, da poter dare l'idea al pubblico di essere parte della band e dare una visione a 360 gradi dello spettacolo che non a caso si chiama «360 Tour» e di cui la tappa in California è la penultima.
CREATO UN PRECEDENTE - Quello di Bono & co. è senza dubbio un precedente importante. E la band è riuscita come sempre a coinvolgere il pubblico, questa volta davvero oceanico, che nel frattempo in Rete commentava, interagiva, si connetteva, condivideva. Settantamila commenti in due ore: un'enormità, e poco importa se la voce di Bono non era perfetta, se l'acustica non era quella della Disney Hall o se il concerto è durato poco più di due ore, gli U2 come hanno fatto sempre, hanno dato il meglio dal vivo con una generosità e un impegno che ricorda le band di altri tempi. Tempi in cui non ci si sarebbe mai sognati di aprire le porte di un concerto, gratis, a tutto il mondo.
Il video del concerto
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14/08/2009
Grignani, fischi e malore sul palco
Grignani, fischi e malore sul palco
Gli spettatori: «Ha steccato spesso». E L'esibizione finisce su youtube. Il cantante sviene durante il concerto in provincia di Potenza. Il vicesindaco: «Uno show indegno»
POTENZA - Qualche «stecca» di troppo, i fischi del pubblico e lo svenimento sul palco. Una vera e propria serataccia, per Gianluca Grignani. Il cantante si è esibito la notte scorsa a Viggianello (Potenza), paese nel Parco del Pollino, al confine tra Basilicata e Calabria, davanti a circa 2000 persone. Secondo quanto riferito da molte persone che hanno assistito allo spettacolo, il cantante ha spesso «steccato» e ha eseguito solo parte delle canzoni in scaletta. A un certo punto, c'è stato il malore. Grignani è stato soccorso dalla Croce Rossa che era presente nel campo sportivo e poi è stato accompagnato dai Carabinieri in un albergo, ma - secondo quanto si è appreso - le sue condizioni non sono gravi. Il concerto era inserito nella quinta edizione del Merkurion Music Live.
«SHOW INDEGNO» - Tra fan che erano presenti al concerto c'è stata preoccupazione e amarezza. «Tanta solidarietà umana a Gianluca Grignani per quello che è accaduto - afferma il vicesindaco di Viggianello, Francesco Rizzo - ma era irriconoscibile. Mi è sembrato difficile capire che fosse lui - dice - non era il cantante che ho potuto ascoltare in radio, sembrava proprio un'altra persona. È salito sul palco già turbato, non era assolutamente in forma e non so il perché. Non ha cantato, si può dire che urlava. È un peccato perché c'erano duemila persone che volevano vederlo ed ascoltarlo. Poi, dopo un'oretta, dopo che era risalito sul palco, c'è stato questo episodio. Lo abbiamo visto e sentito cadere per terra, ora non so dire se è stato un mancamento o se è inciampato in qualche filo. La Croce rossa lo ha subito soccorso». La delusione è stata tanta tra gli spettatori che hanno pagato un biglietto di 10 euro. «Mi dispiace umanamente ma finché è stato sul palco lo spettacolo sinceramente lo giudico indegno - aggiunge il vicesindaco Rizzo -. Adesso i nostri legali valuteranno se intraprendere delle azioni perché un danno c'è stato all'immagine della Pro Loco e del Comune che hanno organizzato il concerto. In più sembra che ci sia anche qualche richiesta di rimborso del biglietto».
«FORTE STRESS» - Dallo staff del cantante fanno intanto sapere che il malore avuto la notte scorsa, «è dovuto a un forte stress da lavoro». Alcuni collaboratori che l'hanno accompagnato in Basilicata hanno riferito che «Grignani era arrivato a Viggianello già molto provato, ma ha comunque deciso di salire sul palco». Il cantante sta adesso valutando se confermare alcune tappe del suo tour estivo.
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25/10/2008
Michael Jackson: «Torno sul palco, lo faccio per i miei figli»
Michael Jackson: «Torno sul palco, lo faccio per i miei figli»Indiscrezioni pubblicate da quotidiani inglesi. Il cantante starebbe preparando un colossale tour mondiale di 30 date e da 50 milioni di sterline. E intanto fa shopping
MILANO - Michael Jackson sta tornando. Stando, infatti, a quanto scrivono «Daily Star» e «The Sun», il cantante starebbe preparando un colossale tour mondiale di 30 date e da 50 milioni di sterline (più di 63 milioni di euro), oltre a un nuovo album che dovrebbe vedere la luce nel giro di pochi mesi e al quale starebbero lavorando alcuni pezzi grossi della musica come John Legend, il rapper 50 Cent e il frontman dei Black Eyed Peas, Will.i.am. E per festeggiare l’evento – non fa concerti dal vivo dal 2005, quando uscì pulito dalle accuse di abuso su minore – la popstar avrebbe deciso di regalarsi una faccia tutta nuova. Ancora più bianca del solito. Ma, contrariamente ai bizzarri comportamenti assunti negli ultimi anni, quando ostentava maschere (soprattutto igieniche) e camuffamenti di ogni tipo per celarsi agli occhi dei curiosi (giusto due settimane fa aveva portato i tre figli in un negozio di fumetti di Los Angeles , obbligando tutti ad indossare delle maschere di carnevale), questa volta Michael Jackson ha deciso di mostrare il suo volto al mondo, facendosi immortalare più o meno «nature» in un giro di shopping nella Città degli Angeli.
Certo, niente a che vedere con il cantante dei Jackson Five, visto che il naso a patata è sparito da un bel pezzo e che, a furia di schiariture e trattamenti chimici, la sua pelle è diventata talmente diafana da sembrare trasparente. Non a caso, la popstar aveva in mano un ombrello, per ripararsi dai raggi del sole californiano. Eppure, malgrado il colorito lunare, Michael Jackson è apparso sorridente come non mai e, soprattutto, in buona salute, dopo le allarmanti voci che si erano sparse in estate e che lo davano gravemente malato, tanto da essere costretto a farsi scarrozzare in giro per Las Vegas (dove attualmente vive) su una sedia a rotelle. Dopo una sosta all’«Off the Wall» (così chiamato in onore del suo album del 1979), dove ha acquistato un modellino di aereo, Jackson ha fatto tappa in una profumeria, prima di scambiare due parole con i fan sui suoi progetti futuri.
Altra novità del «nuovo Michael», dato che finora aveva sempre evitato come la peste il contatto con gli estranei. «Michael ha detto che non intende fare uno show a Vegas – ha raccontato ai tabloid uno dei presenti – ma che vuole organizzare un tour mondiale di 30 date in altrettante città per il prossimo anno. E’ venuto a Los Angeles proprio per finalizzare i dettagli dell’operazione e ha spiegato che lo fa per i figli, perché vuole che vedano quello che lui ha fatto e spera che seguano la sua strada». Cuore di papà, insomma, visto che Prince Michael, Prince Michael II e Paris non erano ancora nati quando il celebre genitore fu protagonista del mega-tour del 1996. Ma per i giornali inglesi il vero motivo sarebbe un altro, ovvero i soldi, stante le traversie finanziarie che ha avuto Jackson negli ultimi dieci anni e che lo hanno persino costretto a mettere il vendita il paradiso di Neverland. «Sarà il ritorno di tutti i ritorni – ha sottolineato un anonimo del suo entourage – e i fan ne andranno pazzi».
Alcuni specialisti inglesi di "age progression" hanno elaborato al computer un'immagine di come sarebbe oggi Michael Jackson, se non avesse subìto alcun intervento di chirurgia (da mirror.co.uk)
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11/10/2008
Mega-concerto per il web: 18 ore di musica live da 17 Paesi
Mega-concerto per il web: 18 ore di musica live da 17 PaesiDa Tokyo a New York: una maratona per festeggiare i 30 anni di Diesel. Con un video ad alto tasso erotico. A milano la «regia centrale»
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| Il logo del mega-concerto |
GLI ARTISTI - I nomi - alcuni conosciuti al grande pubblico, altri meno - sono decine: a Milano, per esempio, si esibiranno Earth Wind & Fire, Sister Bliss, Lindstrom, Diskjokke, Who Made Who e Chicks on Speed. La festa allo "Studio 2000" inizierà alle 22 e andrà avanti fino alle 5 di mattina. A Tokyo ci saranno, tra gli altri, i Soulwax. A New York toccherà a Nerd, Mia e Chaka Khan.
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